{"id":245,"date":"2008-10-29T21:36:57","date_gmt":"2008-10-29T19:36:57","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=245"},"modified":"2020-11-02T15:15:03","modified_gmt":"2020-11-02T14:15:03","slug":"decreto-legge-gelmini-13708","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/decreto-legge-gelmini-13708\/","title":{"rendered":"Decreto legge Gelmini, 137\/08"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/decreto-legge-gelmini-13708\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p><strong>Ogni discussione seria va compiuta sui documenti ufficiali e non sui commenti, <\/strong><strong>pensiamo, dunque, di far cosa gradita nel pubblicare il testo del Ddl 1108 approvato oggi al Senato. Il &#8220;famoso&#8221; decreto legge \u201cGelmini\u201d, 137\/08, che, peraltro, non va confuso con la legge 133\/08, <\/strong><strong>approvata nel mese di Agosto<\/strong><strong>, che riguarda i fondi per l\u2019Universit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco il testo completo.<\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><\/strong><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<div class=\"titolob\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>Ddl Senato 1108 &#8211; Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1\u00ba settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e universit\u00e0 <\/em><\/strong><\/span><\/div>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 1.<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><em><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>(Cittadinanza e Costituzione).<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<p>1. A decorrere dall\u2019inizio dell\u2019anno scolastico 2008\/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell\u2019articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all\u2019acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a \u00abCittadinanza e Costituzione\u00bb, nell\u2019ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell\u2019infanzia.<\/p>\n<p>1-bis. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Carta costituzionale, sono altres\u00ec attivate iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale<\/p>\n<p>2. All\u2019attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.<\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 2.<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><em><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>(Valutazione del comportamento degli studenti).<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<p>1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attivit\u00e0 ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede. <!--more--><\/p>\n<p>1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui del bilancio dello Stato per l\u2019anno 2008, a seguito di quanto disposto dall\u2019articolo 1, commi 28 e 29, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, non utilizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono versate all\u2019entrata del bilancio dello Stato per essere destinate al finanziamento di interventi per l\u2019edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici ovvero di impianti e strutture sportive dei medesimi. Al riparto delle risorse, con l\u2019individuazione degli interventi e degli enti destinatari, si provvede con decreto del ministro dell\u2019economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell\u2019istruzione, dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.<\/p>\n<p>2. A decorrere dall\u2019anno scolastico 2008\/2009, la valutazione del comportamento \u00e8 effettuata mediante l\u2019attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.<\/p>\n<p>3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all\u2019esame conclusivo del ciclo. Ferma l\u2019applicazione della presente disposizione dall\u2019inizio dell\u2019anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell\u2019istruzione, dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravit\u00e0 del comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonch\u00e9 eventuali modalit\u00e0 applicative del presente articolo.<\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 3.<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><em><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>(Valutazione sul rendimento scolastico degli studenti).<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<p>1. Dall\u2019anno scolastico 2008\/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettuate mediante l\u2019attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall\u2019alunno.<\/p>\n<p>1-bis. Nella scuola primaria i docenti, con decisione assunta all\u2019unanimit\u00e0, possono non ammettere l\u2019alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.<\/p>\n<p>2. Dall\u2019anno scolastico 2008\/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite nonch\u00e9 la valutazione dell\u2019esame finale del ciclo sono effettuate mediante l\u2019attribuzione di voti numerici espressi in decimi.<\/p>\n<p>3. Nella scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva, ovvero all\u2019esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.<\/p>\n<p>3-bis. Il comma 4 dell\u2019articolo 185 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, \u00e8 sostituito dal seguente:<\/p>\n<p>4. L\u2019esito dell\u2019esame conclusivo del primo ciclo \u00e8 espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di maturazione raggiunti dall\u2019alunno; conseguono il diploma gli studenti che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi.<\/p>\n<p>4. Il comma 3 dell\u2019articolo 13 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, \u00e8 abrogato;<\/p>\n<p>al comma 5, dopo le parole: degli studenti sono inserite le seguenti:, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilit\u00e0 degli alunni,.<\/p>\n<p>5. Con regolamento emanato ai sensi dell\u2019articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell\u2019istruzione, dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilit\u00e0 degli alunni, e sono stabilite eventuali ulteriori modalit\u00e0 applicative del presente articolo.<\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 4.<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><em><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>(Insegnante unico nella scuola primaria).<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<p>1. Nell\u2019ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all\u2019articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 \u00e8 ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una pi\u00f9 ampia articolazione del tempo-scuola.<\/p>\n<p>2. Con apposita sequenza contrattuale \u00e8 definito il trattamento economico dovuto all\u2019insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all\u2019orario d\u2019obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.<\/p>\n<p>2-bis. Per la realizzazione delle finalit\u00e0 previste dal presente articolo, il ministro dell\u2019economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell\u2019istruzione, dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca, ferme restando le attribuzioni del comitato di cui all\u2019articolo 64, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede alla verifica degli specifici effetti finanziari determinati dall\u2019applicazione del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal 1o settembre 2009. A seguito della predetta verifica per le finalit\u00e0 di cui alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente articolo, si provvede, per l\u2019anno 2009, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d\u2019istituto delle istituzioni scolastiche da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 9 dell\u2019articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti all\u2019applicazione del comma 1, resi disponibili per le finalit\u00e0 di cui al comma 2 del presente articolo e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.<\/p>\n<p>2-ter. La disciplina prevista dai presente articolo entra in vigore a partire dall\u2019anno scolastico 2009\/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico.<\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 5.<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><em><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>(Adozione dei libri di testo).