{"id":5529,"date":"2016-02-09T18:54:49","date_gmt":"2016-02-09T17:54:49","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=5529"},"modified":"2016-02-10T17:20:16","modified_gmt":"2016-02-10T16:20:16","slug":"la-gatta-sul-tetto-che-scotta-al-toniolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/la-gatta-sul-tetto-che-scotta-al-toniolo\/","title":{"rendered":"\u201cLA GATTA SUL TETTO CHE SCOTTA\u201d AL TONIOLO"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/la-gatta-sul-tetto-che-scotta-al-toniolo\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>Di Susanna Scagliotti &#8211; IA Classico<\/p>\n<figure id=\"attachment_5575\" aria-describedby=\"caption-attachment-5575\" style=\"width: 438px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5575\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Low-Gatta-sul-tetto-che-scotta-Locandina-@Fabio-Lovino-640x489.jpg\" alt=\"Low-Gatta-sul-tetto-che-scotta-Locandina-@Fabio-Lovino\" width=\"438\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Low-Gatta-sul-tetto-che-scotta-Locandina-@Fabio-Lovino-640x489.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Low-Gatta-sul-tetto-che-scotta-Locandina-@Fabio-Lovino-768x586.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Low-Gatta-sul-tetto-che-scotta-Locandina-@Fabio-Lovino-1024x782.jpg 1024w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Low-Gatta-sul-tetto-che-scotta-Locandina-@Fabio-Lovino-600x458.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Low-Gatta-sul-tetto-che-scotta-Locandina-@Fabio-Lovino.jpg 1772w\" sizes=\"auto, (max-width: 438px) 100vw, 438px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5575\" class=\"wp-caption-text\">(c) Fabio Lovino<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Dalla graffiante (\u00e8 proprio il caso di dirlo) <em>pi\u00e8ce<\/em> teatrale del 1954, scritta dall&#8217;americano premio <em>Pulitzer Tennesee Williams<\/em>, era gi\u00e0 stato tratto un film nel 1958 con due tra i pi\u00f9 decantati attori dell&#8217;epoca: <em>Elisabeth Taylor e Paul Newman<\/em>. Quasi sessant&#8217;anni dopo, nel gennaio del 2016, l&#8217;opera \u00e8 tornata sul palcoscenico del <em>Teatro Toniolo<\/em> di Mestre, per la regia di <em>Arturo Cirillo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante lo spettacolo, ho riscontrato un curioso particolare: se, prima che le luci in sala calassero, molte donne si affliggevano dicendo: \u201cMagari ci fosse ancora Newman!\u201d, e allo stesso modo i loro coniugi esclamavano nostalgici: \u201cVogliamo parlare di Taylor? Non c&#8217;\u00e8 paragone!\u201d, al termine della rappresentazione i medesimi fautori della datata pellicola si scioglievano in un coro di \u201cMa che brava Puccini [Vittoria, l&#8217;attrice che recitava in luogo di Liz Taylor, <em>N.d.a.<\/em>]!\u201d e di \u201cE che espressivo Marchioni [Vinicio, l&#8217;attore omologo di Newman, <em>N.d.a.<\/em>]!&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcuni dettagli riguardo all&#8217;opera:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Personaggi:<\/strong><\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><em>Margareth (detta Maggie), moglie di Brick<\/em><\/li>\n<li><em>Brick, marito di Maggie<\/em><\/li>\n<li><em>Mae, moglie di Cooper<\/em><\/li>\n<li><em>Gooper, marito di Mae<\/em><\/li>\n<li><em>Pap\u00e0, padre di Brick e Cooper<\/em><\/li>\n<li><em>Mamma, madre di Brick e Cooper<\/em><\/li>\n<li><em>Reverendo Tooker<\/em><\/li>\n<li><em>Dottor Baugh<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Interpreti:<\/strong><\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Maggie: <em>Vittoria Puccini<\/em><\/li>\n<li>Brick: <em>Vinicio Marchioni<\/em><\/li>\n<li>Mae: <em>Carlotta Mangione<\/em><\/li>\n<li>Gooper: <em>Francesco Petruzzelli<\/em><\/li>\n<li>Mamma: <em>Franca Penone<\/em><\/li>\n<li>Pap\u00e0: <em>Paolo Musio<\/em><\/li>\n<li>Tooker; Dott. Baugh: <em>Salvatore Caruso<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Trama:<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anni &#8217;50, Mississippi (USA). I Pollitt si riuniscono per festeggiare il compleanno di Pap\u00e0, il patriarca della famiglia. Egli \u00e8 un inconsapevole malato terminale, e dunque il vero scopo dell&#8217;incontro che i figli e le rispettive consorti hanno organizzato \u00e8 discutere del loro futuro, soprattutto in termini di eredit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La