{"id":4021,"date":"2014-12-19T10:53:43","date_gmt":"2014-12-19T09:53:43","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=4021"},"modified":"2020-11-02T15:21:31","modified_gmt":"2020-11-02T14:21:31","slug":"perche-parlare-di-femminicidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/perche-parlare-di-femminicidio\/","title":{"rendered":"PERCH\u00c9 PARLARE DI &#8220;FEMMINICIDIO&#8221;?"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/perche-parlare-di-femminicidio\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: justify;\">di Azzurra Muriti (II E, cl.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essere donna oggi \u00e8 a volte inquietante. E&#8217; inquietante perch\u00e9, se nel secolo scorso abbiamo lottato con la speranza di essere poste in un piano di uguaglianza almeno formale rispetto al genere maschile, oggi siamo di fronte ad un fenomeno che sembra solo l&#8217;estrema manifestazione di una considerazione delle donne illusoriamente superata. Stavolta per\u00f2, cortei e proteste non bastano a sradicare queste violenze, difficili da classificare perch\u00e9 profondamente diverse tra loro. L&#8217;unico elemento comune \u00e8 la vittima, la donna, preda perch\u00e9 debole.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4023\" aria-describedby=\"caption-attachment-4023\" style=\"width: 488px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/burqa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4023\" title=\"http:\/\/www.premioceleste.it\/sebastian.contreras\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/burqa-640x454.jpg\" alt=\"\" width=\"488\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/burqa-640x454.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/burqa-600x426.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/burqa.jpg 895w\" sizes=\"auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4023\" class=\"wp-caption-text\">Sebastian Contreras &#8211; Untitled n. 30 (burqa)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La definizione<\/strong> piuttosto ampia di \u201cfemminicidio\u201d, come crimine di qualunque natura nei confronti di una donna in quanto \u201ctale\u201d, trova la sua ragione d&#8217;essere nella necessit\u00e0 di identificare la causa di ciascun episodio in una considerazione del genere femminile che mette in discussione le nostre convinzioni sul mondo civilizzato. Crediamo di essere pi\u00f9 libere delle donne avvolte nei burqa, eppure ad ognuna di noi sar\u00e0 capitato di essere guardate con malizia per una gonna troppo corta, di aver istintivamente temuto di essere aggredite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa accade se la l&#8217;emancipazione \u00e8 solo formale<\/strong>, se i retaggi di millenni di dominio permangono nel subconscio di ogni uomo, fomentati da istinti di una violenza primitiva, continuando a manifestarsi soprattutto tra le mura di casa?<br \/>\nE&#8217; questo che avviene, secondo i dati Ansa: nel 40% dei casi l&#8217;assassino \u00e8 il compagno o il marito, inspiegabilmente amato. La societ\u00e0 condanna le violenze domestiche, psicologiche o fisiche, ma questo non \u00e8 sufficiente ad evitarle, poich\u00e9 non c&#8217;\u00e8 modo di violare il silenzio della moglie, o, peggio, dei famigliari, se vittima e carnefice sono legati da un rapporto sentimentale. Spesso l&#8217;omicidio del coniuge \u00e8 preceduto da mesi, se non da anni, di episodi di collera o di violenza.<br \/>\nCos\u00ec accadde a Francesca Alleruzzo: dopo essersi separata dal marito, venne pedinata da lui per mesi, finch\u00e9 addirittura non lo trov\u00f2 ai piedi del letto, mentre dormiva. Lei non ebbe mai il coraggio di denunciarlo, per paura e per pena. Un uomo che a cinquant&#8217;anni perde tutto, beve, insegue il passato incapace di riprendersi. Alla fine ha ammazzato Francesca e il compagno, assieme alla figlia di primo letto e al suo fidanzato. Anche tentando di cogliere un briciolo d&#8217;amore in questa storia, non vi si riesce: \u00e8 inammissibile che le donne esitino di fronte alla violenza maschile; \u00e8 malsano che vi sia un istinto di dominazione naturale per l&#8217;uomo e, viceversa, di sottomissione per la donna. \u00c8 inutile parlare di quote rosa o reato di stalking, se prima non ci sottoponiamo ad una rieducazione morale e culturale. Se ci sentiamo ancora economicamente o socialmente costrette a dipendere da compagni e mariti, non sapremo mai dare voce a queste donne, vittime della nostra omert\u00e0. \u00c8 su questo infatti che si fonda la sicurezza degli assassini: sulla garantita omert\u00e0 familiare, tipica di ogni famiglia patriarcale e tipica, almeno in alcune regioni isolate, delle situazioni denunciate dalle donne.<br \/>\nIl nome \u201cfemminicidio\u201d\u00a0 \u00e8 nato per far scontrare l&#8217;opinione pubblica con la realt\u00e0. Non basta sentirci rassicurate dal progresso, certamente enorme, che \u00e8 stato fatto, ma dovremmo sentirci anche turbate\u00a0 da questo silenzioso fenomeno. Personalmente, credo che la repressione apparente non faccia altro che rendere pi\u00f9 efferati i crimini e pi\u00f9 accaniti gli assassini, come se si dovesse trattenere un comportamento spontaneo. Ed \u00e8 questa matrice che va annientata, o un giorno rimarremo segregate in casa per timore di essere violentate; porteremo lunghi veli con vergogna, come se il nostro corpo non fosse fonte di vita ma di peccato; obbediremo ad un marito per non essere ammazzate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[important]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Invito alla discussione<\/strong><br \/>\nSiete d&#8217;accordo sull&#8217;uso del neologismo \u201cfemminicidio\u201d?<br \/>\nLo sapevate che l&#8217;80% degli omicidi riguardano i maschi?<br \/>\nChi usa il termine \u201cfemminicidio\u201d, al posto di omicidio, indica, implicitamente, che la differenza sta nel motivo e nel luogo: la violenza contro le donne \u2013 diversamente da quella ai danni degli uomini &#8211; non avviene per strada, ma in casa.<\/p>\n<p>[\/important]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Azzurra Muriti (II E, cl.) Essere donna oggi \u00e8 a volte inquietante. 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