{"id":6457,"date":"2016-10-06T06:53:32","date_gmt":"2016-10-06T05:53:32","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=6457"},"modified":"2016-10-06T15:07:15","modified_gmt":"2016-10-06T14:07:15","slug":"il-ritorno-di-un-grande-umanista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/il-ritorno-di-un-grande-umanista\/","title":{"rendered":"IL RITORNO DI UN GRANDE UMANISTA"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/il-ritorno-di-un-grande-umanista\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>Di Susanna Scagliotti &#8211; IIA Classico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per la seconda volta nel corso di pochi mesi, l&#8217;anima classicista di Venezia \u00e8 arricchita da un&#8217;altra mostra incentrata su un personaggio chiave della cultura cinquecentesca: Aldo Manuzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di chiusura recente \u00e8 infatti la mostra <em>Aldo Manuzio &#8211; il Rinascimento di Venezia alle Gallerie dell&#8217;Accademia<\/em>, a cui il collega Leonardo Carniato ha dedicato un articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non lontano dall&#8217;Accademia, all&#8217;interno delle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, in Piazza San Marco, \u00e8 stata da poco allestita la mostra <em>Le edizioni greche di Aldo Manuzio e i suoi collaboratori greci (c. 1495-1515)<\/em>, aperta fino al 24 ottobre.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6458 size-medium\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/page-header.png-640x129.jpg\" alt=\"page-header-png\" width=\"640\" height=\"129\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/page-header.png-640x129.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/page-header.png-768x155.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/page-header.png-1024x207.jpg 1024w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/page-header.png-600x121.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/page-header.png.jpg 1140w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In occasione del cinquecentesimo anniversario della morte di Manuzio, l&#8217;esposizione si concentra su un particolare aspetto della prolifica attivit\u00e0 del tipografo ed editore, ossia il suo rapporto con la conoscenza, la traduzione e la diffusione dei testi in lingua greca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I visitatori hanno in tal modo l&#8217;occasione di ammirare tutti i trentotto esemplari delle edizioni greche che Aldo Manuzio pubblic\u00f2 tra la fine del XV secolo e l&#8217;inizio del XVI, sui frontespizi dei quali leggiamo spesso: \u02bc\u0395\u03b3\u03c1\u1f71\u03c6\u03b7 \u1f10\u03bd \u1f18\u03bd\u03b5\u03c4\u1f77\u03b1\u03b9\u03c2, \u1f10\u03bd \u03bf\u1f30\u03ba\u03b5\u1f77\u1fb3 \u1f0c\u03bb\u03b4\u03bf\u03c5 \u03c4\u03bf\u1fe6 \u039c\u03b1\u03bd\u03bf\u03c5\u03c4\u1f77\u03bf\u03c5, una sorta di odierno &#8220;Questo libro \u00e8 stato stampato a&#8230; per mano di&#8230;&#8221;!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 necessario frequentare il liceo classico o essere appassionati di filologia per cogliere l&#8217;immensa bellezza di questi prodotti che sarebbe riduttivo definire solo &#8220;editoriali&#8221;, poich\u00e9 \u00e8 indubbio che si tratti di opere d&#8217;arte. Le pagine ingiallite, i caratteri a un tempo leggiadri e solenni dell&#8217;inconfondibile scrittura aldina, le lettere greche che rimangono un affascinante enigma anche per i loro conoscitori, i margini e le righe cesellati da un cauto <em>labor limae<\/em>: ogni dettaglio di questi libri pare invitare chi guarda a sfogliare quelle pagine, a sentire l&#8217;effluvio di antico tuttora vitale che esse possiedono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Invece, ahinoi, i libri sono protetti da glaciali teche di vetro&#8230;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6459 alignleft\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/musuros.jpg\" alt=\"musuros\" width=\"268\" height=\"297\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed \u00e8 proprio a questo che l&#8217;attivit\u00e0 di Manuzio si indirizzava: la conoscenza della letteratura e della lingua greca da parte di molti. Infatti, come lui stesso afferm\u00f2, <em>in che modo chi non conosce la lingua greca pu\u00f2 imitare gli scrittori greci che sono i pi\u00f9 dotti in ogni campo del sapere? Da essi infatti \u00e8 derivato tutto ci\u00f2 che \u00e8 degno di lode nella lingua latina.