{"id":10972,"date":"2024-06-06T14:42:48","date_gmt":"2024-06-06T13:42:48","guid":{"rendered":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=10972"},"modified":"2024-06-06T14:42:48","modified_gmt":"2024-06-06T13:42:48","slug":"i-borbone-e-san-leucio-la-sfida-culturale-dimenticata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/i-borbone-e-san-leucio-la-sfida-culturale-dimenticata\/","title":{"rendered":"I Borbone e San Leucio: la sfida culturale dimenticata"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/i-borbone-e-san-leucio-la-sfida-culturale-dimenticata\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\"><em>di Alessandro Vinciati, 4F SA<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Lo scorso febbraio la mia classe ha avuto la possibilit\u00e0 di svolgere un <strong>viaggio<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>istruzione a\u00a0Napoli<\/strong> e dintorni, visitando monumenti storici, siti archeologici come Ercolano e luoghi unici come la Reggia di Caserta ed il Parco Nazionale del Vesuvio. Facevano da cornice le spiegazioni di Storia e Storia dell\u2019Arte delle settimane precedenti, principalmente riguardanti il periodo di dominazione borbonica, grazie alle quali noi studenti abbiamo svolto anche il ruolo di guida turistica durante tutto il percorso del nostro viaggio di istruzione. Quest&#8217;epoca visse un florido sviluppo culturale, sia per la cura del patrimonio artistico e archeologico che per le innovazioni di carattere economico e politico. Per questo \u00e8 possibile\u00a0 ribaltare alcuni luoghi comuni sulla casata, opponendosi a quella parte di storiografia che la dipinge negativamente trattando solamente alcuni aspetti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La citt\u00e0 partenopea, fu sotto la guida del ramo spagnolo della dinastia dei <strong>Borbone<\/strong> a partire dagli anni \u201830 del Settecento con Carlo I, che am\u00f2 il suo popolo tanto da impararne la lingua e restitu\u00ec a Napoli l\u2019antica indipendenza dopo oltre due secoli di dominazione straniera. Le sue riforme, di chiaro stampo illuminista grazie anche al contributo del ministro Tanucci, fecero di Napoli una delle capitali pi\u00f9 prestigiose a livello internazionale. Dopo quasi trent\u2019anni di Regno nel 1759, Carlo ascese al trono di Spagna con il nome di Carlo III, dichiarando la definitiva separazione tra la corona spagnola e quella napoletana e siciliana. Seguendo l\u2019ispirazione riformista del padre, il figlio Ferdinando IV (successivamente Ferdinando I delle Due Sicilie), dopo il dolore per la morte del suo primogenito, opt\u00f2 per la realizzazione, sulla base di una sua residenza di caccia, di un progetto che potesse aiutare i sudditi in difficolt\u00e0 dal punto di vista economico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nacque cos\u00ec la <strong>colonia<\/strong> <strong>tessile<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>San<\/strong> <strong>Leucio<\/strong>, specializzata nella produzione di seta e popolata da operai che vivevano in case a schiera di fronte allo stabilimento, seguendo un insieme di regole differente dal resto del regno: il Codice (o Statuto) Leuciano. Qui era prevista un&#8217;amministrazione locale eletta periodicamente in maniera democratica; qui i giovani si sposavano per amore senza interventi esterni dei genitori e la giornata lavorativa non poteva durare pi\u00f9 di undici ore (mentre in Inghilterra il limite arrivava a sedici). I componenti della comunit\u00e0 godevano inoltre di un\u2019istruzione gratuita ed obbligatoria. Per definire il grado di modernit\u00e0 delle misure adottate dalla piccola comunit\u00e0, basterebbe ricordare come queste anticiparono di due secoli quelle di Adriano Olivetti e dello Statuto dei Lavoratori. Con San Leucio si pu\u00f2 dire che nacque un vero e proprio <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Welfare<\/strong> <strong>Aziendale<\/strong><\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, un progetto che mirava ad un\u2019uguaglianza tangibile, quasi utopica, rinnegando l\u2019avidit\u00e0 e l\u2019egoismo<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">San Leucio, oggi patrimonio dell\u2019\u00a0<strong>UNESCO<\/strong> ed espressione materiale del <em>Secolo dei Lumi<\/em>, rappresenta per tutti e soprattutto per noi giovani una fonte di ispirazione ed un orizzonte di apertura e sperimentazione per la nostra realizzazione a livello umano, culturale e sociale.<\/span><\/p>\n<p><em>Le foto qui pubblicate sono state scattate dall&#8217;autore dell&#8217;articolo, che ringraziamo per il suo contributo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandro Vinciati, 4F SA Lo scorso febbraio la mia classe ha avuto la possibilit\u00e0 di svolgere un viaggio di istruzione a\u00a0Napoli e dintorni, visitando monumenti storici, siti archeologici come Ercolano e luoghi unici come la Reggia di Caserta ed il Parco Nazionale del Vesuvio. 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