{"id":10605,"date":"2023-06-02T07:05:10","date_gmt":"2023-06-02T06:05:10","guid":{"rendered":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=10605"},"modified":"2023-06-09T10:37:25","modified_gmt":"2023-06-09T09:37:25","slug":"la-forchetta-alla-bocca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/la-forchetta-alla-bocca\/","title":{"rendered":"La forchetta alla bocca"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/la-forchetta-alla-bocca\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p><span style=\"font-weight: 400;\">Miriam ha soltanto nove anni quando la maestra convoca sua madre per un\u00a0 colloquio urgente. Sara, reduce da nottate insonni, con la pelle arrossata\u00a0 per via di quel camice consumato che non lava da giorni, prende un\u00a0 permesso in ospedale. Qualche spruzzo di profumo per affievolire\u00a0 quell\u2019odore di malattia che la perseguita ovunque e di corsa si reca nella\u00a0 scuola della figlia. La dottoressa Sara Ambrosini \u00e8 un\u2019oncologa qualificata e\u00a0 una madre attenta, ma negli ultimi tempi, per il carico di lavoro, sente di\u00a0 aver trascurato un po\u2019 la sua famiglia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Finalmente la campanella della scuola elementare annuncia la fine delle\u00a0 lezioni e i bambini corrono a prendere i giacconi. Miriam e Nicole fanno a\u00a0 gara a chi arriva prima; i compagni sono gi\u00e0 pronti a festeggiare la vittoria\u00a0 di Miri, quando la bimba si ferma, fa un respiro profondo e poi sorride\u00a0 all\u2019amica come per dirle oggi hai vinto tu!\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nicole la guarda torva, quasi insoddisfatta dell\u2019esito della gara, e la maestra\u00a0 Chiara chiede: \u201cVa tutto bene, Miriam?\u201d.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La bambina, con le gambe leggermente piegate e le mani sulle ginocchia,\u00a0 fa cenno di s\u00ec e poi risponde: \u201cOggi sono un po\u2019 stanca, ma domani mi\u00a0 prender\u00f2 la rivincita!\u201d. Tutti ridono e anche i lineamenti rabbiosi di Nicole si\u00a0 sciolgono in un\u2019espressione divertita. La maestra Chiara incurva appena le\u00a0 labbra, ma il cuore le si incrina: spera che la mamma di Miriam sia gi\u00e0\u00a0 davanti al cancello.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La dottoressa Ambrosini \u00e8 in ritardo. Parcheggia, chiude gli occhi, deglutisce\u00a0 e corre dalla maestra Chiara.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cBuongiorno maestra, mi scusi, c\u2019\u00e8 un traffico che\u2026\u201d.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cNon si preoccupi, entri pure\u201d.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sara si passa le mani fra i capelli scuri. Poi si avvicina a Miriam, le d\u00e0 un\u00a0 buffetto affettuoso e la stringe forte a s\u00e9.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La maestra prende posto nell\u2019aula, Sara paga un caff\u00e8 e si siede. Le gambe\u00a0 le tremano appena.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cCome sta sua figlia?\u201d.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cPerfettamente in salute\u201d.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cNe \u00e8 sicura?\u201d.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cCerto, riconosco quando un bambino non sta bene\u201d, sorride.\u00a0 La maestra inarca le sopracciglia: \u201cSua figlia non mangia\u201d.\u00a0 \u201cPu\u00f2 capitare che a volte abbia meno fame, ma \u00e8 normopeso e non lamenta\u00a0 alcun tipo di disturbo\u201d.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La maestra insiste: \u201c&#8230;dovrebbe vederla, sul serio. Domani Lei o suo marito potreste venire in mensa all\u2019ora di pranzo\u201d.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cLa ringrazio davvero per le sue premure, ma Le ripeto che nostra figlia\u00a0 mangia\u201d.