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;aldina dichiarazione d&#8217;amore per la cultura ellenica arriva financo a subordinare la letteratura latina alla pi\u00f9 dotta produzione greca, per quanto il pur amatissimo\u00a0 Cicerone rimarcasse, nelle sue <em>Tusculanae disputationes<\/em>, che &#8220;[&#8230;] omnia nostros aut invenisse per se sapientius quam Graecos aut accepta ab illis fecisse meliora&#8221; (I.1), ossia che &#8220;i nostri [uomini di cultura Romani] o hanno scoperto da soli tutte queste cose [la filosofia e la cultura] in modo pi\u00f9 sapiente dei Greci o, dopo averle imparate da loro, le hanno migliorate&#8221;. Un discorso, quello dell&#8217;arpinate, impregnato di un&#8217;ideologia che pu\u00f2 rivelarsi tendenziosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma qui arriva il punto cruciale. Cicerone aggiunge: &#8220;[&#8230;] [hanno imparato] tutte le cose, certo, che loro hanno giudicato essere degne [di essere studiate]&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel momento in cui si decide di studiare una cultura \u00e8 pertanto legittimo, preferibile anzi, operare una selezione contenutistica. Passando per Cicerone, \u00e8 inevitabile pensare al lavoro di Aldo Manuzio: anche per un grande letterato quale lui era, sarebbe stato impossibile sottoporre al vaglio tipografico l&#8217;intera produzione greca conosciuta fino al suo tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E allora, con quali criteri egli distinse i testi da stampare e quelli da trascurare? Perch\u00e9 decise di far circolare, poniamo, gli <em>Erotemata<\/em> di Costantino Lascaris prima de<em> La guerra del Peloponneso<\/em> di Tucidide? In che misura il tipografo influenzava i suoi numerosi collaboratori? E &#8211; domanda ancor pi\u00f9 insidiosa &#8211; esistono dei testi greci che Manuzio avrebbe voluto pubblicare ma che poi, frenato da esigenze editoriali e forse anche da pressioni politiche, non hanno mai visto la luce?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molte delle insolubili questioni possono essere in parte appianate osservando le opere di autori greci classici e di epoca bizantina, le traduzioni latine di testi greci, i fogli sciolti, i dizionari di latino e greco, le grammatiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una di esse, la <em>Grammatica greca<\/em> di Urbano Bolzanio, mi ha assai incuriosita. Il tomo \u00e8 aperto alla prima pagina, nella quale dovrebbero essere esposti i fondamenti della grammatica greca. Infatti si presentano le lettere maiuscole e minuscole dell&#8217;alfabeto, nonch\u00e9 i dittonghi propri e quelli impropri. Peculiare, tuttavia, il fatto che queste supreme basi linguistiche siano seguite dai testi del <em>Padre nostro<\/em> e dell&#8217;<em>Ave Maria<\/em> in greco. E&#8217; stata spontanea un&#8217;associazione mentale con la mia grammatica greca del ginnasio, che mai avrebbe presentato questi testi come base della grammatica di suddetta lingua!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0, quello che ho inizialmente percepito come un buffo anacronismo \u00e8 un&#8217;ulteriore conferma che Manuzio fosse un uomo del suo tempo, un umanista conscio da un lato dell&#8217;importanza del mondo classico per la sua contemporaneit\u00e0, dall&#8217;altro della necessit\u00e0 di inscrivere questa cultura in un universo rinascimentale e, ovviamente, ancora nettamente orientato verso una devozione di altro tipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mostra affascina lo spettatore appunto per questa ricchezza di temi: si pu\u00f2 sorridere di fronte alle riproduzioni delle <em>Commedie<\/em> di Aristofane, immaginare popoli sconosciuti occhieggiando alle <em>Storie<\/em> di Erodoto, stupirsi piacevolmente accorgendosi di conoscere benissimo l&#8217;inizio di uno dei libri esposti (l&#8217;Iliade!), quasi vedere gesticolare Demostene leggendo le righe delle sue <em>Orazioni<\/em>, in un eccelso ed erudito intreccio di teatro, storiografia, etnografia, epica, racconto, arte retorica. Un intreccio reso possibile grazie alla lungimiranza culturale di Aldo Manuzio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Susanna Scagliotti &#8211; IIA Classico Per la seconda volta nel corso di pochi mesi, l&#8217;anima classicista di Venezia \u00e8 arricchita da un&#8217;altra mostra incentrata su un personaggio chiave della cultura cinquecentesca: Aldo Manuzio. 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