{"id":7781,"date":"2017-10-12T20:05:25","date_gmt":"2017-10-12T19:05:25","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=7781"},"modified":"2020-11-02T15:18:49","modified_gmt":"2020-11-02T14:18:49","slug":"me-mnesikakein","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/me-mnesikakein\/","title":{"rendered":"&#8220;M\u00c8 MNESIKAKEIN&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/me-mnesikakein\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><div style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: right;\">di Marco Visentin, III C Classico<\/p>\n<p>\u201c<em>\u039c\u1f74 \u03bc\u03bd\u03b7\u03c3\u03b9\u03ba\u03b1\u03ba\u03b5\u1fd6\u03bd<\/em>\u201d, dissero nel 403 a.C. gli ateniesi in giuramento solenne: \u201cnon serbare rancore\u201d. Eppure ne avrebbero avuto ben donde, dopo che il regime dei Trenta Tiranni li aveva privati della democrazia, ne aveva ucciso i parenti, li aveva divisi in fazioni. Lisia, il grande oratore, non manc\u00f2 mai di farlo notare.<\/p>\n<p>Lasciar cadere i \u201ccattivi ricordi\u201d, tuttavia, non significa dimenticare. Anche oggi, qualcuno fatica a comprendere che dal passato si pu\u00f2 trarre la migliore lezione se, abbandonato il filtro ideologico \u2013 evidentemente valido come stimolo all\u2019azione presente e futura, ma d\u2019ostacolo all\u2019imparzialit\u00e0 \u2013, se ne compie uno studio sereno e privo di pregiudizi.<\/p>\n<p>Che ci siano capitoli della nostra storia che non condividiamo, se non apertamente ripudiamo, \u00e8 un dato di fatto. Anche i cittadini ateniesi, d\u2019altra parte, non dimenticarono mai gli eventi di sangue avvenuti sotto il dominio dei Trenta, n\u00e9 ne diedero un giudizio positivo: ci\u00f2 che da loro dobbiamo imparare \u00e8 come preservare la memoria senza che essa corroda il nostro presente. Come possiamo dire che abbiamo superato il fascismo, se viviamo di antifascismo? \u2013 di opposizione, cio\u00e8, a questa ideologia che i nostri padri hanno combattuto e che noi teniamo cos\u00ec surrettiziamente in vita.<\/p>\n<p>Qualche giorno fa, un articolo del <em>New Yorker<\/em> a firma di Ruth Ben-Ghiat gridava allo scandalo degli italiani che non abbattono i monumenti di epoca fascista, quali il Palazzo della Civilt\u00e0 Italiana all\u2019EUR o l\u2019obelisco del Foro italico. Coinvolgeva cos\u00ec anche l\u2019Italia nella polemica, tutta americana, sulla demolizione delle opere fonti di \u201ccattivi ricordi\u201d \u2013 e quale ricordo peggiore, per l\u2019Italia moderna, del ventennio fascista?<\/p>\n<p>Gi\u00e0 altri (uno su tutti <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cultura\/17_ottobre_08\/new-yorker-fascismo-mussolini-monumenti-eur-foro-italico-sudisti-3e9b1bae-ac49-11e7-b229-0974b7f57cc3.shtml\">Antonio Carioti sul <em>Corriere della Sera<\/em><\/a>) hanno risposto autorevolmente alle critiche infondate e antistoriche della studiosa d\u2019oltreoceano, opponendo ragioni storiche e artistiche e indagando sulla diversit\u00e0 delle situazioni americana e italiana. Io, per\u00f2, senza peraltro volermi improvvisare esperto di storia degli <em>States<\/em>, vorrei proporre un\u2019altra considerazione, riprendendo la lezione ateniese.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 stata per lungo tempo, ed \u00e8 ancora oggi, affetta in misura variabile da \u03bc\u03bd\u03b7\u03c3\u03b9\u03ba\u03b1\u03ba\u03af\u03b1, l\u2019attitudine a serbare rancore per il passato; anche il Belpaese ha, di conseguenza, gruppi che desidererebbero cancellare l\u2019oggetto del loro odio \u2013 in questo caso, il fascismo \u2013 rimuovendolo dalla memoria collettiva, sfoltendo i libri di storia\u2026 ma sono gruppi minoritari. Il cittadino medio non si sognerebbe mai di associare la libert\u00e0 alla distruzione di testimonianze di un passato non libero; il cittadino medio non riscriverebbe il passato alla luce del presente.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti, invece, pare funzioni diversamente: l\u00ec il presente \u00e8 preso a chiave interpretativa del passato. Da un certo punto di vista, \u00e8 quasi normale: una grande potenza la cui storia \u00e8 tanto breve e che \u00e8 ancora, bene o male, nel proprio periodo di egemonia culturale sul mondo, tende ad avere una visione di s\u00e9 come \u201ccustode della civilt\u00e0\u201d, che mal si concilia con un passato che ne \u00e8 stato in parte privo. E tuttavia, ci\u00f2 porta alla triste deriva di cui si diceva: la rimozione del passato non compatibile con la <em>Weltanschauung<\/em> del presente.<\/p>\n<p>Detta cos\u00ec, sembra un\u2019operazione puramente intellettuale, <em>\u00e0 la<\/em> 1984 di George Orwell. La si consideri, invece, dal punto di vista delle motivazioni interiori e individuali che spingono a mettere in opera tale revisionismo: esse con i principi culturali hanno ben poco a che vedere; hanno la loro sede nell\u2019ira, nel <em>revanchismo<\/em> di categorie che vedono in determinati monumenti (non ultimo quello di Colombo) la personificazione degli antenati dei loro persecutori \u2013 o dei persecutori dei loro antenati.<\/p>\n<p>\u201cCattivi ricordi\u201d, insomma. Cattivi ricordi che, sebbene negli Stati Uniti possano essere in qualche modo, e solo in parte, legittimati (rimando in materia all\u2019articolo del <em>Corriere<\/em>), hanno in generale un solo effetto: la violenta cancellazione delle vestigia del passato. E, dopo un po\u2019, la sua ripetizione.<\/p>\n<\/div>\n<figure id=\"attachment_7784\" aria-describedby=\"caption-attachment-7784\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7784 size-medium\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Roma_Palazzo_della_Civilt\u00e0_Italiana_fronte_-_lato_sx-640x480.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Roma_Palazzo_della_Civilt\u00e0_Italiana_fronte_-_lato_sx-640x480.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Roma_Palazzo_della_Civilt\u00e0_Italiana_fronte_-_lato_sx-768x575.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Roma_Palazzo_della_Civilt\u00e0_Italiana_fronte_-_lato_sx-1024x767.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7784\" class=\"wp-caption-text\">Il Palazzo della Civilt\u00e0 Italiana all&#8217;EUR, Roma.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Visentin, III C Classico \u201c\u039c\u1f74 \u03bc\u03bd\u03b7\u03c3\u03b9\u03ba\u03b1\u03ba\u03b5\u1fd6\u03bd\u201d, dissero nel 403 a.C. gli ateniesi in giuramento solenne: \u201cnon serbare rancore\u201d. 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