{"id":4620,"date":"2015-06-02T09:53:26","date_gmt":"2015-06-02T08:53:26","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=4620"},"modified":"2020-11-02T15:21:11","modified_gmt":"2020-11-02T14:21:11","slug":"hungry-hearts-entra-nella-cinquina-del-premio-david","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/hungry-hearts-entra-nella-cinquina-del-premio-david\/","title":{"rendered":"HUNGRY HEARTS ENTRA NELLA CINQUINA DEL PREMIO DAVID"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/hungry-hearts-entra-nella-cinquina-del-premio-david\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Matteo Colorio (II C \u00a0cl), membro della Giuria di Istituto Premio David Giovani 2015,\u00a0propone una sua\u00a0recensione di\u00a0<i>Hungry hearts <\/i>di\u00a0Saverio Costanzo (2014), film\u00a0entrato meritatamente\u00a0nella cinquina del\u00a0David di Donatello.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La\u00a059esima edizione dei Premi David di Donatello, di cui fa parte\u00a0appunto il David Giovani, assegnato da una giuria di oltre 6000 studenti iscritti ad istituti superiori di ogni regione d&#8217;Italia, si svolger\u00e0 il prossimo\u00a012 giugno. Tra i primi cinque film candidati al premio risultano\u00a0<em>Anime Nere<\/em> di Francesco Munzi, <em>Il Giovane favoloso<\/em> di Mario Martone, <em>Mia madre <\/em>di Nanni Moretti, <em>Hungry hearts<\/em> di Saverio Costanzo, <em>Torneranno i prati<\/em> di Ermanno Olmi e\u00a0<em>Noi e la Giulia <\/em>di Edoardo Leo.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4621\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Hungry-Heatrs-640x411.jpg\" alt=\"Hungry Heatrs\" width=\"640\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Hungry-Heatrs-640x411.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Hungry-Heatrs-600x386.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Hungry-Heatrs.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mina, una giovane italiana che lavora in ambasciata a New York, e Jude, ingegnere, si incontrano per la prima volta in un ristorante cinese. Ed \u00e8 proprio da qui che Costanzo parte, da una\u00a0toilette angusta dove i due rimangono chiusi per un lasso indeterminato di tempo in attesa di aiuto, costretti a condividere in questo spazio asfittico i loro corpi e i loro umori: emblematico incipit di quello che sar\u00e0 l&#8217;evolversi della vicenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un primo momento di estrema felicit\u00e0 di coppia, nel quale si svilupper\u00e0 una profonda complicit\u00e0 tra i due innamorati, Mina rimane incinta di un figlio che forse soltanto Jude \u00e8 pronto ad avere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dalla gravidanza Mina svilupper\u00e0 una rigida attenzione per la dieta, eliminando la carne e nutrendo se stessa e il bimbo nel suo grembo soltanto con verdure, che coltiva su una piccola terrazza, posta sul tetto del loro appartamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa volta, per\u00f2, a differenza del personaggio, che la stessa Alba Rohrwacher interpreta in <em>La solitudine dei numeri primi<\/em>, Mina non si ammala, non cade vittima di anoressia, ma, al contrario, gioca un ruolo attivo nella sua ricerca di purezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mina \u00e8 una donna fin troppo carica d&#8217;amore e, a causa delle sue profonde fragilit\u00e0, ne fa un&#8217;ossessione, resa magnificamente, a livello di stesura, mediante l\u2019utilizzo da parte sua del sempre pi\u00f9 frequente aggettivo possessivo \u201cmio\u201d (e non \u201cnostro\u201d), per definire il figlio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 proprio questo eccessivo amore che la porta a sbagliare, a nuocere gravemente al figlio: una sorta di rifiuto della maternit\u00e0 secondo una prospettiva ribaltata, che si intravvede appunto nei \u201ccuori affamati\u201d del titolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La svolta, che pone fine alla loro complicit\u00e0 e sancisce in Mina il radicalizzarsi nelle sue posizioni, corrisponde al momento in cui lei, nonostante avesse espresso a Jude la volont\u00e0 di far nascere il piccolo con metodi naturali, si ritrova operata in un letto d&#8217;ospedale con il figlio attaccato ad una macchina: si sente tradita e perci\u00f2 si chiuder\u00e0 al mondo, interiorizzando l&#8217;amore che prova e scaricandolo in modo nocivo sul figlio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mina, in realt\u00e0, \u00e8 un personaggio che merita grande compassione, \u00e8 una donna che non ha saputo contenere il miracolo della maternit\u00e0, di cui si rende capace, e dimostra ci\u00f2 in quel suo ultimo viaggio verso la spiaggia, troncato dalla prospettiva preponderante di Jude, attraverso gli occhi del quale lo spettatore \u00e8 forzato ad osservare la vicenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saverio Costanzo compie un sottile ma efficace lavoro di regia, eliminando ogni spasmodica ricerca di stile e preferendo raccontare questa storia lasciando spazio agli attori, che, soprattutto in questo film, <em>sono<\/em> la storia. I due attori, Alba Rohrwacher e Adam Driver, interpretano con profondit\u00e0 i rispettivi personaggi, senza attenersi a consuetudini che rendono freddo solitamente l&#8217;effetto, ma calandosi nei protagonisti in un rapporto di reciproco scambio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un modesto budget da film-indipendente americano, Saverio Costanzo \u00e8 riuscito a convertire un piccolo appartamento di poco pi\u00f9 di cinquanta metri quadrati a New York, in uno spazio ampio sia temporalmente sia spazialmente, nel quale fa convivere a stretto contatto, riprendendo la scena iniziale del bagno del ristorante cinese, due anime che hanno percorso, dopo la nascita del figlio, due strade opposte e contrastanti, ma unite da reciproca difesa l&#8217;uno per l&#8217;altro, in memoria di quell&#8217;amore passato che il figlio incarna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Hungry hearts<\/em> di Saverio Costanzo, dunque, senz&#8217;alcun dubbio \u00e8 un dramma psicologico che affronta con coraggio uno dei temi pi\u00f9 delicati, ovvero la maternit\u00e0, che potrebbe dar luogo a pericolosi fraintendimenti, e lo adatta con maestria a quello che \u00e8 il linguaggio cinematografico<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Matteo Colorio (II C \u00a0cl), membro della Giuria di Istituto Premio David Giovani 2015,\u00a0propone una sua\u00a0recensione di\u00a0Hungry hearts di\u00a0Saverio Costanzo (2014), film\u00a0entrato meritatamente\u00a0nella cinquina del\u00a0David di Donatello. 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