{"id":1524,"date":"2012-02-14T20:08:51","date_gmt":"2012-02-14T19:08:51","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=1524"},"modified":"2020-11-02T15:22:26","modified_gmt":"2020-11-02T14:22:26","slug":"focus-le-citta-invisibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/focus-le-citta-invisibili\/","title":{"rendered":"FOCUS: \u00abLe citt\u00e0 invisibili\u00bb"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/focus-le-citta-invisibili\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Nel romanzo \u201cle citt\u00e0 invisibili\u201d, scritto da Italo Calvino e pubblicato per la prima volta nel 1972, \u00e8 composto in modo tale che ogni capitolo corrisponda ad una citt\u00e0 fantastica da lui descritta e alle quali attribuisce un nome femminile.<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> Noi alunni di prima B e H, con lo spunto della prof. Pozzi, abbiamo creato le nostre versioni delle citt\u00e0 invisibili; ce ne sono di tutti i gusti, dalla stranezza pi\u00f9 profonda alla massima creativit\u00e0 che l\u2019uomo abbia mai potuto leggere\u2026 Avete solo l\u2019imbarazzo della scelta!<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1555\" title=\"Maurits Cornelis Escher \u2013 Citt\u00e0\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/escher_convex-640x539.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/escher_convex-640x539.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/escher_convex.jpg 996w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<hr \/>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Citt\u00e0 fantastiche<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caterina Coco 1H<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CITTA&#8217; DEI SOGNI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una citt\u00e0 distante miliardi di chilometri dal nostro pianeta Terra, l\u2019ambiente era molto pi\u00f9 accogliente, tranquillo e sereno.<br \/>\nC\u2019erano immense distese d\u2019erba con spruzzi di rugiada che davano un tocco di freschezza come se la pioggia avesse voglia di passare qua e l\u00e0.<br \/>\nOgni tanto si intravedevano fiori colorati e vigorosi alberi interrompevano la continuit\u00e0 di quei prati immensi, mostrando solo qualche squarcio di cielo, limpido e azzurro come un disegno fatto da un bambino.<br \/>\nOgni genere di animale scorrazzava in quel magnifico paesaggio dall\u2019idea primaverile.<br \/>\nDalle lepri che sembrava giocassero a nascondino tra un albero e l\u2019altro agli uccellini che cinguettavano emettendo un suono simile ad una ninna nanna e poi ancora cervi e cerbiatti che si adattavano perfettamente a questo tipo di ambiente, abituati al freddo paesaggio di montagna.<br \/>\nTutto era perfetto, mancava solo il principe azzurro e la sua sposa ma ahim\u00e8 non c\u2019erano esseri umani in questo mondo.<br \/>\nOrmai abituati a vedere solo persone in ogni momento della nostra vita e a non considerare il resto, dato che qui non c\u2019erano, era questo il tocco magico del paesaggio!<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sara Beretta 1H<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PASSE-PARTOUT<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passe-partout non \u00e8 una citt\u00e0 come le altre. Per entrare si passa per una gigantesca porta costruita interamente in pregiatissimo marmo decorato con dei particolari in oro. Varcata la porta ci si ritrova in un vialetto, ai lati del quale ci sono tantissime porte. Gli abitanti di Passe-partout non hanno una vera e propria dimora, infatti, le loro case sono le varie epoche storiche alle quali si pu\u00f2 accedere aprendo le porte. Ogni porta di fattura diversa conduce in un luogo ben definito collocato in un preciso periodo storico: oltrepassata la soglia della porta formata da foglie, piante e arbusti, ci si ritrova nell\u2019Era dei dinosauri; mentre, aprendo la porta costruita interamente in roccia si ha la possibilit\u00e0 di arrivare nell\u2019Et\u00e0 della Pietra; aprendo invece la porta fatta di mattoni e decorata con dei geroglifici si viene catapultati nell\u2019antico Egitto; la porta di marmo che si trova tra due imponenti colonne fa rivivere l\u2019Epoca della Roma antica; la porta che conduce al Medioevo \u00e8 costituita da un ponte levatoio; la porta costruita in ferro ci trasporta ai tempi della rivoluzione industriale; poi ci sono tantissime altre porte ma l\u2019ultima di tutte \u00e8 quella che fa arrivare nel futuro, una porta tutta bianca il cui contenuto \u00e8 ancora tutto da scrivere.