{"id":4051,"date":"2014-12-03T11:12:35","date_gmt":"2014-12-03T10:12:35","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=4051"},"modified":"2020-11-02T15:21:31","modified_gmt":"2020-11-02T14:21:31","slug":"imparare-non-solo-dietro-i-banchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/imparare-non-solo-dietro-i-banchi\/","title":{"rendered":"IMPARARE, NON SOLO DIETRO I BANCHI"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/imparare-non-solo-dietro-i-banchi\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>di Sara Codazzi, 3E (scientifico)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-4052\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/libri.jpg\" alt=\"libri\" width=\"300\" height=\"363\" \/>Rimanere seduti dietro ai banchi di scuola per una media di 5 ore al giorno, dal luned\u00ec al sabato, non \u00e8 l\u2019unico modo per imparare. La lettura e il confronto con autori ed esperti costituiscono una pi\u00f9 che valida alternativa ad una lezione in classe e alla lettura di un approfondimento di un libro di testo. Queste occasioni arricchiscono e permettono a studenti e docenti di conoscere meglio temi di attualit\u00e0, ascoltandoli dalla voce di chi li conosce pi\u00f9 da vicino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tale proposito \u00e8 da ricordare la manifestazione \u201cMestre in Centro\u201d, che coinvolge anche l\u2019Istituto di Istruzione Superiore \u201cGiordano Bruno-Raimondo Franchetti\u201d, che ha consentito a un nutrito gruppo di studenti di partecipare ad alcuni incontri riguardanti temi di attualit\u00e0.<br \/>\nMercoled\u00ec 1 ottobre lo scrittore Giuseppe Catozzella ha incontrato gli studenti del liceo Bruno, presso l\u2019Aula Magna dell\u2019Istituto, per presentare il suo libro Non dirmi che hai paura, vincitore del \u201cPremio Strega Giovani 2014\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia inizia nel 1999 e racconta le vicende di Samia, una bambina di otto anni che vive a Mogadiscio. Samia ha la passione per la corsa, ma \u00e8 costretta a coltivarla rispettando le severe norme imposte dagli integralisti islamici di Al-Shaabab. Il suo migliore amico Al\u00ec e la sua famiglia la supportano sempre nelle sue scelte, soprattutto quando la vita in Somalia diventa sempre pi\u00f9 difficile, a causa della violenza che contraddistingue l\u2019affermazione degli integralisti. Grazie alla sua voglia di vincere, Samia \u00e8 determinata a reagire e continua a correre per riscattare il suo amato Paese e per migliorare la condizione delle donne somale. Dopo essersi allenata, sempre di notte con il burqua, dovendo compiere enormi sacrifici per coltivare la sua passione, a diciassette anni Samia si qualifica e partecipa alle Olimpiadi di Pechino e, pur arrivando ultima, diventa un simbolo per le donne musulmane. I seguito, non sopportando l\u2019assassinio del padre, Samia decide di lasciare il suo Paese e di prepararsi per le Olimpiadi di Londra del 2012. Compie da sola il &#8220;Viaggio&#8221;, lungo circa ottomila chilometri, che ha come meta l&#8217;Italia, ma il 2 aprile 2012 Samia muore tragicamente, inghiottita da Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incontro con l\u2019autore \u00e8 stato molto interessante e coinvolgente per alunni e professori, che hanno avuto modo di capire quale sia stata l\u2019origine del libro e di scoprire come l\u2019autore abbia conosciuto questa storia, nonch\u00e9 le motivazioni, che lo hanno spinto a raccontarla.<br \/>\nIncontri di questo genere sono proposti ogni anno in molte scuole, ma secondo alcuni non \u00e8 opportuno che si svolgano durante le ore curricolari, perch\u00e9 riducono il numero delle ore di lezione. Al contrario, altri sostengono che queste iniziative non sottraggono ore allo studio, perch\u00e9 devono essere viste come lezioni complementari a quelle frontali e quindi sono altrettanto importanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019utilit\u00e0 di questi incontri tra studenti, esperti e scrittori consiste nel fatto che essi forniscono informazioni molto pi\u00f9 approfondite e veritiere rispetto, per esempio, ai servizi dei telegiornali o alla carta stampata, che spesso informano solo superficialmente. Infatti, per esempio, il racconto del \u201cViaggio\u201d di Samia, permette di capire che coloro che arrivano sulle coste italiane, dopo aver abbandonato tutto quello che hanno, \u00e8 l&#8217;ultimo tentativo disperato per cercare di costruire una vita migliore, e spesso anche solo per cercare di restare in vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attivit\u00e0 degli studenti in classe, non \u00e8 l\u2019unico modo per imparare e conoscere. Infatti c&#8217;\u00e8 la necessit\u00e0 di capire quello che accade nel mondo, in quel mondo con cui dobbiamo confrontarci. Non \u00e8 un caso che l&#8217;attenzione dei ragazzi durante tutto l&#8217;incontro sia stata costante, per questo il ricordo di Samia rester\u00e0 sempre scolpito nei loro cuori, nonostante la sua storia non sia presente nei testi scolastici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sara Codazzi, 3E (scientifico) Rimanere seduti dietro ai banchi di scuola per una media di 5 ore al giorno, dal luned\u00ec al sabato, non \u00e8 l\u2019unico modo per imparare. 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