{"id":6202,"date":"2016-06-03T22:32:16","date_gmt":"2016-06-03T21:32:16","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=6202"},"modified":"2020-11-02T15:20:48","modified_gmt":"2020-11-02T14:20:48","slug":"i-giovani-sentinelle-della-legalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/i-giovani-sentinelle-della-legalita\/","title":{"rendered":"I GIOVANI: SENTINELLE DELLA LEGALITA&#8217;"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/i-giovani-sentinelle-della-legalita\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>Sintesi degli incontri<\/p>\n<p><strong>I &#8211; L\u2019AVVIO DEL PERCORSO<\/strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6227\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/WP_20151214_006-640x360.jpg\" alt=\"WP_20151214_006\" width=\"640\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/WP_20151214_006-640x360.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/WP_20151214_006-768x432.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/WP_20151214_006-1024x577.jpg 1024w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/WP_20151214_006-600x338.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mese di dicembre 2015 il Progetto Nazionale \u201cGiovani sentinelle della legalit\u00e0\u201d \u00e8\u00a0approdato per la seconda volta nel nostro Istituto,\u00a0coinvolgendo \u00a0sia \u00a0una classe dell\u2019indirizzo classico, la 1C, sia una dello scientifico, la 4G, coordinate dai docenti A. Artusi, G. Millino, E. Pittari, I. Raspanti e G. Scalici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito alla scomparsa del magistrato Antonino Caponnetto (ideatore del pi\u00f9 celebre pool antimafia, quello dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino), l\u2019Associazione a lui intitolata ha raccolto la sua eredit\u00e0, portando avanti la missione a cui egli dedic\u00f2 gli ultimi anni della sua vita: incontrare i giovani e insieme esortarli a non tollerare la criminalit\u00e0 e a diventare cittadini responsabili e attivi. Domenico Bilotta, responsabile nazionale dell\u2019Associazione Antonino Caponnetto ha quindi\u00a0incontrato gli studenti presso la sede \u00abR. Franchetti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Sentinelle dello scorso anno (attuale classe III E classico), che avevano approfondito il tema dei rischi della rete con interviste al dott. Fabio Corvini, esperto e formatore di sicurezza in rete, e al dott. Scialdone della Polizia Postale di Venezia, hanno voluto salutare le nuove classi destinatarie del\u00a0progetto\u00a0e passare loro il testimone,\u00a0portando direttamente la propria\u00a0esperienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante\u00a0questo\u00a0primo incontro, il tema della legalit\u00e0 \u00e8 stato sviscerato dal dott. Bilotta, con parole molto forti, innanzitutto attraverso una proiezione dedicata all\u2019intervento di Caponnetto nella lotta alla mafia, con la collaborazione di personaggi storici quali Falcone e Borsellino, e soprattutto grazie il sostegno della giovent\u00f9 a cui parlava con onest\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nuove classi hanno poi individuato il tema da sviluppare ossia quello della <em>Sicurezza in citt\u00e0<\/em>, nei suoi diversi aspetti, non ultimo il fenomeno delle cosiddette Baby gang.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>II &#8211; I GIOVANI\u00a0INCONTRANO LE AUTORITA\u2019 LOCALI<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6221\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0822-2-640x427.jpg\" alt=\"DSC_0822\" width=\"640\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0822-2-640x427.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0822-2-768x513.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0822-2-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0822-2-600x400.