{"id":1814,"date":"2012-05-25T12:57:23","date_gmt":"2012-05-25T11:57:23","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=1814"},"modified":"2020-11-02T15:22:24","modified_gmt":"2020-11-02T14:22:24","slug":"intervista-a-tony-pagliuca-ex-tastierista-della-orme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/intervista-a-tony-pagliuca-ex-tastierista-della-orme\/","title":{"rendered":"Intervista a Tony Pagliuca, ex tastierista della Orme"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/intervista-a-tony-pagliuca-ex-tastierista-della-orme\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1819\" title=\"Tony Pagliuca\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Tony_Pagliuca.jpg\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"630\" \/>di Laura Berlinghieri 5G<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tony Pagliuca \u00e8 l\u2019ex tastierista delle Orme, uno dei gruppi chiave del progressive rock italiano: <span style=\"text-decoration: underline;\">Collage, Uomo di pezza, Felona e Sorona<\/span> sono tre dischi imprescindibili per ogni amante del prog che si rispetti. Abbandonate le Orme nel \u201992, Pagliuca ha intrapreso una carriera solista, incidendo dischi prevalentemente strumentali a sfondo sacro oppure in cui ha riarrangiato alcuni brani delle Orme, ora per sole tastiere. Ispirazione ai grandi classici del pianoforte mista a forti influenze contemporanee: questa \u00e8 la musica prog di Tony Pagliuca\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali fattori hanno influenzato la nascita del progressive e quali hanno determinato il ritorno a sonorit\u00e0 pop-rock?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong>Fondamentalmente il rock \u00e8 fatto con la chitarra elettrica, il basso e la batteria.\u00a0Con l\u2019organo, invece, fai del progressive. Genesis, Yes, Van der Graaf Generator, King Crimson, Soft Machine avevano tutti le tastiere: lo strumento \u201cnuovo\u201d che ha determinato l\u2019avvento dell\u2019era prog. La chitarra elettrica aveva fatto la sua parte negli anni Sessanta, fino alla morte di Jimi Hendrix. Poi, nel \u201970, \u00e8 arrivato Keith Emerson all\u2019Isola di Wight con il suo moog, e l\u00ec \u00e8 iniziata la nuova epoca del sintetizzatore, che ha attecchito immediatamente perch\u00e9 consentiva di approdare a suoni nuovi e inesplorati. I primi ad aver messo il seme del prog, per\u00f2, secondo me sono stati i Beatles nel \u201968 con \u201c<em>Sgt. Pepper\u2019s Lonely Hearts Club Band<\/em>\u201d. Poi il genere si \u00e8 esaurito nel \u201976: un po\u2019 perch\u00e9 gran parte di quei gruppi si erano sciolti e un po\u2019 per l\u2019avvento del punk rock, con i suoi suoni aggressivi che hanno fatto tabula rasa degli studi di suite e sinfonie che avevano caratterizzato gli anni precedenti. Per fortuna sono nati anche gruppi come Police, U2 e Nirvana che, pur basandosi molto sulle chitarre, alle spalle avevano un\u2019ottima cultura musicale e avevano studiato approfonditamente generi non ancora sfruttati: il raggae, i Police, la musica folkloristica irlandese, gli U2. I Nirvana, invece, sono quelli che pi\u00f9 sono tornati alle origini, ma l\u2019apparente asciuttezza delle loro composizioni era comunque filtrata dal genio di Kurt Cobain. Quella del prog, quindi, \u00e8 stata una vera parabola: breve, per\u00f2 molto intensa e che ha coinvolto tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E adesso \u00e8 ancora possibile fare del prog?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong>Io penso che il vero prog non esista pi\u00f9. I giovani che lo fanno ora, per quanto bravi possano essere, si basano sulla musica elettronica. Credo che, finita l\u2019epoca del synth, il prog si sarebbe dovuto sviluppare in direzione della musica acustica. Scelta che, anticipando ogni tempo, hanno fatto le Orme nel \u201979. Questo, per\u00f2, l\u2019abbiamo pagato con uno scioglimento del gruppo, e quindi i miei colleghi hanno preferito ritornare sui loro passi, tradendo l\u2019obiettivo che ci eravamo prefissati. Poi, in molti avrebbero seguito questa strada: ad esempio i pianisti e violoncellisti contemporanei, che fanno musiche \u201csenza confini\u201d ispirate a jazz, rock, musica classica, come Giovanni Allevi o Giovanni Sollima.<br \/>\nIl progressivo \u00e8 la ricerca della verit\u00e0 e un vero musicista deve essere attento a ci\u00f2 che gli accade intorno, deve essere curioso. La nostra era una musica piena di ideali: ci inserivamo lirica, musica sinfonica, teatro\u2026 Per questo \u00e8 scomparsa con l\u2019avvento dell\u2019elettronica: una musica di una tale pienezza, non poteva essere schiava di quello che fondamentalmente si ascolta in discoteca. Dagli anni \u201980 in poi \u00e8 stata una catastrofe: la cultura \u00e8 sempre stata subordinata all\u2019immagine, esaltata dalla televisione. E cos\u00ec in musica: sono nati gruppi fino a pochi anni prima impresentabili, i Duran Duran, gli Spandau Ballet\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I primi anni \u201970 sono stati il periodo d\u2019oro per eccellenza per le Orme. In un\u2019epoca cos\u00ec turbolenta, il non esservi mai schierati politicamente vi ha penalizzato?