{"id":7249,"date":"2017-02-19T18:57:52","date_gmt":"2017-02-19T17:57:52","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=7249"},"modified":"2020-11-02T15:19:59","modified_gmt":"2020-11-02T14:19:59","slug":"traduzione-e-traduttese-uno-sguardo-antico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/traduzione-e-traduttese-uno-sguardo-antico\/","title":{"rendered":"TRADUZIONE E TRADUTTESE: UNO SGUARDO ANTICO"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/traduzione-e-traduttese-uno-sguardo-antico\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\">di Marco Visentin, II C Classico<\/p>\n<p>\u00c8 proprio vero che \u201ctraduciamo\u201d dal greco e dal latino? Quelle frasi bizzarre \u2013 tutti \u201cgiungono\u201d e nessuno \u201carriva\u201d mai \u2013, piene zeppe di gerundi al limite del concepibile, sono vere traduzioni? O quell\u2019italiano da libretto d\u2019opera \u00e8 solo il tentativo di mostrare che abbiamo capito (ma non \u00e8 vero per niente) il testo di partenza? Forse, se le traduzioni dei classici fossero un po\u2019 pi\u00f9 rispettose dello spirito e meno della lettera, la \u201cgente comune\u201d vi guarderebbe con rinnovato interesse\u2026<\/p>\n<p>Dubbi e riflessioni che aprono una crepa in un universo ad ora tendenzialmente statico (i fautori dell\u2019eterna modernit\u00e0 dei classici me lo concedano) qual \u00e8 la traduzione dalle lingue antiche. Troppo statico. Disarticolato rispetto alla lingua corrente, vittima di un \u201c<em>jet-lag<\/em> traduttorio\u201d che fa parlare un <em>millennial<\/em> come Pavese e Calvino \u2013 ma con uno stile confuso che mischia forme di provenienza indefinita.<\/p>\n<p>\u201cTraduzione e <em>traduttese<\/em>\u201d: di questo ha parlato il professor Federico Condello, docente presso l\u2019Universit\u00e0 di Bologna, in un incontro al Franchetti il 16 febbraio. Da Euripide ad Aristofane a Virgilio, ha restituito ai classici (o ha tentato di farlo) qualche granello in pi\u00f9 della loro forza espressiva. Leggendo tra le righe, trovando significati nascosti e pressoch\u00e9 dimenticati, quelli che talora il lettore non coglie neanche in italiano; interrogandosi sul mutato contesto culturale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Medea dovrebbe dire \u201cinfame\u201d o \u201cscellerato\u201d a Giasone? La nostra lingua non ha insulti pi\u00f9 forti? Da quando sono i professori universitari e non i poeti a tradurre ne ha guadagnato la filologia, perso l\u2019espressivit\u00e0 \u2013 e lo dice proprio uno di quei professori\u2026<\/p>\n<p>Non si allarmino, per\u00f2, gli insegnanti del Ginnasio: la \u201cletteralit\u00e0 traduttiva\u201d (il <em>traduttese<\/em>, appunto) \u00e8 un passaggio inevitabile, che porta a vantaggi didattici; ma quanto a lungo trattenere gli studenti in questa fase? \u00c8 pure un limbo in cui essi sono imprigionati, senza essere completamente illetterati, ma non riuscendo nemmeno a comprendere appieno il ricco contenuto dei testi antichi. Non \u00e8 un caso se uno dei fenomeni ricorrenti nella traduzione scolastica \u00e8 una \u201cindifferenza sostanziale a fenomeni di carattere retorico-espressivo, a scarti stilistici\u201d <em>et similia<\/em>.<\/p>\n<p>Per apprezzare quella ricchezza e quell\u2019espressivit\u00e0 che di solito si tralasciano, si \u00e8 tenuto pure un laboratorio pomeridiano di traduzione sulle <em>Nuvole<\/em> di Aristofane, con una quarantina di studenti attenti e vivaci, e professori spiazzati e divertiti. A interrogarsi sul senso profondo della commedia, a inventare parole, ad analizzare filologicamente anche le parolacce (eh, beh) \u2013 qualche professore, poi, con zelo inusitato\u2026 Vi \u00e8 una tale forza nei testi, che in classe non cogliamo!<\/p>\n<p>E cos\u00ec, finalmente, chi va alla porta chiede \u201cchi \u00e8?\u201d e non \u201cchi \u00e8 colui che bussa alla porta?\u201d; e ci aggiunge pure un vigoroso \u201ce che cazzo!\u201d per il disturbo, non \u201cva\u2019 ai corvi\u201d (per carit\u00e0!).<\/p>\n<p>Certo, sono difficili da cogliere, quei molteplici significati che Condello ha spiegato nelle <em>Nuvole<\/em>. Non vuol dire che sia impossibile, per\u00f2: magari, non senza sforzo, Aristofane riuscir\u00e0 a far ridere come Crozza e i lettori della <em>Medea<\/em> si commoveranno come quelli di <em>Colpa delle stelle<\/em>\u2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_7258\" aria-describedby=\"caption-attachment-7258\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7258 size-full\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/federico-condello.jpg\" alt=\"Federico Condello\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/federico-condello.jpg 200w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/federico-condello-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7258\" class=\"wp-caption-text\">Federico Condello \u00a9 UniBo<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Visentin, II C Classico \u00c8 proprio vero che \u201ctraduciamo\u201d dal greco e dal latino? 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