{"id":7125,"date":"2017-01-21T18:00:42","date_gmt":"2017-01-21T17:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=7125"},"modified":"2017-01-21T17:01:33","modified_gmt":"2017-01-21T16:01:33","slug":"dialogo-immaginario-sulla-res-publica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/dialogo-immaginario-sulla-res-publica\/","title":{"rendered":"DIALOGO IMMAGINARIO SULLA RES PUBLICA"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/dialogo-immaginario-sulla-res-publica\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>Introduzione di Leonardo Carniato &#8211; IIC Classico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In occasione della quarta edizione de &#8220;La Notte Nazionale del Liceo Classico&#8221;, alcuni studenti della classe IIC, sotto la guida del professore Giuseppe Scalici, hanno messo in scena un dialogo immaginario e discronico sulla Res Publica, che vede a confronto alcune figure importanti del passato, quali, per citarne alcune, Giordano Bruno, Niccol\u00f2 Machiavelli, Voltaire&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riprendendo parte di opere dei personaggi interpretati, si \u00e8 cercato di trasmettere gli ideali di costoro e di avvicinare il pubblico a tale aspetto della filosofia, spesso trascurato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>DRAMATIS PERSONAE:<\/strong> MACHIAVELLI; G. BRUNO; T. CAMPANELLA; T. HOBBES; J. LOCKE; VOLTAIRE.<\/p>\n<p><strong>ACTORES:<\/strong> B. BERNANTE; L. CARNIATO; C. CARRIROLO; D. DEL FREO; A. FONTOLAN; V. TESSER; M. VISENTIN.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019immaginario e discronico Dialogo si svolge a <strong>Venezia<\/strong>, presso il Palazzo ducale, alla vigilia della rivoluzione francese.<\/p>\n<p><em><strong>VOLTAIRE<\/strong> (parla in modo brillante e arguto): Mi trovavo, alcuni giorni or sono, nel Palazzo dei dogi, nella bella Venezia, ospite della Serenissima Repubblica. Orbene, dopo una cena luculliana, condita da conversazioni stimolanti con i politici veneti e dal loro buonissimo vino, mi ritirai nelle stanze che mi erano state concesse, oppresso da una lieve pesantezza. Coricatomi, dunque, ero ancora in quello stato di dormiveglia semicosciente che precede il sonno, quando mi parve che l\u2019ambiente circostante s\u2019illuminasse e si popolasse. Siano stati i discorsi sullo Stato e sul governo o forse soltanto il vino, vedevo dinanzi a me il geniale Segretario fiorentino Machiavelli; gli acutissimi osservatori britannici Bacone, Hobbes e Locke; gli sfortunati quanto grandiosi nei loro costrutti Giordano Bruno e Tommaso Campanella\u2026 e con loro mi trattenni a conversare. Anche qui a Venezia si respira un\u2019aria strana\u2026 di decadenza, quasi di torpore che par precedere l\u2019irrompere di nembi e tempeste sul futuro stesso della Repubblica. Come mi piacerebbe, sotto la guida di quella umana Ragione che sempre per me \u00e8 stata luce, incontrare in questa mirabile sede grandi filosofi del passato, al fine di ricever da loro qualche lume, qualche indizio intorno alle cose della politica e di uno Stato ben concepito.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>MACHIAVELLI<\/strong> (prende subito la parola, con veemenza): Molto m\u2019occupai di come dovrebbe essere una repubblica bene ordinata, stante la mia condizione di esiliato in Patria per aver voluto difendere da Segretario la mia Firenze\u2026 Dal continuo colloquio co\u2019 Classici giunsi alla conclusione, vergando le pagine de\u2019 Discorsi sopra la prima Deca di Livio, che Roma repubblicana, colla sua armonia de\u2019 poteri: aristocratico, monarchico e popolare, potesse valere quale simbolo dello <strong>Stato <\/strong>(termine ch\u2019io ho coniato). Ma guardando alle cose