{"id":6701,"date":"2016-11-12T06:56:02","date_gmt":"2016-11-12T05:56:02","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=6701"},"modified":"2020-11-02T15:20:46","modified_gmt":"2020-11-02T14:20:46","slug":"non-perdiamo-la-fede-nella-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/non-perdiamo-la-fede-nella-democrazia\/","title":{"rendered":"NON PERDIAMO LA FEDE NELLA DEMOCRAZIA"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/non-perdiamo-la-fede-nella-democrazia\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>So he won. The nation takes a deep breath. Raw ego and proud illiteracy have won out, and a severely learning-disabled man with a real character problem will be president.<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizia cos\u00ec\u00a0<a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/opinions\/trump-voters-will-not-like-what-happens-next\/2016\/11\/09\/e346ffc2-a67f-11e6-8fc0-7be8f848c492_story.html\">l\u2019articolo<\/a>\u00a0in cui Garrison Keillor, autore e umorista del Washington Post, espone le sue riflessioni sull\u2019imprevista vittoria di <i>The Donald<\/i>. \u201cUn ego grezzo e un orgoglioso analfabetismo hanno vinto, e un uomo con serie difficolt\u00e0 di apprendimento e un effettivo problema caratteriale sar\u00e0 presidente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 facile lasciarsi andare a considerazioni esagerate, data la portata storica dell\u2019elezione di Donald Trump alla Presidenza degli Stati Uniti: dal \u201cRenzi finito\u201d di Renato Brunetta, capogruppo FI alla Camera dei Deputati (cui risponde il vicesegretario PD Lorenzo Guerini: \u201cBrunetta, diciamo cos\u00ec, incolperebbe Renzi di qualsiasi cosa succeda su questo pianeta\u201d) ai neoiscritti all\u2019<i>Internazionale trumpista<\/i>, da Beppe Grillo (\u201cQuesto \u00e8 un vaffa\u2026 generale, un VDay pazzesco\u201d) a Matteo Salvini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema, ricorda Keillor, \u00e8 che a questo punto \u201cnoi \u00e9lite liberali siamo rottami\u201d. E il vento trumpista non ha colpito soltanto i liberali americani: giunger\u00e0 altrettanto sferzante sino nella nostra Europa (gi\u00e0 se ne vedono i primi effetti), dando forza a quel populismo e a quell\u2019antipolitica che sono un cancro della democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi, che alla politica crediamo davvero, noi, che finiamo per essere identificati con \u201cgli intellettuali radical chic\u201d, i \u201cpersonaggi da salotti televisivi\u201d, anche se, magari, intellettuali non lo siamo proprio, tendiamo a guardare al declino della politica tradizionale con timore e con un certo disprezzo per il nuovo che giunge.\u00a0<a href=\"http:\/\/m.repubblica.it\/mobile\/r\/speciali\/esteri\/presidenziali-usa2016\/2016\/11\/10\/news\/trump_rabbia_dimenticati-151708150\/\">Come evidenziato da Ezio Mauro<\/a>, c\u2019\u00e8 l\u2019impressione che i valori della democrazia novecentesca non siano sopravvissuti indenni al cambio di secolo: noi siamo i nostalgici, quelli rimasti indietro. La politica come la intendiamo noi ha finito per lasciare fuori qualcuno, e questi <i>forgotten<\/i> (i bianchi poco istruiti del Midwest per gli Stati Uniti, il ceto medio impoverito e ripiegato sul nazionalismo xenofobo per l\u2019Italia) ora hanno fatto sentire la propria voce. Non dobbiamo pensare che sia un fenomeno passeggero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se davvero non siamo radicali salottieri, dovremmo comprendere che il punto \u00e8 proprio questo: la politica tradizionale ha troppo spesso perso il contatto con i cittadini. Che fare? Non si pu\u00f2 soltanto gridare allo scandalo per i toni dell\u2019antipolitica e rinchiudersi dietro i vecchi schemi di una vecchia democrazia. Il nuovo politico, se davvero vuole porre un argine al populismo, deve ripartire dalla strada, dalla gente comune; parliamo un po\u2019 meno di banche, vincoli, manovre economiche\u2026 questioni importanti, certo, ma fino a un certo punto; ora bisogna ricreare un legame sincero con i cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E soprattutto, evitiamo di prendere dagli intellettuali da salotti televisivi il peggiore dei vizi: quello secondo cui la democrazia \u201cva bene soltanto quando va bene a me\u201d. Non possiamo in alcun modo permetterci di affermare alcunch\u00e9 sulla capacit\u00e0 del popolo votante di compiere le scelte giuste. Certo, \u00e8 verosimile credere che gli americani abbiano agito contro il loro interesse, ma \u00e8 la loro scelta e dev\u2019essere rispettata in quanto tale. Non permettiamoci mai, come invece lo stesso Trump aveva fatto prima dell\u2019elezione, di criticare i processi democratici. Mai.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6704\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/democrazia-640x309.jpg\" alt=\"democrazia\" width=\"640\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/democrazia-640x309.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/democrazia-600x289.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/democrazia.jpg 680w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSo he won. The nation takes a deep breath. 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