{"id":5484,"date":"2016-01-31T15:10:32","date_gmt":"2016-01-31T14:10:32","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=5484"},"modified":"2016-01-31T15:10:32","modified_gmt":"2016-01-31T14:10:32","slug":"le-contraddizioni-di-galileo-tra-filosofia-scienza-e-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/le-contraddizioni-di-galileo-tra-filosofia-scienza-e-potere\/","title":{"rendered":"LE CONTRADDIZIONI DI GALILEO TRA FILOSOFIA, SCIENZA E POTERE"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/le-contraddizioni-di-galileo-tra-filosofia-scienza-e-potere\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>Di Susanna Scagliotti &#8211; IA Classico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che cosa significa \u201cavere ragione\u201d? Secondo una coerenza prettamente etimologica, avere la <em>ratio<\/em> (appunto, la ragione) dalla propria parte. Ma questo non \u00e8 sufficiente. Tra l&#8217;estremo di avere ragione e quello di non averla \u00e8 presente una moltitudine di variabili: l&#8217;autorit\u00e0, il potere, la persuasione, la dissimulazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con questa considerazione il professor Ruggero Zanin ha introdotto il ciclo di quattro conferenze dal titolo \u201cI filosofi e il potere\u201d, estese tra gennaio e febbraio e organizzate dalla sezione di Venezia della SFI (Societ\u00e0 Filosofica Italiana). La prima, che ha avuto luogo lo scorso 12 gennaio presso il Centro Culturale Candiani di Mestre, aveva come tema il processo al grande scienziato secentesco Galileo Galilei, con particolare riferimento alle implicazioni sul piano politico che questo evento origin\u00f2 e al rapporto che lo studioso aveva con il Potere, ossia la Chiesa cattolica, sua principale avversaria, ma anche i governanti che egli ebbe modo di conoscere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per analizzare la complessa rete di contingenze che ruotano intorno al processo, il professore ha distinto alcune date cardine, partendo da un anno inaspettatamente vicino ai nostri giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\">31 ottobre 1992:<\/span> La commissione vaticana incaricata da Papa Giovanni Paolo II di riesaminare il processo contro Galileo conclude i suoi lavori, riconoscendo l&#8217;errore commesso nei confronti della Scienza stessa. Con una certa ironia, il relatore ha notato che solo un&#8217;autorit\u00e0 come la Chiesa pu\u00f2 permettersi di riaprire un caso chiuso tre secoli prima! Il fatto sorprendente, tuttavia, \u00e8 che la commissione ha impiegato ben undici anni per giungere al verdetto: essa era stata infatti aperta nel 1981. E&#8217; vero che, in seguito alla conquista napoleonica, molti atti del processo a Galileo erano stati sottratti ai legittimi possessori e dunque la Chiesa dovette recuperarli; malgrado ci\u00f2, era proprio necessario aspettare pi\u00f9 di un decennio per retrocedere nelle proprie posizioni e ammettere il torto perpetrato? Una domanda latente che trova risposta solo se ci si rende conto che il Potere e la convenienza hanno un ruolo cardine anche a distanza di secoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\">13 marzo 1610:<\/span> Galileo pubblica il \u201cSidereus Nuncius\u201d, una cinquantina di pagine che cambiarono la visione del mondo del tempo. Lo scienziato scrive che, osservando la volta celeste con un cannocchiale (strumento che rielabor\u00f2 sulla base di quello olandese, molto pi\u00f9 rudimentale), aveva visto che la superficie della Luna non era uniforme, che la Via Lattea era un ammasso densissimo di stelle e che Giove aveva quattro satelliti, da lui denominati \u201cpianeti medicei\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il \u201cSidereus Nuncius\u201d ha un&#8217;indubbia valenza scientifica, ma \u00e8 una fonte efficace anche per comprendere l&#8217;indole e il modo di agire di Galileo nella societ\u00e0 in cui viveva, di cui il professor Zanin ha messo in luce due particolari aspetti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Personaggi citati<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Paolo Sarpi, pur avendo idee simili a quelle di Galileo, non viene nominato nemmeno una volta. Al contrario, lo scienziato cita Jacopo Badoer, emerito sconosciuto a livello scientifico. Veneziano come Sarpi, visse per un periodo a Parigi dove si fece ugonotto, ma con Enrico IV divenne nuovamente cattolico (pare con l&#8217;intercessione dei Gesuiti).