d\u2019Italia, alla sua miseria politica, all\u2019ignavia colpevole dei suoi reggitori, a chi, come l\u2019illuso frate Gerolamo Savonarola, pensava di salvare coi pater noster e con morali argomenti la repubblica, sanza guardare alla reale condizione storica, ben mi resi conto dell\u2019opportunit\u00e0, anzi della necessit\u00e0, di indicare un potere forte nelle mani di uno Principe valoroso e capace di opporsi alle insidie della fortuna. Simulatore e dissimulatore, a seconda delle evenienze, astuto come golpe e forte come lione, capace adunque di saper bene usare la bestia che \u00e8 in lui! Solo un tale Principe potr\u00e0, in un futuro spero prossimo, riuscire a fare dell\u2019Italia una Nazione unita e libera dagli egoismi locali, libera dai barbari, forte nelle armi e nelle milizie proprie, libera da\u2019 preti.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>HOBBES:<\/strong> Un solo potere, un unico grande Leviatano governi la tua bella Italia, segretario. Ma parlami ancora di questo Principe\u2026<\/em><\/p>\n<p><em><strong>MACHIAVELLI:<\/strong> Io dico che il Principe debbe desiderare di essere tenuto pietoso e non crudele verso il popolo, capace s\u00ec di guidare eserciti ma anche di emanare leggi severe e forti, ma di non usare male questa piet\u00e0: suo iscopo \u00e8 difendere, render potente ed allargare lo Stato e sempre vigilare perch\u00e9 non ruini. Era tenuto Cesare Borgia crudele: nondimanco quella sua crudelt\u00e0 aveva racconcia la Romagna, unitola, ridottala in pace e in fede. Il che, se si considera bene, si vedr\u00e0 quello essere stato pi\u00f9 pietoso che il populo fiorentino, il quale per fuggire el nome del crudele, lasci\u00f2 destruggere Pistoia. Debbe poi el Principe medesimo farsi temere in modo che, se non acquista lo amore, che fugga l\u2019odio; perch\u00e9 pu\u00f2 molto bene stare insieme essere temuto e non odiato: il che far\u00e0 sempre quando si astenga dalla roba de\u2019 sua cittadini e dalle donne loro, e mostrarsi amatore delle virt\u00f9. Debbe, oltre a questo, ne\u2019 tempi convenienti dell\u2019anno, tenere occupati e populi con feste e spettaculi. E perch\u00e9 ogni citt\u00e0 \u00e8 divisa in arte o in trib\u00f9, debbe tenere conto di quelle universit\u00e0, raunarsi con loro qualche volta, dare di s\u00e9 esemplo di umanit\u00e0, di munificenzia, tenendo sempre ferma nondimanco la maest\u00e0 della dignit\u00e0 sua. Emerga adunque in Italia un redentore\u2026 Sappia egli opporre la sua Virt\u00f9 alla Fortuna! Sappia liberare le genti nostre dal barbaro dominio. Da tutti sarebbe accolto, tutti gli darebbano obedienzia, acci\u00f2 che sotto il suo stendardo si verifichi quel detto del Petrarca nostro:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">&#8220;Virt\u00f9 contro a furore<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">prender\u00e0 l\u2019arme; e fia el combatter corto,<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">ch\u00e9 l\u2019antico valore<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">nell\u2019italici cor non \u00e8 ancor morto&#8221;<\/p>\n<p><em><strong>VOLTAIRE<\/strong> \u00a0 E sono le dolenti note di un grande poeta a chiudere il tuo intervento, caro Segretario\u2026 Come lui tu canti le sventure di questa bella terra d\u2019Italia. Il tuo Principe, tanto attento alla realt\u00e0 da essere invero quasi utopistico nella sua concretezza, non ha visto alcun valente a realizzarlo\u2026 Ma, ecco, vedo qui presente il Signore illustrissimo Thomas Hobbes.