{"id":6629,"date":"2016-11-02T09:27:30","date_gmt":"2016-11-02T08:27:30","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=6629"},"modified":"2020-11-02T15:20:47","modified_gmt":"2020-11-02T14:20:47","slug":"avere-un-cuore-ieri-e-oggi-cronaca-di-unora-deamicisiana-con-varianti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/avere-un-cuore-ieri-e-oggi-cronaca-di-unora-deamicisiana-con-varianti\/","title":{"rendered":"AVERE UN \u201cCUORE\u201d IERI E OGGI: CRONACA DI UN\u2019ORA DEAMICISIANA, CON VARIANTI"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/avere-un-cuore-ieri-e-oggi-cronaca-di-unora-deamicisiana-con-varianti\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p class=\"western\" align=\"justify\">di Carmelita Petten\u00e0<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mercoled\u00ec 26 ottobre 2016, a 140 anni dalla prima edizione, \u00e8 riecheggiata nell\u2019aula magna del \u2018Franchetti\u2019 qualche pagina del noto e notorio, famoso e famigerato romanzo di Edmondo de Amicis \u2018Cuore\u2019. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non potendo darvi un video della mattinata (non chiedete perch\u00e9), la mattinata la dovete immaginare.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fotogramma uno. Antefatti. \u2018Lector in Fabula\u2019 propone \u2018Cuore\u2019 come uno dei libri dell\u2019estate 2016. Sguardi perplessi degli astanti. Suppliche oranti dei docenti. In un angolo vagola invano una particella dello spirito di Pennac, \u00abDiritto di non leggere\u00bb. Mail minatoria d\u2019Oltrevia Fradeletto. Come il responso della Sibilla, <\/span><\/span><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>is blowing in the wind.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fotogramma due. Preparazione della lettura. <\/span><\/span><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Interea multa simul moliri: studentibus insidias tendere, opportuna loca armatis docentibus obsidere; \u2018Lector\u2019 item alios iubere, hortari, uti semper intenti paratique essent; dies noctisque festinare, vigilare, neque insomniis neque labore fatigari\u2026<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fotogramma tre. 26 ottobre. Sei classi in aula Magna. Il pianista Arnaldo Santoro, ex-franchettiano, a introdurre e commentare (ma voi conoscete \u2018Ciribiribin\u2019 e simili svenevolezze? e \u2018La Marcia del Re\u2019? Male!).<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fotogramma quattro. Il professor Carlo Franco, in veste di lettore, tuona il primo brano. Il padre di Enrico scrive al figlio (una famiglia di vergatori di emotive, fanatiche, <\/span><\/span><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>really impressive<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\"> missive notturne\u2026 strana famiglia, questa del protagonista).<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">Lettera del 24 Gennaio. [\u2026] <\/span><\/span><span style=\"color: #404040;\"><i>Sentirai la patria allora, Enrico. Ella \u00e8 una cos\u00ec grande e sacra cosa, che se un giorno io vedessi te tornar salvo da una battaglia combattuta per essa, salvo te, che sei la carne e l\u2019anima mia, e sapessi che hai conservato la vita perch\u00e9 ti sei nascosto alla morte, io tuo padre, che t\u2019accolgo con un grido di gioia quando torni dalla scuola, io t\u2019accoglierei con un singhiozzo d\u2019angoscia, e non potrei amarti mai pi\u00f9, e morirei con quel pugnale nel cuore.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fotogramma cinque, ovvero Riflessione numero uno. Il professor Scalici introduce il contesto deamicisiano, e porta il pubblico a riflettere su Patria, Nazione, Socialismo, Valori. Ne interroga il pubblico. Sulla domanda sospesa riprende la lettura.