{"id":5848,"date":"2016-04-02T12:57:41","date_gmt":"2016-04-02T11:57:41","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=5848"},"modified":"2016-04-02T19:58:11","modified_gmt":"2016-04-02T18:58:11","slug":"un-paradis-perdu-viaggio-in-costa-azzurra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/un-paradis-perdu-viaggio-in-costa-azzurra\/","title":{"rendered":"UN PARADIS PERDU &#8211; VIAGGIO IN COSTA AZZURRA"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/un-paradis-perdu-viaggio-in-costa-azzurra\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>Di Susanna Scagliotti &#8211; IA Classico<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;Ce n&#8217;est pas dans je ne sais quelle retraite que nous d\u00e9couvrirons: c&#8217;est sur la route, dans les villes, au milieu de la foule, chose parmi les choses, homme parmi les hommes.&#8221;<\/em> (Jean-Paul Sartre)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5849\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0030-640x427.jpg\" alt=\"IMG-20160402-WA0030\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0030-640x427.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0030-768x512.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0030-600x400.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0030.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/>Mattina di una domenica di fine febbraio, ore sette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il buio, la sottile pioggia plumbea e il silenzio ovattano i suoni, opacizzano i contorni, facendo desiderare agli sporadici passanti infreddoliti di tornare a casa sotto le coperte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma l\u00ec, nel piazzale deserto davanti a un liceo, un gruppo di giovani \u00e8 in partenza. Approderanno a lidi per alcuni ignoti, per altri pi\u00f9 conosciuti, luoghi colmi di luce, di acque che sempre si riversano sulla battigia, del palpitare di animi che trovano riposo all&#8217;ombra delle palme frondose, di una rinnovata vitalit\u00e0. Un eldorado, lontano dalla loro citt\u00e0 addormentata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u00e8 stato il mio viaggio ad Antibes, Costa Azzurra, Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Miei fedeli compagni durante il soggiorno linguistico sono stati gli alunni delle classi 3^G, 3^I e 4^G del Liceo Bruno, insieme alle docenti <em>Marisa Gruarin<\/em> e <em>Oriana Sardella<\/em>. Frequentando io il Liceo Franchetti, conoscevo solo qualcuno di loro, ma mi sono subito sentita a mio agio: \u00e8 stata un&#8217;occasione per ampliare le mie conoscenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo otto ore di viaggio in autobus (dedico un pensiero al nostro autista Marco, sempre pronto a condurci in tutte le mete francesi!), trascorse tra chiacchiere, musica e sguardi contemplativi dai finestrini, giunti ad <em>Antibes<\/em> ci siamo fermati al porto, dove ci aspettavano le famiglie che per una settimana ci avrebbero ospitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le mie due compagne di stanza, Giulia e Marta, ed io siamo state avvicinate da una signora di circa 65 anni, aspetto sportivo e brillanti occhi azzurri. Per una settimana \u00e8 stata per educazione &#8220;M<em>adame Vary<\/em>&#8220;, ma dentro di noi era semplicemente <em>R\u00e9jane. R\u00e9jane<\/em> che portava il nome di una qualche attrice di teatro degli anni &#8217;40, R\u00e9jane che ci parlava dei suoi figli ormai adulti, R\u00e9jane la viaggiatrice (\u00e8 stata pressoch\u00e9 in ogni continente!) e narratrice delle sue avventure (come quando ci ha detto che a vent&#8217;anni gareggiava nei rally in Costa Azzurra), R\u00e9jane l&#8217;eccellente cuoca (memorabili le sue quiches, i suoi gratins e le sue zuppe), R\u00e9jane l&#8217;ospite premurosa, che la mattina usciva mentre noi dormivamo per comprarci il pane fresco e ci chiamava: &#8220;Les filles, \u00e0 table!