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>HOBBES<\/strong> (si esprime in modo compassato ma deciso): Leggendo la Bibbia mi sono imbattuto nell\u2019immagine di quel grande mostro marino che \u00e8 il leviatano\u2026 terrore degli altri pesci, che non esita a distruggere fagocitandoli. Ebbene, io considero lo Stato alla stessa stregua: esso infatti non ammette che possano esistere al suo interno altri poteri sovrani, che ne limitino l\u2019azione. N\u00e9 feudi, n\u00e9 chiese, n\u00e9, tanto meno interessi privati di singoli individui o di consorterie possono arrogarsi il titolo di soggetti politici autonomi.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>MACHIAVELLI<\/strong> (interrompe): Proprio quel ch\u2019io dicevo! Ciascheduno fia sottomesso al Principe.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>HOBBES<\/strong> (riprende forzando un poco la voce): Ma perch\u00e9 nasce lo Stato? Esso non esiste in natura\u2026 \u00e8 una geniale creazione umana, una sorta di divinit\u00e0 artificiale in grado di pacificare e render sicura la convivenza fra gli individui. Loro stessi lo hanno voluto, rinunciando, attraverso un patto d\u2019unione e un patto di sottomissione ad un Sovrano, all\u2019illimitata, ma pericolosissima, libert\u00e0 dello \u201cstato di natura\u201d, tipico di genti selvagge e primitive, ove a regnare \u00e8 l\u2019arbitrio del pi\u00f9 forte\u2026 All\u2019infuori dello Stato ciascuno gode di libert\u00e0 completa ma inutile, perch\u00e9 chi ha tutto quel che vuole in forza del proprio arbitrio, deve pur sopportare ogni cosa da parte degli altri, che, proprio per la loro libert\u00e0, fanno anch\u2019essi quello che vogliono. Invece, quando si \u00e8 costituito uno Stato, ciascuno dei cittadini conserva quel tanto di autonomia che basta a \u201cvivere bene\u201d, per usare le parole del grande Aristotele, e tranquillamente da \u201canimale sociale\u201d, mentre agli altri ne vien tolta in misura da renderli non pi\u00f9 temibili. Il Leviatano, dunque, sia il supremo giudice di tutte le controversie, abbia il sacrosanto diritto di emanare leggi che risulteranno giuste per il semplice fatto d\u2019essere espressione del suo assoluto potere\u2026 solo questa condizione permetter\u00e0 l\u2019osservanza del fondamentale diritto d\u2019ognuno, quello di sopravvivere nella sicurezza e, aggiungerei, la difesa della Civilt\u00e0 stessa\u2026 Tutto il resto \u00e8 caos, barbarie, disordine, anarchia, vita da bestie\u2026\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><strong>VOLTAIRE<\/strong>: Messer Hobbes, la vostra analisi \u00e8 lucida e sofferta\u2026 in effetti, un eccesso di licenza \u00e8 pericoloso: le masse, si sa, devono aver qualche punto di riferimento, qualche freno\u2026 ma scorgo un vostro conterraneo che sta fremendo, e forse n\u2019indovino la causa\u2026<\/em><\/p>\n<p><em><strong>LOCKE<\/strong> (vuole mostrarsi un antidogmatico freddo osservatore): Tutto quanto ha detto Hobbes porta immediatamente all\u2019Assolutismo, ovverosia a un governo arbitrario e dispotico\u2026 Noi inglesi ne sappiamo qualcosa: basti ricordare le nostre due rivoluzioni, che hanno voluto affossare l\u2019idea un Sovrano sciolto dalle leggi, magari con l\u2019alone di un prescelto da Dio, arbitro primo del bene e del male.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>VOLTAIRE<\/strong>: \u00a0 Ah, l\u2019assolutismo! tasto dolente\u2026<\/em><\/p>\n<p><em><strong>LOCKE<\/strong>: Mio caro Voltaire, \u00e8 quel che credo anch\u2019io. E\u2019 vero che un potere ci debba essere, ma esso deve conformarsi alla legge di natura, che \u00e8 eterna e riguarda tutti gli uomini e i loro inalienabili diritti che nessun sovrano pu\u00f2 permettersi di violare. Il potere politico, come ho sostenuto nei miei Trattati sul governo, ha il dovere di formulare leggi scritte che contemplino la pena di morte e, di conseguenza, tutte le pene minori ma solo in vista della regolamentazione e conservazione della