scena si svolge per intero nella camera da letto dei coniugi Maggie e Brick. Quest&#8217;ultimo \u00e8 un ex sportivo che ha una caviglia rotta. L&#8217;uomo \u00e8 da tempo alcolizzato e per questo motivo \u00e8 stato espulso dalla squadra a cui apparteneva. Maggie, molto innamorata del marito, si lamenta con lui sostenendo di essere trascurata e non desiderata; Brick, per\u00f2, le risponde bruscamente o rimane in silenzio, senza considerarla, riempiendosi sempre il bicchiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fratello di Brick, Gooper, e sua moglie Mae scherniscono spesso i due a causa della loro poco vivace (o meglio, assente) vita sessuale e della dipendenza di Brick dall&#8217;alcol, vantandosi dei loro quattro figli e del quinto in arrivo. D&#8217;altro canto, Mae e Gooper si mostrano attentissimi alla salute e al benessere di Pap\u00e0, anche se esclusivamente per ottenere una cospicua parte del patrimonio alla sua morte imminente. L&#8217;anziano per\u00f2 si rende conto della loro ipocrisia e li tratta in modo maleducato (scatti d&#8217;ira che, ovviamente, i due sposi sembrano ignorare con un sorriso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso dei dialoghi serrati tra i protagonisti, Maggie accusa Brick di essere diventato un alcolista a seguito del suicidio del suo caro amico Skipper, avvenuto secondo lei per il suo inconfessabile amore per Brick. Maggie aggiunge di aver avuto un rapporto sessuale con Skipper perch\u00e9 entrambi si sentissero pi\u00f9 vicini a Brick.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di questa questione parlano lo stesso Brick e il padre, poich\u00e9 nessuno dei due ama l&#8217;idea di partecipare a quell&#8217;ipocrita festa di compleanno. Brick nega di essere omosessuale, ma alla fine il suo orientamento rimane ambiguo e non viene chiarito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Intanto, dopo che anche la mamma scopre che il marito \u00e8 gravemente malato, Mae e Gooper provano a presentarle un piano per la suddivisione dell&#8217;eredit\u00e0, ma la donna li accusa di opportunismo e disumanit\u00e0. A quel punto, il padre entra in scena e Maggie, mentendo, gli dice di essere incinta di Brick, a suo dire per renderlo felice prima della morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pi\u00e8ce si chiude con Maggie e Brick soli, come all&#8217;inizio. La donna promette al marito di sostenerlo nel suo dolore esistenziale, e lui accetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLa gatta sul tetto che scotta\u201d mette in scena l&#8217;insano susseguirsi di bugie dei due protagonisti e dei comprimari, in un&#8217;atmosfera di ipocrisia e di sarcasmo. Ci\u00f2 premesso, trovo arduo e riduttivo definire l&#8217;opera un semplice dramma dell&#8217;inganno. Di certo questo tema \u00e8 il suo fondamento, ma non \u00e8 il solo asse portante di questa polifonia della menzogna. \u201cLa gatta\u201d \u00e8 il dramma della bugia e della verit\u00e0, ma anche della vita e della morte, dell&#8217;amore e del disprezzo, dell&#8217;attaccamento al denaro e del suo deciso ripudio. E&#8217; il dramma degli opposti, esemplare conferma di quel dualismo che impera in ciascuno di noi, nella nostra stessa vita quotidiana, e che molto spesso, come \u00e8 dimostrato dai comportamenti dei personaggi, \u00e8 difficile da accettare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso delle vicende che i sei parenti vivono, la forma pi\u00f9 plateale di bugia \u00e8 mentire, dire il falso. Nei loro atteggiamenti \u00e8 presente per\u00f2 un&#8217;altra forma di menzogna, pi\u00f9 subdola e forse anche pi\u00f9 nociva: non essere sinceri non significa solo mentire, ma anche non confidare i turbamenti del proprio animo con chi \u00e8 disposto ad ascoltarli, con chi ha a cuore il nostro benessere. E&#8217; questo il caso di Maggie, che tenta invano di instaurare un dialogo con il chiuso marito Brick, ottenendo solo mutismo, ostilit\u00e0 e occhiate eloquenti che sembrano dire: \u201cTu non capisci e mai capirai\u201d. Verrebbe da pensare che Brick non sia sincero con la moglie perch\u00e9 non \u00e8 in grado di esternare le sue preoccupazioni; ma quando, in una delle scene che ho apprezzato di pi\u00f9 per il pathos e la veemenza degli interpreti, l&#8217;uomo discute con il padre, \u00e8 l\u00ec che rovescia su di lui tutto il suo essere, il suo passato, la sua concezione pessimistica della vita, la sua