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0822-2.jpg 1203w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente le classi, i docenti e un folto pubblico di genitori e di cittadini hanno incontrato autorit\u00e0 e assessori comunali, per discutere intorno al tema scelto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mercoled\u00ec 30 marzo 2016, nella Sala Consiliare del Municipio ad attendere le giovani sentinelle dell\u2019IIS &#8220;Bruno &#8211; Franchetti&#8221;, c&#8217;erano gli Assessori del Comune di Venezia: quello alla Sicurezza, Giorgio D\u2019Este, il collega alla Mobilit\u00e0 e gestione del patrimonio, Renato Boraso, il Consigliere delegato all\u2019Anticorruzione, il generale dei Carabinieri Ottavio Serena, il presidente della Commissione alle Politiche Educative, Matteo Senno, il Commissario Capo della Questura di Venezia, Jacopo Ballarin, che ha portato il saluto del Questore Angelo Sanna, da sempre vicino alle attivit\u00e0 della Fondazione, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Mestre, Cap. Antonio Bisogno, e Alessandro Destro, ufficiale dei Carabinieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giorgio D\u2019Este ha salutato per primo i giovani e gli adulti presenti, a nome di tutta l&#8217;Amministrazione, e ha lodato ragazzi, ragazze e docenti per l&#8217;impegno e la sensibilit\u00e0 dimostrata verso la legalit\u00e0 e l\u2019orientamento ai valori che \u00e8 alla radice di questo\u00a0progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019occasione, anche il Dirigente Scolastico, Roberto Gaudio, ha voluto ribadire l&#8217;impegno e la collaborazione del nostro Istituto al progetto, grazie al prezioso lavoro ai docenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A nome di tutta la 4\u00a0G del Liceo scientifico Giordano Bruno gli studenti Walther, Muhammed, Riccardo, Valeria e Federica hanno introdotto il tema:\u00a0<em>La sicurezza in citt\u00e0 &#8211; ll punto di vista degli adolescenti<\/em>\u00a0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l&#8217;ausilio di alcune slide hanno sottolineato la loro preoccupazione e il loro senso di insicurezza per il degrado in cui versano alcune zone della citt\u00e0. Ci\u00f2 li ha indotti a sottoporre un breve questionario ai compagni di classe da cui sono emersi risultati che imponevano una pi\u00f9 ampia riflessione. Ne hanno pertanto preparato un altro somministrandolo agli oltre 600 studenti del loro plesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne \u00e8 emerso che il\u00a049% dei ragazzi si sente insicuro a causa della multiculturalit\u00e0, il 40% teme il traffico di stupefacenti, il 36% gli episodi di ubriachezza. Gli studenti segnalano come degradate le zone di via Piave, la stazione e i parchi. In via Piave il 64% dei maschi e il 79% delle femmine dichiarano che avrebbero paura a girare di notte. Il 52% dei ragazzi \u00e8 stato testimone o vittima di episodi di ubriachezza, il 41% di liti violenti, il 37% di discriminazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno poi illustrato\u00a0il risultato di un\u2019indagine sui fatti di cronaca riportati dai quotidiani locali degli ultimi mesi. La Nuova Venezia del 19 febbraio 2016 ha documentato la notizia che nei parchi vengono rinvenute 10.000 siringhe all\u2019anno, e le localit\u00e0 Piraghetto, villa Querini, Sabbioni, Bissuola e San Giuliano sono note per le attivit\u00e0 di spaccio e borseggio; in via Carducci sarebbero state rimosse la panchina e la tettoia per questioni di sicurezza; sia i ragazzi, sia i negozianti dell\u2019ex ospedale Umberto I hanno percepito la zona come un \u201cbuco nero\u201d. Un coetaneo intervistato ha detto che la zona \u00e8 meta di malintenzionati, favoriti da una scarsa illuminazione: non vi \u00e8 traccia di passanti, come invece accadeva fino a otto anni fa, quando l\u2019ospedale era ancora attivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ragazzi hanno incontrato, inoltre, il capitano dei carabinieri Antonio Bisogno, che ha chiarito come l\u2019intervento delle forze dell\u2019ordine non possa essere risolutivo se non con il recupero delle zone degradate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle risposte dei loro coetanei intervistati sono emerse alcune richieste: aumento del dispiegamento delle forze dell\u2019ordine; presidi fissi sul territorio; sorveglianza e chiusura notturna dei parchi; pi\u00f9 telecamere; riqualificazione delle zone degradate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno poi preso la parola Victoria, Marco, Margherita e Davide della I