propriet\u00e0 privata e del pubblico bene\u2026<\/em><\/p>\n<p><em><strong>MACHIAVELLI<\/strong> (piano): Ma che va dicendo costui? La pena di morte non serve che a poggiare il potere su solide basi\u2026<\/em><\/p>\n<p><em><strong>LOCKE<\/strong> (infastidito):\u00a0 \u2026ha il dovere, dicevo, di usare la forza per rendere esecutive quelle leggi e per difendere lo Stato da attacchi esterni. Sappiamo, infatti, che in natura gli individui godono di una perfetta libert\u00e0 di regolare le proprie azioni e disporre dei propri beni e persone come meglio credono, senza chiedere l\u2019altrui benestare o obbedire alla volont\u00e0 d\u2019altri. Devo dire, anche se non proprio volentieri, che, da questo punto di vista, il nostro Hobbes non male si \u00e8 espresso! Ma per quanto sia uno stato di libert\u00e0 questo non \u00e8 uno stato di licenza. L\u2019uomo, infatti, non \u00e8 libero di distruggere s\u00e9 stesso o altra creatura che gli appartenga. E perch\u00e9 tutti si astengano dall\u2019usurpare gli altrui diritti, perch\u00e9 sia rispettata la legge naturale che vuole la pace e la sopravvivenza di tutti, l\u2019esecuzione di quella legge \u00e8 affidata a ciascuno, onde ciascuno ha il diritto di punire il trasgressore nella misura bastante.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>MACHIAVELLI<\/strong>: Eh, s\u00ec, ci vogliono le punizioni. E che siano dure e immediate! Lo Stato, infatti, \u00e8 difeso da armi e leggi, e se si deve punire qualcheduno, lo si faccia ben tosto.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>LOCKE<\/strong>: Messere, io non ho mai interrotto il suo eloquio! Gradirei lo stesso trattamento. Come, dicevo, ciascuno non pu\u00f2 esser privato della propria persona, cos\u00ec non pu\u00f2 esser violato nella sua propriet\u00e0, esito primo del suo lavoro, che giustizia vuole gli sia riconosciuta. Ogni uomo, dunque, consentendo con altri alla costituzione di un sol corpo politico soggetto ad un regime, si sottomette alle decisioni della maggioranza e se ne fa determinare. Se cos\u00ec non fosse, questo patto originario ond\u2019egli con gli altri si incorpora in una sola Societ\u00e0, non significherebbe nulla, e non sarebbe neppure un patto, se egli restasse libero e non soggetto ad altri vincoli che non siano soltanto quelli dello stato di natura. Riconoscendo lo Stato, dunque, gli uomini rinunciano all\u2019eguaglianza, alla libert\u00e0 e al potere esecutivo di cui godevano nello stato di natura, affidandosi ai propri rappresentanti eletti in Parlamento.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>VOLTAIRE<\/strong>: Ma non si corre, in questo modo, mon ch\u00e9ri, un rischio? Va bene il riconoscimento dei diritti inalienabili dell&#8217;uomo, ma dalle tue parole sembrano riguardare soprattutto la parte emergente della societ\u00e0&#8230; Non si giustifica cos\u00ec un tipo diverso di Assolutismo, tratteggiando una sorta di oligarchia in cui, in fondo, una minoranza decide i destini di tutti? Se guardo le costituzioni politiche finora realizzate, mi rendo conto che un fondo d\u2019ingiustizia v&#8217;\u00e8 sempre. Qualcuno, come il qui presente fra\u2019 Tommaso Campanella, ha preferito guardare non alla storia, ma, platonicamente, a modelli ideali eterni per delineare i contorni di una repubblica perfetta\u2026 peccato, per\u00f2 che tutto ci\u00f2 non esista nei fatti\u2026 sia insomma una Utopia!