{"id":7347,"date":"2017-03-15T15:51:03","date_gmt":"2017-03-15T14:51:03","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=7347"},"modified":"2020-11-02T15:19:59","modified_gmt":"2020-11-02T14:19:59","slug":"malattie-democratiche-e-dove-trovarle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/malattie-democratiche-e-dove-trovarle\/","title":{"rendered":"MALATTIE DEMOCRATICHE (E DOVE TROVARLE)"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/malattie-democratiche-e-dove-trovarle\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\">di Marco Visentin, II C Classico<\/p>\n<p>Ci sorprendiamo a veder languire le nostre democrazie occidentali \u2013 democrazie di lunga data, solide, di provata efficienza. Dopo aver esportato a forza il nostro modello ovunque possibile, in un tentativo di \u201ccolonialismo istituzionale\u201d mosso da un cosmopolitismo di comodo, ci troviamo dinanzi a un dilemma sconfortante: il nostro entusiasmo democratico, che per un certo periodo potrebbe essere stato addirittura sincero, \u00e8 stato fuori luogo?<\/p>\n<p>Ci siamo convinti che la democrazia sia la migliore forma istituzionale, in quanto \u00e8 la sola a fare dei sudditi cittadini sovrani, sottoposti unicamente a una legge dettata dal potere che essi stessi esercitano. Questo, non soltanto perch\u00e9 un governo della maggioranza sia naturale espressione dei suoi interessi: in tal caso, infatti, una monarchia illuminata, attenta ai bisogni della collettivit\u00e0, avrebbe il medesimo valore. La vera ragione per cui il governo deve essere affidato al popolo, come gi\u00e0 riconosceva (seppur a malincuore) il \u201cvecchio oligarca\u201d della <i>Costituzione degli Ateniesi<\/i>, \u00e8 che lo Stato proprio su esso si fonda.<\/p>\n<p>Questo modello presenta, chiaramente, un limite intrinseco: quando il popolo, per una serie di ragioni ormai sin troppo chiare, perde entusiasmo e si ritira dai giochi della politica, essa rimane nelle mani di un\u2019<i>\u00e9lite<\/i> oligarchica. Pericle diceva, nel suo celebre epitafio riportato da Tucidide, che la democrazia \u00e8 attivit\u00e0 costante e che sono tranquille solo le citt\u00e0 sottomesse; che ad Atene, citt\u00e0 democratica per eccellenza, chi non si curasse degli affari dello Stato era definito non \u201cdisinteressato\u201d, ma \u201cinutile\u201d.<\/p>\n<p>Inutile, appunto. Noi, invece, quando non partecipiamo alla vita del nostro Paese, definiamo inutile la politica. Prospettiva diversa. Ad Atene c\u2019era un \u201ctotalitarismo democratico\u201d, considerato con preoccupazione dalla fazione oligarchica come una dittatura del proletariato ante litteram; la preoccupazione degli oligarchici dinanzi al governo dei \u201cmolti\u201d (dispregiativo) doveva essere simile a quella di un buono e devoto borghese alle prese con il marxismo. Noi, al contrario, stiamo sviluppando un totalitarismo dell\u2019antipolitica, per cui \u00e8 positivo tutto ci\u00f2 che se ne discosta, mentre essa \u00e8 per natura marcia, il peggio della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Consideriamo la sfiducia come primo disturbo, nella nostra tentata diagnosi delle malattie democratiche: questa diagnosi, tarda, delinea una profonda disaffezione del corpo elettorale, che si traduce nel mancato rinnovamento delle <i>\u00e9lite<\/i> di potere.<\/p>\n<p>L\u2019organismo cos\u00ec indebolito \u00e8 quindi sottoposto a un nuovo e pi\u00f9 potente assalto: dopo aver ridotto gli interessati alla politica a pochi (che interessati, spesso, lo sono per tornaconto personale), questi non solo non apportano nuova linfa, lasciando \u201cinvecchiare\u201d gli schemi politici, ma pensano addirittura di approfittare della situazione in modo esagerato. Il cittadino medio si risveglia con una forte rabbia nei confronti del \u201csistema\u201d. Condanna la classe politica per aver tradito le sue idee, quando di idee, in realt\u00e0, non ne ha.<\/p>\n<p>L\u2019organismo agonizzante ha un sussulto e sembra riprendersi: emergono nuovi volti, energici, carismatici, affascinanti. In realt\u00e0, sono solo i primi sintomi di un nuovo male: la personificazione. Di idee, non ce n\u2019\u00e8 pi\u00f9 una neanche tra gli uomini politici; d\u2019altra parte, sarebbe inutile averne, nell\u2019era della <i>post-verit\u00e0<\/i>: solo <i>slogan<\/i>, grida, mosse a sorpresa. Questa pseudo-politica, \u00e8 il calcolo, deve interessare pi\u00f9 dei polpettoni televisivi e dei corsi di cucina, o chi se ne curer\u00e0? Qui i programmi sono cose da parrucconi, i dibattiti strida; quella met\u00e0 a stento che ancora si interessa di politica non segue un\u2019ideologia e nemmeno il proprio pensiero, ma pende dalle labbra del leader (del giornale, del <i>blog<\/i>\u2026) di riferimento. La politica diviene una forma religiosa cui aggrapparsi in tempo di crisi.<\/p>\n<p>Dalla debolezza della democrazia nascono i sistemi autoritari, non certo dalla sua solidit\u00e0. Vari Paesi europei stanno ora affrontando una fase di debolezza istituzionale inedita per la sua diffusione e legata a doppio filo con la crisi economica che ha stremato milioni di persone in tutto il continente. Se anche la politica sana volesse riscattarsi, temo che la zizzania sia tanto cresciuta, da consentire solo al futuro un giudizio obiettivo (se un futuro vi sar\u00e0\u2026).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Visentin, II C Classico Ci sorprendiamo a veder languire le nostre democrazie occidentali \u2013 democrazie di lunga data, solide, di provata efficienza. 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