{"id":6866,"date":"2016-12-08T10:02:28","date_gmt":"2016-12-08T09:02:28","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=6866"},"modified":"2020-11-02T15:20:45","modified_gmt":"2020-11-02T14:20:45","slug":"la-figura-di-maria-da-un-punto-di-vista-evangelico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/la-figura-di-maria-da-un-punto-di-vista-evangelico\/","title":{"rendered":"LA FIGURA DI MARIA DA UN PUNTO DI VISTA EVANGELICO"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/la-figura-di-maria-da-un-punto-di-vista-evangelico\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\">dott. Giorgio Ruffa (ATA)<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Premessa.<\/strong> Questo articolo ha avuto una buona accoglienza, con oltre cinquecento letture e decine di condivisioni su social network, per\u00f2 pensavo non ci fosse bisogno di precisare che esso non avesse alcuna intenzione polemica, ho usato, infatti, i termini &#8220;spirito ecumenico&#8221; ed ho scritto in forma divulgativa. Il fine, chiaramente, \u00e8 quello di invitare alla discussione, tutti e nessuno escluso. Del resto la recente <a href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/homilies\/2016\/documents\/papa-francesco_20161031_omelia-svezia-lund.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dichiarazione di Lund<\/a> (del 31 ottobre 2016, Festa della Riforma) sottoscritta da Papa <a href=\"https:\/\/www.queriniana.it\/libro\/martin-lutero-2118\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-6917\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Kasper.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"309\" \/><\/a>Francesco invita alla conoscenza reciproca e al confronto culturale, oltre che spirituale: &#8220;<em>Cattolici e luterani abbiamo cominciato a camminare insieme sulla via della riconciliazione. Ora, nel contesto della commemorazione comune della Riforma del 1517, abbiamo una nuova opportunit\u00e0 di accogliere un percorso comune, che ha preso forma negli ultimi cinquant\u2019anni nel dialogo ecumenico tra la Federazione Luterana Mondiale e la Chiesa Cattolica. Non possiamo rassegnarci alla divisione e alla distanza che la separazione ha prodotto tra noi. Abbiamo la possibilit\u00e0 di riparare ad un momento cruciale della nostra storia, superando controversie e malintesi che spesso ci hanno impedito di comprenderci gli uni gli altri<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per aggiornarsi sull&#8217;attuale stato dei rapporti ecumenici in corso consiglio la lettura del testo del cardinale, e teologo, cattolico Walter Kasper,<em> MARTIN LUTERO &#8211; Una prospettiva ecumenica<\/em>, Queriniana, 2016 (cliccare sull&#8217;immagine della copertina per saperne di pi\u00f9).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se poi, spero di no, dovesse essere l&#8217;argomento religioso a dar problema, me ne dolgo, ma sottolineo al contempo che \u00e8 un aspetto fondamentale della nostra cultura, a prescindere dall&#8217;essere credenti o meno. Se non siamo in grado di confrontarci tra cristiani, come potremmo pretendere di esserlo con persone di diversa cultura?<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-6868\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/ges\u00f9-e-maria.jpg\" width=\"200\" height=\"276\" \/><strong>Serena riflessione evangelica, in spirito ecumenico, in occasione della festivit\u00e0 basata sul dogma dell&#8217;Immacolata concezione di Maria. Partiamo dalle bellissime parole del Vangelo di Luca.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Luca 1:46 E Maria disse: \u00abL&#8217;anima mia magnifica il Signore, 47 e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore, 48 perch\u00e9 egli ha avuto riguardo alla bassezza della sua serva; poich\u00e9 ecco, d&#8217;ora in poi tutte le generazioni mi proclameranno beata, 49 perch\u00e9 il Potente mi ha fatto cose grandi, e Santo \u00e8 il suo nome! 50 E la sua misericordia si estende di generazione in generazione verso coloro che lo temono. 