C del Liceo classico Franchetti (terzo anno) per introdurre il tema delle baby gang, un approfondimento pi\u00f9 specifico del tema scelto dai loro compagni del Bruno. Hanno denunciato la disillusione nei confronti dello Stato e di molti adulti, l\u2019indifferenza in generale, anche verso la criminalit\u00e0: questi sono disvalori che immettono nella convivenza civile un sistema di relazioni basato sulla sopraffazione e minano uno dei fondamenti della democrazia: la partecipazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli studenti, nei mesi scorsi\u00a0 hanno intervistato i due assessori Giorgio D\u2019Este e Simone Venturini, Gianfranco Bettin, ambientalista e gi\u00e0 amministratore di Venezia, e l&#8217;ufficiale dei Carabinieri Alessandro Destro. Hanno inoltre esaminato novanta articoli dei due quotidiani locali, La Nuova Venezia e il Gazzettino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulle baby gang sono emersi due pareri differenti, e in un certo qual modo opposti: i due assessori minimizzavano, dicendo che non si trattava di vere e proprie baby gang; Gianfranco Bettin invece era pi\u00f9 orientato a considerarle tali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi gruppi di giovani che delinquono sembrano aspirare ad arricchirsi e avere potere, come nelle baby gang. Tuttavia i ragazzi hanno sottolineato che la definizione baby gang \u00e8 frutto di una semplificazione giornalistica, che non distingue con la giusta precisione i diversi gradi di violenza messa in atto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno ravvisato una possibile causa prima delle baby gang nella debole educazione alla cittadinanza: lo Stato non dovrebbe perdere la capacit\u00e0 di istruire i propri cittadini. L\u2019educazione non sar\u00e0 probabilmente sufficiente per eliminare del tutto il fenomeno, ma ha un ruolo significativo. Manca inoltre la coesione sociale, il senso di appartenenza alla comunit\u00e0 che un tempo era pi\u00f9 forte. Inoltre gli studenti hanno invitato a una differente sensibilit\u00e0 nei confronti dei rei, puntando maggiormente alla rieducazione pi\u00f9 che alla necessit\u00e0 della pena. Altre cause sono un diffuso malessere o il disagio familiare, poich\u00e9, in alcuni casi, i familiari sono gi\u00e0 dei criminali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda conclusiva lanciata in modo incisivo e pregnante da Marco \u00e8 stata: le Istituzioni e lo Stato hanno ancora interesse a educare i propri cittadini, vogliono ancora investire nell\u2019istruzione degli adolescenti o &#8211; con mancanza di lungimiranza &#8211; questo \u00e8 ritenuto un progetto troppo a lungo termine?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine, l\u2019assessore Giorgio D\u2019Este si \u00e8 complimentato per la passione e la forte attenzione dei giovani invitando tuttavia a essere prudenti nell\u2019utilizzo di parole come baby gang.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il generale Ottavio Serena ha concordato che si rileva un clima di insicurezza fra i cittadini, ma l\u2019aumento di pattuglie, il miglioramento dell\u2019illuminazione e la predisposizione di telecamere non sono possibili per i tagli registrati alle risorse.\u00a0 Antonio Lima, capitano trentatreenne della Guardia di Finanza ha richiamato il valore dell\u2019educazione, cos\u00ec come lo hanno posto i ragazzi, e ha raccontato di un profugo dalla Siria che lamentava di non avere futuro perch\u00e9 non aveva ricevuto istruzione. Esterrefatto del consumo di droga dei minorenni ha invitato i presenti a sentire il dovere morale di dare il buon esempio; meglio investire un euro in educazione piuttosto che in polizia! La mafia \u00e8 trasversale e la scuola \u00e8 il luogo giusto per prevenirla: questa \u00e8 la giusta prospettiva, senza dover sentire il bisogno di un poliziotto accanto a ciascun cittadino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;assessore alla gestione del Patrimonio Renato Boraso ha sottolineato che la soluzione dell&#8217;ex Umberto I \u00e8 purtroppo compomessa da due fattori: gli edifici sono non adattabili perch\u00e9 storici; le banche hanno bloccato qualsiasi progettualit\u00e0 sul territoorio perch\u00e9 vantano un