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fotogramma 6, a commento. Lettera da Venerd\u00ec 3 aprile: <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><i>La carrozza pass\u00f2 oltre, la folla irruppe e ci divise, perdemmo di vista Coretti padre. Lo ritrovammo, poco dopo, ansante, con gli occhi umidi, che chiamava per nome il figliuolo, tenendo la mano in alto, e gli grid\u00f2: Qua, che ho ancor calda la mano! \u2013 e gli pass\u00f2 la mano intorno al viso, dicendo: &#8211; Questa \u00e8 una carezza del re. E rimase l\u00ec, come trasognato, con gli occhi fissi sulla carrozza lontana.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fotogramma 7. Franti e la madre di Franti. Il prof. Franco interpreta il pianto della madre, il cipiglio del Signor Direttore, il ghigno dell\u2019infame\u2026 dalla pagina del 28 gennaio:<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">[\u2026] <\/span><\/span><span style=\"color: #404040;\"><i>Il Direttore guard\u00f2 fisso Franti in mezzo al silenzio della classe, e gli disse con un accento da far tremare: &#8211; Franti, tu uccidi tua madre! \u2013Tutti si voltarono a guardare Franti. E quell\u2019infame sorrise.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fotogramma 8, ovvero Riflessione numero due. La professoressa De Michieli commenta con le parole di Umberto Eco. E gi\u00e0 che c\u2019\u00e8, ricorda che sul riso Eco scrisse qualcos\u2019altro. E Aristotele pure. E che sarebbe buona cosa leggere \u2018Gargantua e Pantagruel\u2019. E del riso si ha, generalmente, paura.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fotogramma 9. Lettura finale. Il Padre di Enrico. La lettera al figlio, datata 10 novembre. Ovvero: un esempio di pedagogia di fine Ottocento. Chiss\u00e0 se Freud conobbe il libro di De Amicis\u2026 certo i suoi discepoli, con gli esiti di tale educazione, non poterono non avere a che fare.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">[\u2026] <\/span><\/span><span style=\"color: #404040;\"><i>Non sperar serenit\u00e0 nella tua vita, se avrai contristato tua madre<\/i><\/span><span style=\"color: #404040;\">. [\u2026]. <\/span><span style=\"color: #404040;\"><i>O Enrico, bada: questo \u00e8 il pi\u00f9 sacro degli affetti umani; disgraziato chi lo calpesta. L\u2019assassino che rispetta sua madre ha ancora qualcosa di onesto e di gentile nel cuore; il pi\u00f9 glorioso degli uomini che l\u2019addolori e l\u2019offenda non \u00e8 che una vile creatura. Che non t\u2019esca mai pi\u00f9 dalla bocca una dura parola per colei che ti diede vita. E se una ancora te ne sfuggisse, non sia il timore di tuo padre, sia l\u2019impulso dell\u2019anima che ti getti ai suoi piedi, a supplicarla che col bacio del perdono ti cancelli dalla fronte il marchio dell\u2019ingratitudine. Io t\u2019amo, figliuol mio, tu sei la speranza pi\u00f9 cara della mia vita; ma vorrei piuttosto vederti morto che ingrato a tua madre. Va, e per un po\u2019 di tempo non portarmi pi\u00f9 la tua carezza; non te la potrei ricambiare col cuore<\/i><\/span><span style=\"color: #404040;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\">La sala, estasiata, taceva. Al finale un applauso dal cuore sorgeva. La lieta compagine di <\/span><\/span><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Cuore<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-size: medium;\"> ringraziava.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6630\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/decri-cuore-584x1024.jpg\" alt=\"Cuore di De Amicis\" width=\"584\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/decri-cuore-584x1024.jpg 584w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/decri-cuore-768x1348.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/decri-cuore-600x1053.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/decri-cuore.jpg 918w\" sizes=\"auto, (max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Carmelita Petten\u00e0 Mercoled\u00ec 26 ottobre 2016, a 140 anni dalla prima edizione, \u00e8 riecheggiata nell\u2019aula magna del \u2018Franchetti\u2019 qualche pagina del noto e notorio, famoso e famigerato romanzo di Edmondo de Amicis \u2018Cuore\u2019. 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