<\/em><\/p>\n<p><em><strong>CAMPANELLA<\/strong> (si esprime in modo solenne): Non necessariamente \u201cutopia\u201d, semmai \u201canticipazione\u201d di un futuro possibile quanto auspicabile! Ho udito, infatti, da un marinaio genovese, reduce da una spedizione nell\u2019oceano indiano, la descrizione di uno Stato, capace di realizzare sulla terra le armonie dell\u2019eterno ideale di Giustizia, ordine e bellezza. I suoi abitanti, sereni, distaccati e lontani da ogni spirito di faziosit\u00e0, chiamano quello Stato \u201cCitt\u00e0 del Sole\u201d. Esso si dispiega su un colle, diviso in sette gironi, che prendono il nome da ognuno dei sette pianeti che solcano il cielo. Vi si entra attraverso quattro porte, una per ogni punto cardinale, che guardano alle quattro parti del mondo, perch\u00e9 ritengono essere bene mirar prima la vita del tutto, poi quella delle parti. Stupendi palazzi con mirabili stanze vi si trovano. Alla sommit\u00e0 del colle si erge un tempio, superbo per le sue imponenti colonne. Quaranta sacerdoti attendono al culto cosmico mirando sette lampade sempre accese, ognuna coi colori del rispettivo pianeta. La Citt\u00e0 del Sole, che mi piace pensare come modello di ogni Repubblica, \u00e8 governata da un supremo Principe Sacerdote che vien chiamato il Metafisico, reggitore del potere spirituale e temporale: egli \u00e8 il migliore di tutti ed \u00e8 aiutato da tre Pr\u00ecncipi: il Potest\u00e0, che ha cura della concordia e dell\u2019arte militare; il Sapiente, che sovrintende a tutte le scienze ed arti; il Maieuta, che ha cura della generazione dei Solariani, studiando i benefici influssi siderali.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>MACHIAVELLI:<\/strong> Utopie? Sciocchezze! Non v\u2019\u00e8 nulla di buono fuori della realt\u00e0 effettuale!<\/em><\/p>\n<p><em><strong>CAMPANELLA<\/strong>: Perdonate, caro Signore, la mia insistenza. E ricordate che per difendere quelle che voi chiamate \u201csciocchezze\u201d ho trascorso in carcere pi\u00f9 di trent\u2019anni della mia vita\u2026 Raccontava, adunque, il Genovese che i primi abitanti della Citt\u00e0 s\u2019eran risolti di vivere al sicuro in un\u2019isola, lontana da tiranni, malfattori e despoti. L\u00ec\u00a0 misero tutto in comune, anche i figli e le spose, secondo l&#8217;esempio del divino Platone e della sua Kallipolis; e perci\u00f2 non nutrono invidia per nessun altro, sono pacifici e vivono secondo virt\u00f9, non turbandosi per la ricerca di vani onori o di danaro, che tengono in dispregio. Hanno pochissime leggi, ma la giustizia v&#8217;\u00e8 sommamente onorata. Venerano il sole e le stelle come entit\u00e0 viventi e statue di Dio. Ma nessuna cosa adorano altro che Dio stesso, donde viene la luce e il calore e ogni altra fortuna. Non pensano sia cosa saggia la potenza sulla terra e il dominio materiale su altri popoli: prediligono votarsi alla conoscenza e al divino ben sapendo di vivere in un&#8217;et\u00e0 di cupa decadenza dominata da tirannide, sofismi, ignoranza e ipocrisia. Non posso ora non ricordare il mio confratello Giordano Bruno.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>VOLTAIRE<\/strong>: Tr\u00e8s bien! mente illustre! Ebbe il coraggio di denunziare coram populo la decadenza della religione, ma fin\u00ec i suoi giorni ardendo sul rogo a Campo de&#8217; Fiori&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em><strong>CAMPANELLA<\/strong> (commosso): Spesso mi tornano alla mente quelle parole, oserei dire profetiche, che Giordano, dagli antichissimi testi ermetici ispirato, volle far sue:<\/em><\/p>\n<p>\u201cNon sai come l\u2019Egitto sia la imagine del cielo e, per dir meglio, la colonia de tutte cose che si governano ed esercitano? A dir il vero la nostra condizione \u00e8 tempio del Cosmo infinito. Ma, ohim\u00e8, tempo verr\u00e0 che apparir\u00e0 l\u2019Egitto invano essere stato cultore della divinitade; perch\u00e9 la divinit\u00e0, ritirandosi nei cieli, abbandoner\u00e0 l\u2019Egitto che diventer\u00e0 preda, per essere privato della presenza degli dei, di genti straniere e barbare, senza religione, piet\u00e0, legge