{"id":6056,"date":"2016-04-29T11:48:42","date_gmt":"2016-04-29T10:48:42","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=6056"},"modified":"2020-11-02T15:20:48","modified_gmt":"2020-11-02T14:20:48","slug":"allestero-senza-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/allestero-senza-paura\/","title":{"rendered":"ALL\u2019ESTERO SENZA PAURA"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/allestero-senza-paura\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: justify;\">di Marta Golfetto, 4C, in mobilit\u00e0 individuale in Oklahoma, USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 Gennaio 2016, partenza alle 5 di mattina. Destinazione Broken Bow, un piccolo paesino in Oklahoma, nel centro sud degli Stati Uniti. Stava per realizzarsi il mio sogno, tuttavia ammetto di non aver mai provato una paura cos\u00ec grande! Tale sensazione mi ha accompagnata anche durante le prime settimane del mio semestre da <i>exchange student<\/i>: chiamavo pi\u00f9 volte al giorno la mia famiglia per sentirmi rassicurata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, passo dopo passo, ho iniziato ad apprezzare ogni singolo momento di questa esperienza. Le persone che si incontrano, i posti che si visitano e tutte le novit\u00e0 vissute rimarranno per sempre ricordi fantastici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti aspetti della vita quotidiana sono differenti; all\u2019inizio si percepiscono tali cambiamenti come troppo distanti dalla propria cultura, ma successivamente si inizia a cogliere ogni sfumatura positiva. Un elemento che rispecchia questa caratteristica \u00e8 sicuramente la scuola: pare tutto un altro mondo! Durante i primi giorni ero, infatti, spaesata ed affascinata allo stesso tempo, in quanto, per certi aspetti, mi sembrava di vivere in un film. Spostarsi di aula in aula ad ogni ora, vedere le <i>cheerleaders<\/i> e le squadre di basket, baseball e football, salire sugli scuolabus gialli e utilizzare i famosi armadietti in metallo: sembrava tutto parte di un film. I metodi di studio differenti e gli orari di scuola diversi all\u2019inizio mi avevano sorpresa, ma abituarsi \u00e8 stato facile e veloce. Ci\u00f2 \u00e8 stato possibile anche grazie all\u2019accoglienza positiva e ricca di entusiasmo delle persone che mi hanno fatto apprezzare la bellezza di sentirsi a casa, nonostante ci si trovi a migliaia di kilometri di distanza dalla propria famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alla conoscenza della lingua e di un modo diverso di vivere la scuola e lo studio, questa esperienza mi sta aiutando a crescere, a maturare, ad imparare ad apprezzare una cultura cos\u00ec differente dalla nostra e. al contempo, a valorizzare la mia. La curiosit\u00e0 che mi ha circondato fin dal primo giorno mi ha reso in parte orgogliosa delle mie origini e mi ha fatto apprezzare ci\u00f2 che ho lasciato a casa: il cibo, la famiglia, finanche il suono della mia stessa lingua. Naturalmente, in un paese cos\u00ec vasto ho potuto conoscere solo alcuni degli infiniti aspetti e sfumature di una nazione fatta da tanti popoli. In particolare, ho condiviso la vita quotidiana in una regione agricola distante dalle grandi citt\u00e0 americane e popolata in gran parte da persone dai modi semplici e spontanei, fervidamente religiose. In particolare il ricordo del legame nato dall\u2019incontro con queste persone rimarr\u00e0 sempre indelebile in me come la cosa pi\u00f9 importante di questa stagione della mia giovinezza. Nonostante il tempo e l\u2019inevitabile lontananza non li dimenticher\u00f2 mai!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sento che ritorner\u00f2 diversa, pi\u00f9 aperta al cambiamento. A chi ne ha l\u2019occasione consiglio di affrontare con entusiasmo e senza paure un periodo di studio all\u2019estero. Per quel che mi riguarda sto gi\u00e0 sognando la prossima occasione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho stretto una grande amicizia con le ragazze che si possono vedere vicino a me nella foto. In quest\u2019ultima si possono notare gli stemmi della scuola e della citt\u00e0: la punta di una freccia e la statua rappresentante un indiano d\u2019America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6057\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Oklahoma-640x385.png\" alt=\"Oklahoma\" width=\"640\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Oklahoma-640x385.png 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Oklahoma-600x361.png 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Oklahoma.png 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">THE SOONER STATE &#8211; L&#8217;<strong>Oklahoma<\/strong> \u00e8 uno stato federato del Sud degli USA nato dall\u2019unione tra il Territorio dell\u2019Oklahoma e il Territorio Indiano nel 1907. Nella lingua amerindiana Coctaw, Okla e Humma significano \u201cpellerossa\u201d o, pi\u00f9 precisamente, \u201cpersona rossa\u201d. Ai tempi del \u201cFar West\u201d il Dawes Act (1887), perfezionato dal Curtis Act (1898) stabil\u00ec che le terre tribali andassero alle famiglie di origine indiana, perch\u00e9 il Governo federale voleva che gli indiani diventassero agricoltori americani. In realt\u00e0 il laisser faire permise una selvaggia corsa alla terra da parte di coloni bianchi chiamati Sooners, dal motto : \u201cChi prima arriva, meglio alloggia\u201d. Nel giro di pochi anni (1889-1895) met\u00e0 delle terre destinate agli indiani furono colonizzate dai bianchi o, peggio, aperte alla speculazione attraverso l\u2019acquisto da parte delle compagnie ferroviarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6061\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Oklahoma2-640x437.png\" alt=\"Oklahoma2\" width=\"640\" height=\"437\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Oklahoma2-640x437.png 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Oklahoma2-768x524.png 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Oklahoma2-1024x699.png 1024w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Oklahoma2-600x409.png 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Oklahoma2.png 1051w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<hr \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marta Golfetto, 4C, in mobilit\u00e0 individuale in Oklahoma, USA. 2 Gennaio 2016, partenza alle 5 di mattina. 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