{"id":496,"date":"2009-11-26T15:45:57","date_gmt":"2009-11-26T14:45:57","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=496"},"modified":"2020-11-02T15:13:52","modified_gmt":"2020-11-02T14:13:52","slug":"riflessioni-sulla-musica-classica-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/riflessioni-sulla-musica-classica-contemporanea\/","title":{"rendered":"Musica classica \u00abcontemporanea\u00bb"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/riflessioni-sulla-musica-classica-contemporanea\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nell\u2019ambito del Progetto extracurricolare d\u2019Istituto \u201c<\/em><em>Educazione alla Musica\u201d 2008-2009, si sono tenuti alcuni incontri finalizzati alla conoscenza degli stili musicali. Due conferenze, tenute dal sottoscritto, si sono concentrate sul XVIII secolo, mentre per la musica contemporanea \u00e8 intervenuta l&#8217;associazione <strong>INTRASONUS <\/strong>nella persona del <a title=\"Roberto David Rusconi\" href=\"https:\/\/www.robertdavidrusconi.co.uk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Maestro <strong>Roberto Rusconi<\/strong><\/a>. L&#8217;esperienza verr\u00e0 documentata nei prossimi numeri del giornalino. Personalmente, per non rubare spazio agli studenti, ho preferito pubblicare qui le mie impressioni.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<h4><strong>Riflessioni sulla musica classica \u00abcontemporanea\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>di Giorgio Ruffa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Musica classica \u00abcontemporanea\u00bb\u2026 il miglior momento di un concerto? Quando accordano gli strumenti e quando il brano tace: gli unici istanti di armonia e di pace. Ma, non \u00e8 detto; questo stile musicale potrebbe riservarci delle sorprese: strumenti \u00abscordati ad arte\u00bb e lunghe pause espressive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scherzi a parte, questa \u00e8 la prima impressione che, al di l\u00e0 di tanti orpelli \u00abintellettuali\u00bb, ho ricevuto al primo incontro con questo mondo artistico. Premetto che le persone impegnate in questo tipo di musica sono valenti professori, a volte docenti di conservatorio, e pertanto perfettamente preparati all\u2019arte musicale ed ai suoi linguaggi nella storia. Se hanno scelto la difficile, in tutti i sensi, strada del classico \u00abcontemporaneo\u00bb una ragione ci sar\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna per\u00f2 ammettere che vedere strumenti classici letteralmente brutalizzati, per usare un eufemismo, e privati, platonicamente parlando, della loro virt\u00f9, provoca dolore in chi si appaga lasciandosi trasportare dai misteri dell\u2019immagine sonora creata dall\u2019armonia e dal contrappunto, strutture matematiche che elevano lo spirito e muovono le leve pi\u00f9 intime del nostro intelletto e della nostra anima. Pertanto, parlare di musica classica \u00abcontemporanea\u00bb, per il sottoscritto, \u00e8 uno sforzo non da poco. Se poi aggiungo la mia refrattariet\u00e0 a tutte le forme d\u2019\u00abarte\u00bb che, in un contesto apocalittico millenarista, potrei definire \u00abdegenerate e decadenti\u00bb, la faccenda si fa ancora pi\u00f9 penosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 nonostante \u00e8 chiaro che c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9, sicuramente. S\u00ec, perch\u00e9 anche in questa massa cacofonica si percepisce un messaggio, una domanda che il compositore cerca di porre al suo potenziale ascoltatore. Comunque, e questo non lo sopporto, a volte capita che alcuni artisti contemporanei si barrichino, anche inconsapevolmente, all&#8217;interno di una fortezza intellettuale dicendo, indirettamente, che se non sono compresi il problema risiede nella scarsa cultura dell\u2019ascoltatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma come? La musica, la pi\u00f9 immediata delle arti, deve caricarsi di sovrastrutture intellettuali per essere ascoltata? Certamente ci sono, e devono esserci, queste strutture culturali, ma non possono assolutamente precludere il godimento estetico a nessuno. Non \u00e8 una questione \u00abdemocratica\u00bb, l\u2019arte, se vogliamo, \u00e8 aristocrazia del pensiero, ma tale da sapere parlare a tutti. L\u2019arte \u00e8 veramente tale da essere esoterica (occulta, enigmatica, incomprensibile ai pi\u00f9, destinata un ristretto gruppo) pur presentandosi essotericamente (destinata ad un pubblico a tutti i livelli culturali). Chiunque pu\u00f2 godere dell\u2019\u00abArte della Fuga\u00bb di Bach o della \u00abCappella degli Scrovegni\u00bb di Giotto, anche senza conoscerne i complessi meccanismi teorici, ermeneutici e simbolici. Questa \u00e8 la vera potenza dell\u2019arte, sapere trasmettere concetti profondi a vari livelli. Pertanto la \u00abcultura\u00bb ci servir\u00e0, come in una scala iniziatica, a percorrere un cammino in profondit\u00e0 nell\u2019opera d\u2019arte, che deve pertanto tenere la porta aperta a chiunque si avvicini ad essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritornando alla modernit\u00e0, anche se fosse immagine del \u00abTramonto dell\u2019Occidente\u00bb, l\u2019arte, sebbene \u00abl&#8217;art pour l&#8217;art\u00bb, continua a fare il suo dovere: rispecchiare la realt\u00e0. Per l\u2019appunto, l\u2019arte implica, inevitabilmente, un rapporto con il suo tempo. E\u2019 facile e, ammetto, semplicistico tirare una conclusione: in un mondo capitalistico, consumistico e con i valori alla deriva come il nostro l\u2019oggetto dell\u2019arte \u00e8 stato trasformato s\u00ec in denuncia, ma pure in mercanzia estetica e, di riflesso, un segno legato a quella che comunemente definiamo moda. Pensiamo al consumo immediato operato dalla societ\u00e0 dello spettacolo. La stessa critica d\u2019arte, o l\u2019arte come attivit\u00e0 critica, si pone in questo rapporto astraente la realt\u00e0. Viene anche affermato che l\u2019arte contemporanea necessiti di una sorta di educazione del fruitore. Si potrebbe parafrasare un celebre versetto biblico \u00abvi ho nutriti di latte, non di cibo solido, perch\u00e9 non eravate capaci di sopportarlo; anzi, non lo siete neppure adesso, perch\u00e9 siete ancora carnali\u00bb (1Corinzi 3:2). La conoscenza del fenomeno artistico prevederebbe quindi un totale cambiamento della qualit\u00e0 di percezione. Ma, sinceramente, non credo che la tradizione artistica dei secoli precedenti sia \u00ablatte\u00bb e \u00abnon cibo solido\u00bb e che il fruitore debba essere indottrinato, come una certa propaganda consumistica desidererebbe, per seguire un determinato messaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La musica pu\u00f2 diventare immagine sonora\u2026 e come l\u2019immagine subire un processo di astrazione decostruendo la propria struttura. La pittura ci presenta questo tentativo di ipersensibilit\u00e0 nel superare il concetto di immagine, forma e proporzione. Si \u00e8 passati da un mondo costruito su modus, species e ordo (misura, forma e ordine) ad un mondo che trascende queste categorie proponendo approssimazione, assenza di modelli e disordine\u2026 ma non \u00e8 forse questo il nostro mondo? L\u2019arte che cosa poteva fare? Rispondere alle domande del vissuto e replicare di conseguenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 nondimeno tutto pu\u00f2 essere arte? E\u2019 su questo gioco filosofico-estetico che l\u2019espressione artistica contemporanea trova il suo fondamento. Spesso non \u00e8 l\u2019oggetto ad essere \u00abartistico\u00bb, bens\u00ec tutto il lavoro preparatorio intellettuale che vi sta a priori o, persino, a posteriori. Penso, inevitabilmente, alla celebre \u00abmerde d\u2019artiste\u00bb, di Piero Manzoni, che nel 1961 denunci\u00f2 la radicale rottura con la tradizione artistica del tempo, ma che, allo stesso tempo, rappresent\u00f2, o volle rappresentare, un evidente segnale di degenerazione e decadenza dell\u2019arte moderna, ossia, della stessa societ\u00e0 moderna. La musica, alla pari di tutte le arti segu\u00ec questa strada trasformandosi, permettetemi il gioco di parole, in \u00abcacophonie d\u2019artiste\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo, molte sono le sensazioni delle persone dinnanzi all\u2019arte contemporanea: shock, incomprensione, smarrimento, ansia, rifiuto e solo raramente un appagamento estetico. Ma, appunto, \u00e8 l\u2019arte in quanto arte che continua la sua opera nonostante il contenuto. Se un cumulo di sabbia al centro di una sala viene definito \u00abopera d\u2019arte\u00bb \u00e8 forse perch\u00e9, nonostante tutto, quel nonsense interroga lo spettatore, il quale \u00e8 libero di esprimere la sua opinione, guidata per\u00f2 da quella domanda che l\u2019artista pone attraverso la sua \u00abcreazione\u00bb. Quando Oscar Wilde afferma che \u00abla bellezza rivela tutto perch\u00e9 non esprime nulla\u00bb intuisce che ognuno, con la sua personale interiorit\u00e0 pu\u00f2 attribuire diverse connotazioni alla bellezza. L\u2019opera d\u2019arte si carica di valore estetico proprio perch\u00e9 non \u00e8 qualcosa di certo e definito, ma incoraggia la riflessione; permette ad ognuno, a seconda del proprio vissuto, di percepire o di interpretare quell\u2019immediatezza che il rapporto con l\u2019opera pone. Ma, appunto, per quanto dicevamo sopra, questa sorta di \u00ablibero esame\u00bb non deve essere mediato da sovrastrutture imposte. Gli strumenti culturali sono benvenuti ed universalmente utili, ma non devono essere il metro di misura assoluto. L\u2019idea del bello, come notava nel 1735 Alexander Gottlieb Baumgarten, \u00e8 in primo luogo una percezione