{"id":4473,"date":"2015-05-08T20:57:51","date_gmt":"2015-05-08T19:57:51","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=4473"},"modified":"2020-11-02T15:21:11","modified_gmt":"2020-11-02T14:21:11","slug":"i-nostri-ragazzi-di-ivano-de-matteo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/i-nostri-ragazzi-di-ivano-de-matteo\/","title":{"rendered":"I NOSTRI RAGAZZI (drammatico, 2014) di Ivano De Matteo"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/i-nostri-ragazzi-di-ivano-de-matteo\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/I-nostri-ragazzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-4474 aligncenter\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/I-nostri-ragazzi.jpg\" alt=\"I nostri ragazzi\" width=\"420\" height=\"602\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un film visionario.<\/strong><br \/>\nIspirato al romanzo <em>La cena<\/em> di Herman Koch,\u00a0<em>I nostri ragazzi<\/em>\u00a0di Ivano De Matteo presenta una trama avvincente, originale e imprevedibile: due fratelli molto diversi, Massimo (Alessandro Gassmann), un avvocato spregiudicato che ha trovato nell\u2019applicazione della legge una miniera d\u2019oro, e Paolo (Luigi Lo Cascio), un onesto pediatra in un ospedale, ormai da anni, si incontrano una volta al mese in un lussuoso ristorante con le rispettive mogli (Barbora Bobu\u013eov\u00e1 e Giovanna Mezzogiorno). Un\u2019abitudine che sar\u00e0 sconvolta in maniera drastica dopo che i relativi figli, Benedetta (Rosabell Laurenti Sellers) e Michele (Jacopo Olmo Antinori), si ubriacheranno a una festa di alcuni amici di Benedetta. Un video turber\u00e0 la serenit\u00e0 dei quattro genitori, i quali per facilit\u00e0 hanno sempre difeso i figli anche se erano dalla parte del torto; per\u00f2, spesso la soluzione pi\u00f9 semplice non \u00e8 quella pi\u00f9 giusta, \u00e8 solo una scappatoia alla quale prima o poi si deve rendere conto.<br \/>\nDue famiglie alle quali corrispondono due reazioni diverse e inaspettate, tra loro in contrasto. Un\u2018inversione di ruoli che comporter\u00e0 violente conseguenze.<br \/>\nIl buon lavoro di montaggio e il continuo evolversi degli eventi fanno s\u00ec che il film non risulti mai lento e ci\u00f2 \u00e8 favorito anche dalla musica sempre adeguata alla vicenda ripresa, alla quale il regista spesso affida il compito di rappresentare lo stato d\u2019animo dei personaggi.\u00a0 Una dimostrazione di tale aspetto ci viene presentata quando la madre di Michele, una volta presa consapevolezza di ci\u00f2 che ha commesso il figlio, perde i sensi in cucina e il rumore del trapano e del martello, utilizzati dai vicini di casa in quel momento, prendono il sopravvento. Un immenso frastuono per evidenziare la confusione mentale, l\u2019angoscia, lo sbigottimento, l\u2019agitazione e la costernazione che assalgono la donna. Questi intervalli, in cui \u00e8 la musica a fare da protagonista, fanno in modo che entri in gioco l\u2019espressivit\u00e0 dei personaggi attraverso la quale essi esprimono la loro grande abilit\u00e0 nel recitare, facilitata dalle diverse inquadrature in primo piano.<br \/>\n<em>I nostri ragazzi<\/em> ci lascia certamente una reazione e un messaggio: \u201c Io come mi comporterei di fronte a questa sempre pi\u00f9 frequente amoralit\u00e0 dei giovani?\u201d. Un film in grado di far immedesimare lo spettatore, quasi costretto a prendere coscienza e a identificarsi con uno dei due fratelli, paragonabili ai due celebri fratelli di cui narra Terenzio negli <em>Adelphoe<\/em>: Demea, uomo all\u2019antica, e Micione, uomo di mentalit\u00e0 aperta e liberale. Attraverso il cosiddetto \u201craddoppio delle trame\u201d sia Terenzio che De Matteo danno vita a una serie di sottotipi che rappresentano ciascuno una sfumatura psicologica diversa rispetto a quella generale.<br \/>\n<em>I nostri ragazzi<\/em> \u00e8 un film adatto a ogni fascia d\u2019et\u00e0, che tutti dovrebbero vedere, comprendere e assimilare come film \u201cmaestro di vita\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Camilla Simoni)<\/p>\n<p>______________________<\/p>\n<p><strong>Morale o autoconservazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual \u00e8 la scelta pi\u00f9 giusta tra una verit\u00e0 terribile pronta a macchiare per sempre il futuro di un figlio e una bugia di circostanza che, messe da parte etica e morale, lascia un giudizio definitivo solo alla propria coscienza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 l\u2019occhio del ciclone del nuovo film di Ivano de Matteo, \u201cI nostri ragazzi\u201d, una pellicola forse un po\u2019 di stampo estero rispetto al classico modo di far cinema italiano. Non ci sono i toni soffusi d\u2019approccio a un argomento forte, non ci sono eufemismi a velare tematiche tab\u00f9, non \u00e8 un \u201cLa vita \u00e8 bella\u201d che pare scardinare il soggetto dal suo ingranaggio e smussare ogni logica brutale attraverso gli occhi di un bambino. \u201cI nostri ragazzi\u201d \u00e8 un film che sputa in faccia una realt\u00e0 attuale \u2013 non bella, nemmeno rassicurante \u2013 e lo fa col massimo della crudezza, affondando quasi ferocemente le mani in una tematica delicata dopo l\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due ragazzi hanno picchiato, e di conseguenza mandato in coma, una mendicante, una persona appartenente a una di quelle sottocategorie che all\u2019uomo civilizzato piace considerare inferiori. A prima vista non sono ragazzi pericolosi o violenti, non vivono condizioni particolari n\u00e9 hanno problemi familiari: sono, invece, figli di uomini di successo, un avvocato e un medico, che di certo nulla hanno da spartire con mendicanti qualsiasi, rientrano alla perfezione in uno schema preimpostato di normalit\u00e0 dell\u2019uomo occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 solo l\u2019esistenza di un video di \u201cChi l\u2019ha visto?