{"id":4059,"date":"2014-12-19T10:32:40","date_gmt":"2014-12-19T09:32:40","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=4059"},"modified":"2020-11-02T15:21:31","modified_gmt":"2020-11-02T14:21:31","slug":"il-culto-dellorrore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/il-culto-dellorrore\/","title":{"rendered":"IL CULTO DELL&#8217;ORRORE"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/il-culto-dellorrore\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>di Veronica Mazzel, II E cl.<\/p>\n<p>Abita in noi sin dalle origini, nelle profondit\u00e0 dell\u2019encefalo, in un sistema che comprende talamo, ipotalamo, ippocampo e amigdala. Ha registrato in pennarello indelebile parte del mondo in cui viviamo ed \u00e8 stato il <em>passpartout<\/em> che ha tenuto le porte dei secoli aperte per l\u2019uomo, salvandolo dall\u2019essere solo un lontano ricordo. La <strong>paura<\/strong>.<\/p>\n<blockquote>\n<h5><strong><em>Tutto quello che devi fare \u00e8 chiederti cosa ti spaventa e saprai cosa mi spaventa.<\/em><\/strong><\/h5>\n<h5>John Carpenter<\/h5>\n<\/blockquote>\n<figure id=\"attachment_4061\" aria-describedby=\"caption-attachment-4061\" style=\"width: 256px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4061\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/M\u00e9li\u00e8s_Le_ch\u00e2teau_hant\u00e9.jpg\" alt=\"George M\u00e9li\u00e8s - Le ch\u00e2teau hant\u00e9\" width=\"256\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/M\u00e9li\u00e8s_Le_ch\u00e2teau_hant\u00e9.jpg 626w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/M\u00e9li\u00e8s_Le_ch\u00e2teau_hant\u00e9-600x444.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4061\" class=\"wp-caption-text\">George M\u00e9li\u00e8s &#8211; Le ch\u00e2teau hant\u00e9<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La paura \u00e8 un\u2019emozione che appartiene a ognuno di noi e di fronte ad essa siamo tutti uguali, indistintamente; tanto che la si pu\u00f2 riconoscere come un <strong>oggetto di culto<\/strong>, celebrato in ogni cultura nella tradizione artistica e popolare, sotto la definizione di horror.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forma in cui pi\u00f9 spesso conosciamo questa tentazione \u00e8 quella cinematografica: chi di noi pu\u00f2 negare di essersi coperto gli occhi con le mani alla vista di una scena di un film particolarmente spaventoso, lasciando una piccola fessura tra le dita, incapace di perdersela? Divenuto popolare soprattutto in qualit\u00e0 di genere cinematografico, l&#8217;horror ha oramai contaminato il mondo dell&#8217;arte: nel <strong>cinema<\/strong> il regista Georges M\u00e9li\u00e8s d\u00e0 vita con il suo prodotto sperimentale <em>&#8220;Le Manoir du Diable&#8221;<\/em> ad una incredibilmente diffusa tendenza, che raggiunge il suo apice nella <strong>letteratura<\/strong> anglosassone con la figura di Edgar Allan Poe, il principe della narrativa gotica, progenitrice del genere letterario horror.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4062\" aria-describedby=\"caption-attachment-4062\" style=\"width: 330px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4062\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/800px-Caravaggio_-_Giuditta_che_taglia_la_testa_a_Oloferne_1598-1599-640x475.jpg\" alt=\"Caravaggio - Giuditta e Oloferne\" width=\"330\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/800px-Caravaggio_-_Giuditta_che_taglia_la_testa_a_Oloferne_1598-1599-640x475.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/800px-Caravaggio_-_Giuditta_che_taglia_la_testa_a_Oloferne_1598-1599-600x445.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/800px-Caravaggio_-_Giuditta_che_taglia_la_testa_a_Oloferne_1598-1599.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 330px) 100vw, 330px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4062\" class=\"wp-caption-text\">Caravaggio &#8211; Giuditta e Oloferne<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gran parte della <strong>produzione artistica<\/strong> collocabile in questo filone deve il suo fascino alla sua collocazione storica: Caravaggio nel 1599 realizza infatti\u00a0<em>\u201cGiuditta e Oloferne\u201d<\/em> rappresentando in modo assolutamente realistico la \u00a0decapitazione del condottiero assiro Oloferne da parte della vedova ebrea Giuditta.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4063\" aria-describedby=\"caption-attachment-4063\" style=\"width: 208px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4063\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/bosch-il-giardino-delle-delizie.jpg\" alt=\"H. Bosch - Il giardino delle delizie\" width=\"208\" height=\"450\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4063\" class=\"wp-caption-text\">H. Bosch &#8211; Il giardino delle delizie<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bench\u00e9 per esso non valga il riferimento storico, anche l\u2019inquietudine trasmessa dal pannello laterale de\u00a0<em>\u201cIl giardino delle delizie\u201d<\/em> di Hieronymus Bosch non \u00e8 certamente da meno.