<\/p>\n<figure id=\"attachment_5485\" aria-describedby=\"caption-attachment-5485\" style=\"width: 448px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5485\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Bertini_fresco_of_Galileo_Galilei_and_Doge_of_Venice-640x695.jpg\" alt=\"Bertini_fresco_of_Galileo_Galilei_and_Doge_of_Venice\" width=\"448\" height=\"486\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Bertini_fresco_of_Galileo_Galilei_and_Doge_of_Venice-640x695.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Bertini_fresco_of_Galileo_Galilei_and_Doge_of_Venice-600x651.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Bertini_fresco_of_Galileo_Galilei_and_Doge_of_Venice.jpg 737w\" sizes=\"auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5485\" class=\"wp-caption-text\">Galileo Galilei e il doge di Venezia<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Per capire il senso di questa apparente incongruenza bisogna ricostruire la carriera di Galileo in quel periodo. Dal 1592 aveva insegnato matematica a Padova e poi si era trasferito a Venezia, che gli offr\u00ec un raddoppio dello stipendio e l&#8217;incarico a vita all&#8217;Universit\u00e0. Ma Galileo rifiut\u00f2 inspiegabilmente questa generosa offerta e anzi, in una lettera a Vincenzo Vespucci (discendente di Amerigo e \u201cpezzo grosso\u201d della politica fiorentina), lo scienziato scrisse che \u201c[&#8230;] Ottenere da una Repubblica stipendi senza servire al pubblico non si costuma\u201d e che \u201c[&#8230;] Bisogna satisfare il pubblico, e non un solo particolare\u201d. Queste frasi hanno un grande significato politico: dimostrano che Galileo aveva ben chiara la distinzione tra Repubblica e principato assoluto. Non solo: Galileo nutriva il desiderio di tornare in Toscana, di certo perch\u00e9 era la sua patria, ma anche per mera convenienza. La Toscana era un territorio molto vicino al potere della Chiesa. Venezia invece ebbe momenti di tensione con la Chiesa romana, complice anche l&#8217;Indice dei libri proibiti. Sarpi, eretico e veneziano non viene menzionato per questo motivo; mentre il cattolico e gesuita Badoer, affine ai potenti toscani, compare pi\u00f9 volte nel \u201cSidereus Nuncius\u201d. Anche Galileo era dunque capace di opportunismo politico e di scelte calcolate. Non a caso, nella sua opera maggiore (il \u201cDialogo sopra i massimi sistemi del mondo, copernicano e tolemaico\u201d, 1632) cita molti veneziani: evidentemente la situazione politica era mutata e lui risiedeva gi\u00e0 da tempo in Toscana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Cultura<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il professor Zanin, neanche troppo ironicamente, afferma che in merito alla cultura Galileo aveva atteggiamenti da \u201cradical-chic\u201d. Sosteneva infatti che la scienza dovesse interessare un ristretto gruppo di individui eruditi e che la cultura non dovesse essere di appannaggio popolare. Eppure, egli stesso affermava anche che aveva deciso di scrivere i suoi libri in volgare in modo che tutti comprendessero il suo messaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\">24 febbraio 1616:<\/span> La Chiesa condanna come \u201cstolta e assurda in filosofia e eretica la proposizione che il Sole sia il centro dell&#8217;Universo e per conseguenza immobile di moto locale [\u2026] e che la Terra non sia al centro dell&#8217;Universo\u201d. Vengono condannate due proposizioni della teoria copernicana. La preoccupazione scientifica, dice Zanin, era molto limitata da parte della Chiesa. I teologi si esposero confondendo il senso comune con le verit\u00e0 dottrinali. Galileo invece, avvicinandosi molto alle idee di Lutero, riteneva che la Bibbia non dovesse essere letta in senso letterale, bens\u00ec interpretata dai teologi. Questi ultimi per\u00f2 non dovevano interpretare anche la scienza, in quanto distinta dalla religione. Egli disse anche: \u201cI teologi non devono dirmi come va il cielo, ma come si va in cielo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Emerse in questo frangente la posizione del cardinale Roberto Bellarmino, che a suo tempo aveva portato avanti il processo contro Giordano Bruno. Bellarmino accus\u00f2 Galileo di ragionare \u201cex suppositione\u201d (per ipotesi), dunque senza una <em>ratio<\/em> (la ragione che fa da filo conduttore al discorso di Zanin). Per il cardinale ci\u00f2 era lecito finch\u00e9 ci si limitava a fare dei calcoli puramente matematici. Galileo per\u00f2 era andato oltre, in quanto secondo il cardinale \u201c[&#8230;] \u00e8 cosa pericolosa d&#8217;irritare tutti i filosofi e di nuocere alla santa fede col rendere false le Sacre Scritture\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A proposito di ci\u00f2, il professore ha notato che la scienza moderna, al di l\u00e0 delle singole affermazioni, opera una desacralizzazione, ovvero estingue