credito di 70 milioni di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Matteo Senno, giovanissimo presidente della Commissione per le politiche giovanili, ha sottolineato da ultimo come sia importante la prevenzione, il cambio di cultura, l\u2019informazione e il confronto con le<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un confronto esemplare e memorabile per il quale \u00e8 doveroso ringraziare\u00a0l&#8217;Amministrazione Comunale e i cittadini intervenuti, ma soprattutto gli studenti, che hanno saputo affascinare i presenti: \u00e8 raro vedere una platea che assiste attentamente ai lavori e segue la discussione di un&#8217;assemblea, protraendosi oltre il tempo previsto!<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6203\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0775-640x427.jpg\" alt=\"DSC_0775\" width=\"640\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0775-640x427.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0775-768x513.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0775-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0775-600x400.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/DSC_0775.jpg 1203w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 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guidati dai loro dirigenti e insegnanti, dando esempio, con la loro gioia e il loro impegno, di cittadini attivi e vitali nel confronto con le autorit\u00e0 locali su temi di comune interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l&#8217;apertura con il coro del tribunale di Padova, la lettura della lettera inviata dal Procuratore Nazionale Antimafia dott. Franco Roberti , il giornalista Umberto Lucentini ha chiesto ad uno studente di leggere i nomi delle vittime delle stragi: Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinari, Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. La conferenza \u00e8 proseguita con una breve intervista a cura di Umberto Lucentini e chi era stato fino ad allora sul palco in piedi ed emozionato ha lasciato lo spazio agli ospiti: il primo dirigente della Polizia di Stato,<strong>\u00a0<\/strong>Alessandro Meneghini, il capitano dei carabinieri Alessandro Bonini, il capocentro per il Triveneto della Direzione Investigativa Antimafia, colonnello dei Carabinieri Roberto Zuliani<strong>\u00a0<\/strong>che hanno ricordato il 23 maggio del 1992. Hanno rammentato lo sconforto, le emozioni che ebbero il sopravvento. Poi, per\u00f2, scatt\u00f2 la risposta dello Stato, in varie forme, tra le quali importanti innovazioni legislative. Hanno ringraziato la Fondazione e la scuola per queste attivit\u00e0 educative fondamentali: pur dotato di strumenti repressivi, la scuola e l&#8217;educazione sono quelli pi\u00f9 efficaci per formare i cittadini alla legalit\u00e0. Hanno invitato i giovani a testimoniare i valori, per rendere migliore la nostra Repubblica.<\/p>\n<p>Inoltre era presente un ospite di eccezione: l\u2019Ispettore della Polizia di Stato Angelo Corbo, sopravvissuto alla strage di Capaci e autore di un libro-intervista\u00a0Capaci, paradossi, omissioni e altre dimenticanze . Invitato sul palco ha confessato che parlare di s\u00e9 \u00e8 difficile perch\u00e9 la sua vita \u00e8 stata segnata quel 23 maggio 1992, da un evento che ha segnato tutta l\u2019Italia, ed \u00e8 difficile spiegare cosa si pu\u00f2 provare a rimanere vivo senza colpa.<\/p>\n<p>I ragazzi del nostro Istituto sono saliti sul palco accompagnati dall\u2019Assessore alla Sicurezza del Comune di Venezia, Giorgio D\u2019Este,<strong>\u00a0<\/strong>che ha salutato il pubblico, aggiungendo che gli amministratori hanno il dovere di stare vicino ai giovani e confermando il suo impegno in futuro. I giovani mestrini si sono occupati della sicurezza in citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli studenti della 4G del Liceo Bruno, Michele, Valeria e Walther, coordinati dalla loro insegnante I. Raspanti, hanno documentato e approfondito lo stato di degrado in cui versa la cittadina dell\u2019entroterra veneziano, rammentando alcuni fatti di cronaca: ogni anno vengono recuperate 10 mila siringhe nei parchi di Mestre e le localit\u00e0 Piraghetto, villa Querini, Sabbioni, Bissuola