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4064\" aria-describedby=\"caption-attachment-4064\" style=\"width: 218px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Saturno-che-divora-i-suoi-figli-Goya.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4064\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Saturno-che-divora-i-suoi-figli-Goya.jpg\" alt=\"F. Goya - Saturno che divora i suoi figli\" width=\"218\" height=\"400\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4064\" class=\"wp-caption-text\">F. Goya &#8211; Saturno che divora i suoi figli<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 impossibile non citare inoltre le \u201cpitture nere\u201d del pittore spagnolo Francisco Goya e in particolare facendo riferimento all\u2019opera <em>\u201cSaturno divora i suoi figli\u201d<\/em>, ispirata a un tema mitologico che vede un padre divorare i propri figli al momento della nascita, essendogli stato profetizzato che uno di essi lo avrebbe soppiantato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il culto del macabro non \u00e8 assente nemmeno in famosi <strong>monumenti storici<\/strong>: un esempio \u00e8\u00a0il Leap Castle in Irlanda, che gode della fama di essere la dimora di misteriose entit\u00e0, protagoniste di leggende locali che devono la loro credulit\u00e0 a numerose testimonianze; la proprietaria stessa afferma di aver visto spesso il fantasma di un vecchio, seduto su una sedia di fronte al camino. Luoghi nominati di frequente nei libri di storia, come il Castello di Bran in Romania, alimentano storie ispirate quasi sempre a fatti realmente accaduti e proprio attorno ad essi si sono sviluppati alcuni dei temi pi\u00f9 ricorrenti nella cinematografia e nella letteratura dell\u2019orrore. Il castello di Bran \u00e8 infatti noto in tutto il mondo per essere stato la presunta dimora del principe di Valacchia Vlad Tepes, figlio di Vlad II: un uomo sanguinario ed estremamente violento, a cui sono attribuiti atti di estrema e folle crudelt\u00e0 nei confronti dei nemici, tanto da essere inevitabilmente identificato nell&#8217;immaginario collettivo nella figura di Dracula, celebre vampiro delle produzioni horror internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La paura e le sue manifestazioni costituiscono quindi uno dei tanti temi ricorrenti nei racconti popolari che hanno suggestionato le menti pi\u00f9 povere quanto quelle nutrite da culture di tutto rispetto.<\/p>\n<blockquote><p><strong><em>La superstizione fa parte della natura umana; quando si pensa di averla scacciata completamente, si rifugia negli angoli e nei cantoni pi\u00f9 impensati, dai quali sbuca fuori a un tratto.<\/em><\/strong><\/p>\n<h5>J. W. Goethe.<\/h5>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>superstizione<\/strong> \u00e8 un vizio che interessa ogni uomo senza distinzioni: in origine tipico di chi possedeva appunto una base educativa estremamente povera, mai del tutto scomparso nel corso dei secoli, induce tuttora un\u2019 influenza significativa nel comportamento umano. L&#8217;individuo \u00e8 portato a cedere di fronte alla consapevolezza di una razionalit\u00e0 che, pur ben radicata in lui, viene scavalcata da una minima componente irrazionale; questa indole porta, se non risolta, ad una serie di comportamenti ossessivi dove predominano l\u2019ansia e la paura. Le radici di questi retaggi nel comportamento si trovano in cause che spesso appartengono all\u2019inconscio del soggetto e vengono erroneamente coinvolte nel fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dispetto della propria vulnerabilit\u00e0, l&#8217;uomo sfida se stesso affrontando la paura e trovandovi un piacere tale da farne un \u201coggetto di culto\u201d anche a livello concreto: \u00e8 il XVI-XVII secolo quando in Russia si diffondono dei pericolosi scivoli ghiacciati, voluti dall&#8217;Imperatrice Caterina di Russia alla reggia di Orienbaun nei dintorni di San Pietroburgo, dove le slitte potevano correre fino a 70km\/h. Un uomo d\u2019affari francese ne rimase affascinato e decise di importare l\u2019idea nel suo paese: allora \u00e8 il 1817 quando in Francia nascono le \u201c<strong>montagne russe<\/strong> di Belleville\u201d. Da insolito passatempo locale gli scivoli ghiacciati sono divenuti attrazioni famose in tutto il mondo. In conclusione, nonostante rappresenti spesso un ostacolo tedioso nella vita quotidiana, la paura suscita un senso di eccitazione accompagnata da una paradossale &#8211; e talvolta spiazzante &#8211; passione per il rischio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Veronica Mazzel, II E cl. Abita in noi sin dalle origini, nelle profondit\u00e0 dell\u2019encefalo, in un sistema che comprende talamo, ipotalamo, ippocampo e amigdala. 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