{"id":7366,"date":"2017-03-19T18:12:31","date_gmt":"2017-03-19T17:12:31","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=7366"},"modified":"2020-11-02T15:19:59","modified_gmt":"2020-11-02T14:19:59","slug":"la-lenta-morte-dei-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/la-lenta-morte-dei-giovani\/","title":{"rendered":"LA LENTA MORTE DEI GIOVANI"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/la-lenta-morte-dei-giovani\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7369\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/corsi-utilizzo-social-network-verona-zavcom.jpg\" alt=\"\" width=\"451\" height=\"281\" \/>\u00a0<em><strong>I \u00a0giovani del XXI secolo tra sms, social network e videogiochi<\/strong><\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>di DIONISIE\u00a0 BOLDURESCU<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il ventunesimo secolo \u00e8 devastato dalla tecnologia. Tutta la nostra societ\u00e0 ha posto le sue radici sullo sviluppo di questi strumenti elettronici, come il cellulare o il computer, divenuti ormai indispensabili ai nostri giorni, ma con effetti \u201cpoco benefici\u201d. L&#8217;uomo si \u00e8 adattato a un nuovo stile di vita che va contro il suo istinto naturale.<\/div>\n<div>\u00a0\u00a0 Nel corso della storia le persone hanno impegnato la propria vita per il progresso nella speranza di lasciare un qualcosa alle generazioni future, un segno della propria esistenza. Un&#8217;idea, un modo di pensare che \u00e8 cambiato nel tempo ed \u00e8 cambiato radicalmente nel nostro secolo.<\/div>\n<div>&lt;&lt; Noi siamo consumatori&gt;&gt;. Questa \u00e8 la famosa frase che cita il personaggio Tyler Durden nel film &#8216;Fight Club&#8217;. Una produzione non convenzionale, che ha affrontato\u00a0 in modo originale la questione del senso della vita per l&#8217;uomo del XXI secolo e come l&#8217;uomo, con il passare del tempo, vada incontro ad una \u201clenta morte\u201d, perch\u00e9 catturato da una ragnatela invisibile, dalla morsa dei nuovi \u201cvalori\u201d della societ\u00e0. &lt;&lt;Le cose che possiedi alla fine finiscono per possederti&gt;&gt;. Una frase, tratta dal film, che indica la propensione dell&#8217;uomo, ma anche dei giovani, all&#8217;acquisto. Un miliardo di persone si \u00e8 trasformato in un organismo che pu\u00f2 essere definito un consumatore compulsivo, a causa del massiccio bombardamento di immagini apparentemente innocenti. Ad esserne maggiormente colpiti sono i giovani, in quanto pi\u00f9 sensibili e ancora alla ricerca di\u00a0 una loro identit\u00e0. Molte pubblicit\u00e0 \u201cinnocue\u201d si nascondono dietro a numerosi test, che coinvolgono l\u2019\u201dignaro consumatore\u201d, oppure si basano sulle tracce, che ognuno di noi lascia nel web,\u00a0 al fine di rendere pi\u00f9 efficienti i messaggi e\u00a0 \u201ccolpire\u201d il destinatario.<\/div>\n<div>\u00a0\u00a0 Secondo un&#8217;indagine della SIP (Societ\u00e0 Italiana di Pediatria) sulle abitudini e gli stili di vita degli adolescenti, i teenager trascorrono da tre a quattro ore al giorno davanti allo schermo. I giovani non fanno sport e la colpa \u00e8 legata al tempo trascorso attaccati ai display, tra videogiochi e cellulari. Rimanendo chiusi in casa e seduti per ore si va incontro a problemi non solo fisiologici, ma anche psicologici, come la depressione. Infatti, secondo varie ricerche, i ragazzi si incontrano sempre di meno fuori, preferendo la comunicazione mediante il cellulare. Questi comportamenti non portano solo a dimenticarsi del mondo reale, ma anche ad una emarginazione sociale. Molti ragazzi si nascondono dietro uno schermo e fra loro chi \u00e8 depresso pensa di trovare una soluzione, un po\u2019 di pace nei videogiochi, mancando la comunicazione con i genitori. Immedesimarsi troppo nei videogiochi influenza il nostro stile di vita e la nostra vita, oltre che il modo di relazionarci con gli altri e abitua troppo spesso alla violenza, sia pur virtuale.<\/div>\n<div>Come affrontare questo problema? Come risolvere gli effetti negativi delle tecnologie? Ci si pongono molte domande e le risposte certe sono ben poche. Secondo Antonio Correra, Consigliere nazionale SIP, per riavvicinare gli adolescenti all&#8217;attivit\u00e0 fisica e sportiva occorre offrire loro nuovi stimoli. Stimoli che sono andati perduti, perch\u00e9 ottenere le cose \u00e8 diventato fin troppo facile, perch\u00e9 i genitori provvedono a tutto senza che il figlio provi a conquistarsi qualcosa con la fatica e con il sudore. Chiaramente questo trascorrere il tempo davanti al computer comporta anche pigrizia e la pigrizia comporta mancanza di volont\u00e0 e scarsa voglia di mettersi in gioco. Bisogna vivere, bisogna parlare con le persone faccia a faccia perch\u00e9 parlare \u201cvia messaggi\u201d non \u00e8 comunicare e se non si comunica si \u00e8 persi in una societ\u00e0 ostile che ti sopprime, se non si oppone resistenza. La vita \u00e8 l\u00e0 fuori, a pochi passi. Passare ogni giorno seduti sul divano significa uccidere se stessi lentamente. La vita \u00e8 breve e va vissuta pienamente: ogni secondo trascorso davanti allo schermo significa lasciare morire momenti della propria vita, che non si potranno mai pi\u00f9 recuperare.<\/div>\n<div>&lt;&lt;Che cosa vuoi fare? Tornare al tuo lavoro schifoso? Alla tua vita monotona dove passi ore davanti alla televisione a guardare cose inutili? Vuoi tornare l\u00ec, eh? Prenditi delle responsabilit\u00e0 !&gt;&gt; Nel finale del film questa \u00e8 l&#8217;ultima domanda che pone Tyler. La nostra vita sta passando secondo dopo secondo e noi non la sfruttiamo. Bisogna viverla la vita e non avere rancori quando giunger\u00e0 la nostra fine.<\/div>\n<div>E noi cosa vogliamo fare? Passare un&#8217;esistenza davanti ad uno schermo?<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0I \u00a0giovani del XXI secolo tra sms, social network e videogiochi di DIONISIE\u00a0 BOLDURESCU Il ventunesimo secolo \u00e8 devastato dalla tecnologia. Tutta la nostra societ\u00e0 ha posto le sue radici sullo sviluppo di questi strumenti elettronici, come il cellulare o il computer, divenuti ormai indispensabili ai nostri giorni, ma con effetti \u201cpoco benefici\u201d. 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