paura della morte. C&#8217;\u00e8 dunque un&#8217;insincerit\u00e0 che per\u00f2 non \u00e8 radicale: il problema \u00e8 piuttosto la difficolt\u00e0 dei personaggi ad esprimere il loro \u201cio\u201d. Questo permetterebbe loro di esorcizzare i loro pi\u00f9 atavici timori, cosa che cercano di fare attraverso una rete di menzogne che li fa precipitare ancora di pi\u00f9 nell&#8217;insicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra le paure dei personaggi, la pi\u00f9 opprimente \u00e8 quella della morte. Anche se non nominata, fa da sfondo continuo: non c&#8217;\u00e8 solo lo spettro della morte del padre (che spaventa i familiari e il padre stesso), ma anche il cupo errare di Brick, deluso dalla vita e terrorizzato sia dalla morte fisica che da quella sociale. Brick, ormai espulso dalla squadra per alcolismo e per giunta infortunato, non \u00e8 pi\u00f9 nessuno, si sente inutile. Ormai \u00e8 solo \u201cl&#8217;alcolizzato\u201d, almeno per i parenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed \u00e8 proprio questo un altro tema su cui il dramma pone molto l&#8217;accento: quello dell&#8217;identit\u00e0. Ognuno sembra avere un&#8217;identit\u00e0 ben definita: Brick \u00e8 appunto l&#8217;ubriacone, il patriarca \u00e8 il malato, la moglie \u00e8 la classica suocera bisbetica (per nulla domata), Mae e Gooper sono gli sposi perfetti, il dottore e il reverendo sono (o cercano di essere) i mediatori. Tutte identit\u00e0 che si rivelano fallaci, perch\u00e9 ciascun carattere presenter\u00e0, mediante una puntuale introspezione, delle peculiarit\u00e0 che lo renderanno pi\u00f9 complesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E Maggie? Maggie \u00e8 la gatta sul tetto che scotta che d\u00e0 il titolo alla rappresentazione (l&#8217;originale inglese \u00e8 <em>Cat on a Hot Tin Roof<\/em>). In un verboso scambio di frecciatine con il marito, la donna dice di sentirsi una gatta sul tetto di una casa che brucia, che malgrado ci\u00f2 si aggrappa per non saltare gi\u00f9. Maggie \u00e8 sempre stata povera e, ora che \u00e8 diventata abbiente, non ha intenzione di privarsi della sua vita dorata (e molto ipocrita) solo perch\u00e9 il suo mondo, la sua casa, il suo tetto, stanno andando a fuoco. La palla vola al pubblico: si tratta di venale cupidigia o del bisogno di amore di una donna che non ha pi\u00f9 certezze?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La conclusione, con i coniugi che vanno a letto come se nulla fosse, \u00e8 emblematica. Anche se i litigi e le incomprensioni hanno sfinito la famiglia, si capisce che nulla cambier\u00e0. L&#8217;ipocrisia continuer\u00e0 a regnare nella micro-societ\u00e0 dei Pollitt, come spesso avviene nelle macro-societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E&#8217; stupefacente l&#8217;attualit\u00e0 della pi\u00e8ce, considerando non solo l&#8217;anno in cui \u00e8 stata pubblicata, ma anche il fatto che l&#8217;autore fosse estraneo al contesto europeo. Un&#8217;opera quindi non solo atemporale, ma anche universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli attori hanno reso meravigliosamente l&#8217;inquietudine del dramma. Mi riferisco in particolare a Vinicio Marchioni, vibrante alter ego di Brick, e a Paolo Musio, che ricopre il ruolo di suo padre. Sono stata invece delusa da quell&#8217;attrice che doveva sorprenderci con i suoi <em>exploits<\/em>, visto il suo grande ruolo all&#8217;interno de \u201cLa gatta\u201d: Vittoria Puccini, alias Maggie. Se le devo riconoscere una dizione degna del miglior interprete (bench\u00e9 offuscata da un&#8217;inusuale voce roca), non posso altres\u00ec dire che la sua presenza scenica fosse coinvolgente. Puccini mi dava l&#8217;impressione di recitare senza quella drammaticit\u00e0 che il ruolo e l&#8217;ambiente teatrale avrebbero richiesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una recita migliore da parte di quest&#8217;ultima avrebbe reso ancora pi\u00f9 encomiabile uno spettacolo che gi\u00e0 ho apprezzato molto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Susanna Scagliotti &#8211; IA Classico Dalla graffiante (\u00e8 proprio il caso di dirlo) pi\u00e8ce teatrale del 1954, scritta dall&#8217;americano premio Pulitzer Tennesee Williams, era gi\u00e0 stato tratto un film nel 1958 con due tra i pi\u00f9 decantati attori dell&#8217;epoca: Elisabeth Taylor e Paul Newman. 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