{"id":5666,"date":"2016-02-29T13:48:33","date_gmt":"2016-02-29T12:48:33","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=5666"},"modified":"2016-03-01T13:58:36","modified_gmt":"2016-03-01T12:58:36","slug":"un-nuovo-progetto-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/un-nuovo-progetto-europeo\/","title":{"rendered":"UN NUOVO PROGETTO EUROPEO"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/un-nuovo-progetto-europeo\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>Di Marco Visentin &#8211; IC Classico<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">Le dinamiche affermatesi in questi ultimi anni all&#8217;interno dell\u2019Unione Europea avrebbero mostrato, a parere dei suoi detrattori, quanto essa costituisca un\u2019illusione irrealizzabile e sia vittima di egoismi e insensatezza. In particolare, avrebbero messo in luce la differenza sostanziale tra Paesi di maggiore peso politico e altri che, invece, hanno minore influenza, dando la diretta percezione di un\u2019Europa \u201ca due velocit\u00e0\u201d. Ci si potrebbe spingere ad affermare, su tali basi, che l&#8217;Unione manchi completamente di coesione e sia un mero coacervo di interessi nazionali. Ci si potrebbe spingere ad affermare, in definitiva, che il progetto europeo \u00e8 fallito: non c\u2019\u00e8 coerenza, non c\u2019\u00e8 equanimit\u00e0 e, soprattutto, non c\u2019\u00e8 un comune sentimento da parte dei cittadini. Nessuno, insomma, ha pi\u00f9 voglia di Europa.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 un gran dire, da parte di vari editorialisti, che il nostro continente, da settant&#8217;anni a questa parte, \u00e8 uscito dalle situazioni difficili grazie a politiche di maggiore unione; eppure, nel 2008, al fallimento di Lehman Brothers, quando il caso dei mutui subprime esplose in tutta la sua violenza, nessun paese europeo fece nulla.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">In otto anni, i cambiamenti sono minimi. Certo, \u00e8 pur vero che Jens Weidmann, a capo della Bundesbank, e Fran\u00e7ois Villeroy de Galhau, numero uno della Banca centrale francese, hanno chiesto l\u2019istituzione di un ministro delle finanze unico per l\u2019Eurozona. Eppure, \u00e8 lo stesso Weidmann ad aver criticato il ruolo enormemente significativo di Mario Draghi, Presidente della Banca centrale europea e unico vero fautore di una maggiore unione.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">La verit\u00e0 \u00e8 che, addirittura durante gli anni della crisi, non solo hanno prevalso politiche miopi, a breve o brevissimo termine, concentrate esclusivamente sui singoli interessi nazionali, ma la Politica stessa ha perso dignit\u00e0. Gli Stati dal maggiore peso economico hanno acquisito parimenti una maggiore rilevanza a livello decisionale nell&#8217;Unione, <em>in primis<\/em> la Germania. Ora, non c\u2019\u00e8 dubbio che Angela Merkel, la cancelliera tedesca, sia una figura di grande levatura politica, in particolare dopo le aperture sui migranti; \u00e8 anche vero che \u00e8 prigioniera di un paese in cui i giornali controllati dalle grandi aziende (finanziarie) hanno un enorme peso sull\u2019opinione pubblica e la direzione verso cui spingono \u00e8 la pi\u00f9 biecamente conservatrice e nazionalista: la linea di Wolfgang Schaeuble, il temutissimo (all\u2019estero) ministro delle finanze.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">A causa degli interessi nazionali la crisi greca \u00e8 stata trattata in modo umiliante per i cittadini greci, la questione dei migranti \u00e8 ancora in una fase di stallo, perch\u00e9 alcuni Paesi credono ancora che i loro nazionalismi abbiano pi\u00f9 valore delle vite umane. Sar\u00e0 pur vero, come dice Ernesto Galli della Loggia, che ormai le uniche voci che si levano in Italia seguono un pensiero unico buonista e radicale, ma non vedo quale soluzione si potrebbe raggiungere adottando politiche cieche al pari di quelle di quegli Stati in cui, invece, si respira un\u2019aria pi\u00f9 culturalmente conservatrice (non che da noi si abbondi, quanto a lungimiranza\u2026).