{"id":6639,"date":"2016-11-02T09:54:50","date_gmt":"2016-11-02T08:54:50","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=6639"},"modified":"2020-11-02T15:20:47","modified_gmt":"2020-11-02T14:20:47","slug":"la-lettura-imposta-il-ballo-di-irene-nemirovsky-e-lessico-famigliare-di-natalia-ginzburg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/la-lettura-imposta-il-ballo-di-irene-nemirovsky-e-lessico-famigliare-di-natalia-ginzburg\/","title":{"rendered":"LA LETTURA IMPOSTA: \u201cIL BALLO\u201d DI IR\u00c8NE N\u00c9MIROVSKY E \u201cLESSICO FAMIGLIARE\u201d DI NATALIA GINZBURG"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/la-lettura-imposta-il-ballo-di-irene-nemirovsky-e-lessico-famigliare-di-natalia-ginzburg\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p class=\"western\" align=\"justify\">di Carmelita Petten\u00e0<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Cosa accomuna un racconto del 1930 ed un romanzo breve del 1963? Almeno due aspetti, anzi tre: a scriverli sono state due donne, e \u2013 me ne accorgo solo adesso \u2013 entrambe di famiglia di religione ebraica; entrambi hanno al centro le relazioni famigliari; ed entrambi \u2013 tocca dire anche questo \u2013 sono stati imposti dalle insegnanti ai loro studenti: <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>\u201cIl ballo\u201d di Ir\u00e8ne N\u00e9mirovsky <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">alle IV ginnasio, \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Lessico Famigliare\u201d di Natalia Ginzburg<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> alle V. N\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altra hanno saputo conquistarsi non si dice il cuore, ma almeno la considerazione dei forzati lettori franchettiani; solo uno sparuto gruppo ha difeso le opere, talora per quello che \u00e8 parso un umano senso di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>pietas<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, che sgorga spontaneo (o dovrebbe, per sentire comune) di fronte alla fragilit\u00e0, alla debolezza, alla <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>minoritas<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> dell\u2019altro \u2013 seppur, in questo caso, un libro; talora con argomentazioni ferrate e lucide, ma non persuasive rispetto alla massa. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Non \u00e8 questo il luogo per rivelare trame d\u2019altro canto gi\u00e0 note, o facilmente accessibili; i nostri 2,5 lettori sappiano invece i commenti degli alunni. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Fronte del \u2018No\u2019<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">I \u2018no\u2019 che si dicono sono ubiqui: valgono per entrambi i testi (e per molti di pi\u00f9). Si possono riassumere in due affermazioni categoriche.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La prima: \u00abNon \u00e8 il genere di libro che mi piace e che frequento; non c\u2019\u00e8 avventura, non c\u2019\u00e8 peripezia, non c\u2019\u00e8 niente che spinga ad andare avanti. Mi ha annoiato, non mi ha lasciato niente\u00bb. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La seconda: \u00abMa io n\u03bfn credo che possa esistere una mamma cos\u00ec\u2026 cos\u00ec presa dalle scemenze come far bella figura con i ricchi\u2026\u00bb (oppure) \u00abMa io non credo che possa esistere un padre cos\u00ec autoritario\u2026 cos\u00ec duro con la moglie e i figli\u2026\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">E allora la riflessione che ne deriva \u00e8 un piccolo ritratto dei tempi: parziale, come tutti i ritratti. Tendenzioso, ideologico, come lo sono i ritratti. Pure, ancorato alla realt\u00e0 dell\u2019oggi. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Pare dire:<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i> Io so quello che voglio. Voglio avventura, voglio peripezia, voglio mondi utopici o distopici, che non siano questo. Cavalieri, principi, maghi. Battaglie, giochi. Voglio nei libri quello che ho nei videogiochi: ritmo, velocit\u00e0, sfida, curiosit\u00e0 indotta verso il <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">plot, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>colpi di scena, <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">suspence<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">E l\u2019adulto qui pu\u00f2 pure concordare: <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Va bene. Questo \u00e8 sempre stato: senn\u00f2 non staremmo a sentire ancora miti di monoftalmi e donne volanti e mostri a sette teste e rocce che collidono, e naufragi in cui si salva solo l\u2019eroe. <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">Ma c\u2019\u00e8 dell\u2019altro, pensa l\u2019adulto\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">E la seconda voce del \u201clettore\u2013despota\u201d: <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Non \u00e8 come piace a me, e allora non mi piace. Non lo voglio. Lo rifiuto. Mi annoia<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (oh, sangiacomoleopardipensacialmenotu\u2026.). O peggio. Riassumendo: il libro descrive qualcosa che non si conosce, e allora \u00e8 l\u2019autore ad aver sbagliato, a non essere credibile. <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Io non so questa cosa, quindi \u201cnon pu\u00f2 esistere\u201d.