{"id":7152,"date":"2017-01-27T21:25:21","date_gmt":"2017-01-27T20:25:21","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=7152"},"modified":"2020-11-02T15:19:59","modified_gmt":"2020-11-02T14:19:59","slug":"dialogo-con-samuel-artale-testimone-di-auschwitz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/dialogo-con-samuel-artale-testimone-di-auschwitz\/","title":{"rendered":"DIALOGO CON SAMUEL ARTALE, TESTIMONE DI AUSCHWITZ"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/dialogo-con-samuel-artale-testimone-di-auschwitz\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\">di Marco Visentin, II C Classico<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold;\">Il 24 gennaio 2017, presso l\u2019Associazione culturale La Rotonda a Carpenedo, Samuel Artale, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, ha presentato la propria testimonianza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora durante gli anni della Seconda guerra mondiale, Samuel Artale Von Belskoj Levy \u00e8 solo un bambino che, nonostante le persecuzioni e i combattimenti, ha vissuto un\u2019infanzia tutto sommato felice. Rampollo di una ricca famiglia ebrea prussiana, quando gli \u00e8 stato proibito di frequentare le lezioni, ha fatto venire il maestro a casa. E da quella casa, effettivamente, non \u00e8 mai uscito per lunghi mesi. A parte una volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fattore, un giorno, lo ha accompagnato in citt\u00e0 con la sua auto. Troppo tardi ha frenato e cercato di cambiare direzione: il ragazzo ha visto. Un uomo sul marciapiede, marchiato con la stella di David, viene picchiato e non oppone resistenza alcuna. Quell\u2019uomo \u00e8 suo padre, e Samuel, da allora, nutrir\u00e0 per lui (debole e vigliacco!)\u00a0un odio profondo. L\u2019odio fa ingresso nel suo cuore bambino in quei giorni travagliati e oscuri, e non ne uscir\u00e0 che dopo decenni; si estender\u00e0, si nutrir\u00e0 delle disgrazie e diverr\u00e0 desiderio di rivalsa. Un bambino strappato alla vita a otto anni chieder\u00e0 indietro la propria felicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel gennaio del 1944 tutta la sua famiglia \u00e8 deportata: nonno, zia, padre, madre, sorella, lui. Ovviamente, di questi non si salver\u00e0 nessuno: Shmuel (ebraico per Samuel) rester\u00e0 solo gi\u00e0 il giorno in cui arriva nel campo, persi di vista alcuni parenti, vista uccidere la madre che lo teneva per mano, non ancora cosciente che la sorella sar\u00e0 sottoposta agli esperimenti del dott. Mengele, uomo di scienza, \u201cangelo bianco\u201d. Che ne \u00e8, in un campo di sterminio, di un bambino, che forse non sa egli neppure se sia davvero vivo o no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un vecchio, anima pia, gli ordina di sopravvivere, gli fa ripetere il nome, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, per impedirgli di dimenticarlo: inutile dire che quel vecchio non \u00e8 pi\u00f9 stato rivisto. \u00c8 per\u00f2 il testimone che un briciolo di umanit\u00e0 doveva essere rimasto, nascosto tra i cenci e gli stenti, tra i corpi martoriati e gli scrupoli indeboliti dalla prigionia. Ironia della sorte, alla liberazione di Auschwitz-Birkenau, un ufficiale gli chieder\u00e0 il nome \u2013 \u201cSamuel!\u201d \u2013 e il cognome \u2013 e chi lo ricorda pi\u00f9? tale era la spersonalizzazione che il campo di sterminio causava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E lui, Shmuel, si sentiva ancora una persona? dopo aver rischiato di subire violenze sessuali dai <em>Kapo<\/em>? dopo aver fatto parte di un <em>Sonderkommando<\/em>? Erano, questi <em>Sonderkommandos<\/em>, gruppi di ebrei costretti dall\u2019amministrazione del campo a contribuire allo sterminio, principalmente spogliando i cadaveri, rimuovendo denti d\u2019oro, radendo i capelli delle donne \u2013 utili per l\u2019industria tedesca. Il piccolo Samuel aveva delle dita affusolate: beh, pensarono al campo, e se qualche prigioniero avesse nascosto dei gioielli nell\u2019intestino? quel ragazzino ci pu\u00f2 tornare utile, chiss\u00e0 quelle dita quanto in fondo possono arrivare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corpo esile di un bambino \u00e8 tanto utile quando vi sono pertugi inaccessibili agli adulti, che anche i compagni di campo ritennero giusto approfittarne: scavata una galleria tra una baracca e un deposito di cibo, furono lui e un altro piccolo, con un sacco legato alla caviglia, a fare la spola per il bene di tutti. Un giorno, per\u00f2, Shmuel si trov\u00f2 solo \u2013 e chiss\u00e0 che fine poteva aver fatto quell\u2019altro\u2026 Lo inviarono solo nel deposito, fece incetta di cibo, si accorse troppo tardi che una guardia sonnecchiava dinanzi a lui. Fuggire! Ma l\u2019uomo si svegli\u00f2, ed ecco, la distruzione dell\u2019infanzia e dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 completa: che rimane a un bambino che ha pugnalato a morte un uomo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la disgrazia d\u2019essere orfano e bambino \u00e8 che, dopo che un soldato russo ti ha offerto un\u2019aringa salata, ti deve anche trovare un genitore. O un orfanotrofio, magari negli Stati Uniti. Anni orribili, quelli: Samuel non cresceva, non socializzava, subiva atti di bullismo. Gli chiesero che problema avesse e raccont\u00f2 tutto: non lo credettero. Cos\u00ec, inizi\u00f2 a dimenticare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E studiava, studiava, studiava, perch\u00e9 diventare qualcuno \u00e8 il solo modo per trovare vendetta. Entr\u00f2 nell\u2019esercito, divenne ingegnere. L\u2019odio bruciava in lui, ancora da quando aveva visto quel vigliacco di suo padre lasciarsi picchiare. Ci vorranno anni e l\u2019amore di una moglie (italiana) a farlo desistere dai propositi pi\u00f9 foschi; a fargli comprendere che il padre avrebbe anche potuto reagire, ma non voleva esporre la famiglia, i figli, lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E prima che quel tempo arrivi, Shmuel, vittima di bullismo in un orfanotrofio, vittima dell\u2019orrore efferato nei campi, soffre. Soffre, quando, rotto un manico di scopa, ci percuote la schiena dei compagni che lo perseguitano (sar\u00e0 poi punito per il danno materiale arrecato all\u2019istituto); non certo quanto soffr\u00ec quando fu frustato a sangue e temette \u2013 unica volta \u2013 di morire, ma comunque molto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Shalom aleichem<\/em>, Samuel Artale. Hai perduto Dio, e come darti torto? Per quanto possa essere stato forte l\u2019amore per tua moglie, vi sono ferite ancora peggiori dei colpi di frusta, destinate a non scomparire mai.<\/p>\n<figure style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium\" src=\"http:\/\/www.qdpnews.it\/images\/CONEGLIANO_2016\/Samuel-Artale.jpg\" alt=\"Samuel Artale\" width=\"300\" height=\"300\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Samuel Artale<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Visentin, II C Classico Il 24 gennaio 2017, presso l\u2019Associazione culturale La Rotonda a Carpenedo, Samuel Artale, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, ha presentato la propria testimonianza. 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