{"id":10249,"date":"2023-03-19T17:07:17","date_gmt":"2023-03-19T16:07:17","guid":{"rendered":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=10249"},"modified":"2023-03-28T14:46:54","modified_gmt":"2023-03-28T13:46:54","slug":"tempo-sospeso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/tempo-sospeso\/","title":{"rendered":"Tempo sospeso"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/tempo-sospeso\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\">di Micol Favretto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lei, grandi occhi color miele celati tra folte ciglia, e lui, candida e rosea pelle, contemplano,<br \/>\nimmersi nel silenzio, un\u2019aria densa di parole inaudibili. La natura, irresistibile e impetuosa, sta a<br \/>\nguardarli come se, anche se immobili, fossero impegnati in mille danze, in un vortice senza tregua.<br \/>\nNessun pennello, nessuna parola potrebbe mai catturare quell\u2019attimo al di l\u00e0 del sensibile.<br \/>\nLa luce dona colori vividi all\u2019ambiente e nulla sembra poter portare alcuna ombra.<br \/>\nUna mano docile si allunga verso una callosa, logorata dal tempo, dalla fatica, dal duro metallo.<br \/>\nDal tocco dei due si genera energia, movimento ed infine quiete. Si ode solo un impetuoso silenzio<br \/>\nin un etereo universo siderale.<br \/>\nNon resta che immergersi fino a non sentire pi\u00f9 il cuore battere e il sangue pulsare.<br \/>\nAscolta.<br \/>\nVenere accoglie Marte, come il buio accoglie la luce, come l&#8217;intesa accoglie la discordia.<br \/>\nE l\u00ec appaiono come l\u2019impulso elettrico di un amore bellicoso, di un voluttuoso furore, di un candido<br \/>\nlamento, un ottundimento di significati, una pulsione, che non lascia che le esperienze dell\u2019anima<br \/>\npossano essere fissate e possano rientrare all\u2019interno di un cosmos razionale.<br \/>\nOsservali rimanere sospesi nelle sedi beate degli dei, in un armonioso ed ozioso stato di atarassia.<br \/>\nQuegli stessi occhi color miele osservano l\u2019amante, magnetizzati da un lepido impulso. Il contatto<br \/>\ndelle sole iridi fornisce nutrimento per quei cuori insaziabili.<br \/>\nCome pianeti, Venere e Marte comunicano attraverso gesti immobili, sguardi vacui ed un continuo,<br \/>\ninfinito movimento, l\u2019uno sempre alla stessa distanza dall\u2019altro, come se non potessero stare n\u00e9 pi\u00f9<br \/>\nvicini n\u00e9 pi\u00f9 lontani.<br \/>\nGravitano pigri, separati da Gaia e dai suoi mortali abitanti, figli del travolgente sentimento<br \/>\nd\u2019ambrosia. Tra loro vi \u00e8 chi prega che la madre della loro stirpe peritura conferisca alle sue parole<br \/>\ne ai suoi versi una bellezza tale da divenire eterni.<br \/>\nPochi eletti ricevono dall\u2019alma Venere tale dono!<br \/>\nE loro, amore e guerra, ora due sfere celesti, percorrendo un\u2019orbita immutabile, cercano<br \/>\ncontinuamente di sfiorarsi, se non con il solo sguardo, approssimandosi ciclicamente l\u2019uno all\u2019altro.<br \/>\n\u00c8 un amore che valica i confini fisici del corpo, della sensazione, delle carezze scambiate, del<br \/>\nreciproco contatto della tiepida pelle.<br \/>\nIl respiro, lento e faticoso, \u00e8 comune ad entrambi, coordinato nella frenetica quiete, cura della<br \/>\nguerra. Le loro anime, intrecciate come rami d\u2019un albero centenario, si sfiorano, accarezzano e si<br \/>\ncircondano l\u2019uno con l\u2019altro, presi da un movimento eterno, impercettibile, continuo.