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sara Beretta 1H<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>REBUS<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni citt\u00e0 ha delle strade, delle abitazioni, dei giardini e delle aiuole, ma a Rebus sono davvero particolari. Per andare nel centro abitato si possono percorrere le lunghe e serpentine strade a forma di \u201cS\u201d oppure, se si vuole risparmiare tempo, si pu\u00f2 scegliere di transitare per le incidentate strade a \u201cX\u201d. Ai lati delle vie, oltre ai lampioni a forma di \u201cP\u201d, ci sono le residenze degli abitati: degli edifici alti e appuntiti a forma di \u201cA\u201d e per entrarci si passa per l\u2019imponente porta a forma di \u201cD\u201d. Salendo le scale, i cui gradini sono formati da \u201cZ\u201d, si pu\u00f2 osservare che dalle finestre a forma di \u201cQ\u201d si possono scorgere le strade, le altre case e le montagne, delle \u201cB\u201d in orizzontale. Nei giardini delle case, delimitati da dei muretti e da un cancello a forma di \u201cH\u201d, cresce spontanea soprattutto l\u2019erba, che ha una curiosa sembianza di \u201cI\u201d, inoltre, vengono coltivate varie specie di piante e arbusti, come gli alberi da frutto che producono \u201cM\u201d e \u201cF\u201d, oppure i fiori dal fusto lungo e sottile in cima ai quali domina una \u201cT\u201d.<br \/>\nNel cielo di Rebus, durante il giorno, vi \u00e8 una sfera luminosa che padroneggia a forma di \u201cO\u201d, invece, nel corso delle notte, primeggia un corpo luminoso a forma di \u201cC\u201d che rischiara il paesaggio.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giulia Berti 1H<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sinfolandia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sinfolandia \u00e8 raggiungibile soltanto quando ci si perde e si \u00e8 coscienti di non sapere dove ci si trova , in questo modo si viene catapultati in un piccolo paesino di un\u2019isola circondata da un\u2019infinita distesa di acqua cristallina con il caratteristico odore di salsedine nell\u2019aria.<br \/>\nLa sabbia invece \u00e8 bollente e di color fucsia nella quale si trovano conchiglie di forma quadrata, rettangolare,triangolare e con la superficie ruvida.<br \/>\nIl giorno conosce solo la parte dell\u2019isola rivolta a sud e la notte solo quella rivolta a nord. E da ci\u00f2 dipende anche l\u2019umore degli abitanti, infatti chi vive nella parte a nord \u00e8 pi\u00f9 introverso e scontroso rispetto a chi vive nella parte a sud che \u00e8 solare, estroverso e gentile.<br \/>\nIn questa bizzarra citt\u00e0 gli abitanti tipici dell\u2019isola sono i Sinfo, piccoli mostriciattoli di colori svariati che partono dal giallo ocra al rosa antico.<br \/>\nI Sinfo sono dotati di due braccia,una gamba e sul capo due antenne, sulla sommit\u00e0 delle quali sono collocati gli occhi. I Sinfo passano le loro giornate spensierate saltellando per tutta l\u2019isola senza meta, intonando melodie.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Thomas Melis 1H<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LUMINOSIMA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si entra in un posto sperduto nel nulla, accessibile da una porta trasparente con due grandi maniglie bianche.<br \/>\nIn questo luogo, su una grande nuvola bianca,si estende una vastissima piana di cuscini rotondi di colore verde smeraldo che riflettono la luce del sole. Nessuna traccia di fauna o flora.<br \/>\n\u201cScavando\u201d tra i cuscini, appare un vetro trasparente; si toglie qualche altro cuscino per vedere pi\u00f9 in l\u00e0 e appaiono degli immensi tubi dentro ai quali passa un flusso di luce bianca come la neve.<br \/>\nDal vetro si possono intravvedere delle scale che portano al d\u00ec sotto.