{"id":1474,"date":"2012-01-31T20:03:59","date_gmt":"2012-01-31T19:03:59","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=1474"},"modified":"2020-11-02T15:22:27","modified_gmt":"2020-11-02T14:22:27","slug":"recensione-dello-spettacolo-il-giorno-della-memoria-dai-bambini-di-terezin-al-diario-di-anna-frank","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/recensione-dello-spettacolo-il-giorno-della-memoria-dai-bambini-di-terezin-al-diario-di-anna-frank\/","title":{"rendered":"Recensione dello spettacolo &#8220;Il giorno della memoria &#8211; Dai bambini di Terezin al Diario di Anna Frank&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/recensione-dello-spettacolo-il-giorno-della-memoria-dai-bambini-di-terezin-al-diario-di-anna-frank\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-1478\" title=\"DSC_0019\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0019-1024x680.jpg\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0019-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0019-640x425.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/>di\u00a0Carolina\u00a0Stefani \u00a05A PNI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Flashback \u2013 27 Gennaio, ore 9.30 \u2013 Giordano Bruno<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cinque minuti dopo il suo arrivo in classe, la prof di italiano ci propone di andare domenica sera al Teatro <\/em>Carlo Goldoni<em>, per vedere uno spettacolo sulla Shoah <\/em>\u00ab<em>\u00c8 molto interessante, sicuramente originale&#8230; mi dispiace solo non potervi accompagnare!\u00bb. Mormorii scettici passano tra i banchi. \u00c8 inutile negarlo: i giovani (la maggior parte almeno) non sono troppo attirati da tali espressioni artistiche, e se vanno a teatro solitamente capita di mattina, per vedere qualche spettacolo in inglese (questo \u00e8 quello che \u00e8 successo alla nostra classe negli ultimi 5 anni). Ma perch\u00e9 non provare, dopotutto? Nella peggiore delle ipotesi, ci saremmo fatti un giro a Venezia, \u201cby night\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domenica 29 Gennaio, ore 19.30 \u2013 Piazzale Roma<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo ormai una decina, siamo infreddoliti e stiamo aspettando i soliti ritardatari. \u00abOh andiamo, sto congelando!\u00bb dice L. \u00absperiamo solo di non arrivare in ritardo allo spettacolo!\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAlla buon&#8217;ora!\u00bb. Anche A. \u00e8 arrivato, consentendoci di partire. Ormai siamo costretti a correre: su e gi\u00f9 per i ponti, sprezzanti dell\u2019aria fredda che ci sferza il viso; ancora non sapevamo che non sarebbe stato quello il pi\u00f9 grande gelo provato durante la serata. Finalmente arriviamo alla nostra meta (Teatro C. Goldoni), la platea \u00e8 gi\u00e0 piena e siamo fortunati a trovare ancora posto; non si vedono altre classi (e neppure coetanei!)\u2026 che sia un cattivo presagio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle 20.00 precise calano le luci; entra l\u2019orchestra, accolta da un applauso che rompe il silenzio. Inizia lo spettacolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-1475\" title=\"intestazione\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC0016a-640x880.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"616\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC0016a-640x880.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC0016a-744x1024.jpg 744w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC0016a.jpg 1949w\" sizes=\"auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/>Dopo una breve introduzione, sia in italiano che in inglese, sbucano dalle quinte due giovani attori: la scena \u00e8 allestita in modo piuttosto singolare, infatti su tutti i lati sono presenti delle grandi tende bianche, su cui vengono ripetutamente proiettati dei video. Scopriamo poi che si tratta di Terezin, il celebre campo di concentramento destinato a bambini ebrei di et\u00e0 compresa tra i 7 ed i 14 anni. Una voce fuori campo, accompagnata dagli attori, comincia a leggere con timbro infantile poesie e racconti scritti dagli stessi piccoli protagonisti, mentre sulle sfondo scorrono disegni. Disegni comunissimi, che chiunque potrebbe aver fatto a quell\u2019et\u00e0; disegni, tuttavia, totalmente discordanti dalle parole ascoltate: come possono dei bambini avere tale lucidit\u00e0 nel descrivere le brutali azioni subite? Come pu\u00f2 un bambino essere costretto ad abbandonare la propria casa, la propria famiglia, per vivere esperienze cos\u00ec tanto crudeli? Ma soprattutto, come possono essere considerati uomini coloro che infliggono punizioni simili?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa costituisce solo la prima parte dello spettacolo: la prof ci aveva infatti anche accennato ad una versione del Diario di Anna Frank musicata da Gregori Frid, ma non eravamo certamente riusciti ad immaginare quanto avremmo poi visto (ed ascoltato). Dapprima entra un\u2019attrice, vestita in abbigliamento tipico degli anni della seconda guerra mondiale: sembra in tutto e per tutto Anna Frank, e lo possiamo constatare dalle foto della giovane scrittrice che si susseguono, proiettate. Con voce chiara, cristallina, comincia a recitare il diario: ad ogni data corrisponde un fatto visto dagli occhi della quattordicenne; la sua vita \u00e8 passata dalla normalit\u00e0 al disperato tentativo di nascondersi dalle SS. Quasi tutti in classe avevamo letto il romanzo, ma ascoltarlo \u00e8 sicuramente tutta un\u2019altra cosa: se alle elementari ci era stata presentata come un\u2019opera leggera per approcciarsi al tema del nazismo, ora diventava un libro semplicemente agghiacciante.<br \/>\nLa narrazione continua, ma cambia protagonista: entra in scena una soprano, anch\u2019essa vestita allo stesso modo. Accompagnata dalla musica, la sua voce acuta, a tratti disperata e a tratti dolce, rende il tutto ancora pi\u00f9 commovente, angosciante. Il finale dell\u2019opera non viene svelato, ma tutti lo conosciamo bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spettacolo finisce tra l\u2019ovazione generale: noi usciamo dal teatro, pensando ancora a quanto appena assistito. Non si pu\u00f2 certo dire sia stata una serata comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un giudizio?<br \/>\nBisogna partire dal presupposto che uno spettatore non sa e non \u00e8 dato che conosca e quindi, come succede spesso, si trova di fronte a riferimenti che gli risultano incomprensibili. L\u2019intreccio di immagini e di testi proposti dalla regia non ha avuto certamente un ruolo didascalico per definizione, tuttavia ha saputo colpire e trascinare in quell\u2019atmosfera con una carica di <em>pathos<\/em> decisamente alta. L\u2019allestimento dei pannelli con la distribuzione delle parole ha avuto l\u2019effetto di immettere lo spettatore all\u2019interno della situazione, in uno sfondamento della quarta parete. \u00c8 stato come entrare dentro quel diario e vivere per un attimo un\u2019esperienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Carolina\u00a0Stefani \u00a05A PNI Flashback \u2013 27 Gennaio, ore 9.30 \u2013 Giordano Bruno Cinque minuti dopo il suo arrivo in classe, la prof di italiano ci propone di andare domenica sera al Teatro Carlo Goldoni, per vedere uno spettacolo sulla Shoah \u00ab\u00c8 molto interessante, sicuramente originale&#8230; mi dispiace solo non potervi accompagnare!\u00bb. 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