{"id":10672,"date":"2023-12-06T15:45:30","date_gmt":"2023-12-06T14:45:30","guid":{"rendered":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=10672"},"modified":"2023-12-20T15:08:18","modified_gmt":"2023-12-20T14:08:18","slug":"medea-nellomonima-tragedia-di-euripide-suggestioni-dai-ragazzi-della-iiiccl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/medea-nellomonima-tragedia-di-euripide-suggestioni-dai-ragazzi-della-iiiccl\/","title":{"rendered":"MEDEA NELL\u2019OMONIMA TRAGEDIA DI EURIPIDE: SUGGESTIONI DAI RAGAZZI DELLA IIICcl"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/medea-nellomonima-tragedia-di-euripide-suggestioni-dai-ragazzi-della-iiiccl\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><blockquote><p><span style=\"font-weight: 400\">Abbiamo dialogato con Marta Rosson e Carlo Millino sulla rappresentazione della Medea di Euripide messa in scena dal regista Federico Tiezzi per la Fondazione INDA<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Medea pu\u00f2 essere sicuramente considerata una <strong>donna straordinaria<\/strong>. Originaria della Colchide, una \u201cterra barbara\u201d oltre le colonne d\u2019Ercole, abbandona parenti, famiglia e amici per darsi alla fuga con il suo amore Giasone, dopo essere diventata un\u2019<strong>assassina<\/strong> per aiutarlo a conquistare il Vello d\u2019oro. Giunti a Corinto, i due avranno due figli, ma poco dopo Giasone sposer\u00e0 la figlia del re Creonte e Medea ne soffrir\u00e0 enormemente.<strong> E\u2019 un amore doloroso, tragico, vendicativo<\/strong>, che la consumer\u00e0 talmente tanto da portarla a compiere l\u2019atto pi\u00f9 empio che possa esistere: l\u2019<strong>i<\/strong><strong>nfanticidio<\/strong> dei suoi stessi figli. <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">\u201cDevono morire, non c\u2019\u00e8 scelta, e se dev\u2019essere cos\u00ec, sar\u00f2 io ad ucciderli, io che ho dato loro la vita\u201d, <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">recita Medea verso la fine dell\u2019opera. Come poteva infatti Medea far soffrire Giasone nel modo pi\u00f9 atroce? La stirpe \u00e8 ci\u00f2 che conta di pi\u00f9 per un uomo, i figli sono il bene pi\u00f9 prezioso, senza di loro l\u2019uomo \u00e8 privo di eredi e quindi di discendenza. Medea allora architetta un piano lucido, perfetto, per poi fuggire nella terra dell\u2019amico Egeo, lasciandosi alle spalle <strong>un passato di omicidi, sventure, sacrifici e catastrofi.<\/strong>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La tragedia, da quando \u00e8 stata messa in scena la prima volta nell\u2019Atene del 431 a.C., fa agitare un dilemma nel cuore degli spettatori che vi assistono: da che parte bisogna schierarsi? Medea o Giasone? Il pubblico infatti, nel corso della rappresentazione, muta pensiero, si emoziona, si immedesima e non sa pi\u00f9 da che parte collocarsi.\u00a0 La protagonista non vive un conflitto tra ragione e sentimento, ma tra due amori, quello materno e quello coniugale, in seguito mutato in odio<\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">.\u00a0 \u201cQuello che mi aveva colpito a suo tempo da lettore e da studioso, e che mi ha colpito ancora di pi\u00f9 da traduttore, \u00e8 la capacit\u00e0 di Euripide di intrecciare la rappresentazione di <strong>passioni brucianti e (auto)distruttive<\/strong> con un <strong>freddo rigore analitico<\/strong><\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">\u201d ci dice il traduttore Federico Tiezzi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Questa tragedia, a cui ho assistito nel giugno 2023 al teatro greco di Siracusa, \u00e8 stata rappresentata in tutta Italia, in quanto il Ministero della Cultura ha assegnato alla fondazione INDA il ruolo di capofila di un progetto per la creazione di un circuito di teatri di pietra italiani. Possiamo quindi valorizzare la partecipazione dei ragazzi della classe IIIC classico, che il 13 settembre, presso il teatro romano di Verona, hanno assistito alla sua rappresentazione. Dunque vi proponiamo le impressioni e le considerazioni di due ragazzi in particolare: <strong>Marta Rosson e Carlo Millino<\/strong> che hanno risposto alle mie domande.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong><i>\u201cRispetto al testo studiato a scuola come valuti la traduzione, la reinterpretazione e la messa in scena da parte del regista?\u201d<\/i><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0Marta e Carlo concordano: la traduzione \u00e8 stata ottima ed estremamente fedele rispetto al testo di Euripide, soprattutto nei passaggi principali, non \u00e8 stata difficile da comprendere n\u00e9 eccessivamente pesante. Per quanto riguarda la messa in scena, ritengono che fosse troppo scarna, con pochi elementi in scena: un tavolo, qualche sedia, dei busti bianchi evocativi del mondo classico; tuttavia essa \u00e8 risultata di forte impatto soprattutto nei momenti di maggiore <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">pathos<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, come, ad esempio, nel finale quando, in seguito all\u2019infanticidio, il coro ha sparso sul pavimento della casa di Medea un <strong>panno bianco tinto di rosso sangue<\/strong>.