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La maestra Chiara sospira frugando con la mente tra gli archivi dei suoi\u00a0 ricordi e ripesca quella fotografia che la ritrae bambina, quando aveva\u00a0 esattamente la stessa et\u00e0 di Miriam e, ne \u00e8 quasi certa, la medesima\u00a0 difficolt\u00e0.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un fulmine adombra lo sguardo della dottoressa Ambrosini, che con\u00a0 espressione impassibile ripete: \u201cMiriam sta bene\u201d. Comincia a dubitare di\u00a0 quella voce di cui non riconosce neanche pi\u00f9 il suono. Lei \u00e8 una dottoressa\u00a0 e i dottori si accorgono quando qualcosa non va, giusto?\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cMiriam non riesce a portare la forchetta alla bocca\u201d. Forte, ma concreto.\u00a0 \u201cChe cosa significa?\u201d. Sara pensa al marito, ai pazienti che perde ogni\u00a0 giorno, al caporeparto che le ha offerto una promozione, al piatto di pasta\u00a0 che la sera prima Miriam ha rifiutato anche solo di assaggiare.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cGuardi, signora. Ecco cosa significa\u201d.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La piccola Miriam tiene nella mano sinistra una forchetta di plastica e fissa\u00a0 terrorizzata una fetta di torta che una maestra gentile ha voluto offrirle. Il\u00a0 pan di spagna soffice, gli zuccherini colorati, la crema profumata, la nausea\u00a0 intrappolata dentro le occhiaie, gli occhi di vetro, tutto cos\u00ec grande e il cuore\u00a0 di Miriam sempre pi\u00f9 piccolo.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La bambina affonda la posata nella cioccolata viscosa, ne prende un po\u2019 e<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">la avvicina alla bocca, ma poi tutto si stringe e si chiude. Le labbra, la gola,\u00a0 lo stomaco, la pancia, i piccoli genitali. Miriam si contrae, con la forchetta a\u00a0 mezz\u2019aria e i pensieri sospesi, ma non si arrende. La forchetta scende\u00a0 nuovamente, sprofonda nella crema. Miriam annega. Quando la plastica\u00a0 dura le sfiora le labbra asciutte, allora piange. Le viene anche da vomitare,\u00a0 ma quel corpicino vuoto non potrebbe rigettare altro che fotografie di\u00a0 dolore, attimi inconsci, solitudine. Miriam posa la forchetta.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Chiara porge a Sara un post-it con un numero di telefono: \u201cHa aiutato anche\u00a0 me. Non sar\u00e0 facile\u201d.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La mamma si guarda intorno e poi si guarda dentro: mille dubbi la\u00a0 attraversano. <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Come \u00e8 potuto accadere? Non mi sono accorta di nulla, non\u00a0 ho visto, non ho sentito? Ho forse trascurato mia figlia? Ho negato? Che\u00a0 madre sono?\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cNon \u00e8 colpa sua, non \u00e8 colpa vostra\u201d, parole semplici che interrompono il\u00a0 nero vortice del flusso di coscienza. Sara si alza e si avvicina alla figlia.\u00a0 Solleva la forchetta e la spezza in due. Un <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">crack <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">che segna l\u2019inizio di una\u00a0 nuova vita. La bambina sorride e la mamma la abbraccia forte.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Oggi Miriam si nutre con un tubicino lungo e trasparente. La madre si\u00a0 prende cura di lei con tutto l\u2019amore di cui \u00e8 capace. Non saranno mai\u00a0 perfette, ma combattono.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopotutto Miriam ha ancora una rivincita in sospeso con la sua amica Nicole,\u00a0 ha ancora una sfida in sospeso con la vita.\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Miriam ha soltanto nove anni quando la maestra convoca sua madre per un\u00a0 colloquio urgente. Sara, reduce da nottate insonni, con la pelle arrossata\u00a0 per via di quel camice consumato che non lava da giorni, prende un\u00a0 permesso in ospedale. 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