<br \/>\nUna volta raggiunte e percorese le scale si arriva in una citt\u00e0 popolata da omini trasparenti che, uno alla volta, entrano tutti in un tempio dentro al quale c\u2019\u00e8 una grande sfera e dentro essa \u00e8 rinchiuso un meteorite con pi\u00f9 fori collegato a dei tubi dai quali gli omini estraggono quel flusso di luce bianco che finisce nei tubi di tutta la citt\u00e0 e senza il quale loro non possono vivere perch\u00e9 amplifica i raggi solari che sarebbero troppo deboli per permettere la loro esistenza.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simeoni Carlo 1H<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CITTA\u2019 DI AL<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per giungere alla citt\u00e0 di Al \u00e8 necessario arrivare ad un\u2019enorme casa con portoni di ferro dove, una volta svolte le operazioni burocratiche per il permesso d\u2019entrata, \u00e8 possibile accedere ad una lunghissima scala di vetro con i gradini sospesi nel vuoto che vi porter\u00e0 oltre le nuvole alle porte della citt\u00e0.<br \/>\nUna volta mostrati i permessi d\u2019entrata si aprir\u00e0 davanti ai vostri occhi un complicato sistema di scale, le quali conducono alle case e ai palazzi; la particolarit\u00e0 che ti permette di distinguere una scala da un\u2019altra \u00e8 il materiale con cui sono fatti i gradini: il legno porta ai sobborghi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">\u2022 il bronzo porta ai quartieri benestanti<br \/>\n\u2022 argento porta ai quartieri ricchi<br \/>\n\u2022 oro porta ai quartieri nobili<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine \u00e8 possibile distinguere la scala che porta al palazzo del re perch\u00e9 formata interamente di diamanti luccicanti.<br \/>\nMa Al non \u00e8 formata solo da scale e case; vi si trovano anche grandi parchi naturali con boschi e animali di ogni genere; in questa citt\u00e0 \u00e8 possibile trovare grandi impianti per il servizio pubblico, dagli ospedali agli impianti sportivi.<br \/>\nNella parte pi\u00f9 alta di Al si trovano eliche mastodontiche che girano producendo energia; le pale girano grazie alle forti correnti d\u2019aria presenti nelle parti alte della citt\u00e0.<br \/>\n\u00c8 molto difficile orientarsi ad Al e perdersi \u00e8 all\u2019ordine del giorno, ma vale la pena visitarla.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Matteo Miani 1H<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FAROIDE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 pi\u00f9 bizzarra di tutti i tempi, Faroide, sorge su un isolotto sperduto nell&#8217;oceano, collegato al resto del mondo da un lungo tunnel sotterraneo che si snoda sul fondo del mare.<br \/>\nQuesta citt\u00e0 \u00e8 talmente grande da occupare l&#8217;intero isolotto e, proprio perch\u00e8 si affaccia sul mare, \u00e8 caratterizzata dalla presenza di tanti porti dalle forme pi\u00f9 strane, collegati tra loro da una scogliera di vetro trasparente che circonda l&#8217;isolotto: numerosi visitatori, una volta approdati l\u00ec, sono posseduti dal desiderio di raggiungere la scogliera per poter ammirare ad occhio nudo gli splendidi fondali marini sottostanti.<br \/>\nLa citt\u00e0 \u00e8 ben visibile per chi arriva dall&#8217;oceano ed in particolare da lontano si vedono i suoi grattacieli riflettersi sull&#8217;immensa distesa d&#8217;acqua azzurra, talmente luccicanti che abbagliano. Ci si aspetterebbe di trovarsi in una citt\u00e0 iper moderna, ma ecco all&#8217;improvviso comparire una grande chiesa antica che si erge nel centro della citt\u00e0 come una torre, ricoperta di tanti mosaici, una festa di colori. Questa citt\u00e0 riserva ad ogni angolo una sorpresa ed infatti, passeggiando per le sue vie, si respirano svariati profumi di fiori che scendono a cascata dal cielo come una continua nevicata. Un altissimo faro diffonde per tutta la citt\u00e0 strabilianti luci colorate e gli alberi si muovono a passo di danza spostandosi da una parte all&#8217;altra.<br \/>\nQuesta citt\u00e0 \u00e8 speciale, al suo interno \u00e8 sempre festa, la sua gente veste con colori sgargianti e avanza per le strade cantando e ballando a suon di dolci note emesse da potenti amplificatori posti sopra i tetti delle case. Nessuno litiga, nessuno alza la voce, non si sente alcun rumore di motore perch\u00e8 qui le macchine sono bandite, ci si muove unicamente a piedi, respirando una dolce brezza che arriva direttamente dal mare, un concentrato di salute per chi abita a Faroide.