{"id":10409,"date":"2023-01-01T13:43:25","date_gmt":"2023-01-01T12:43:25","guid":{"rendered":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=10409"},"modified":"2023-06-05T09:02:33","modified_gmt":"2023-06-05T08:02:33","slug":"lesodo-tra-speranza-e-desiderio-confini-e-limiti-da-superare-suggestioni-dallo-spettacolo-teatrale-passi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/lesodo-tra-speranza-e-desiderio-confini-e-limiti-da-superare-suggestioni-dallo-spettacolo-teatrale-passi\/","title":{"rendered":"L\u2019esodo tra speranza e desiderio, confini e limiti da superare: suggestioni dallo spettacolo teatrale \u201cPassi\u201d"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/lesodo-tra-speranza-e-desiderio-confini-e-limiti-da-superare-suggestioni-dallo-spettacolo-teatrale-passi\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\">di Francesca Amendola (redazione)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Marted\u00ec 14 febbraio, presso il Teatro del Parco Bissuola di Mestre, \u00e8 andato in scena\u00a0 lo spettacolo teatrale \u201cPassi\u201d a opera di Gianmarco Busetto, con l\u2019assistenza tecnica di Marco Duse, prodotto dalla compagnia teatrale Farmacia Zoo\u00e8 nel 2021<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Interpretato da un unico attore, Marco De Rossi, lo spettacolo <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">racconta <strong>la vita di Abdon Pamich<\/strong>, atleta e marciatore vincitore delle Olimpiadi di Tokyo nel 1964. Al centro della <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">pi\u00e8ce<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> vi sono la sua carriera sportiva e i ricordi che lo legano alla sua adolescenza da esule, da quando nel 1947 la sua vita \u00e8 cambiata radicalmente. Con il Trattato di Parigi di quell\u2019anno, infatti, <strong>Fiume, provincia italiana, era stata assegnata allo Stato jugoslavo<\/strong>. I cittadini come Pamich,\u00a0 improvvisamente\u00a0 stranieri nella loro stessa citt\u00e0, hanno dovuto cos\u00ec scegliere se restare a Fiume, diventando per\u00f2 jugoslavi, oppure emigrare in Italia, vivendo da profughi. Qualunque scelta avrebbe avuto come conseguenza il sentirsi estranei, emarginati, fuori posto. \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Restare era coraggio. Partire era coraggio<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Durante <strong>la gara alle Olimpiadi del 1964<\/strong>, Abdon ripensa al periodo in cui era scappato con il fratello Giovanni da Fiume, ai momenti in cui aveva dovuto resistere contro un destino avverso. Nel pieno inverno di Tokyo, con un problema intestinale che avrebbe potuto compromettere la sua prestazione, Abdon si dispera, pensa di aver perso tutto il suo mondo, tutte le opportunit\u00e0 avute per realizzarsi, tuttavia non smette di correre. <strong>Ripercorre mentalmente il suo passato<\/strong>: si vede correre, assieme al fratello Giovanni di solo un anno pi\u00f9 piccolo, per salvarsi, <strong>correre dalla prigionia di\u00a0 un paese che non era pi\u00f9 il loro,<\/strong> correre lungo le rotaie del treno che portavano a Divaccia, per sorpassare il confine senza essere uccisi dai soldati di Tito. Correre via dall\u2019antica patria colma di urla e di pianti. Correre dai\u00a0 lamenti delle persone scaraventate nell\u2019abisso delle foibe, in fin di vita, legate per i polsi da un filo di ferro. La corsa poi continua nel freddo inverno del Carso: scappati dal mare, in maglietta e pantaloncini, Abdon e Giovanni arrivavano finalmente in Italia. Anche qui la strada \u00e8 in salita: non hanno nulla, solo un certificato che attesta che sono profughi dell\u2019ex Jugoslavia e hanno diritto a trecento grammi di pane e tre etti di chiodi. Questi ultimi <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0venivano distribuiti agli esuli perch\u00e9 potessero imballare le casse che contenevano le poche cose da portare via.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Abdon ritrova proprio nella sua tragica storia la forza per continuare a gareggiare, <strong>vincendo la gara della sua vita<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Lo spettacolo incide nei cuori degli spettatori i momenti principali dell\u2019esistenza di questo incredibile atleta, sfruttando il potere evocativo del teatro: per esempio, l\u2019attore, per raccontare delle foibe, fa cadere con un pesante tonfo delle scarpe a terra, sul palcoscenico, rimandando metaforicamente al precipitare dei prigionieri italiani nel profondo delle cavit\u00e0 carsiche. <strong>Le stesse scarpe che, nel corso della rappresentazione, erano state simbolo non solo dei profughi, ma anche di speranza<\/strong>: \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">La speranza \u00e8 come un paio di scarpe strette<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d, a volte fa male, a volte \u00e8 