&#8221;, R\u00e9jane che aveva vissuto nel nostro Paese ma fingeva di non capire l&#8217;italiano e ascoltava paziente tutti i nostri sproloqui in francese, lodandoci per i progressi, riconoscendo sempre il nostro impegno. Non avremmo potuto andare incontro ad una migliore accoglienza: R\u00e9jane mi ha fatto apprezzare la mentalit\u00e0 aperta dei francesi, guidati dall&#8217;interesse verso l&#8217;alterit\u00e0, verso il nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le mattinate erano scandite da quattro ore di scuola, dalle 9.00 alle 13.00. La nostra \u00e9cole aveva un nome assai rivelatore: Le Chateau. Circondata da un praticello, pini marittimi e cespugli fioriti, edera rampicante sulle mura in pietra, la scuola era un&#8217;oasi di quiete su una collinetta. Durante l&#8217;intervallo amavamo salire sulla terrazza all&#8217;aperto e godere dell&#8217;ampia vista sulla citt\u00e0, sul mare e sulle isole circostanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo seguito i corsi con grande entusiasmo. La nostra insegnante, di nome Sylviane, ha reso le lezioni oltremodo coinvolgenti e ricche di stimoli. Se infatti prima della partenza ero persuasa che nella scuola di Antibes avrei esclusivamente perfezionato la mia grammatica, sono stata felice di affrontare anche alcuni autori cardine del panorama letterario francese. E cos\u00ec, tra una lezione e l&#8217;altra, Sylviane ci ha fatto amare tra gli altri Jacques Pr\u00e9vert, Albert Camus (che gi\u00e0 conoscevo ma che ho potuto approfondire) e il cantautore Francis Cabrel. Sedimentato attraverso le loro vite e il loro operato, il francese non ci \u00e8 parso come l&#8217;idioma statico che vediamo sui libri di testo colmi di regole, bens\u00ec come una lingua viva e di cui potevamo finalmente servirci a livello pratico, di certo a scuola ma anche nella nostra quotidianit\u00e0, dalle famiglie ospitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo le lezioni, si pranzava tutti insieme nella mensa della scuola che, essendo molto spaziosa, ospitava anche degli studenti di un liceo francese nelle vicinanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Terminato il pranzo, ciascun pomeriggio era dedicato ad una gita in una citt\u00e0 della Costa Azzurra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo giorno abbiamo visitato, naturalmente, Antibes. Molto vivace e ricca di turisti per il clima quasi sempre soleggiato, la citt\u00e0 \u00e8 tanto animata nel piccolo centro in cui spuntano negozietti tipicamente provenzali, quanto tacita e sognante nel momento in cui ci si avvicina al mare. Il luogo in cui si poteva raggiungere il mare era infatti il mio preferito: camminando per la citt\u00e0, si imboccava un intrico di stradine che improvvisamente sfociava di fronte ad un muretto che guardava sul mare. Costeggiando il lungomare, si poteva scendere verso delle spiaggette oppure salire verso una fortezza entro la quale vi era anche una scultura che, rappresentando il volto e il busto di un uomo composti con delle lettere dell&#8217;alfabeto in metallo, noi chiamavamo &#8220;la grande testa&#8221;. La grande testa sembrava sorvegliare muta Antibes, sua citt\u00e0 protetta, e il mare circostante e la sera, illuminata, fungeva da faro immobile e rassicurante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il giorno dopo abbiamo mutato decisamente lo scenario: gita a Cannes! Se anche l\u00ec vi erano spiagge splendide e assolate, la citt\u00e0 era di certo pi\u00f9 grande e intrisa di un&#8217;atmosfera ben pi\u00f9 mondana della tranquilla Antibes: basti pensare alla Croisette, la lunga via dei negozi di lusso (tanto lunga che non l&#8217;abbiamo vista tutta) e al Palais du Cin\u00e9ma, dove ogni maggio si tiene il Festival del Cinema. Se ci si vuole sottrarre alla frenetica vita delle strade cittadine, si pu\u00f2 salire un promontorio l\u00ec vicino, stare all&#8217;ombra dei pini marittimi e ammirare la citt\u00e0 dall&#8217;alto, nonch\u00e9 le numerose isole intorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un&#8217;atmosfera simile, anche se forse ancora pi\u00f9 sfarzosa, l&#8217;abbiamo trovata a Monaco e Montecarlo. A prima vista la classica cittadina provenzale, con strade strette, palazzi storici alti e fiori alle finestre, Monaco rivela la sua vera veste man mano che ci si addentra in essa: regno (\u00e8 proprio il caso di dirlo!) di