<br \/>\nLe Muse potrebbero mai ispirare poeti e suggerire loro le giuste parole per comporre versi che<br \/>\ndiano dignit\u00e0 a quella scena, che sembra tanto immutabile, quanto in continuo mutamento?<br \/>\nPotranno mai le Muse accontentarsi di tali percepibili e impalpabili parole umane, che sfuggono e si<br \/>\nperdono nel continuo scorrere del tempo?<br \/>\nLui, assopito, disteso sulla sua morbida veste la contempla, desiderando una sola sua carezza ed<br \/>\ninsieme respingendola con tutte le forze. \u00c8 la guerra che contempla la pace, attratta e distratta.<br \/>\nLei, sguardo fisso dinnanzi a s\u00e9, immobile, contempla la primavera e respira aria incontaminata, se<br \/>\nnon dalla soave cupidigia che trasudano i due corpi. Marte sazia la sua sete d\u2019amore solo<br \/>\nguardandola, il suo respiro pende dalla bocca di lei.<br \/>\nLa malinconia si impossessa di Venere mentre osserva l\u2019amante dormiente. Teme per l\u2019incolumit\u00e0<br \/>\ndi lui. Teme per la pace e la concordia tra gli uomini. Eppure lei \u00e8 l\u2019unica capace di domare la<br \/>\nfrenesia di Marte. Il volto dell\u2019amante, che contempla, \u00e8 lo stesso che porta lacrime, sospiri e grida<br \/>\nai mortali, specie a lei cara. Gli stessi suoi occhi, che ora la guardano con soave desiderio,<br \/>\nnascondono un\u2019indole distruttrice, un animo fatto di metalli e fiamme, violenza e orrore di corpi<br \/>\nstraziati e dilaniati con ferocia. Venere, tessitrice di inganni, cerca di placare quel suo tanto distante<br \/>\nquanto vicino amante, Marte, per sciogliere dalle dolorose angosce l\u2019animo di tutti gli inconsci<br \/>\nmortali.<br \/>\nLei, sorriso immergente, \u00e8 pari ad un torrente continuo, limpido e irruente e, ancora, perpetuamente<br \/>\nuguale e inesauribile. Inconsapevolmente catturati da esso, tutti gli esseri viventi si abbandonano al<br \/>\nlento sfumare dei colori, ai suoni che si ovattano, alla luce che si alterna al buio secondo un ritmo<br \/>\nperpetuo, incessante, primordiale. Venere, dea tanto cara alla poetessa di Lesbo, \u00e8 la sola risorsa<br \/>\nd\u2019acqua capace di spegnere quelle fiamme divoratrici.<br \/>\nLei rende tutti ebbri di dolcezza e di venust\u00e0: la vista si fa sfuocata e si perde la cognizione del<br \/>\ntutto. Lei, come l\u2019acqua, sommerge e rende vivo l\u2019amante. E lui vuole farsi travolgere, da tale<br \/>\npotenza incolmabile, generatrice.<br \/>\nE ancora, ascolta il fruscio della veste mentre Venere si congeda.<br \/>\nCon la luminosa dea si osserva scomparire all\u2019orizzonte anche l\u2019abbondanza, la dolcezza dei frutti<br \/>\nmaturi, i soavi suoni e le carezze dei caldi raggi del sole.<br \/>\nRitorna violento l\u2019inverno tra i mortali, con i suoi gelidi venti e piogge come lacrime versate per<br \/>\nl\u2019abbandono.<br \/>\nL\u2019amore tra i due \u00e8 illecito, cos\u00ec come la concordia nel globo terracqueo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vuoi leggere un altro articolo? <a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/la-voce-della-nostra-generazione\">Clicca qui<\/a>!<\/span><\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Micol Favretto &nbsp; Lei, grandi occhi color miele celati tra folte ciglia, e lui, candida e rosea pelle, contemplano, immersi nel silenzio, un\u2019aria densa di parole inaudibili. 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