{"id":7490,"date":"2017-04-16T17:06:52","date_gmt":"2017-04-16T16:06:52","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=7490"},"modified":"2020-11-02T15:19:18","modified_gmt":"2020-11-02T14:19:18","slug":"venti-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/venti-di-guerra\/","title":{"rendered":"VENTI DI GUERRA"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/venti-di-guerra\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\">di Marco Visentin, II C Classico<\/p>\n<p>Ha poco da lamentarsi Bernie Sanders, a dire che \u201cgli Stati Uniti spendono in difesa pi\u00f9 delle 12 nazioni successive messe insieme\u201d: passate le invettive contro \u201cquella guerrafondaia della Clinton\u201d, <em>The Donald<\/em> ha riscoperto l\u2019imperialismo americano che diceva di voler pensionare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_7492\" aria-describedby=\"caption-attachment-7492\" style=\"width: 380px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7492\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/US-defense.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/US-defense.jpg 600w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/US-defense-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7492\" class=\"wp-caption-text\">Classifica dei primi Paesi al mondo per spese in difesa. \u00a9 Bernie Sanders\/International Institute for Strategic Studies<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019Italia, ultimo Paese della lista citata, spende 22,3 miliardi di dollari all\u2019anno per la difesa; la Russia, terza in classifica, 58,9; la Cina 145, gi\u00e0 un bel salto; nessuno, per\u00f2, pu\u00f2 competere con il <em>monstrum<\/em> dei 604,5 miliardi di dollari che la superpotenza a stelle e strisce sborsa ogni anno.<\/p>\n<p>Va riconosciuto che, durante l\u2019era Obama \u2013 e in particolare con il secondo mandato \u2013 era iniziata una politica di riduzione dei costi, a favore, ad esempio, della riforma sanitaria, ma tutto sembra destinato a fermarsi qui: Trump, nonostante qualche dissapore con il Congresso, ha dichiarato di voler invertire la marcia, rimpinguando i fondi del Pentagono con una massiccia riduzione del sostegno alla sanit\u00e0 per i meno abbienti.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 certo combattere una guerra in Siria con i vaccini (anche se, qui in Italia, qualche parlamentare ci farebbe un pensierino\u2026), o una contro la Corea del Nord con i farmaci antitumorali. Non si vuole contare i morti tra i cittadini che non possono permettersi le cure, insomma, ma tra i nemici abbattuti.<\/p>\n<p>Trump non si ferma; anzi, corre. I missili in Siria sono ancora una probabile iniziativa spot: tutto porta a credere che sia una manovra politico-diplomatica a breve termine, volta a rinsaldare le fila dei Repubblicani e del Paese dietro al Presidente americano e a rimettere piede nello scacchiere mediorientale. E ovviamente, Trump riconferma le tradizionali alleanze degli Stati Uniti, sunnite e anti-sciite. Qualcosa seguir\u00e0, per\u00f2, e non sar\u00e0 solo la rottura di un\u2019amicizia mai dichiarata con l\u2019inquilino del Cremlino: un intervento militare americano, per quanto circoscritto, si fa ipotesi pi\u00f9 vicina.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, vogliamo credere che i 59 missili Tomahawk lanciati contro la Siria siano dovuti ai \u201cbambini meravigliosi\u201d che hanno sofferto per i gas? o non piuttosto al desiderio di mostrare i muscoli? Lo stesso si pu\u00f2 dire dell\u2019ultima novit\u00e0, la \u201c<i>Mother of all bombs<\/i>\u201d: il contesto \u00e8 differente, ma l\u2019uso dell\u2019ordigno guarda lucidamente, in questo caso, ai nemici della Corea del Nord.<\/p>\n<p>Gli equilibri internazionali non sono mai stati stabili, dalla dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica, eppure ora sembra di trovarsi dinanzi a cambiamenti ancor pi\u00f9 veloci che in passato: prima un\u2019inedita entente Trump-Putin, poi un repentino allontanamento del primo, ora alla caccia del sostegno cinese; prima una politica americana che tentava il contenimento delle minacce \u2013 Siria, Corea del Nord, terrorismo islamista \u2013, ora reazioni inedite reazioni energiche. Soffiano venti di guerra, ma \u00e8 ancora possibile crogiolarsi nel dubbio: se questa sia solo una prova di forza, o se si debbano scatenare tensioni sotterranee gi\u00e0 ora a stento represse.<\/p>\n<p>Quale che sia la risposta, Bernie Sanders ha tutto il mio sostegno: i 54 miliardi di dollari da aggiungere al bilancio della difesa, sommati alle super-agevolazioni fiscali per i ricchi, rischiano di uccidere la sanit\u00e0 pubblica americana, riportando in auge il liberismo pi\u00f9 sfrenato dopo qualche timido tentativo di ammorbidimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Visentin, II C Classico Ha poco da lamentarsi Bernie Sanders, a dire che \u201cgli Stati Uniti spendono in difesa pi\u00f9 delle 12 nazioni successive messe insieme\u201d: passate le invettive contro \u201cquella guerrafondaia della Clinton\u201d, The Donald ha riscoperto l\u2019imperialismo americano che diceva di voler pensionare. 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