<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> Una madre cos\u00ec fatua. Un padre cos\u00ec aggressivo. Una bambina cos\u00ec docile. <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Non sono come quelli che vedo e conosco<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Mai visti. E allora non esistono. \u201cNon esiste professoressa, un uomo cos\u00ec\u2026\u201d. \u201cNon esiste che leggo questo libro\u2026\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Il Fronte del \u2018S\u00ec\u2019<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Un manipolo inossidabile difende a oltranza la lettura di libri \u2018strani\u2019. \u201cMa s\u00ec che esistono padri cos\u00ec, mio pap\u00e0 mi racconta che al tempo dei nonni\u2026\u201d. \u201cNon puoi dire che \u00e8 brutto che l\u2019autrice non parli di se stessa quando \u00e8 lei a dire nella prima pagina che non vuole parlare di s\u00e9\u2026\u201d. \u201cCerto che Antoinette ha fatto male\u2026 come si pu\u00f2 ferire una persona proprio nella cosa che ha pi\u00f9 cara, nel desiderio pi\u00f9 grande che ha?\u201d. \u201cSe l\u2019autrice dice cos\u00ec e parla della sua vita vuol dire che cos\u00ec era, sei tu che devi capire\u2026\u201d. \u201cE poi si parla dei Rosselli di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Giustizia e Libert\u00e0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u2026\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Oh! un sospiro di sollievo nel triumviragato delle proff<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Riflessione lunga per il Fronte del \u2018No\u2019<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Paiono approdare riflessioni tristi.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Se piace il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>plot<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">,<\/span><i> <\/i><span style=\"font-size: medium;\">perch\u00e9 allora non Fabrizio del Dongo in fuga verso Waterloo, o la ghigliottina pronta per Sorel? E nemmeno le prigioni invase dalla Senna fino alla gola di Valjean? Risposta: hanno troppe parole. Troppe <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>res<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Hanno troppi elementi sconosciuti che dovrebbero esser noti per essere compresi. Non \u00e8 come la Terra di Mezzo, o come i luoghi di Harry Potter. Si parla di Ney e di Bernadotte, di Vandea o di Custoza, o di assassinio del Re, e chi non sa nemmeno a grandi tratti di che si tratta (appunto) non capisce. Quindi, non si ritrova. E abbandona.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">E ancora peggio: esisto io e quel che so. Il resto, non va bene. O non pu\u00f2 esistere. Di questo totalitarismo dell\u2019Io-adolescenziale non so ben che dire, se non che esiste. Ed \u00e8 quindi frutto di un parto e di un\u2019educazione, di un contesto sociale, di una politica e di una cultura: con cui \u00e8 difficile parlare, perch\u00e9 non riconosce l\u2019Altro come esistente, o, se esistente, come interlocutore.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Eraclito, allora: \u00abAssomigliano a sordi coloro che, anche dopo aver ascoltato, non comprendono. Di loro il proverbio testimonia: &#8220;Presenti, essi sono assenti&#8221;\u00bb. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Conclusione brevissima (ma con interlocutori di grido), a favore del \u2018S\u00ec\u2019<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Abramo: <\/span><span style=\"color: #1a1a1a;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00abNon si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse l\u00e0 se ne troveranno dieci\u00bb. Dio rispose: \u00abNon la distrugger\u00f2 per riguardo a quei dieci\u00bb (<\/span><\/span><span style=\"color: #1a1a1a;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Genesi<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #1a1a1a;\"><span style=\"font-size: medium;\"> 18, 32).<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Eraclito: \u2018Uno per me vale diecimila\u2026\u2019.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Explicit<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b> di pari grado, perch\u00e9 Pandora ci insegna<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00ab\u2026 se quello dall&#8217;interno gli risponde: \u00abNon m&#8217;importunare, la porta \u00e8 gi\u00e0 chiusa [\u2026], vi dico che, anche se non si alzer\u00e0 a dargli il pane perch\u00e9 \u00e8 suo amico, almeno per la sua invadenza lo far\u00e0\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-size: medium;\">Insomma, perseveriamo a chiedere e essere invadenti, e qualcosa accadr\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6642\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Lessico-famigliare-Ballo.jpg\" alt=\"lessico-famigliare-ballo\" width=\"573\" height=\"452\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Carmelita Petten\u00e0 Cosa accomuna un racconto del 1930 ed un romanzo breve del 1963? 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