munificenza, di pompose auto sportive che circolano come se niente fosse, di ricchezza ostentata, di sfarzo. Davanti al palazzo reale abbiamo assistito al cambio della guardia, poi ci siamo spostati per visitare la chiesa in cui il Principe Ranieri e la Principessa Grace si sono sposati, nel 1956, e dove ora sono sepolti. A differenza del resto della citt\u00e0, la chiesa mi \u00e8 parsa piuttosto sobria, soprattutto all&#8217;interno, dove giacciono le solenni tombe dei reali. Salita sulla rocca di Monaco, ho lasciato vagare lo sguardo verso il mare aperto, e mi sono sentita come liberata da quell&#8217;evanescenza che rende questo principato cos\u00ec affascinante e cos\u00ec unico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo dedicato gli ultimi due giorni alla visita della fiabesca e storica profumeria Fragonard della cittadina di Grasse e infine alla permanenza un&#8217;intera giornata ad Aix-en-Provence. Quest&#8217;ultima \u00e8 stata forse la citt\u00e0 che ho preferito: ricca di fontane, di statue e di alberi, camminando per le vie ampie si ha l&#8217;impressione di trovarsi in un luogo magico, immobile nel tempo e che non conosce fretta. Perfino la deliziosa zona del mercato sembra impregnata di quietezza, e gli abitanti hanno sempre il sorriso sulle labbra. Molto interessante \u00e8 stata la visita al Museo Granet, che conserva opere di molti tra gli artisti che pi\u00f9 apprezzo, come ad esempio C\u00e9zanne (tra l&#8217;altro nativo di Aix-en-Provence), Planque e Braque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Preziosissima durante le visite nelle varie citt\u00e0 \u00e8 stata la nostra guida francese, di nome Romain, che ricorder\u00f2 per l&#8217;esaustivit\u00e0 delle sue spiegazioni e anche per la sua affabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;unico rammarico di questo mio viaggio di istruzione \u00e8 stato non aver visto il Museo Picasso ad Antibes. Il museo \u00e8 dedicato al grande artista che, per un periodo della sua vita, visse nella citt\u00e0 francese: da appassionata di arte, avrei di certo amato la vista delle opere del Museo. Sar\u00e0 per il prossimo viaggio!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una cosa \u00e8 certa: parafrasando la citazione di Sartre che ho riportato, questo soggiorno ha avuto valore non tanto (o almeno, non solo) per ci\u00f2 che ho imparato stando chiusa in un&#8217;aula di scuola, bens\u00ec per il patrimonio che mi \u00e8 stato trasmesso vivendo la Francia, passeggiando tra la folla e chiedendo indicazioni ai francesi, sentendomi parte di una comunit\u00e0, con la consapevolezza che, tornata a Mestre, non sarei stata pi\u00f9 la stessa. E che avrei inevitabilmente lasciato in Francia un paradis perdu.\u00a0\u00a0\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5850\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0031-640x360.jpg\" alt=\"IMG-20160402-WA0031\" width=\"600\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0031-640x360.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0031-768x432.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0031-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0031-600x338.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0031.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5851\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0032-640x360.jpg\" alt=\"IMG-20160402-WA0032\" width=\"600\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0032-640x360.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0032-768x432.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0032-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0032-600x338.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160402-WA0032.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Susanna Scagliotti &#8211; IA Classico &#8220;Ce n&#8217;est pas dans je ne sais quelle retraite que nous d\u00e9couvrirons: c&#8217;est sur la route, dans les villes, au milieu de la foule, chose parmi les choses, homme parmi les hommes.&#8221; (Jean-Paul Sartre) &nbsp; Mattina di una domenica di fine febbraio, ore sette. 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