51 Egli ha operato potentemente col suo braccio; ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 52 ha rovesciato i potenti dai loro troni ed ha innalzato gli umili; 53 ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani vuote. 54 Egli ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, 55 come aveva dichiarato ai nostri padri, ad Abrahamo e alla sua progenie, per sempre\u00bb.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figura chiave, importantissima, quella di Maria, la &#8220;benedetta tra le donne&#8221;. Ma, in che senso \u00e8 benedetta? Maria non \u00e8 &#8220;la porta del cielo&#8221;, come dicono alcuni, perch\u00e9 Ges\u00f9 stesso ha detto che \u00abEgli \u00e8 la via e nessuno viene al Padre se non per mezzo di Lui\u00bb (Gv. 14:6). Come pure, \u00abnon vi \u00e8 infatti altro nome se non quello di Ges\u00f9, per il mezzo del quale siamo salvati\u00bb (At 4,12). Lutero, nel commento al Magnificat, vede in Maria una figura umile, umana e rispettosa che vive con gioia i doni della Grazia. La pi\u00f9 grande gioia per chi vive nella Grazia \u00e8, infatti, servire Dio. Lutero interpreta l&#8217;atteggiamento di Maria dicendo: \u00ab[&#8230;] dal momento in cui Dio ha riguardato alla mia bassezza verr\u00f2 chiamata beata. Con ci\u00f2 non essa viene lodata, ma la grazia di Dio scesa su di lei\u00bb; \u00ab[&#8230;] Beata sei tu che hai trovato un tale Dio\u00bb. Non ci deve dispiacere di ritenerla indegna di tale grazia: \u00abInfatti senza dubbio non ha mentito, confessando la propria indegnit\u00e0 e bassezza che Dio ha riguardato, non per suo merito, ma per pura grazia\u00bb. Tanto pi\u00f9 si parla del suo merito tanto pi\u00f9 si sminuisce la grazia e il Magnificat; si rischia di fare della Madre di Dio un idolo. Lutero legge, pertanto, in maniera pi\u00f9 ampia l&#8217;espressione \u00abchiamare beata\u00bb, che vuol dire \u00abbeatificare\u00bb o \u00abrendere beato\u00bb. Infatti, se leggiamo Luca 1:48 dove appare il termine &#8220;beata&#8221;, \u00ab\u1f45\u03c4\u03b9 \u1f10\u03c0\u03ad\u03b2\u03bb\u03b5\u03c8\u03b5\u03bd \u1f10\u03c0\u1f76 \u03c4\u1f74\u03bd \u03c4\u03b1\u03c0\u03b5\u03af\u03bd\u03c9\u03c3\u03b9\u03bd \u03c4\u1fc6\u03c2 \u03b4\u03bf\u03cd\u03bb\u03b7\u03c2 \u03b1\u1f50\u03c4\u03bf\u1fe6, \u1f30\u03b4\u03bf\u1f7a \u03b3\u1f70\u03c1 \u1f00\u03c0\u1f78 \u03c4\u03bf\u1fe6 \u03bd\u1fe6\u03bd \u03bc\u03b1\u03ba\u03b1\u03c1\u03b9\u03bf\u1fe6\u03c3\u03af\u03bd \u03bc\u03b5 \u03c0\u1fb6\u03c3\u03b1\u03b9 \u03b1\u1f31 \u03b3\u03b5\u03bd\u03b5\u03b1\u03af\u00bb, scopriamo che termine \u03bc\u03b1\u03ba\u03b1\u03c1\u03b9\u03bf\u1fe6\u03c3\u03af\u03bd non significa altro che &#8220;dichiarare benedetto&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente il rispetto verso la figura di Maria non si riduce a genuflessioni e riverenze, ma si fonda sulla speranza di giungere, come lei, a gioire in Dio. Questo \u00e8 il \u00abdebito onore\u00bb delle generazioni che si succederanno: gioire in Dio. Per Karl Barth (Basilea, 10 maggio 1886 \u2013 10 dicembre 1968) la risposta di Maria non viene dalla natura, ma dalla Grazia. \u00c8 beata non a causa della fede, ma per ci\u00f2 che dice il Signore, quindi dalla Parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel &#8220;Commento al Magnificat&#8221; del 1521, Lutero identifica tutto in quell\u2019assolutamente gratuito che \u00e8 l&#8217;\u201dessere di Dio\u201d cui Maria appare nella storia e nella vita della creazione. Da questo commento Maria appare soprattutto nella luminosa esemplarit\u00e0 di strumento: Maria vive in maniera straordinaria l\u2019impresa che compete a ogni cristiano, collocandosi pertanto nel cuore stesso dell\u2019umanit\u00e0. La teologia protestante non ha bisogno, anzi rifiuta, qualunque lettura corredentrice, infatti \u00e8 gi\u00e0 abbastanza sublime come la potenza di Dio possa trasformare una \u00abumile ancella\u00bb nello strumento