{"id":1514,"date":"2012-02-14T19:00:52","date_gmt":"2012-02-14T18:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=1514"},"modified":"2020-11-02T15:22:26","modified_gmt":"2020-11-02T14:22:26","slug":"gaber-se-fosse-gaber","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/gaber-se-fosse-gaber\/","title":{"rendered":"Gaber se fosse Gaber"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/gaber-se-fosse-gaber\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: justify;\">di Laura Berlinghieri 5G<\/p>\n<p>Parafrasando Celentano, \u201cL\u2019emozione non ha voce\u201d, e racchiudere in una pagina quarant\u2019anni di lucide emozioni come lo sono stati gli anni della carriera di Giorgio Gaber \u00e8 impresa impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ieri sera \u00e8 stato (quasi) tutto perfetto: lo spettacolo \u201c<strong>Gaber se fosse Gaber<\/strong>\u201d di Andrea Scanzi, il trentun gennaio 2012 al Cinema Teatro Verdi di Breganze (Vicenza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cgiornalista d\u2019acciaio\u201d, il giornalista che aveva fatto alzare e uscire Emilio Fede dallo studio del Tg4 durante un collegamento con \u201cAnnozero\u201d, lo stesso giornalista che, poco pi\u00f9 di un mese fa, ha fatto arrossire Minzolini ospite a \u201cMa anche no\u201d su La7. Non lo avevo mai visto cos\u00ec, Andrea Scanzi. Emozionato, sanguigno. E\u2019 stato bello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cFuori piove un mondo freddo\u201d per davvero. Fuori c\u2019\u00e8 il \u201cSignor G\u201d di una libert\u00e0 che \u00e8 partecipazione, una libert\u00e0 quasi sguaiata, abusata. Quella americana, quella che \u201cognuno suona come vuole, tutti suonano come vuole la libert\u00e0\u201d. Dentro c\u2019\u00e8 tutto il resto. Dentro c\u2019\u00e8 davvero Giorgio che, come ha detto Scanzi, era seduto in mezzo a noi, tra gli ultimi posti della sala, e si divertiva, si sentiva a casa. Audace, Scanzi, pungente, forse talvolta ai limiti della retorica. No, Scanzi non \u00e8 mai retorico e se l\u2019ha detto vuol dire non che Gaber era l\u00ec, insieme a noi, ma che lui l\u2019ha visto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scanzi parla bene, si sa presentare e segue un filo logico chiaro. Gaber \u00e8 l\u00ec, nelle immagini e nei video, tutti inediti, e nelle sue canzoni piene che trasudano passione. Dal Gaber televisivo delle canzonette degli anni Sessanta all\u2019approdo in teatro, insieme al pittore viareggino Sandro Luporini, dieci anni dopo. Un decennio vissuto al massimo, quello, con spesso pi\u00f9 di duecento spettacoli all\u2019anno. E cos\u00ec, gli anni Ottanta e un Gaber temerario e censurato, perch\u00e9 scrivere una canzone d\u2019accusa verso trent\u2019anni di politica democristiana mafiosa e ottusa e, soprattutto, verso Aldo Moro, a due anni dalla sua uccisione da parte delle Brigate Rosse, era qualcosa di inaccettabile. Infine, con gli anni Novanta, un Gaber bistrattato. Un Gaber malato, e per questo incazzato? Ma \u201cquando \u00e8 merda \u00e8 merda\u201d e ricondurre i due pessimismi delle personalit\u00e0 di Leopardi e Gaber ai loro problemi fisici, nella societ\u00e0 in cui vige l\u2019obbligo dello stare bene, \u00e8 comodo, ma anche profondamente irrispettoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe stato bello esserci agli spettacoli del Signor G. Consapevoli che saremmo stati noi, magari, i bersagli di \u201cQuando \u00e8 moda \u00e8 moda\u201d o \u201cQualcuno era comunista\u201d. Poi, per\u00f2, con \u201cIl dilemma\u201d ci saremmo commossi, proprio come ieri sera e, una volta accese le luci, davanti a noi non un fotogramma, ma gli occhi soddisfatti di un grande artista, mito di tutti, ma compagno di nessuno. Perch\u00e9 diverso, unico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cC\u2019\u00e8 una fine per tutto e non \u00e8 detto che sia sempre la morte\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie, Signor G.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1515\" title=\"Scanzi\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/scanzi.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Laura Berlinghieri 5G Parafrasando Celentano, \u201cL\u2019emozione non ha voce\u201d, e racchiudere in una pagina quarant\u2019anni di lucide emozioni come lo sono stati gli anni della carriera di Giorgio Gaber \u00e8 impresa impossibile. 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