{"id":11420,"date":"2025-05-09T14:41:01","date_gmt":"2025-05-09T13:41:01","guid":{"rendered":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=11420"},"modified":"2025-05-09T14:41:01","modified_gmt":"2025-05-09T13:41:01","slug":"suoni-e-parole-di-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/suoni-e-parole-di-liberta\/","title":{"rendered":"Suoni e parole di libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/suoni-e-parole-di-liberta\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>Il 29 aprile abbiamo assistito allo spettacolo &#8220;Suoni e parole di libert\u00e0&#8221;, organizzato dall\u2019Istituto Bruno Franchetti in qualit\u00e0 di membro del Comitato cittadino per l\u2019Ottantesimo anniversario della Liberazione, presso l\u2019Auditorium del Centro culturale Candiani.<\/p>\n<p>Lo spettacolo si \u00e8 diviso tra momenti in cui studenti e studentesse raccontavano le vicende storiche o riportavano testimonianze e altri momenti in cui la Big Band della scuola ha suonato e cantato le canzoni pi\u00f9 famose della Resistenza.<\/p>\n<p>L\u2019esibizione \u00e8 iniziata con la riproduzione di un discorso di Piero Calamandrei, che \u00e8 stato uno dei fondatori del Partito d\u2019Azione, pronunciato in occasione dell\u2019inaugurazione di un ciclo di conferenza sulla Costituzione italiana per illustrare i fondamenti storici e morali della nostra Costituzione.<\/p>\n<p>Subito dopo l\u2019introduzione la Big Band della nostra scuola, con il prof Michele Boldrin come direttore d&#8217;orchestra, ha suonato \u201cLa libert\u00e0\u201d di Giorgio Gaber.<\/p>\n<p>Successivamente un gruppo di studenti e studentesse hanno parlato della differenza tra il primo e il secondo Risorgimento, la Resistenza appunto, che libera l&#8217;Italia dall&#8217;invasione tedesca ed \u00e8 caratterizzato da una larga partecipazione femminile.<\/p>\n<p>Tra le donne della Resistenza pi\u00f9 conosciute ci sono Camilla Ravera, prima donna a ricevere la nomina di senatrice a vita; Iolanda Mantovani, che partecip\u00f2 a delle riunioni clandestine e decise insieme alle sue compagne di lavoro uno sciopero in risaia; Paola, che scrive una lettera per la famiglia dove dice di aver preso la decisione di seguire i partigiani in montagna, per contribuire alla Resistenza; Anna Maria, che nel combattimento di Montesole guid\u00f2 un plotone di ragazze e uccise personalmente sei tedeschi.<\/p>\n<p>Di seguito la band ha presentato la canzone \u201cKatju\u0161a\u201d, ovvero una canzone popolare sovietica composta da Matvej Blanter intonata durante la 2\u00b0 guerra mondiale che parla di una ragazza sofferente per la lontananza del suo amato, costretto a combattere al fronte.<\/p>\n<p>Subito dopo &#8220;Katju\u0161a&#8221; la band ha suonato \u201cFischia il Vento\u201d, che presenta la stessa melodia e divenne simbolo della lotta partigiana.<\/p>\n<p>Poi due ragazze hanno spiegato la nascita della canzone \u201cOltre il ponte\u201d: a Torino, negli anni &#8217;60, cominciano a far sentire la propria voce i Cantacronache, un gruppo di artisti, musicisti e cantautori, che prendono le distanze dalle canzonette di consumo pi\u00f9 diffuse nell\u2019Italia del dopoguerra, e che recuperano le canzoni politiche e della Resistenza.<\/p>\n<p>Tra questi vi sono il fondatore del gruppo e compositore di origine ebraica Sergio Liberovici, che prese parte alla lotta partigiana a soli 14 anni, e lo scrittore Italo Calvino, i quali danno vita a \u201cOltre il ponte\u201d: la voce \u00e8 quella di un ex partigiano che narra le sue avventure in guerra ad una giovane ragazza che rappresenta la nuova generazione, ricordandole quanto i giovani di oggi siano scarsamente interessati alla storia, anche se molto recente.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 stato introdotto il romanzo di Luigi Meneghello \u201cI piccoli maestri\u201d, che racconta di alcuni giovani che, pur essendo ancora inesperti e non completamente consapevoli del peso delle loro azioni, si trovano ad essere maestri nella loro lotta contro un regime oppressivo.\u00a0In questo romanzo la resistenza si configura non solo come lotta delle bande partigiane, ma anche come un percorso di formazione sia personale che comunitario. Nel brano letto si evidenzia, in particolare, il rapporto tra i partigiani e la popolazione civile dell&#8217;Alto Vicentino, tutt&#8217;altro che estranea alla lotta contro i nazifascisti.<\/p>\n<p>Lo spettacolo \u00e8 continuato con la lettura di alcune poesie tratte dalla raccolta \u201cPi\u00fa non torneranno al piano\u201d di Renato Boeri, in cui i partigiani e le partigiane morte parlano in prima persona della propria esperienza. Loro non sono figure eroiche, ma sono uomini e donne come noi, che stavano dalla parte giusta.<\/p>\n<p>I partigiani e le partigiane della poesia sono un socialista, un ricco, un ladro, una prostituta, una coppia di amanti inquieti, un partigiano innamorato di un altro partigiano e un sopravvissuto, che di fronte ai compagni caduti parla del presente.<\/p>\n<p>In seguito abbiamo ascoltato \u201cLe Chant des partisans o Chant de la lib\u00e9ration\u201d, che \u00e8 stato l&#8217;inno della Resistenza francese durante l&#8217;occupazione da parte della Germania nazista nella Seconda guerra mondiale. Il testo \u00e8 di Joseph Kessel e la musica, composta originariamente nel 1941 su testo russo, \u00e8 della francese Anna Marly, ex emigrante russa che nel 1940 lasci\u00f2 la Francia per Londra.<\/p>\n<p>Poi le ragazze del collettivo della nostra scuola Vita Activa ci hanno spiegato che l&#8217;articolo 1 della Costituzione corrisponder\u00e0 alla realt\u00e0 solo se l&#8217;eguaglianza di tutti i cittadini del paese sar\u00e0 rispettata e la partecipazione di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese avverr\u00e0; senza questa certezza non solo la nostra Repubblica non si potr\u00e0 chiamare fondata sul lavoro, ma non si potr\u00e0 chiamare neanche democratica.<\/p>\n<p>Dopo questo intervento, la Big Band ha suonato, sobriamente, una delle canzoni partigiane pi\u00f9 conosciute: \u201cBella Ciao\u201d.<\/p>\n<p>Infine, ha preso la parola Roberto Calligaris, presidente dell\u2019ANPI di Mestre, che ha invitato studenti e studentesse a continuare a partecipare e a mantenere intatta la voglia di cambiare. Calligaris ha tanto apprezzato la canzone \u201cLa libert\u00e0\u201d che ha chiesto alla Big Band un bis.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 29 aprile abbiamo assistito allo spettacolo &#8220;Suoni e parole di libert\u00e0&#8221;, organizzato dall\u2019Istituto Bruno Franchetti in qualit\u00e0 di membro del Comitato cittadino per l\u2019Ottantesimo anniversario della Liberazione, presso l\u2019Auditorium del Centro culturale Candiani. 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