della sua azione salvifica giustificando, peraltro, l\u2019aspetto umano di Ges\u00fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna dire che\u00a0dogmi e tradizioni hanno, in alcuni casi, trasformato Maria, nel contesto della religiosit\u00e0 popolare, quasi in una divinit\u00e0 corredentrice dedicandole templi e altari, tutto giustificato dalla teologia cattolica <strong>che, per\u00f2, distingue, molto correttamente peraltro<\/strong>, il culto di \u201c<strong>latria<\/strong>\u201d (adorazione [dal lat. tardo latr\u012ba, gr. \u03bb\u03b1\u03c4\u03c1\u03b5\u03af\u03b1 \u00abservit\u00f9, culto\u00bb, der. di \u03bb\u03b1\u03c4\u03c1\u03b5\u03cd\u03c9 \u00abservire\u00bb]), dovuto solo all\u2019unico e all\u2019eterno Dio, dal culto di \u201c<strong>dulia<\/strong>\u201d (venerazione [dal gr. \u03b4\u03bf\u03c5\u03bb\u03b5\u03af\u03b1, propr. \u00abservit\u00f9\u00bb, der. di \u03b4\u03bf\u1fe6\u03bb\u03bf\u03c2 \u00abservo\u00bb].), dovuto a figure che parteciperebbero alla santit\u00e0 di Dio. Per\u00f2 la teologia del monoteismo cristiano \u00e8 gi\u00e0 resa complessa, ma coerente, dal suo concetto di Trinit\u00e0, cosa vogliamo fare rendendo Maria un &#8220;intercessore&#8221; esemplare? Complicare ancora di pi\u00f9 le cose con una ambigua tetraeit\u00e0, del resto gi\u00e0 in nuce nel concetto di \u0398\u03b5\u03bf\u03c4\u03cc\u03ba\u03bf\u03c2 (Madre di Dio)?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli evangelisti Matteo e Luca riferiscono della concezione virginale di Ges\u00f9 per indicare che egli proviene da Dio per parte di Padre e dall\u2019umanit\u00e0 per parte di madre. Ma non c\u2019\u00e8 alcun supporto di tipo biblico per i due grandi dogmi mariani della Chiesa Cattolica Romana: l&#8217;Immacolata concezione di Maria, promulgata nel 1854, che afferma che Maria stessa \u00e8 stata concepita immacolata, cio\u00e8 che \u00e8 nata senza peccato; e l&#8217;Assunzione di Maria, promulgata nel 1950, che afferma la sua glorificazione in cielo. Questi dogmi ci danno infatti l&#8217;impressione che, poich\u00e9 Ges\u00f9 \u00e8 davvero del mondo di Dio da parte di Dio suo Padre e davvero del mondo degli uomini da parte di sua madre Maria, ogni tentativo di elevare Maria al di sopra del mondo umano ci faccia perdere un po&#8217; dell&#8217;umanit\u00e0 di Ges\u00f9, facendoci in seguito cercare degli intermediari come Maria o i santi per accedere a un Cristo divenuto fuori della nostra portata. L&#8217;insistenza sulla nascita virginale per i protestanti \u00e8 una &#8220;adiapohora&#8221;, una dottrina non necessaria, anche perch\u00e9 \u00e8 differente il modo di considerare la posizione della donna e della sessualit\u00e0. Non vi \u00e8 nulla nella Bibbia che valorizzi la verginit\u00e0, in quanto tale, e, in effetti, la purezza non risiede l\u00ec, ma in qualcosa di ben pi\u00f9 profondo, che ha a che fare con il perdono di Dio (Cfr. Giovanni 8:1-12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo discorso, attenzione, non vuole minimamente ridurre l&#8217;importanza della figura di Maria, ma anzi, esaltarla come prototipo esemplare di vita nella Grazia&#8230; Solo la Grazia rende Maria ci\u00f2 che \u00e8. Letta in questa chiave, quanta bellezza e quanta speranza dona la preghiera di ringraziamento di Maria riportata nel primo capitolo del Vangelo di Luca e citata in apertura di questo articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ed \u00e8 speranza dell&#8217;umanit\u00e0 essere, come Maria, abbracciati dalla Grazia di un Dio misericordioso<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I protestanti, quindi, amano e rispettano Maria come tutti i personaggi biblici che sono testimoni, modelli e esempi di vita con Dio, collaboratori nel grande disegno della creazione divina di un mondo pi\u00f9 giusto, intessuto di speranza e di amore. Ma non pregano n\u00e9 chiamano \u201csanta\u201d Maria, poich\u00e9 hanno una concezione della santit\u00e0 che non li fa