l\u2019unica strada che ci porta alla vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La scenografia consiste in pochi elementi essenziali: solo alcune scarpe e\u00a0 cubi che di tanto in tanto vengono spostati dall\u2019attore per rappresentare le varie fasi della vita del nostro esule, soprattutto i suoi continui spostamenti. Davvero efficace, inoltre, \u00e8 la scelta di far recitare un solo attore, con l&#8217;intento di instaurare un rapporto pi\u00f9 stretto con il pubblico, quasi intimo. Oppure ci\u00f2 \u00e8 simbolo della solitudine di Pamich? Marco De Rossi ci ha raccontato questa storia con grande trasporto, calandosi perfettamente nel personaggio da interpretare e offrendoci un incredibile saggio di bravura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo la rappresentazione dello spettacolo, i produttori e l\u2019attore hanno proposto alle classi presenti un\u2019attivit\u00e0:<strong> su un foglio bianco si dovevano scrivere i tre oggetti che avremmo ipoteticamente portato via<\/strong> con noi se fossimo stati costretti\u00a0 a scappare e andare lontano. Questi oggetti avrebbero dovuto rappresentare noi stessi, le nostre vite, i nostri sogni\u2026 Ammetto che non \u00e8 stato affatto facile, ma abbiamo avuto l\u2019opportunit\u00e0 di riflettere su cosa sia davvero indispensabile nella vita; i tre oggetti erano mezzi attraverso cui le altre persone avrebbero potuto riconoscerci. Questi erano i tratti caratteristici e distintivi di ognuno di noi spettatori, ma per i profughi di Fiume non lo erano pi\u00f9: come avrebbero potuto racchiudere in pochi oggetti la loro personalit\u00e0, la loro identit\u00e0 ormai distrutta?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I titolo dello spettacolo deriva proprio da questi sentimenti: dalla voglia di scappare, di fare quei piccoli o grandi, coraggiosi o meno, lenti o veloci, passi verso la libert\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sarebbe giusto prendere d\u2019esempio Abdon Pamich che, oltre ad essere stato un esule e un campione olimpico, \u00e8 stato soprattutto un ragazzo molto determinato e con un coraggio incredibile. Ci spinge, infatti, a lottare per il nostro futuro, nella speranza di una vita migliore. Oggi molti ragazzi si trovano a vivere le loro battaglie quotidiane, alcuni le affrontano con coraggio e determinazione, altri toccano il fondo e non risalgono pi\u00f9. Anche se difficile, la vera forza, il vero valore di una persona si manifesta proprio in una storia come quella di Abdon e di tanti altri giovani che come lui hanno vissuto le terribili tragedie del Novecento. Questo atleta costituisce un punto di riferimento e d\u2019ispirazione anche oggi, anziano, perch\u00e9 ha ritrovato lo stimolo a diventare testimone, trasmettendo la sua storia alle nuove generazioni.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La testimonianza, e quindi l\u2019importanza della memoria, \u00e8 del resto il pilastro su cui si fonda una societ\u00e0 pi\u00f9 equa, solidale e giusta.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>ABDON PAMICH OGGI<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Abdon, novantenne, in una recente intervista, confessa che la sua gara pi\u00f9 dura \u00e8 stata fuggire dall\u2019Istria; nessuna marcia, nemmeno quelle olimpiche pi\u00f9 prestigiose, come la gara di Tokyo nel 1964 e Monaco nel 1972 e altre competizioni a livello internazionale e mondiale, pu\u00f2 reggere il confronto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I suoi ricordi di Fiume sono spensierati e sereni, Fiume stessa era una citt\u00e0 di grandi campioni sportivi, fino allo scoppio della guerra e soprattutto all\u2019instaurarsi di un regime fatto di scomparse improvvise e massacri continui. Ci dice di essere tornato a Fiume trent\u2019anni dopo, sentendosi estraneo: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cNon \u00e8 come l\u2019emigrante che quando torna si sente a casa, sembra di essere noi gli stranieri\u201d.<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Inizialmente rivedere la casa d\u2019infanzia era doloroso per lui, ma poi ha avuto modo di ritrovare qualche vecchio conoscente e di emozionarsi parlando lo stesso dialetto fiumano di quando era ragazzo.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/abdon-pamich.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10410\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/abdon-pamich.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"208\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesca Amendola (redazione) &nbsp; Marted\u00ec 14 febbraio, presso il Teatro del Parco Bissuola di Mestre, \u00e8 andato in scena\u00a0 lo spettacolo teatrale \u201cPassi\u201d a opera di Gianmarco Busetto, con l\u2019assistenza tecnica di Marco Duse, prodotto dalla compagnia teatrale Farmacia Zoo\u00e8 nel 2021. 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