<br \/>\nChi non desidererebbe abitare in un luogo cos\u00ec armonioso e luminoso, allegro e profumato?<br \/>\nFaroide \u00e8 sicuramente la citt\u00e0 ideale per tutti coloro che sognano una vita sana e spensierata.<\/p>\n<hr \/>\n<hr \/>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Citt\u00e0 inquietanti<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lorenzo Barbieri 1H<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>GREYLAND<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono in una citt\u00e0 monocolore. E\u2019 il colore del \u201cnon colore\u201d, non \u00e8 scuro, n\u00e9 chiaro. Non caratterizza una stagione: non \u00e8 \u2013 quindi &#8211; verde come la primavera, o giallo come l\u2019estate, n\u00e9 marrone come l\u2019autunno o bianco come l\u2019inverno: \u00e8 una citt\u00e0 grigia.<br \/>\nE\u2019 grigia sia perch\u00e9 non \u00e8 allegra, sia perch\u00e9 \u00e8 tutta meccanizzata e informatizzata. E, si sa, il colore della tecnologia \u00e8 il grigio. Un grigio brillante e lucente, o un grigio quasi nero, o un grigio opaco, tipo \u201ctopo\u201d, ma sempre grigio.<br \/>\nLe macchine pi\u00f9 diffuse sono grigie; i cellulari pi\u00f9 classici ed eleganti sono grigi; i computer pi\u00f9 frequentemente usati sono sempre grigi; i giochi elettronici sono grigi; le fabbriche sono grigie dallo sporco o perch\u00e9 coperte da condotte e tubi grigi. Anche i capannoni industriali sono grigi e i televisori pure. E il cielo? Sapete la risposta!<br \/>\nLa citt\u00e0 \u00e8 grigia anche perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nessuno. Dove sono tutti? Ci possono essere due risposte: la prima \u00e8 che gli abitanti lavorano in reparti altamente tecnologici, professano mestieri dalla tecnologia avanzata e sofisticatissima, progettano o assemblano grandi pezzi grigi di moto-macchine grigie o piccoli pezzi di micro-chip grigi; e siccome lavorano tutto il giorno, quando escono, fuori \u00e8 scuro (scusate\u2026 grigio!), nessuno vede gli altri perch\u00e9 il buio regna sovrano. E quando \u00e8 buio\u2026 non si vede niente!<br \/>\nL\u2019altra risposta pu\u00f2 essere questa: non si vede nessuno, perch\u00e9 proprio nessuno abita questa citt\u00e0. La tecnologia \u00e8 cos\u00ec avanti che ha mangiato coloro che l\u2019hanno creata. Ora procede da sola, senza bisogno di altri. L\u2019allieva ha superato i maestri e i maestri sono scappati o si nascondono.<br \/>\nIn questa citt\u00e0 non ci sono parchi (sarebbero verdi o marroni, gialli o colorati e abbiamo detto che la sfumatura imperante \u00e8 quella del \u201cnon colore\u201d). Ma\u2026 domanda: non ci sono parchi perch\u00e9 non ci sono bambini o non ci sono bambini perch\u00e9 non ci sono parchi? In questa citt\u00e0 non c\u2019\u00e8 alcun motivo affinch\u00e9 esistano i parchi!!!<br \/>\nSe \u00e8 per questo, non ci sono neppure pizzerie e ristoranti, discoteche o bar dove giocare a carte (altrimenti ci dovrebbero essere insegne colorate e intermittenti); non si sa proprio cosa siano le biblioteche, i centri ricreativi, i patronati, i campi e le corti dove giocare a pallone. In questa citt\u00e0 grigia ci sono solo strade asfaltate, lunghe, dritte, monotone in cui circolano solo macchine e robot. Chi li guida e li comanda? Non si sa, non si vede o non c\u2019\u00e8 nessuno.<br \/>\nIn questa citt\u00e0 non c\u2019\u00e8 bisogno di allegria, di vitalit\u00e0, di chiacchiere, di colore, di collettivit\u00e0. E\u2019 questo il motivo per cui non esistono parchi, asili, scuole, ludoteche e tutto il resto, perch\u00e9 gli abitanti (quelli che non esistono pi\u00f9, quelli che sono spariti o scappati) sapevano gi\u00e0 tutto, erano gi\u00e0 bravissimi, avevano gi\u00e0 il mondo nelle mani, erano gi\u00e0 grandi, non avevano necessit\u00e0 n\u00e9 voglia di confrontarsi e di condividere, di trovarsi o giocare.