e San Giuliano sono famose per le attivit\u00e0 di spaccio e borseggio. I cittadini hanno reagito alla delinquenza con il proliferare di comitati di difesa del territorio. I ragazzi hanno sottolineato la loro preoccupazione e il senso di insicurezza che ne deriva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giovani del Bruno, nel desiderio di voler vivere pi\u00f9 serenamente la loro quotidianit\u00e0, hanno lanciato concrete proposte alle autorit\u00e0, nella speranza che vengano ascoltate ed accolte. Rimangono ovviamente essenziali i valori della solidariet\u00e0 e della coerenza etica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli studenti della 1C del liceo classico Franchetti hanno proseguito l\u2019analisi dei fenomeni di delinquenza osservati dai loro compagni del Bruno, approfondendo la tematica delle baby gang. A guidarli la loro insegnante, A. Artusi. Parafrasando il titolo del volume\u00a0<em>Antonino Caponnetto. Eroe contromano in difesa della legalit\u00e0<\/em>, hanno dichiarato di sentirsi un po\u2019\u00a0<em>contromano<\/em>, dal momento che l\u2019amministrazione rifiuta la definizione di baby gang. Agnese , Alessia \u00a0e Bianca \u00a0hanno ricordato che gli assessori D\u2019Este e Venturini hanno minimizzato il fenomeno, sostenendo che le baby gang non sono in realt\u00e0 gruppi criminali, ma semplici gruppi di giovani che compiono atti contro la legge senza avere, per\u00f2, la caratteristica di veri e propri delinquenti. Le immagini con gli articoli di giornale, anche di testate nazionali, dedicati a quanto avviene \u2013 specie dopo le otto di sera \u2013 nella citt\u00e0 di Mestre sembrano smentire i due amministratori. Secondo gli studenti del Franchetti, le cause del fenomeno sono da ricercarsi primariamente in una debole educazione alla cittadinanza, non solo tra i giovani, quando lo Stato perde la capacit\u00e0 di istruire i propri giovani cittadini al rispetto della Costituzione e delle regole del vivere comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incontro grandioso che ha visto gli studenti di pi\u00f9 scuole esporre alle autorit\u00e0 presenti temi impegnativi e non meno delicati, con metodo d\u2019indagine e grado di argomentazione e documentazione davvero eccellenti.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6214\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/padova-2-640x426.jpg\" alt=\"padova 2\" width=\"640\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/padova-2-640x426.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/padova-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/padova-2-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/padova-2-600x400.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/padova-2.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6219\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Padova-640x426.jpg\" alt=\"Padova\" width=\"640\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Padova-640x426.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Padova-768x512.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Padova-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Padova-600x400.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Padova.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6220\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160527-WA0005-1-640x480.jpg\" alt=\"IMG-20160527-WA0005\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160527-WA0005-1-640x480.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160527-WA0005-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160527-WA0005-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160527-WA0005-1-600x450.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/IMG-20160527-WA0005-1.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sintesi degli incontri I &#8211; L\u2019AVVIO DEL PERCORSO Nel mese di dicembre 2015 il Progetto Nazionale \u201cGiovani sentinelle della legalit\u00e0\u201d \u00e8\u00a0approdato per la seconda volta nel nostro Istituto,\u00a0coinvolgendo \u00a0sia \u00a0una classe dell\u2019indirizzo classico, la 1C, sia una dello scientifico, la 4G, coordinate dai docenti A. 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