l&#8217;autorit\u00e0 sacrale che si \u00e8 tenuti ad avere nei confronti della religione: si mette in crisi il suo potere, un potere che Zanin ha delineato con un ulteriore esempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\">1630:<\/span> Il nuovo Papa, Urbano, pare essere favorevole alle idee di Galileo. Questa sua benevolenza scompare con il cambiamento della situazione politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Germania, il re di Svezia Gustavo II interviene nella Guerra dei Trent&#8217;anni sbaragliando l&#8217;esercito imperiale di Ferdinando, un gesuita alquanto intransigente. Finch\u00e9 Ferdinando aveva il dominio, Urbano aveva favorito la Francia e Galileo. Ma nel momento in cui la Francia si allea con il re di Svezia che scende in Germania, il Papa decide di parteggiare per Ferdinando. Pertanto, Galileo \u00e8 stato condannato anche per il voltafaccia sub\u00ecto da Papa Urbano. Ancora una volta il Potere detta legge, implacabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giunti al punto cruciale della conferenza, il professor Zanin avanza una riflessione filosofica. Di recente, in occasione dell&#8217;apertura di alcuni archivi del Vaticano, sono state ritrovate alcune pubblicazioni di Galileo che hanno fornito una possibile diversa interpretazione del suo pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In fin dei conti, la \u201ccolpa\u201d dello scienziato non era cos\u00ec grande: la Chiesa era consapevole di condannare una delle grandi menti del tempo. Secondo Zanin, la causa della sua condanna, il vero bersaglio, non fu la sua teoria astronomica, ma una visione ancora pi\u00f9 pericolosa in termini di ortodossia: la filosofia atomistica. Gli atomisti, a partire da Democrito, passando per Epicuro e Lucrezio, sono sempre stati osteggiati dal cristianesimo. Il fondamento di questo tipo di filosofia \u00e8 infatti la fisica, che non implica una presenza divina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quelli che al giorno d&#8217;oggi sembrano giochi dialettici basati sulla filosofia, al tempo di Galileo erano forieri di vere e proprie guerre di religione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Interessante notare che il mondo cattolico, nel corso dei secoli, ha spesso assunto le posizioni di Galileo (senza ammetterlo ufficialmente). Ad esempio, quando nel 1859 la Chiesa sub\u00ec quella che Zanin chiama un&#8217;altra \u201cponderosa mazzata\u201d, in occasione della pubblicazione del libro \u201cL&#8217;origine delle specie\u201d di Charles Darwin, sostenne che fosse necessario \u201cinterpretare le Sacre Scritture\u201d, esattamente quello che Galileo aveva invano ribadito due secoli prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Avendo passato in rassegna i molti eventi che condussero la personalit\u00e0 geniale di Galileo a piegarsi, talvolta, al potere, Zanin ha osservato che sarebbe un errore giudicare questi comportamenti in modo manicheo e dunque esclusivo, rigoroso e dogmatico (Galileo ha agito bene oppure male). E&#8217; sufficiente ricordare che, come tutte le personalit\u00e0 di spicco, Galileo non poteva ignorare i suoi propri interessi, anche a costo di intessere rapporti di convenienza e opportunisti. Aggiunge il professore: \u00e8 vero che, se si pensa a Giordano Bruno, viene in mente la figura dell&#8217;eretico pi\u00f9 apertamente \u201cschierato\u201d, che possiede l&#8217;eroico furore per rifiutare ogni possibile alleanza con le autorit\u00e0. Alla fine sia Bruno che Galileo vennero ingiustamente condannati, ma l&#8217;approccio dei due \u00e8 senza dubbio diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Forte delle considerazioni del bravo prof. Zanin, mi sembra doveroso rievocare la distinzione, spesso sorvolata, tra \u201cpotere\u201d e \u201cpotenza\u201d: il primo \u00e8 un&#8217;autorit\u00e0 stabilita e immobile, la seconda si forma continuamente e cresce su se stessa. Chiss\u00e0 che cosa avrebbe detto Machiavelli, noto pensatore della potenza, se avesse visto come il grande Galileo (e molti altri geni come lui) si fece tentare dalle lusinghe della Potenza di turno, contribuendo suo malgrado alla di lei insana ascesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Susanna Scagliotti &#8211; IA Classico Che cosa significa \u201cavere ragione\u201d? Secondo una coerenza prettamente etimologica, avere la ratio (appunto, la ragione) dalla propria parte. Ma questo non \u00e8 sufficiente. Tra l&#8217;estremo di avere ragione e quello di non averla \u00e8 presente una moltitudine di variabili: l&#8217;autorit\u00e0, il potere, la persuasione, la dissimulazione. 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