{"id":1754,"date":"2012-05-06T16:31:07","date_gmt":"2012-05-06T15:31:07","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=1754"},"modified":"2020-11-02T15:22:24","modified_gmt":"2020-11-02T14:22:24","slug":"eresia-della-felicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/eresia-della-felicita\/","title":{"rendered":"Eresia della felicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/eresia-della-felicita\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: justify;\">di Teresa Vio VG, scritto in collaborazione con Enrico Martin e Giada Tirocinio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dal prologo Majakovskji lo dice: questa \u00e8 una novit\u00e0. E lo stesso progetto di Marco Martinelli, la \u201cNon-scuola\u201d, pur essendo nato quasi 20 anni fa, \u00e8 sempre nuovo, sempre diverso a seconda della citt\u00e0 che gli fa da sfondo e dei ragazzi coinvolti. L\u2019ultima tranche del progetto si \u00e8 svolta tra Mestre e Venezia, con 60 studenti del liceo classico Marco Polo di Venezia, degli istituti Edison-Volta di Mestre e della scuola media Einaudi di Marghera: tre realt\u00e0 completamente differenti, ma che hanno dimostrato forte coesione nelle rappresentazioni finali, al Teatro Aurora di Marghera il 30 marzo e al Teatro Goldoni di Venezia il 4 aprile..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1773\" title=\"eresia\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/eresia.jpg\" alt=\"\" width=\"364\" height=\"243\" \/>Lo spettacolo portato sul palco dal gruppo della Non-scuola \u00e8 il Mistero Buffo di Vladimir Majakovskji, una sorta di parodia dei misteri medievali dai temi fantastici e onirici: un diluvio che spazza via l\u2019umanit\u00e0 salvando solo alcuni gruppi appartenenti a strati diversi della societ\u00e0, che vengono portati prima all\u2019inferno, e poi in paradiso. Ma il \u201cnostro\u201d Mistero Buffo nel finale \u2013 originariamente occupato dall\u2019utopistica societ\u00e0 comunista che avrebbe poi tradito le speranze del rivoluzionario artista &#8211; abbandona il Majakovskji drammaturgo, e chiama in causa l\u2019adolescente che scriveva malinconiche poesie durante le permanenze in carcere, a causa del suo spirito ribelle; Martinelli scrive infatti nel suo blog su doppiozero.com \u201dIl futuro \u00e8 nell\u2019adolescenza, in quell\u2019insoddisfazione per il mondo \u201ccome \u00e8\u201d, scaturigine (a dispetto di tutti i fallimenti delle idee rivoluzionarie) delle prossime sacrosante ribellioni. Dei prossimi incendi. \u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni cosa -dal testo alla scansione delle scene- \u00e8 frutto di sei mesi di duro lavoro del regista insieme alle singole scuole. Ed \u00e8 evidente, anche dai personaggi che i ragazzi portano sul palco, come \u201cEresia della felicit\u00e0: affresco non-scuola per Vladimir Majakovskij\u201d sia uno spettacolo \u201cfatto su misura\u201d: il mosaico di caratteri e nazionalit\u00e0 ricalca le peculiarit\u00e0 di ognuno, che siano modi di fare, lingue o semplici gesti. Gran parte degli studenti coinvolti non ha mai recitato, ma i commenti e le testimonianze che ci hanno lasciato sono tutti positivi: \u201cpensavo che il teatro fosse noioso, che si dovesse imparare un copione schiaffato l\u00e0. Invece abbiamo scelto noi le battute da dire.\u201d dice Ayoub El Hari, studente dell\u2019Edison-Volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La non-scuola \u00e8 stata scandita in diverse fasi, alcune apparentemente slegate al teatro, \u201cgiochi e attivit\u00e0 per conoscerci, per rendere i gruppi pi\u00f9 uniti, o per imparare a usare la voce; abbiamo poi deciso le scene, e solo verso febbraio le due scuole si sono unite e hanno iniziato a lavorare insieme\u201d. \u00c8 quello che ci spiega George sulla struttura del loro percorso. La collaborazione tra il Marco Polo di Venezia e l\u2019Edison-Volta di Marghera \u00e8 una delle vittorie del progetto: i due tipi di ragazzi apparentemente agli antipodi (diligenti e latinisti i primi, esuberanti e pratici i secondi), se inizialmente si scrutavano timidamente e rimanevano distinti, dopo poco si sono fusi e influenzati, scambiandosi disciplina e agitazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro aspetto positivo che i ragazzi sottolineano volentieri \u00e8 il rapporto instauratosi con Marco Martinelli: \u201c mi aspettavo un professore, ma ora \u00e8 per me un amico per cui provo molta stima\u201d, e ancora \u201cper quanto sia un personaggio noto e affermato, \u00e8 stato bravo a trovare il giusto approccio con i ragazzi delle diverse scuole ed \u00e8 diventato un punto di riferimento per loro\u201d. Sono le parole di Lorenzo e Ida, entrambi del Marco Polo. Anche se Alina puntualizza: \u201cCi sono stati alti e bassi, e a volte scontri tra noi ragazzi o con Marco.\u201d Lo stesso regista, nel suo blog, descrive l\u2019irruenza dei ragazzi, in particolare dell\u2019Edison-Volta: \u201cNel Mistero di Majakovskij, la stessa irruenza verbale che altrove genera violenza fisica qui \u00e8 trasformata in gioco scenico. Per cui a uno scambio di insulti segue un abbraccio, a una sconcezza fa seguito un canto fatto insieme. Potenza del teatro!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Battibecchi e discussioni, se ben gestiti, portano solo ad una coesione pi\u00f9 profonda e ad una maggiore conoscenza di chi si ha di fronte, e non scoraggiano certo i ragazzi; un pensiero infatti, \u00e8 condiviso all\u2019unanimit\u00e0 dai giovani attori, rapiti dal fascino del teatro e da quel senso di appartenenza che il regista \u00e8 riuscito a trasmettere: se potessero, ripeterebbero l\u2019esperienza di corsa!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Teresa Vio VG, scritto in collaborazione con Enrico Martin e Giada Tirocinio Fin dal prologo Majakovskji lo dice: questa \u00e8 una novit\u00e0. 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