{"id":3420,"date":"2014-03-22T19:30:11","date_gmt":"2014-03-22T18:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=3420"},"modified":"2020-11-02T15:21:33","modified_gmt":"2020-11-02T14:21:33","slug":"per-non-morire-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/per-non-morire-mai\/","title":{"rendered":"Per non morire mai"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/per-non-morire-mai\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p><em><span style=\"font-size: 12px;\">di Annachiara Gambardella I A cl<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 svolto marted\u00ec 11 marzo, presso il Liceo Franchetti, l\u2019ultimo incontro di storia dedicato al centenario della Grande Guerra: si \u00e8 parlato della memoria dei caduti e della monumentalistica. Relatrice la dottoressa Lisa Bregantin, autrice del saggio <i>\u201c<\/i><i>Per non morire mai. La percezione della morte in guerra e il culto dei caduti nel primo conflitto mondiale<\/i><i>\u201d<\/i> ed. Il Poligrafo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>\u201c<\/b><b>Le societ<\/b><b>\u00e0<\/b><b> del passato facevano in modo che il ricordo, sostituto della vita, fosse eterno e che almeno la cosa che esprimeva la Morte fosse essa stessa immortale: era il Monumento.<\/b><b>\u201d<\/b><b>\u00a0\u00a0 <\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Roland Barthes, <\/b><b>\u201c<\/b><b><i>La camera chiara<\/i><\/b><b><i>\u201d<\/i><\/b><b>.<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il monumento \u00e8 immortale. E\u2019 testimone immobile della vita frenetica che accomuna ormai tutti gli uomini. Lui sta l\u00ec, fermo, e osserva. Osserva le vite che gli scorrono davanti. Passi, sguardi, sentimenti. Immutato. E\u2019 il passato che mantiene il contatto con il presente. Ma il presente? Il presente mantiene ancora il contatto con il passato? O tenta addirittura di allontanarlo pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 lo sia? I monumenti della Grande Guerra vengono decentrati, vengono sostituiti, privati del loro valore originario. D\u2019altronde oggi non servono pi\u00f9. Non rappresentano pi\u00f9 la sostituzione incorruttibile degli innumerevoli caduti in guerra, non svolgono pi\u00f9 il compito di dare esequie ai corpi distrutti. Il valore affettivo \u00e8 venuto meno, sono venuti meno gli affetti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3421\" aria-describedby=\"caption-attachment-3421\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Monumento-caduti-grande-guerra.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3421 \" alt=\"Monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Roncade (Tv)\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Monumento-caduti-grande-guerra.jpg\" width=\"220\" height=\"165\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3421\" class=\"wp-caption-text\">Monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Roncade (Tv)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec i cippi, le lapidi rimangono avvolti dalla boscaglia: la prima fase di monumentalizzazione, quella voluta dai soldati al fronte, rimane a noi celata, quasi del tutto sconosciuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tempo ha sottratto loro, gradualmente, il significato pi\u00f9 profondo; da luogo di assorbimento del lutto, luogo in cui si piange il compagno, il figlio, il marito morto senza sepoltura, il monumento, in una seconda fase, \u00e8 andato trasformandosi in simbolo di un determinato messaggio politico e propagandistico. Ed ecco che \u00e8 diventato allora emblema dell\u2019eroismo atemporale che ha contraddistinto la Vittoria e che \u00e8 stato proprio del soldato italiano che, stilizzato e nudo -caratteri che manifestano un ritorno alle forme della classicit\u00e0- non viene pi\u00f9 apprezzato nella sua umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, dopo la fase in cui i monumenti potevano essere utili solo alla costruzione di cannoni, attraverso la fusione delle parti metalliche, essi subirono una perdita di personificazione: al termine della Seconda Guerra Mondiale, furono ospiti di tutti i caduti. Questo destino comune a molti monumenti della Prima Guerra Mondiale, a lungo discusso, ha implicato, come \u00e8 stato sottolineato dalla Dottoressa Lisa Bregantin, e dal Professor Carlo Franco, la sottrazione del significato stesso di monumento: ricordare tutti equivale a non ricordare nessuno. Cos\u00ec come stratificare significati, risemantizzare, finisce per far dire ai monumenti qualcosa che mai, nell\u2019intenzione, avrebbero voluto dire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se inizialmente queste opere avevano comportato la prima forma di unit\u00e0 del Paese, questa scelta, unita all\u2019approccio disinteressato della modernit\u00e0, ha determinato la scomparsa di un\u2019identit\u00e0 collettiva senza la quale risulta difficile, purtroppo, comprendere il nostro presente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Annachiara Gambardella I A cl &nbsp; Si \u00e8 svolto marted\u00ec 11 marzo, presso il Liceo Franchetti, l\u2019ultimo incontro di storia dedicato al centenario della Grande Guerra: si \u00e8 parlato della memoria dei caduti e della monumentalistica. Relatrice la dottoressa Lisa Bregantin, autrice del saggio \u201cPer non morire mai. 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