e culto alcuno. Dell\u2019antica e universal religione rimarranno soltanto favole incomprensibili per le generazioni future. Rimarranno lettere sculpite nelle pietre che nessun uomo della decadenza potr\u00e0 capire. Le tenebre saranno preferite alla luce, la morte dello spirito sar\u00e0 giudicata pi\u00f9 utile della vera vita ispirata alla beatitudine degli dei. Nessuno alzer\u00e0 gli occhi al cielo per scorgerne i presagi. Il religioso sar\u00e0 stimato insano; l\u2019empio sar\u00e0 giudicato prudente, il pazzo forte e di s\u00e9 sicuro. E, credetemi, che ancora sar\u00e0 definita pena capitale a colui che si applicher\u00e0 alla religione cosmica, modello di ogni Repubblica bene fondata. Verranno imposte ai popoli leggi assurde, nuove giustizie. Nulla si trover\u00e0 di santo, nulla di religioso. Soltanto angeli perniciosi rimarranno, i quali si mescoleranno agli uomini e li forzeranno a commettere ogni male come fosse giustizia: questa sar\u00e0 la vecchiaia, il disordine e la irreligione del mondo. Ma non dubitare perch\u00e9 dopo che saranno accadute queste cose, allora il Dio, governatore del mondo, attraverso diluvi d\u2019acqua o di fuoco, morbi o pestilenze, o altri strumenti della sua Giustizia, senza dubbio donar\u00e0 fine a cotal macchia richiamando il mondo all\u2019antico volto.\u201d<\/p>\n<p><em><strong>VOLTAIRE<\/strong>: Ma tutto ci\u00f2 \u00e8 contro la \u201craison\u201d, miei stimatissimi signori!!! Quasi quasi concordo col Machiavelli: bisogna guardare al concreto, alla realt\u00e0 effettuale, senza farsi turbare da miti, superstizioni o imposture\u2026 Facile \u00e8 inventarsi, con voli pindarici, Stati perfetti\u2026 Repubbliche modellate addirittura su armonie cosmiche o volont\u00e0 divine\u2026 Diciamolo francamente, noi possiamo fare affidamento soltanto sulle nostre capacit\u00e0, sul nostro lucido intelletto\u2026<\/em><\/p>\n<p><em><strong>BACONE<\/strong> (\u00e8 deciso, pensa d\u2019aver risolto il problema!):\u00a0 Perfetto, ottimo amico, parli da vero \u201cphilosophe\u201d\u2026 Il nostro intelletto, se rettamente diretto da un metodo, \u00e8 in grado di pervenire a conoscenze accertate, indiscutibili\u2026 del resto il Sapere porta al dominio di ci\u00f2 che ci circonda; come dico io, sapere \u00e8 potere!<\/em><\/p>\n<p><em><strong>HOBBES<\/strong> (tra s\u00e9): Io pensavo che fosse &#8220;volere \u00e8 potere&#8221;&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em><strong>BACONE<\/strong>: Non importa, ho ragione io, ho sempre ragione io! Abbiamo bisogno, stavo dicendo\u2026, di fare della Natura il nostro esclusivo Regno e, per questo, la nostra Scienza sar\u00e0 un giorno chiamata, grazie soprattutto alle sue geniali applicazioni tecniche, al governo del genere umano in tutto il pianeta. Superiamo dunque i vincoli della religione, materia da oziosi, ma superiamo anche, finalmente, le ubbie delle ideologie, che variano da epoca a epoca e da popolo a popolo, in nome di una grande Tecnocrazia! Siano dunque gli Esperti, a reggere la Res publica, per il bene e la prosperit\u00e0 di tutti. Io stesso, pur con l\u2019animo affranto per esser stato ingiustamente incarcerato dal mio re\u2026 dal mio stesso re\u2026<\/em><\/p>\n<p><em><strong>CAMPANELLA:<\/strong> Beh, mica tanto ingiustamente\u2026 a dirla tutta, v\u2019erano contro di te dettagliate accuse di concussione e malversazione\u2026<\/em><\/p>\n<p><em><strong>BACONE<\/strong>: Un politico \u00e8 quasi sempre oggetto di invidia e calunnie, come \u00e8 accaduto al nostro Tommaso Moro, messo a morte dal suo re Enrico VIII per disubbidienza e lesa maest\u00e0\u2026 ma almeno lui ha avuto la tarda soddisfazione di esser proclamato \u201csanto\u201d dai papisti! Ma torniamo alla vexata quaestio. Dicevo\u2026 io stesso in un\u2019operetta, La Nuova Atlantide \u2013 opera eccelsa, direi&#8230;\u00a0 \u2013, ho prefigurato lo Stato futuro, dove sia assicurato, una volta e per sempre, il benessere autentico dell\u2019uomo. In questa Repubblica un cenacolo di grandi scienziati, come poc\u2019anzi accennavo, dirige ogni settore della pubblica convivenza. Vi si trovano laboratori perfettamente attrezzati, centri di ricerca sperimentale dove vengono poste in essere avanzatissime tecnologie volte a piegare la natura all\u2019utile degli individui.