{"id":2876,"date":"2013-05-14T17:25:36","date_gmt":"2013-05-14T16:25:36","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=2876"},"modified":"2020-11-02T15:21:53","modified_gmt":"2020-11-02T14:21:53","slug":"progetto-brunosolidale-dodici-ore-nei-luoghi-del-terremoto-in-emilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/progetto-brunosolidale-dodici-ore-nei-luoghi-del-terremoto-in-emilia\/","title":{"rendered":"Progetto BrunoSolidale: dodici ore nei luoghi del terremoto in Emilia"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/progetto-brunosolidale-dodici-ore-nei-luoghi-del-terremoto-in-emilia\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: justify;\">di Matteo\u00a0Bolzonella, Ilaria Forte, Francesca Pellarin 4A PNI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-2882\" alt=\"Campagna emiliana\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC09576.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" \/>Il 20 maggio 2012 l&#8217;Emilia \u00e8 stata colpita al cuore da un violento fenomeno sismico. A distanza di circa un anno dal tragico evento, gli studenti della 4A PNI del liceo \u201cG.Bruno\u201d, insieme agli altri studenti aderenti al progetto <em>BrunoSolidale \u2013 Introduzione alla Protezione Civile<\/em>, accompagnati dalle professoresse Gruarin e Cesare e da alcuni componenti della Protezione Civile del Comune di Venezia, si sono recati nei Comuni di San Felice sul Panaro (MO) e di Mirandola (MO) per verificare di persona come le popolazioni abbiano reagito al terremoto che ha provocato numerose vittime e gravi danni. La giornata comincia di prima mattina: alle 7.00 in punto parte l&#8217;autobus con destinazione Emilia-Romagna. Verso le 10.00 ci inoltriamo gi\u00e0 nella campagna emiliana, in cui si possono osservare ancora gli effetti del sisma sulle case rurali: puntellate e in certi punti crollate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2885\" alt=\"Campo sportivo\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/campo.jpg\" width=\"300\" height=\"204\" \/>Scesi dall&#8217;autobus, incontriamo il vice sindaco di San Felice sul Panaro, Giovanni Giovanelli, che molto gentilmente ci narra dei tragici momenti vissuti quella notte di met\u00e0 maggio e di come abbia avviato il piano di evacuazione e messa in sicurezza dei cittadini. In seguito, ci porta a vedere, nel campo sportivo del paese, il raro fenomeno della liquefazione della sabbia, per cui lo strato sabbioso del sottosuolo emerge formando le cosiddette fontane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la visita all&#8217;impianto d&#8217;atletica, la nostra speciale guida ci accompagna nel cuore della citt\u00e0, dove possiamo rivedere le famose immagini della rocca estense, circolate per giorni in ogni telegiornale. La torre principale di questa fortezza trecentesca fortunatamente aveva gi\u00e0 subito un intervento di centinatura negli anni &#8217;70, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-2887\" alt=\"Rocca estense\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC09586.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" \/>cosa che le ha permesso di resistere alle violente scosse del terremoto. Ma non \u00e8 rimasta completamente illesa; sono infatti visibili numerose crepe, che sono state subito chiuse con una malta speciale per evitare che gli agenti atmosferici danneggiassero ulteriormente la struttura. Dietro la torre si trova la piazza principale, dove hanno sede il municipio, il monumento ai caduti, il duomo e il teatro. Questi edifici sono attualmente tutti pericolanti e inagibili: nel teatro si \u00e8 aperta una frattura strutturale per cui la parte anteriore sta rovinosamente scivolando verso la strada; invece gli uffici del Comune hanno dovuto essere trasferiti prima in una tenda e poi in un container, dove si trovano tuttora. Molti sono gli edifici devastati, come la chiesa adiacente alla piazza, il<\/p>\n<figure id=\"attachment_2889\" aria-describedby=\"caption-attachment-2889\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2889\" alt=\"Municipio San Felice Sul Panaro\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC09593.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2889\" class=\"wp-caption-text\">Municipio San Felice Sul Panaro<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">cui tetto \u00e8 crollato completamente. L\u2019aspetto che ci ha maggiormente colpito, tuttavia, \u00e8 quello sociale, dato che i cittadini, a seguito dei crolli e delle lesioni agli edifici, sembrano aver perso i propri punti di riferimento. Non avendo vissuto in prima persona quegli istanti, li lasciamo descrivere alle vittime del terremoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maria Concetta, dipendente scolastica, racconta cos\u00ec gli eventi di quella notte: \u201cTerrore! I muri si avvicinavano, le vetrine andavano in frantumi, le scale ballavano. Eravamo chiusi