{"id":6432,"date":"2016-09-21T18:26:15","date_gmt":"2016-09-21T17:26:15","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=6432"},"modified":"2016-09-22T15:12:39","modified_gmt":"2016-09-22T14:12:39","slug":"unestate-in-sei-mostre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/unestate-in-sei-mostre\/","title":{"rendered":"UN&#8217;ESTATE IN SEI MOSTRE"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/unestate-in-sei-mostre\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>Di Susanna Scagliotti &#8211; IIA Classico<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;Se al mondo ci sono questi quadri, dentro delle stanze magnifiche in cui chiunque pu\u00f2 entrare, com&#8217;\u00e8 possibile che ci siano anche delle mamme della tiv\u00f9 che recitano in una commedia penosa mentre la gente le guarda con la bocca piena di pollo ai peperoni?&#8221;<\/em> (Peter Cameron, &#8220;<em>Un giorno questo dolore ti sar\u00e0 utile<\/em>&#8220;, Adelphi, 2007)<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">E com&#8217;\u00e8 possibile, aggiungo io, che questo possa accadere in Italia? In un Paese nostro malgrado lacerato a met\u00e0, con molti che riconoscono l&#8217;unicit\u00e0 di un patrimonio museale cos\u00ec vicino e facilmente usufruibile, e altri che se ne disinteressano del tutto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non volendo appartenere alla gen\u00eca dei peperonofagi abilmente descritti nel gioiello di narrativa succitato, ho colto l&#8217;occasione del tempo libero estivo per visitare alcune mostre tra Veneto, Lombardia, Trentino e Svizzera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riprendendo poi in mano Cameron, ho riscoperto il sublime binomio scrittura (anche giornalistica)-arte, che si ritrova in alcune delle esposizioni descritte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La maggioranza, purtroppo, \u00e8 gi\u00e0 stata chiusa; altre invece resteranno ancora aperte: chi le visiter\u00e0 le dimenticher\u00e0 difficilmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>&gt;&gt;&gt; VENEZIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Zaha Hadid<\/em>, Palazzo Franchetti, dal 27 maggio al 27 novembre 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Leggerezza e pragmatismo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La retrospettiva abbraccia quarant&#8217;anni della carriera di Zaha Hadid, architetto anglo-iracheno scomparso a marzo. Vincitrice del prestigioso Pritzker Architecture Prize 2004, Hadid sorprende non solo per le sue tre pietre miliari (il Vitra Fire Station in Germania, il Rosenthal Center for Contemporary Art a Cincinnati e il MAXXI di Roma), ma soprattutto per il suo eclettismo: non solo modellini e disegni, ma anche anche oggetti di design, come divani e vasi. A dimostrazione che il genio di un architetto si pu\u00f2 declinare in ogni modo, progettando oggetti d&#8217;uso comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\">Per chi, appassionato di architettura, sa che la Biennale 2016 non \u00e8 abbastanza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Sigmar Polke<\/em>, Palazzo Grassi, dal 17 aprile al 6 novembre 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Sogno e realt\u00e0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A trent&#8217;anni dall&#8217;assegnazione del Leone d&#8217;Oro alla Biennale di Venezia a Sigmar Polke, l&#8217;artista della Slesia \u00e8 celebrato in una mostra che rivela appieno la sua indole poliedrica. Dagli anni Sessanta a oggi, tante sono le sue fonti ispiratrici (in primis la Pop Art statunitense, da cui si distingue con i suoi pattern imprevedibili, mai uguali, disegnati punto per punto a mano) e le tecniche (il suo retino grafico, l&#8217;uso dei tessuti stampati e dei solventi chimici&#8230;).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi guarda si sente come in bilico tra immaginario fiabesco e dura realt\u00e0. Da un lato figure animali, storie alchemiche tratte dal folklore secentesco (soffermatevi davanti alla Storia di un cane entrando fisicamente nell&#8217;opera), dall&#8217;altro una pesante denuncia del presente, con immagini di guerra, di protesta politica, di sofferenza. Quasi dei reportage artistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\">Per chi vuole stupirsi e non teme l&#8217;eccentricit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Imagine &#8211; Nuove immagini nell&#8217;arte italiana 1960-1969, <\/em>Collezione Peggy Guggenheim, dal 23 aprile al 19 settembre 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Astrazione e rivoluzione<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Imagine: immagina. Un invito alla fantasia per l&#8217;Italia sessantottina che vuole osare, creare, contestare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra le immagini-schermo (televisivo? cinematografico? mentale?) di Fabio Mauri, i dipinti traslucidi di Franco Angeli (reminiscenze di Polke&#8230;), la nuove mitologia della Venere di Giosetta Fioroni, i dettagli &#8220;zoomati&#8221; di Domenico Gnoli, i fiori metafisici di Jannis Kounellis, i pannelli monocromi e i quadri neo-futuristi di Mario Schifano, lo spettatore segue le proprie suggestioni e quelle degli autori, in un&#8217;atmosfera straniante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A riportarlo alla realt\u00e0, Michelangelo Pistoletto con il suo Mappamondo: giornali compressi in una sfera ingabbiata in un globo di ferro. Perch\u00e9 spesso siamo prigionieri di un&#8217;informazione corrotta, in un pianeta in tumulto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\">La descrizione di un decennio in cui \u00e8 vietato vietare ed \u00e8 obbligatorio immaginare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>&gt;&gt;&gt; MILANO<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Umberto Boccioni (1882-1916). Genio e memoria<\/em>, Palazzo Reale, dal 23 marzo al 10 luglio 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Movimento e novit\u00e0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8220;Nell&#8217;accingermi a discorrere della esposizione di scultura futurista, [&#8230;] mi accorgo che il solido periodare pi\u00f9 o meno elegantemente sintattico, pi\u00f9 o meno noiosamente latino, non si addice alla materia che ho presa per argomento&#8221; (&#8220;Una mostra&#8230;mostruosa &#8211; Che cos&#8217;\u00e8 e che cosa vorrebb&#8217;essere la scultura futurista &#8211; Intervista&#8230; dinamica con Boccioni&#8221;, Giornale del Mattino, 30 marzo 1913).