\u201d che li riprende di spalle a insinuare nei loro genitori il germe del dubbio, pochi fotogrammi a far nascere un \u201ce se?\u201d sussurrato a mezza bocca, a ogni respiro, insieme alla paura incisa sulla retina ogni volta che si sbattono le palpebre. \u201cE se?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un attimo la normalit\u00e0 viene a crollare. L\u2019aura luminosa di perfezione familiare viene grattata via con le unghie dalla realizzazione che lo stato di natura non conta: l\u2019uomo civilizzato, il borghese benpensante, non \u00e8 l\u2019uomo buono, \u00e8 l\u2019uomo annoiato e quindi incattivito, borioso e quindi egoista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E davanti alla constatazione che la propria inconscia tattica di gioco \u00e8 stata scoperta, che al momento gli unici testimoni possibili, contro gli insospettabili figli modello, sono proprio i loro genitori, qual \u00e8 la scelta pi\u00f9 giusta da fare? La frattura tra quanto \u00e8 comandato dalla morale e quanto, invece, \u00e8 dettato dall\u2019istinto di conservazione diventa il fulcro centrale della vicenda: da un lato, l\u2019integerrimo chirurgo pediatrico, dall\u2019altro un avvocato penalista (rispettivamente Luigi Lo Cascio e Alessandro Gassman, entrambi nomi reggenza del cinema italiano degli ultimi anni e in questo film personaggi un po\u2019 stereotipo), che si trovano davanti alla possibilit\u00e0 di mettere tutto a tacere, salvare i propri figli dall\u2019autodistruzione in cambio di qualche rimorso di coscienza. L\u2019unico compromesso \u00e8, appunto, violare i valori etici e lasciarsi trascinare dalla corrente del \u201cvantaggioso a spese degli altri\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiunque si pu\u00f2 immedesimare nei genitori dei ragazzi anche solo per un attimo e trovarsi in difficolt\u00e0. \u00c8 per questo che il titolo \u00e8 \u201ci <span style=\"text-decoration: underline;\">nostri<\/span> ragazzi\u201d, a sottolineare il fatto che Gassman e Lo Cascio sono solo volti presi in prestito, poich\u00e9 chiunque nella stessa situazione si troverebbe davanti alla stessa scelta e alle stesse difficolt\u00e0. I loro ruoli si bilanciano, a un certo punto si invertono, rappresentano le due possibili prese di posizione davanti al problema, pur apparendo spesso \u2013 al di l\u00e0 della buona resa \u2013 grossi clich\u00e9 interpretativi. Si potrebbe quasi dire che fosse intenzione di de Matteo non discostarsi troppo da un ideale di personaggio strutturato, politicamente ed eticamente definito, per coprire entrambe le facce di una stessa medaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la storia pi\u00f9 vecchia del mondo: ci insegnano che la vita bastona e non fa sconti a nessuno, per questo ci sentiamo legittimati all\u2019egoismo, all\u2019egotismo e all\u2019autoconservazione, lottiamo contro chiunque tenti di toglierci il nostro posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, sebbene secondo questa logica nello schema che regola la vita dell\u2019uomo spesso ci si trovi ad ammettere una qualche regola del pi\u00f9 forte, giustificazione anche solo parziale al sentirsi superiori agli altri, in questo film essa viene a cozzare contro il moralismo di cui l\u2019uomo si ammanta cos\u00ec facilmente in pubblico. \u201cI nostri ragazzi\u201d \u00e8 una critica alla societ\u00e0 moderna, in cui vogliamo troppo spesso fare gli idealisti trovando sempre una scusante al prevaricare dei diritti che crediamo di possedere sugli altri. Abbiamo bisogno di stabilire ci\u00f2 che \u00e8 giusto o sbagliato, per motivare sempre le nostre scelte magari su un piano positivo, persino quando di giustificazioni non ce ne sono. Insomma, a chi potrebbe davvero importare di una donna stesa a terra, moribonda, contro il futuro di due ragazzi di buona famiglia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due ragazzi, Michele e Benedetta, non agiscono spinti da una forza tangibile, non hanno un motore a muoverli e a sostenerli nell\u2019atto. Non viene data una spiegazione logica all\u2019accaduto, la loro sembra semplicemente una bravata giovanile e amaramente, forse senza volerlo, persino in modo classista, una parte di noi arriverebbe a dire che \u201cpu\u00f2 capitare\u201d, \u201csono cose che si fanno\u201d, \u201ci tempi non sono pi\u00f9 quelli di una volta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, la giovent\u00f9 bruciata che si considera figlia di una societ\u00e0 malata, che incoraggia alla violenza e alla distruzione, stavolta non viene dai bassifondi cittadini che tutti si aspetterebbero. \u00c8 il ramo secco dell\u2019albero fiorente e pieno di frutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0(Francesca Rampin)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/I-nostri-ragazzi.jpg\">\u00a0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Un film visionario. 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