<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">Finch\u00e9 tutti i Paesi europei crederanno di essere completamente autosufficienti e di potersela cavare da soli, non si andr\u00e0 da nessuna parte: addio integrazione tra Stati, addio progetto unitario. Come ricordava un articolo di fondo di qualche giorno fa del Corriere della Sera, a rigore la Corea del Nord \u00e8 ben pi\u00f9 sovrana di qualunque Stato europeo, che ha, invece, volontariamente ceduto parte della propria sovranit\u00e0; non si pu\u00f2, a questo punto, comportarsi come se il resto d\u2019Europa potesse rientrare nella propria egemonia o essere allontanato.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">Il primo caso, \u00e8 evidente, \u00e8 quello tedesco; il secondo, quello britannico. Ho assistito con incredibile tristezza all&#8217;accordo anti-Brexit e ne sono tuttora disgustato: con un atteggiamento alla \u201cnebbia sulla Manica, il continente \u00e8 isolato\u201d, ancora una volta il Regno Unito pensa di essere non un <em>primus inter pares<\/em>, ma addirittura un\u2019entit\u00e0 a s\u00e9, come se potesse godere dei benefici dell\u2019Unione senza contribuirvi al pari degli altri Stati membri.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5667 aligncenter\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/brexit-3-640x355.jpg\" alt=\"Brexit\" width=\"522\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/brexit-3-640x355.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/brexit-3-600x333.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/brexit-3.jpg 685w\" sizes=\"auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px\" \/><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">In verit\u00e0, questa povera Unione Europea ha portato tanto bene da non poter essere sfaldata in tal modo, anzi: un <a href=\"http:\/\/www.rai.it\/dl\/docs\/1456154316893Shared_Policy_Strategy.pdf\">documento<\/a> di nove pagine in perfetto inglese, firmato MEF, Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana, rilancia la strada dell\u2019integrazione europea. Scrive Pier Carlo Padoan che \u201c<span lang=\"en-GB\">more convergence, acceleration of structural reforms and stronger domestic demand are necessary<\/span>\u201d (sono necessarie maggiore convergenza, accelerazione delle riforme strutturali e maggiore domanda interna). L\u2019accento dell\u2019intero documento, conciso ma efficace, \u00e8 sulla necessit\u00e0 di nuove politiche per la crescita, in quanto la \u201cricetta\u201d fin qui adoperata per tentare di uscire dalla crisi non ha dato risultati soddisfacenti e ha altres\u00ec richiesto enormi sacrifici agli Stati pi\u00f9 colpiti. \u201c<span lang=\"en-GB\">The governance framework must provide the right incentives to growth-friendly fiscal policy and to continuous reform effort<\/span>\u201d prosegue il documento, e non potrebbe essere pi\u00f9 chiaro: la vecchia politica europea ha fallito, ora bisogna seguire una nuova strada, quella della crescita.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">Insieme alla crescita non si pu\u00f2 prescindere da una maggiore integrazione: ecco, dunque, che quel ministro delle finanze europeo che i banchieri francese e tedesco avevano invocato in una versione un po\u2019 depotenziata rispunta in una veste nuova. Il Governo italiano vuole un\u2019Europa confederale piuttosto che un\u2019Unione slegata come quella attuale.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">Padoan sembra, del resto, aver colto il segno: cos\u00ec com&#8217;\u00e8, vittima degli egoismi nazionali, l\u2019Unione Europea non funziona e, dovendo scegliere tra porvi fine o proseguirne il cammino, il gioco vincente per l\u2019Italia appare il secondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Marco Visentin &#8211; IC Classico Le dinamiche affermatesi in questi ultimi anni all&#8217;interno dell\u2019Unione Europea avrebbero mostrato, a parere dei suoi detrattori, quanto essa costituisca un\u2019illusione irrealizzabile e sia vittima di egoismi e insensatezza. 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