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong><i>\u201cChe cosa hai imparato in pi\u00f9 assistendo di persona alla rappresentazione teatrale rispetto a quanto gi\u00e0 sapevi dell\u2019opera?\u201d\u00a0<\/i><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0Carlo ci racconta che ci\u00f2 che lo ha colpito maggiormente \u00e8 stata la <strong>potenza del coro<\/strong> che, ovviamente, non si pu\u00f2 apprezzare pienamente attraverso la lettura del testo. Eccellente \u00e8 stata anche la performance degli attori, che hanno conferito alla tragedia di Medea una sfumatura pi\u00f9 moderna. Marta, inoltre, nota che, assodata l\u2019impossibilit\u00e0 di una messa in scena in greco antico, la traduzione, unita alla bravura degli attori, ha saputo comunque valorizzare il testo originale. L\u2019eccessiva enfasi degli attori nella recitazione non \u00e8 stata apprezzata da tutti, tuttavia Marta sottolinea come questa invece conferisca autenticit\u00e0 ad un teatro greco di 2500 anni fa.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong><i>\u201cQuali differenze hai notato tra la Medea di Euripide e quella messa in scena?<\/i><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Per Marta e Carlo la protagonista messa in scena \u00e8 fedele all\u2019originale di Euripide: il lavoro di regia insieme alla bravura dell\u2019attrice hanno saputo evidenziare la <strong>metamorfosi del personaggio e l\u2019evoluzione del suo carattere<\/strong>. Carlo infatti sottolinea come all\u2019inizio Medea sia intimorita e riverente nei confronti di Creonte, mentre alla fine si dimostri una donna indipendente ed estremamente crudele, tanto che Marta pensa che le passioni che si agitano nel cuore della protagonista siano il riflesso di uno stato psichico alterato, tipico di una situazione poetica, e quindi lontana dalla normalit\u00e0. Medea, come tutti gli altri personaggi delle tragedie greche, \u00e8 estremamente moderna, proprio perch\u00e9 i suoi sentimenti non sono quotidiani, ma estremi e quindi enfatizzati. <strong>Medea non \u00e8 un\u2019eroina moderna positiva<\/strong>, non \u00e8 un personaggio edificante,<strong> \u00e8 quasi un anti-eroe<\/strong>, quindi un modello da non seguire, in quanto ci troviamo davanti ad un personaggio folle, che incarna la mancanza di equilibrio, tipico della mentalit\u00e0 greca, tra l\u2019anima apollinea e quindi razionale e quella dionisiaca, ovvero gli istinti crudeli e le passioni. Un personaggio da cui non c\u2019\u00e8 nulla da imparare insomma, fin dall\u2019inizio della storia, fin dai primi delitti e omicidi commessi dalla nostra protagonista, che porta i nostri intervistati a dire che <strong>Medea \u00e8 molto grande nel male<\/strong>.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">I nostri intervistati mi lasciano solo con una piccola critica riguardante le maschere che sono state adottate durante lo spettacolo: quella di coccodrillo che indossava Giasone e il re Creonte, e quella di coniglio, associata invece ai due figli di Medea. Scelta di regia che io invece ho gradito e che ho ritenuto abbastanza efficace nel suo valore simbolico, anche se non facilmente accessibile: i coccodrilli davanti ai quali Medea si presenta con il costume di uccello rapace rappresentano la crudelt\u00e0, mentre i conigli sono simbolo di innocenza.\u00a0 Marta suggerisce una <strong>l<\/strong><strong>ettura in chiave femminista<\/strong>, perch\u00e9 Medea \u00e8 comunque una donna tradita <\/span>che non vuole essere manipolata da un uomo e ribelle alle convenzioni sociali.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Essendo andata a vedere la tragedia a giugno nella splendida cornice del teatro greco di Siracusa non posso fare a meno che evidenziare ancora di pi\u00f9 la <strong>potenza del teatro greco<\/strong>, un teatro che emoziona, sconvolge il nostro animo e scava all\u2019interno di esso, soprattutto quello di Euripide. Il coro, la musica, il palco e la scenografia, tutto illuminato al tramonto e al chiarore di luna, suscitano stupore ed emozione nello spettatore, seduto sul medesimo posto, sulla medesima pietra su cui, chiss\u00e0, era stato magari seduto un greco di 2500 anni fa.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>L&#8217;immagine utilizzata \u00e8 stata realizzata da Francesca Amendola ed \u00e8 distribuita con tutti i diritti riservati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo dialogato con Marta Rosson e Carlo Millino sulla rappresentazione della Medea di Euripide messa in scena dal regista Federico Tiezzi per la Fondazione INDA Medea pu\u00f2 essere sicuramente considerata una donna straordinaria. 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