{"id":1725,"date":"2012-04-16T19:12:50","date_gmt":"2012-04-16T18:12:50","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=1725"},"modified":"2020-11-02T15:22:24","modified_gmt":"2020-11-02T14:22:24","slug":"dreaming-il-sognatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/dreaming-il-sognatore\/","title":{"rendered":"DREAMING &#8211; Il Sognatore"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/dreaming-il-sognatore\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">\u00a0di Paolo Dalle Fratte, 5 D PNI<\/p>\n<figure id=\"attachment_1726\" aria-describedby=\"caption-attachment-1726\" style=\"width: 373px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1726\" title=\"Wassily Kandinskij, Quadro con arciere, 1909\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/314a4.jpg\" alt=\"\" width=\"373\" height=\"454\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1726\" class=\"wp-caption-text\">Wassily Kandinskij, Quadro con arciere, 1909<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso dimentichiamo ci\u00f2 che realmente siamo: uomini, che amano, che odiano, che provano piacere, che si struggono dal dolore, che ardono di passioni e si illudono e, ancora una volta, si disperano, e sbraitano e piangono e, tremando, si addormentano e, finalmente, sognano un mondo loro, l\u2019infinito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cosa ci fa sognare? Non solo i nostri desideri, ma anche la situazione di un momento, un solo istante che ci faccia cogliere nelle cose quel fugace particolare che presto scomparir\u00e0, che per un attimo fa pensare a qualcosa di lontano e indefinito, un suono, una brezza che ci trasporta in una dimensione altra e fa dimenticare il dolore del presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale miglior situazione se non l\u2019affacciarsi ad una finestra per cogliere certe sensazioni? Si sente, a volte, l\u2019esigenza di uno spazio intimo, in cui poter stare con se stessi e dialogare, da una prospettiva inedita, con il mondo: una piccola finestrella. ad esempio, con un vetro sottile che lascia passare i suoni e trasmette le vibrazioni di un vento impetuoso, rivestita da una cornice di vecchio legno di quercia ancora odorosa, ancora appiccicosa per quel poco di resina che resiste, gli angoli smussati, mai veramente levigati e curati, le venature ben in vista. Magari vicina ad un camino rivestito di pietra, la cui debole fiamma \u00e8 ancora abbastanza vivace per scaldarci e appannare leggermente la superficie pi\u00f9 bassa del vetro della finestra, non consentendo di vedere in modo nitido e chiaro al di l\u00e0 di quel sottile spessore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fuori il nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non pu\u00f2 esserci nulla, fuori. Il nulla c\u2019\u00e8 solo se non osserviamo con la nostra immaginazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, perch\u00e9 dovrebbe esserci qualcosa l\u00e0 fuori, nel mondo che non ci appartiene? Questa natura sovrastante, burrascosa e selvaggia non ci ha dato ragione per sorridere, n\u00e9 felicit\u00e0 per gioire, n\u00e9 bellezza per amare, ma, dolore, e sconsolatezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 nei momenti difficolt\u00e0, quando ti lasci\u00a0 assalire da questi pensieri, quando guardi la tua finestra e non vedi altro che una tempesta, gocce d\u2019acqua sul nostro vetro, ramoscelli che lo urtano, come se qualcosa volesse entrare e ferirci e ti abbandoni a una vecchia sedia scricchiolante, unica consolazione il tepore del camino, ci\u00f2 che pensi \u00e8 \u201c\u2026oddio!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardi fuori, vedi alberi agitati dal vento, ti senti solo, le foglie sparse nell\u2019aria che si agitano a spirale, guardi in lontananza\u2026sconsolatezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sei infreddolito e avvolgi le spalle vigorose con una coperta, troppo orgoglioso per desistere, mantieni lo sguardo\u2026case brune in lontananza cominciano a farsi pi\u00f9 nitide, qualcosa sta cambiando, il vento sembra pacarsi, raggi argentei balenano all\u2019orizzonte, questo nuovo calore ti rinvigorisce, ti fa sentire vivo. Le cose prendono forma, l\u2019oscurit\u00e0 non fa pi\u00f9 paura, ti senti sereno, rassicurato dal giaciglio su cui sei seduto; i boccioli dei fiori si distinguono in vicinanza, sui rami che prima stagliavano artigli minacciosi, la vallata comincia ad assumere un colore definito, un verde vivo, e l\u2019imponente figura oscura che prima ti sovrastava non intimorisce pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 cambiato davvero qualcosa o \u00e8 solo un momento passeggero? C\u2019\u00e8 una nuova speranza, non sai perch\u00e9, ma la tristezza non \u00e8 pi\u00f9 affar tuo, ora ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 dinanzi \u00e8 l\u2019infinito che apre un mondo nuovo, un mondo tuo\u2026poi ti svegli e ti accorgi di aver sognato, l\u2019immaginazione ti ha reso libero\u2026anche se per poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo, spesso, sa gi\u00e0 cosa trover\u00e0 dietro una finestra, ma l\u2019attimo che lo inebria sar\u00e0 proprio il momento in cui dubiter\u00e0 di trovare ci\u00f2 che si aspetta, e allora la sua immaginazione andr\u00e0 oltre a quell\u2019intermediaria quand\u2019ancora essa \u00e8 chiusa; \u00e8 allora che sar\u00e0 sollevato da ogni pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi \u00e8, dunque, colui che sa sognare, che sa vivere, che sa fuggire? Semplicemente \u00e8 colui che pensa, che immagina, non necessariamente in modo razionale, che crea qualcosa di nuovo, lo fa proprio, collega sentimenti, emozioni, dolori e li mescola, li fa scontrare e divenire un tutt\u2019uno ed esalta il loro significato; l\u2019infinito viene cos\u00ec creato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una finestra non \u00e8 un limite, una montagna non sar\u00e0 mai realmente abbastanza alta o il mare troppo profondo per passare\u00a0 oltre,\u00a0 poich\u00e9 i suoni trasporteranno, le figure inganneranno, e l\u2019ingenuit\u00e0 del bambino sar\u00e0 il veliero dell\u2019 infinito e lieto vagheggiare..: \u201cnaufragar m\u2019\u00e8 dolce in questo mare\u201d\u2026dove \u201cnaufragar\u201d \u00e8 amare e \u201cmare\u201d \u00e8 sognare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0di Paolo Dalle Fratte, 5 D PNI Spesso dimentichiamo ci\u00f2 che realmente siamo: uomini, che amano, che odiano, che provano piacere, che si struggono dal dolore, che ardono di passioni e si illudono e, ancora una volta, si disperano, e sbraitano e piangono e, tremando, si addormentano e, finalmente, sognano un mondo loro, l\u2019infinito. 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