dentro, senza corrente. Sembrava che un serpente strisciasse sotto di noi! Ancora oggi, dopo tanto tempo, l\u2019ansia e la paura mi attanagliano. Come molti sono senza casa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luciana, insegnante, prova sentimenti analoghi e aggiunge che la condizione del centro storico \u00e8 tragica, una perdita di quei simboli che hanno caratterizzato la sua vita a San Felice. Nel descrivere l\u2019agire tempestivo della protezione civile ha solo parole di ringraziamento. Interessante \u00e8 il punto di vista<\/p>\n<figure id=\"attachment_2890\" aria-describedby=\"caption-attachment-2890\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2890\" alt=\"Monumento ai caduti della guerra del 1915-1918\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC09594.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2890\" class=\"wp-caption-text\">Monumento ai caduti della guerra del 1915-1918<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">non solo degli abitanti, ma anche quello dei lavoratori. Ivo, gelatiere di professione, ci descrive gli effetti che il terremoto ha avuto sull\u2019animo dei cittadini: \u201cIstinti infantili, la gente gira con la morte negli occhi\u201d. A differenza di molti, Ivo ha potuto ricominciare a lavorare gi\u00e0 dopo 70 giorni: la struttura del chiosco ha resistito alla forte scossa, mentre il mobilio \u00e8 stato completamente sostituito. \u201cQuello che riporta la tv \u00e8 una minima parte \u2014 ci dice \u2014 la gente non \u00e8 ancora tornata, spaventata dalla possibilit\u00e0 che l\u2019evento si ripeta\u201d. Ma la domanda pi\u00f9 diffusa tra la popolazione \u00e8: \u201cDove sono finiti i soldi che gli italiani generosamente hanno devoluto?\u201d . Il vicesindaco spiega le scelte operate dal Comune, ricordando che un terremoto \u00e8 un evento difficilmente prevedibile, soprattutto perch\u00e9 in Italia si forniscono carte topografiche divise in fasce di rischio e l\u2019Emilia Romagna risultava appartenere ad una fascia con rischio sismico molto basso. Quanto alle<\/p>\n<figure id=\"attachment_2892\" aria-describedby=\"caption-attachment-2892\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2892\" alt=\"Mirandola\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC09672.jpg\" width=\"300\" height=\"400\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2892\" class=\"wp-caption-text\">Mirandola<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">donazioni, spiega che una parte \u00e8 stata utilizzata per mettere a disposizione un certo numero di case agibili per gli abitanti, soprattutto per quelli rimasti senza la prima casa di abitazione e un\u2019altra parte per costruire nuove strutture scolastiche e per gli anziani a prova di sisma, ecologicamente sostenibili; sono stati allestiti sette campi di produzione di energia fotoelettrica e sui tetti dei nuovi edifici sono stati installati pannelli solari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel pomeriggio abbiamo visitato anche i paesi di Mirandola e di Cavezzo e abbiamo potuto osservare situazioni ancora pi\u00f9 gravi di quelle di San Felice. A Mirandola l\u2019intero centro storico era deserto e transennato e si sono visti pochi cittadini solo presso l\u2019unico bar sito nella piazza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste ore passate in Emilia ci hanno colpito molto. Solo stando a contatto diretto con le vittime ci si pu\u00f2 rendere conto, anche se in minima parte, di quello che hanno provato e provano tutt\u2019ora al solo ricordo di quella notte. C\u2019\u00e8 ancora tanta paura e angoscia nella popolazione, e ci\u00f2 ci ha fatto pensare su come un evento di questo tipo possa cambiare la vita. Colpisce vedere che non si sia ancora potuto ricostruire molto, perch\u00e9 le modalit\u00e0 burocratiche sono di ostacolo e soprattutto la mancanza di fondi da parte dello Stato. Per\u00f2 molte industrie hanno ricostruito i capannoni e hanno ripreso a lavorare: l\u2019operosit\u00e0 degli abitanti di quelle terre \u00e8 stata essenziale per rimboccarsi le maniche e, in qualche modo, ripartire. Ci auguriamo, quindi, che l&#8217;evento non venga dimenticato, confidando nel contributo di tutti: per ora ci uniamo alla popolazione di San Felice sul Panaro nel ringraziare la Protezione civile per l\u2019impareggiabile lavoro che ha eseguito in tutti questi mesi per mettere a proprio agio il maggior numero di persone e per averci permesso questa esperienza unica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2893\" alt=\"Emilia\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC09612quad.jpg\" width=\"592\" height=\"428\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Matteo\u00a0Bolzonella, Ilaria Forte, Francesca Pellarin 4A PNI Il 20 maggio 2012 l&#8217;Emilia \u00e8 stata colpita al cuore da un violento fenomeno sismico. 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