<\/strong><br \/>\nAll\u2019epoca vivevamo sugli allori, facevamo un disco e subito dopo una tourn\u00e9e: la nostra non era una vita \u201cleale\u201d. E cos\u00ec, presi dal successo, non siamo mai stati veramente sensibili al clima di protesta. D\u2019altra parte noi la rivoluzione l\u2019abbiamo fatta in musica: era quello il nostro compito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 2010 \u00e8 uscito un suo album, Apr\u00e8s-midi, in cui esegue al pianoforte alcuni brani delle Orme. La sua musica rimane sempre legata a quella produzione\u2026<\/strong><br \/>\nQuesto \u00e8 naturale: le Orme sono nel mio DNA. Tuttavia, quel disco non \u00e8 stato voluto da me. Avevo proposto alla casa discografica delle mie composizioni scritte nel corso degli anni. Loro per\u00f2, nonostante le ritenessero belle e interessanti, le rifiutarono, costringendomi a eseguire i pezzi delle Orme, se avessi voluto pubblicare con loro, perch\u00e9 pi\u00f9 appetibili dal punto di vista del mercato. Ci rimasi male, ma accettai la sfida. Ridurre al pianoforte atmosfere eseguite da tre persone in studio e con le multitracce \u00e8 stato tutt\u2019altro che semplice, ma alla fine sono rimasto veramente soddisfatto e il disco l\u2019ho pubblicato a mie spese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frequenti sono i casi di musicisti che antepongono il denaro alla qualit\u00e0 della musica, svendendosi alle folle. Come lo spiega? Questa, purtroppo, \u00e8 una debolezza di tutti gli uomini: molti pittori, come Fontana o Guidi, trovata l\u2019idea giusta, l\u2019hanno ripetuta per anni. E\u2019 una forma di esaurimento che spesso segue periodi di lavoro duro e frustrante. Finora a me non \u00e8 mai successo, perch\u00e9 lo sperimentare continua a divertirmi. Ma qui in Italia i gruppi di ricerca sono pochissimi: solo i giovani ne fanno, ma sono disorientati, pressati da manager che li costringono a eseguire unicamente cover.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Compone anche della musica sacra\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong>La musica sacra, per un credente, \u00e8 quasi un passaggio obbligatorio. Io ne ho fatta con il mio album Io chiedo, in cui chiedevo aiuto, ma anche componendo una messa di Natale, come ringraziamento. Poco prima di Pasqua, invece, ho scritto Via Matris, dedicata alla Madonna dei Sette Dolori. E\u2019 una bella sfida perch\u00e9 ti permette di mettere a confronto le tue composizioni con quelle di molti altri musicisti a te precedenti, tutti ispirati dagli stessi testi. E poi, al di l\u00e0 del puro esercizio tecnico, penso che lo scrivere della musica sacra sia un\u2019operazione che va oltre la dimensione terrena: \u00e8 catarsi e modo per affrontare il dolore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pianisti che l\u2019hanno ispirata?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong>Io, fortunatamente, non sono un vero pianista, e dico \u201cfortunatamente\u201d perch\u00e9 altrimenti sarei completamente assorbito dal mio mestiere, non potrei concedermi alcuna libert\u00e0: uscire con i miei amici, leggere il giornale, guardare un film. Tra gli esecutori amo Vladimir Horovitz, che considero il pi\u00f9 grande del secolo scorso. Adesso, invece, seguo Christopher O\u2019Riley, che nel 2003 ha riarrangiato alcuni pezzi dei Radiohead, incidendo un ottimo album. Poi, ci sono i pianisti jazz: Scott Joplin, Keith Jarrett. Anche se, comunque, le maggiori ispirazioni vengono dai classici: Beethoven, Mozart, Bach\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Adesso a cosa sta lavorando?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong>Attualmente suono con i miei figli Emanuele e Alberto e poi ho messo su un gruppo con cui faccio musica \u201cnella massima libert\u00e0\u201d: suoniamo tutto e solo ci\u00f2 che ci piace. Per darti un\u2019idea, il 3 maggio, al Festival Prog a Verona, abbiamo eseguito un pezzo composto la sera prima e in pi\u00f9 ne abbiamo improvvisato uno al momento!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Laura Berlinghieri 5G Tony Pagliuca \u00e8 l\u2019ex tastierista delle Orme, uno dei gruppi chiave del progressive rock italiano: Collage, Uomo di pezza, Felona e Sorona sono tre dischi imprescindibili per ogni amante del prog che si rispetti. 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