confusa ed un sentimento, una percezione che avviene attraverso i sensi, concetto che in greco si esprime attraverso il termine \u03b1\u1f30\u03c3\u03b8\u03ac\u03bd\u03bf\u03bc\u03b1\u03b9, da cui \u00abEstetica\u00bb come scienza della conoscenza attraverso l\u2019impiego dei sensi. Ed \u00e8 sotto questo aspetto che Kant parler\u00e0 di \u00abestetica trascendentale\u00bb nella Critica della ragion Pura (1781\/1787) come teoria della conoscenza, basata sulle funzioni dell\u2019intelletto. Pertanto, il fenomeno, \u00abci\u00f2 che deriva dall&#8217;esperienza\u00bb, \u00e8 il risultato del divenire, generato dalle sensazioni sensibili attraverso la relazione dei sensi con il mondo, e arricchito di conoscenze dall&#8217;opera dell&#8217;intelletto. La conoscenza della \u00abrealt\u00e0\u00bb \u00e8 la conoscenza generata dalla relazione con il mondo e resa possibile dalle strutture trascendentali, proprie dell\u2019uomo che precedono ogni esperienza. L\u2019uomo pertanto possiede, in ogni caso, gli strumenti conoscitivi propri della sua natura\u2026 la conoscenza immediata \u00e8 data a tutti, l\u2019elaborazione soggettiva, unita ad altre esperienze, porta poi ad una sintesi soggettiva della percezione del \u00abbello\u00bb. Il termine \u00e8 ripreso da Kant nella Critica del giudizio (1790), dove a proposito del \u00abgiudizio estetico\u00bb espone la sua teoria sul bello soggettivo e su quello naturale, oggettivo, che si esprime nel sentimento del sublime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, in qualunque modo la si voglia porre, l\u2019esperienza estetica \u00e8 un rapporto immediato tra l\u2019opera ed il suo fruitore. La capacit\u00e0 dell\u2019artista sar\u00e0 quella di costruire un qualcosa che sappia parlare e, al momento stesso, sappia farsi interrogare dal fruitore. Pi\u00f9 barriere intellettuali di mediazione saranno presenti e pi\u00f9 quel fenomeno artistico si porr\u00e0 in una nicchia. Probabilmente quella nicchia sar\u00e0 compresa in futuro, nessuno lo nega, dopotutto \u00e8 sempre avvenuto nel passato che una rivoluzione culturale fosse apprezzata in altri tempi. Ma, questo crea un problema paradossale, a mio parere. Se l\u2019arte \u00e8 specchio della nostra realt\u00e0, perch\u00e9 non riesce a parlare al suo tempo ed \u00e8 elaborata quasi sempre a posteriori? Capacit\u00e0 profetica dell\u2019artista o meccanismo di assuefazione del fenomeno nella societ\u00e0? Incapacit\u00e0 del fruitore o immaturit\u00e0 della societ\u00e0 ad accogliere nuove istanze? Lascio queste domande alla considerazione del lettore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, come chiusura personale, affermo che oggettivamente comprendo le istanze di queste forme artistiche contemporanee, ma soggettivamente non le apprezzo. Che io sia sordo, o che l\u2019opera d\u2019arte sia muta, non conta. Se non si instaura un rapporto estetico immediato io lascio perdere, non insisto a torturare la mia sensibilit\u00e0 con un linguaggio astruso ed incomprensibile. Probabilmente, come una lontana lingua straniera, mi star\u00e0 anche parlando, ma se non ne posseggo il lessico il dialogo diviene impossibile, \u00e8 necessario un metalinguaggio che mi permetta di accedervi. Ma, a volte, tale metalinguaggio \u00e8 pi\u00f9 astruso dello stesso sistema che vorrebbe descrivere. Se l\u2019artista gioca, intenzionalmente o meno, su questa incomprensione allora non \u00e8 la voce universale che l\u2019arte reclama.<br \/>\nQuanto detto non dice di evitare questa forma d\u2019arte, al contrario\u2026 conoscetela, frequentatela\u2026 qualcosa vi dir\u00e0\u2026 la detesterete, la disprezzerete, la amerete\u2026 non si sa&#8230; ma sicuramente qualcosa si muover\u00e0 in voi, e questa \u00e8 gi\u00e0 un\u2019esperienza artistica. Nel mio piccolo mi ha incuriosito e, pur essendo musicalmente meno che nulla, sono riuscito a comporre pezzi \u00abcontemporanei\u00bb, che non avranno valore solo perch\u00e9 non ho un titolo di conservatorio, ma che con la mia laurea in filosofia potrei infarcire di \u00abstorielle edificanti\u00bb. Comunque questa esperienza ha moltiplicato il mio, mai sopito, amore per l\u2019armonia e per il contrappunto tanto da convincermi a riprendere a scrivere musica classica, ma NON \u00abcontemporanea\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un po&#8217; per scherzo godetevi questo video ^_^<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Alberto Sordi - Il concerto di musica contemporanea\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/PD8-fnyOj3o?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito del Progetto extracurricolare d\u2019Istituto \u201cEducazione alla Musica\u201d 2008-2009, si sono tenuti alcuni incontri finalizzati alla conoscenza degli stili musicali. 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