chiamare nessuno \u201csanto\u201d in modo esclusivo. Infatti, nessun personaggio biblico, n\u00e9 della chiesa o di questo mondo \u00e8 pi\u00f9 amato, perdonato, glorificato rispetto a un altro, e, soprattutto, non debba diventare oggetto di venerazione o soggetto di intermediazione tra Dio e l\u2019umanit\u00e0. Questo tramite gi\u00e0 esiste, come abbiamo detto, ed \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, vero Dio e vero uomo. Si deve pregare Dio direttamente, con spirito di ringraziamento, senza orgoglio, senza paura, e senza intermediazioni. Bisogna resistere alla grande tentazione di un atteggiamento di continue richieste e di ricerca di intercessione e d\u2019intervento. Il rapporto con Dio (coram Deo) non deve assolutamente rischiare di divenire utilitaristico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo, tutti gli eletti da Dio &#8211; Maria in primis &#8211; sono considerati santi, ma non per un merito particolare, ma perch\u00e9 salvati \u201cper grazia, per mezzo della fede e non per le opere, affinch\u00e9 nessuno se ne glori\u201d come scrive Paolo (Efesini 2,8-9). Questa frase di Paolo descrive la situazione di tutti gli uomini e di tutte le donne, allo stesso modo peccatori e perdonati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludendo, non potremmo neppure aver Fede, e neppure pregare, se ci\u00f2 non venisse suscitato dall&#8217;opera di Dio. Scrive bene, a questo proposito, Agostino nella Lettera 194: \u00ab3. 15. Se infatti diremo che in precedenza c\u2019\u00e8 stata la fede in cui era il merito della grazia, qual merito aveva l\u2019uomo prima di ricevere la fede? Che cosa infatti ha uno senza che lo abbia ricevuto? Ora, se lo ha ricevuto, perch\u00e9 mai se ne vanta come se non lo avesse ricevuto 46? Come nessuno avrebbe la sapienza, l\u2019intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la piet\u00e0, il timor di Dio se non avesse ricevuto, secondo il detto del Profeta, lo Spirito di sapienza e d\u2019intelletto, di consiglio e di fortezza, di scienza, di piet\u00e0 e di timor di Dio 47, e come nessuno avrebbe nemmeno il coraggio, la carit\u00e0, la continenza se non avesse ricevuto lo Spirito di cui l\u2019Apostolo dice: Non avete infatti ricevuto lo Spirito di timore, ma di coraggio, di carit\u00e0 e di continenza 48; cos\u00ec non avrebbe nemmeno la fede, se non avesse ricevuto lo Spirito di fede, di cui il medesimo Apostolo dice: Ora, avendo il medesimo Spirito di fede, secondo quanto sta scritto: Ho creduto e perci\u00f2 ho parlato, anche noi crediamo e perci\u00f2 parliamo 49. Che poi la fede sia ricevuta non per qualche merito, ma per misericordia di Colui che ha piet\u00e0 di chi vuole 50, lo dimostra assai chiaramente l\u2019Apostolo nel passo in cui di se stesso dice: Ho ottenuto la misericordia d\u2019essere fedele. 4. 16. Se poi diremo che ai fini di ottenere la grazia precede il merito della preghiera, il fatto che \u00e8 la preghiera ad ottenere tutto quello che ottiene, dimostra evidentemente ch\u2019\u00e8 un dono di Dio, affinch\u00e9 l\u2019uomo non pensi d\u2019avere da se stesso ci\u00f2 che, se fosse in suo potere, di certo non lo chiederebbe con la preghiera. Perch\u00e9 non si pensi \u2013 dico \u2013 che precedono almeno i meriti della preghiera, in ricompensa dei quali sarebbe concessa una grazia non gratuita \u2013 che perci\u00f2 non sarebbe pi\u00f9 nemmeno grazia poich\u00e9 sarebbe una ricompensa dovuta \u2013 anche la stessa preghiera si trova tra i doni della Grazia.\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>dott. Giorgio Ruffa (ATA) Premessa. Questo articolo ha avuto una buona accoglienza, con oltre cinquecento letture e decine di condivisioni su social network, per\u00f2 pensavo non ci fosse bisogno di precisare che esso non avesse alcuna intenzione polemica, ho usato, infatti, i termini &#8220;spirito ecumenico&#8221; ed ho scritto in forma divulgativa. 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