<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<p>1. Fermo restando quanto disposto dall\u2019articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l\u2019editore si \u00e8 impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l\u2019adozione dei libri di testo avvienecnella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni. Il dirigente scolastico vigila affinch\u00e9 le delibere dei competenti organi scolastici concernenti l\u2019adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong><\/strong>\n<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 5-bis.<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><em><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>(Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento).<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<p>1. Nei termini e con le modalit\u00e0 fissati nel provvedimento di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009\/2010, ai sensi dell\u2019articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, i docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l\u2019insegnamento secondario (SSIS) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), attivati nell\u2019anno accademico 2007\/2008, e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.<\/p>\n<p>2. Analogamente sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31\/A e 32\/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77\/A e hanno conseguito la relativa abilitazione.<\/p>\n<p>3. Possono inoltre chiedere l\u2019iscrizione con riserva nelle suddette graduatorie coloro che si sono iscritti nell\u2019anno accademico 2007\/2008 al corso di laurea in scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica; la riserva \u00e8 sciolta all\u2019atto del conseguimento dell\u2019abilitazione relativa al corsodi laurea e ai corsi quadriennali sopra indicati e la collocazione in graduatoria \u00e8 disposta sulla base dei punteggi attribuiti ai titoli posseduti.<\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 6.<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><em><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>(Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria).<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<p>1. L\u2019esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell\u2019articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, e successive modificazioni, comprensivo della valutazione delle attivit\u00e0 di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all\u2019insegnamento nella scuola primaria o nella scuola dell\u2019infanzia, a seconda dell\u2019indirizzo prescelto.<\/p>\n<p>2. Le disposizioni di cui al comma i si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l\u2019esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.<\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 7.<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><em><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>(Modifica del comma 433 dell\u2019articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia).<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<p>1. Il comma 433 dell\u2019articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, \u00e8 sostituito dal seguente:<\/p>\n<p>\u00ab433. Al concorso per l\u2019accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superano il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l\u2019abilitazione per l\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attivit\u00e0 didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato\u00bb.<\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 7-bis.<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><em><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>(Provvedimenti per la sicurezza delle scuole).<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<p>1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, formulato ai sensi dell\u2019articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, \u00e8 destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso \u00e8 ricompreso.<\/p>\n<p>2. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse gi\u00e0 assegnate a sostegno delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie, comunque maturate alla data di entrata in vigore del presente decreto e rivenienti dai finanziamenti attivati ai sensi dell\u2019articolo 11 del decreto-legge 1o luglio 1986 n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, dall\u2019articolo 1 della legge 23 dicembre 1991, n. 430 e dall\u2019articolo 2, comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431, nonch\u00e9 quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal 1o gennaio 2006, sono revocate. A tal fine le stazioni appaltanti provvedono a rescindere, ai sensi dell\u2019articolo 134 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla regione territorialmente competente.<\/p>\n<p>3. La revoca di cui al comma 2 \u00e8 disposta con decreto del ministro dell\u2019istruzione, dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca, sentite le regioni territorialmente competenti e le relative somme sono riassegnate, con le stesse modalit\u00e0, per l\u2019attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche finalizzate alla mitigazione del rischio sismico, da realizzare in attuazione del patto per la sicurezza delle scuole sottoscritto il 20 dicembre 2007, dal ministro della pubblica istruzione e dai rappresentanti delle regioni e degli enti locali, ai sensi dell\u2019articolo 1, comma 625, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L\u2019eventuale riassegnazione delle risorse a regione diversa \u00e8 disposta sentita la Conferenza unificata di cui all\u2019articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.<\/p>\n<p>4. Nell\u2019attuazione degli interventi disposti ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le prescrizioni di cui all\u2019articolo 4 commi 5, 7 e 9 della legge 11 gennaio 1996 n. 23; i relativi finanziamenti possono, comunque, essere nuovamente revocati e riassegnati, con le medesime modalit\u00e0,qualora i lavori programmati non siano avviati entro due anni dall\u2019assegnazione ovvero gli enti beneficiari dichiarino l\u2019impossibilit\u00e0 di eseguire le opere.<\/p>\n<p>5. Il ministro dell\u2019istruzione, dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca, di concerto con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nomina un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l\u2019immediata messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare criticit\u00e0 sotto il profilo della sicurezza sismica. Il soggetto attuatore e la localizzazione degli edifici interessati sono individuati d\u2019intesa con la predetta Conferenza unificata.<\/p>\n<p>6. Al fine di assicurare l\u2019integrazione e l\u2019ottimizzazione dei finanziamenti destinati alla sicurezza sismica delle scuole il soggetto attuatore, di cui al comma 5, definisce il cronoprogramma dei lavori sulla base delle risorse disponibili, d\u2019intesa con il dipartimento della protezione civile, sentita la predetta Conferenza unificata.<\/p>\n<p>7. All\u2019attuazione dei commi da 2 a 6 si provvede con decreti del ministro dell\u2019economia e delle finanze su proposta del ministro competente, previa verifica dell\u2019assenza di effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.<\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 8.<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><em><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>(Norme finali).<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<p>1. Dall\u2019attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.<\/p>\n<p>1-bis. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.<\/p>\n<p>2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sar\u00e0 presentato alle Camere per la conversione in legge.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Il testo ufficiale del Senato in formato <a title=\"DL 137\/08\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/00312908.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">PDF<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni discussione seria va compiuta sui documenti ufficiali e non sui commenti, pensiamo, dunque, di far cosa gradita nel pubblicare il testo del Ddl 1108 approvato oggi al Senato. 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