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con questo estratto potrei davvero aver detto tutto. A cent&#8217;anni esatti dalla sua tragica morte, ereditiamo il patrimonio di un Boccioni che ha sovvertito non solo l&#8217;arte, ma l&#8217;intero sistema culturale intorno a lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In un percorso fatto di disegni, quadri, sculture (mi sono innamorata della plastica bruttezza dell&#8217;Antigrazioso), incisioni, foto, libri e perfino diari, lo seguiamo nella sua evoluzione da divisionista (guardando a Segantini e Previati), a simbolista, a futurista (con Marinetti, Russolo, Carr\u00e0 e Balla)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\">Nella convinzione che ormai solo l&#8217;arte ci salver\u00e0. Con dinamismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">&gt;&gt;&gt; LUGANO<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>And now the good news<\/em>, LAC (museo Lugano Arte e Cultura), dal 28 maggio al 15 agosto 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Arte e scrittura<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8220;We report, you decide&#8221;. Cos\u00ec nel giornalismo, cos\u00ec nell&#8217;arte, cos\u00ec nel connubio tra i due. 1500 opere attraversano il XX secolo celebrando la carta stampata: dai cubisti, dadaisti e surrealisti (Braque, Arp, Mir\u00f2&#8230;), alle Neoavanguardie del Dopoguerra (De Koonig, Warhol, Christo&#8230;), fino ai nostri giorni. Veicolo di indagine senza pari, strumento con cui indagare la societ\u00e0 dei consumi, arma politica, luogo tutt&#8217;altro che neutrale (anzi, spesso ironico) della discussione collettiva, il quotidiano segna la societ\u00e0 e l&#8217;arte. Ritroviamo il Kounellis di Imagine che cuce i giornali a una lastra di ferro, ritroviamo Polke, scopriamo messaggi forti, come quello di G\u00fcnter Uecker che, nel 1994, trafigge un giornale di chiodi.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6436 aligncenter\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/unnamed.jpg\" alt=\"unnamed\" width=\"480\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/unnamed.jpg 620w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/unnamed-600x450.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\">Ritroviamo personalit\u00e0 che credono nel cogito ergo sum giornalistico del &#8220;noi informiamo, voi decidete&#8221;. Anche parlando di arte.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>&gt;&gt;&gt;<\/strong><strong> ROVERETO<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>I pittori della luce &#8211; Dal Divisionismo al Futurismo<\/em>, MART (Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto), dal 25 giugno al 9 ottobre 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Luce (nell&#8217;arte) e buio (nella societ\u00e0)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pu\u00f2 la luce avere un potere espressivo tale da trasformare completamente un dipinto? I Divisionisti sono convinti di s\u00ec. E cos\u00ec Segantini, Pellizza da Volpedo, Morbelli e altri studiano la luce e la modernit\u00e0, dando ampio respiro alle questioni sociali. Memorabile Riflessioni di un affamato (1893), quadro testimone della miseria milanese, per cui Emilio Longoni \u00e8 accusato di &#8220;istigazione all&#8217;odio di classe&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sulla scia dei Divisionisti ecco, all&#8217;inizio del &#8216;900, i Futuristi: Boccioni, Carr\u00e0, Russolo con il suo Intonarumori&#8230; Artisti geniali e rivoluzionari, un&#8217;avanguardia per l&#8217;Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Imperdibile anche la collezione permanente del MART (uno dei pi\u00f9 importanti musei di arte moderna italiani) e, non lontano dal museo, la Casa d&#8217;Arte Futurista Depero. Nella piccola abitazione-museo sono esposti dipinti, disegni, mosaici, arazzi e perfino marionette dell&#8217;artista Fortunato Depero, che cur\u00f2 personalmente ogni dettaglio di questo magico edificio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Susanna Scagliotti &#8211; IIA Classico &#8220;Se al mondo ci sono questi quadri, dentro delle stanze magnifiche in cui chiunque pu\u00f2 entrare, com&#8217;\u00e8 possibile che ci siano anche delle mamme della tiv\u00f9 che recitano in una commedia penosa mentre la gente le guarda con la bocca piena di pollo ai peperoni?&#8221; (Peter Cameron, &#8220;Un giorno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":302,"featured_media":6436,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,30,37],"tags":[],"class_list":["post-6432","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dimart","category-fcs","category-procute"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6432","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/users\/302"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6432"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6432\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6443,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6432\/revisions\/6443"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6436"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6432"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6432"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6432"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}