{"id":1397,"date":"2012-01-24T14:15:50","date_gmt":"2012-01-24T13:15:50","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=1397"},"modified":"2020-11-02T15:22:27","modified_gmt":"2020-11-02T14:22:27","slug":"scienza-un-2011-ricco-di-scoperte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/scienza-un-2011-ricco-di-scoperte\/","title":{"rendered":"Scienza: un 2011 ricco di scoperte"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/scienza-un-2011-ricco-di-scoperte\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da Kepler 11 alla Particella di Dio, andando pi\u00f9 veloci della luce\u2026<\/strong><br \/>\ndi Andrea Baldin e Lorenzo Viola, 4 A PNI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grandi novit\u00e0 e scoperte in ambito scientifico hanno coinvolto lo scorso anno e la nostra vita. Teorie considerate valide da quasi cento anni sono state messe in discussione e alcune congetture stanno per essere confermate; fenomeni curiosi e bizzarri hanno suscitato la nostra attenzione: stelle che producono molecole simili a quelle del petrolio e la conferma dell\u2019esistenza di un buco nero cinque volte pi\u00f9 grande del sole.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_1398\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 389px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1398 \" title=\"Kepler11\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Kepler11.png\" alt=\"\" width=\"379\" height=\"295\" \/><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Kepler 11<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli inizi di febbraio sono stati scoperti migliaia di pianeti, tra i quali addirittura un nuovo sistema solare: Kepler 11, una stella gialla nana distante circa 2000 anni luce dalla Terra. Costituito da sei pianeti che girano intorno ad una stella ordinatamente, cio\u00e8 con un orbita quasi circolare, Kepler 11 presenta qualche analogia rispetto al nostro sistema solare. Ma nonostante ci\u00f2 \u00e8 fondamentale soffermarsi sulle differenze: tra i pianeti, infatti, tutti abbastanza leggeri e piccoli, cinque su sei sono ammassati intorno alla loro stella, cosa che \u00e8 impensabile secondo le nozioni di astronomia. Si ritiene per\u00f2 che tale fenomeno sia possibile poich\u00e9 le interazioni gravitazionali tra gli astri e i dischi di gas, in cui si sono formati i pianeti, portano questi a emigrare verso la stella centrale; ipotesi ancora da confermare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-1399\" title=\"Higgsbos\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Higgsbos.png\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"276\" \/>Una delle pi\u00f9 importanti scoperte risalenti negli ultimi mesi \u00e8 frutto delle ricerche di un italiano, Michele Fumagalli, sui gas primordiali, studio in grado di fornire un\u2019ulteriore prova alla teoria del Big Bang. Un gruppo di ricercatori coordinato da Michele Fumagalli, ha notato l\u2019esistenza di due ammassi gassosi, costituiti da idrogeno, deuterio e probabilmente elio, che risalgono ai primi istanti di vita dell\u2019universo: queste nubi erano state solo ipotizzate, ma mai osservate. Gli elementi pi\u00f9 leggeri dell\u2019universo (per l\u2019appunto idrogeno, elio e litio) sono infatti comparsi qualche istante dopo il Big Bang, l\u2019evento cosmologico che spiega l\u2019origine e l\u2019evoluzione dell\u2019universo. Ma resta il fatto che tuttora, in tutti i corpi celesti \u00e8 presente una grande variet\u00e0 di metalli, che \u201cfortunatamente\u201d non sono stati rilevati. \u201cL\u2019assenza di elementi metallici ci dice che questo gas \u00e8 incontaminato \u2013 spiega Fumagalli \u2013\u00a0 il che \u00e8 piuttosto eccitante perch\u00e9 \u00e8 un gas la cui composizione \u00e8 esattamente identica a quella del gas primordiale ipotizzato dalla teoria del Big Bang\u201d. Da dove provengono allora i metalli? Da alcune prime stelle che, dopo averli prodotti, li hanno liberati nell\u2019universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ultima scoperta dell\u2019anno \u00e8 stata quella del Bosone di Higgs, comunemente chiamato \u201cparticella di Dio\u201d. Il Bosone di Higgs a cui \u00e8 stata attribuita una massa di circa 125 GeV (Giga Elettron Volt), \u00e8 considerato l\u2019ultimo fondamentale elemento per confermare la teoria del Modello Standard, il quale descrive le particelle subatomiche e le loro interazioni. In sintesi il modello standard comprende dodici particelle organizzate in due famiglie e la particella di Dio sembra quella che le faccia interagire insieme. I dati non sono per\u00f2 ancora\u00a0 del tutto sufficienti e servir\u00e0 ancora tempo per confermare la scoperta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E i neutrini? Sembra ormai sicuro che superino la velocit\u00e0 della luce, ma \u00e8 necessario ripetere l\u2019esperimento per avere la certezza assoluta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Kepler 11 alla Particella di Dio, andando pi\u00f9 veloci della luce\u2026 di Andrea Baldin e Lorenzo Viola, 4 A PNI Grandi novit\u00e0 e scoperte in ambito scientifico hanno coinvolto lo scorso anno e la nostra vita. 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