<br \/>\nE\u2019 la citt\u00e0 non del sogno, ma della paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Devid Crepaldi 1H<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DALMASCA, LA CITTA&#8217; SU MARTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed eccola; la citt\u00e0 pi\u00f9 antica dell&#8217;universo. Situata sulla superficie del pianeta Marte, Dalmasca \u00e8 il luogo dove il tempo non passa e tutto \u00e8 invariato fin dai tempi pi\u00f9 antichi e remoti. Le sue abitazioni sono scavate e scolpite sul suolo stesso del pianeta: alte come grattacieli e con una struttura esagonale sono la forma architettonica pi\u00f9 antica e splendida di sempre. Oltre alle varie residenze, Dalmasca ha un centro citt\u00e0 monumentale con funzioni di svago:come nell&#8217;antica Roma c&#8217;era il Colosseo,qui vi sono grandi arene da battaglia,ma con dimensioni molto superiori a quelle delle strutture terrestri.<br \/>\nGli abitanti della pi\u00f9 nota citt\u00e0 di sempre hanno tutti caratteristiche fisiche diverse: alcuni somigliano ad enormi insetti, altri a terrificanti pesci ed altri ancora simili ad umani; ma tutti hanno in comune una cosa: le dimensioni;infatti i pi\u00f9 piccoli di statura raggiungono i 3 metri mentre i pi\u00f9 alti i 7.<br \/>\nNella citt\u00e0 non vi sono per\u00f2 strade o mezzi di trasporto, infatti ogni parte di essa \u00e8 collegata mediante enormi tubi che risucchiano e portano, chiunque debba spostarsi, nella zona desiderata.<br \/>\nQuesta citt\u00e0, per\u00f2,\u00e8 in declino costante a causa della completa rarefazione dell&#8217;atmosfera del pianeta e alle continue tempeste di sabbia che ne erodono le strutture; ma essa verr\u00e0 ricordata come la citt\u00e0 pi\u00f9 bella di sempre.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jessica Rubinato 1B<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FABBRICHE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo con la nascita delle fabbriche ha iniziato ad inquinare l&#8217;aria, fino a renderla soffocante, quasi da non riuscire pi\u00f9 a vivere sul pianeta terra.<br \/>\nGli animali della terra, a causa dell&#8217;inquinamento, hanno cominciato a ribellarsi, e tutto ad un tratto sembra siano diventati intellingenti, come se abbiano l&#8217;intelletto di un uomo.<br \/>\nAgli animali viene una brillante idea, quella di creare una citt\u00e0 fatta di nuvole, solo e soltanto nuvole, tutte colorate e, a seconda del colore, con un profumo diverso, alcune di fragole altre di mela e&#8230;&#8230;, in pratica una citt\u00e0 tutta colorata e profumata, proprio come quella che desideravano.<br \/>\nIn questa citta fantastica non si trovavano delle abitazioni, era una citt\u00e0 tutta natura con alberi altissimi ricoperti da tatissime foglie verdi, e distese di prati e praterie, dove ogni tipo di animale poteva vivere libero e felice.<br \/>\nLa citt\u00e0 veniva chiamata Seconda, non si sa ancora il perch\u00e8, ma alcuni dicono che \u00e8 stata chiamata cos\u00ec perch\u00e8 \u00e8 la Seconda citt\u00e0 creata da &#8220;degli esseri umani&#8221;.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Camilla Corr\u00f2 1B<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CITTA&#8217; DEL MALE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella citt\u00e0 del male le case erano nere, i parchi erano diventati tutti neri ,i giochi erano neri ,i castelli enormi costruiti con la sabbia erano neri, le case nel loro interno erano diventate tutte nere e all\u2019interno non filtrava nemmeno uno spiraglio di luce.<br \/>\nIn questa citt\u00e0 non si trovavano bambini, ma solo persone che si erano incattivite per la loro avidit\u00e0,urlavano, si graffiavano e si percuotevano,erano terribilmente nervose,tanto che la loro schiena si \u00e8 trasformata in una gobba.<br \/>\nCamminavano sotto il fango diventato nero, perch\u00e9 sgorgava il dolore.<br \/>\nIl loro volto si era trasformato diventando anch&#8217;esso nero, consumavano dentro di s\u00e8 la loro rabbia ,continuavano a darsi le botte e a distruggere ogni cosa e a cercare di impossessarsi degli oggetti e beni degli altri.<br \/>\nQueste persone non riuscivano mai a sorridere n\u00e9 ad essere felice di quello che avevano, forse non sapevano cosa si trovasse all\u2019esterno di quest&#8217;inferno.<\/p>\n<hr \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel romanzo \u201cle citt\u00e0 invisibili\u201d, scritto da Italo Calvino e pubblicato per la prima volta nel 1972, \u00e8 composto in modo tale che ogni capitolo corrisponda ad una citt\u00e0 fantastica da lui descritta e alle quali attribuisce un nome femminile. 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