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>MACHIAVELLI<\/strong>: Ah, ah!!! Tu ne sai qualcosa, dato che sei morto assiderato conducendo uno sperimento&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em><strong>BACONE:<\/strong><\/em> <em>Stavo dicendo&#8230; Coloro che garantiscono il comune progresso vengono onorati e tenuti in suprema considerazione. Ambasciatori vengono inviati per tutta la terra alla ricerca di nuove ed ardite scoperte, da perfezionare e mettere in pratica. Insomma, vedo la Repubblica futura come un grande congegno, un orologio perfettamente sincronizzato ove ogni singola rotella funzioni in relazione al tutto\u2026<\/em><\/p>\n<p><em><strong>LOCKE:<\/strong><\/em> <em>Peraltro, affidare tutto a un pugno di esperti, capaci di tutto decider per noi appare piuttosto comodo: in fin dei conti, per quale motivo si dovrebbe esercitare il pensiero in modo critico, indicare mete da raggiungere, qualche idea per cui lottare o soffrire se una macchina, un apparato meccanico e perfetto verr\u00e0 ad occupare il nostro tempo e il nostro spazio? In fondo\u2026 una ben collaudata tecnocrazia garantirebbe un ordine totale, una pace duratura e stabile. Che poi l\u2019uomo si riduca ad automa \u00e8 una questione secondaria!<\/em><\/p>\n<p><em><strong>VOLTAIRE:<\/strong><\/em>\u00a0 <em>Io non so dire, miei signori, chi di voi pi\u00f9 si avvicini alla ragione\u2026 Di certo, all\u2019idealit\u00e0 della concezione si deve contrapporre la possibilit\u00e0 di realizzazione\u2026 Ha forse ragione il nostro Bacone, a predire una Tecnocrazia che soffocher\u00e0 libert\u00e0 ed egoismi umani? Chiss\u00e0, forse, tra qualche secolo, giunger\u00e0 il giorno in cui dei tecnocrati governeranno la nostra Europa\u2026 Io non so dire, miei signori, quale futuro sorger\u00e0. Mediter\u00f2 con attenzione le vostre parole. Mi aspetta un&#8217;altra bellissima giornata a Venezia&#8230; Voglio godermi gli ultimi anni di questa grande Repubblica.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione di Leonardo Carniato &#8211; IIC Classico In occasione della quarta edizione de &#8220;La Notte Nazionale del Liceo Classico&#8221;, alcuni studenti della classe IIC, sotto la guida del professore Giuseppe Scalici, hanno messo in scena un dialogo immaginario e discronico sulla Res Publica, che vede a confronto alcune figure importanti del passato, quali, per citarne [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":302,"featured_media":7128,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33,28,32,36],"tags":[],"class_list":["post-7125","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-accade-da-noi","category-dimart","category-recensioni","category-spett"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7125","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/users\/302"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7125"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7125\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7127,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7125\/revisions\/7127"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7128"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}