{"id":8088,"date":"2018-02-07T13:11:59","date_gmt":"2018-02-07T12:11:59","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=8088"},"modified":"2018-02-07T17:12:57","modified_gmt":"2018-02-07T16:12:57","slug":"muse-antiche-e-femmes-fatales","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/muse-antiche-e-femmes-fatales\/","title":{"rendered":"MUSE ANTICHE E FEMMES FATALES"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/muse-antiche-e-femmes-fatales\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>Di Susanna Scagliotti &#8211; IIIA Classico<\/p>\n<p>A volte \u00e8 solo una questione di anni. Nel nostro caso, ottanta.<\/p>\n<p>1817. \u00abLa Polimnia \u00e8 sul bilico ove gira al soffio dell&#8217;aria che spira nell&#8217;aprire una finestra, e all&#8217;appressarsi del dito mignolo d&#8217;una donzella produce un effetto meraviglioso\u00bb. La <em>Polimnia<\/em> \u00e8 la Musa realizzata da Antonio Canova, qui descritta nelle parole del mecenate veneziano Leopoldo Cicognara, amico dello scultore.<\/p>\n<p>1897. \u00abA ogni epoca la sua arte, a ogni arte la sua libert\u00e0\u00bb. Questo il motto che accoglie i visitatori del Palazzo della Secessione a Vienna, progettato dall&#8217;architetto Joseph Maria Olbrich.<\/p>\n<p>Da una parte, quindi, l&#8217;imitazione degli antichi e la selezione degli elementi pi\u00f9 belli in natura, mondati della loro transitoriet\u00e0; dall&#8217;altra, l&#8217;elogio della transitoriet\u00e0 medesima, il definitivo allontanamento dall&#8217;accademismo con l&#8217;\u00abaffermazione della semplicit\u00e0\u00bb (J. Hoffmann), l&#8217;esaltazione di visioni interiori e non pi\u00f9 di atemporali valori estetici.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-8091\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Locandina-Secessioni-640x640.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Locandina-Secessioni-640x640.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Locandina-Secessioni-150x150.jpg 150w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Locandina-Secessioni.jpg 736w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/p>\n<p>Come per ricucire lo iato che scinde il Neoclassicismo (e il Romanticismo) dalle Secessioni europee, negli ultimi mesi sono state allestite due mostre: <em>Canova, Hayez, Cicognara. L&#8217;ultima gloria di Venezia<\/em> (Venezia, Gallerie dell&#8217;Accademia, fino al 2 aprile) e <em>Secessioni europee \u2013 Monaco, Vienna, Praga, Roma. L&#8217;onda della modernit\u00e0<\/em> (Rovigo, Palazzo Roverella, conclusasi di recente).<\/p>\n<p>Il proposito di quella veneziana \u00e8 duplice: celebrare il bicentenario della fondazione delle Gallerie dell&#8217;Accademia, responsabile del redivivo primato culturale di Venezia nell&#8217;Ottocento (si pensi al ritorno dei quattro cavalli di San Marco da Parigi, nel 1815), e riscoprire la figura per merito della quale il museo acquist\u00f2 rilievo internazionale \u2013 il gi\u00e0 citato Leopoldo Cicognara. Da presidente dell&#8217;Accademia di Belle Arti, l&#8217;erudito si impegn\u00f2 nella valorizzazione del patrimonio artistico della citt\u00e0, oltre che nella scoperta di creativi, come gli amici Canova e Hayez.<\/p>\n<p>Pur nelle varie sezioni tematiche, l&#8217;esposizione veneziana \u00e8 dunque connotata a livello personalistico: impossibile, per lo spettatore, non percepire la grave presenza della triade Canova-Hayez-Cicognara, anche di fronte a quadri di altri artisti. La mostra di Rovigo, al contrario, si configura come una serrata successione dei nomi pi\u00f9 insigni delle Secessioni monacense (interessanti alcuni von Stuck meno frequentati, nonch\u00e9 i molti manifesti e oggetti d&#8217;arredo), viennese (incantevoli le <em>Amiche <\/em>di Klimt), praghese (dove si incontra un ipnotico e poco noto Joseph V\u00e1chal) e romana (costituitasi una ventina di anni dopo rispetto alle altre).<\/p>\n<figure id=\"attachment_8092\" aria-describedby=\"caption-attachment-8092\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8092\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Musa-Polimnia-640x480.jpg\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Musa-Polimnia-640x480.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Musa-Polimnia-768x576.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Musa-Polimnia-800x600.jpg 800w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Musa-Polimnia-400x300.jpg 400w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Musa-Polimnia.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-8092\" class=\"wp-caption-text\">La Musa Polimnia di Antonio Canova, esposta all&#8217;Accademia.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Privilegiare un&#8217;ottica espositiva estesa pu\u00f2 rivelarsi cosa accorta, <em>in primis<\/em> perch\u00e9 permette di evitare l&#8217;insidia dei grandi nomi che offuscano quelli meno celebri (insidia solo sfiorata nella mostra di Venezia); nondimeno, un egualitarismo come quello proposto a Rovigo rischia di sfociare nell&#8217;adimensionalit\u00e0. Davanti alla gustosa occasione di sottolineare le giunture, solo accennate, tra le diverse Secessioni (per esempio, tra il misticismo di Praga e il simbolismo di Monaco), il curatore opta per una scansione aridamente paratattica, isolando le componenti in uno scrigno preziosissimo come un fondo oro di Klimt, ma sbarrato a salutari contaminazioni esterne. A ogni nuova sezione si lasciano alle spalle le suggestioni precedenti, in un <em>continuum<\/em> irrelato che, alla fine, presuppone una domanda: che cosa rimane? Poniamo il caso del nostro Paese: che cosa rimane della Secessione romana, in cui furono in un primo tempo coinvolti anche i futuristi? Rimangono tele dal gusto impressionista, macchiaiolo, perfino puntinista (il bel <em>Meriggio d&#8217;autunno<\/em> di Aleardo Terzi), ma certo poco secessionista. Gli artisti di due sale prima solo un ricordo, un miraggio. Pu\u00f2 la bellezza delle singole opere riscattare una mostra complessivamente amorfa? Forse. Eppure, dispiace che la <em>verve<\/em> secessionista appaia cos\u00ec edulcorata.<\/p>\n<p>La nettezza ignota all&#8217;esposizione rodigina \u00e8 invece ben orchestrata alle Gallerie dell&#8217;Accademia. Il visitatore, oltrepassando opere che riassumono l&#8217;intera mostra in uno sguardo (irresistibile il <em>Ritratto della famiglia Cicognara<\/em> di Hayez, in cui un colossale busto scultoreo di Canova sovrasta i coniugi Cicognara) o piccoli e sapienti cammei (le stanzette dedicate al soggiorno di Byron in Italia, o al bibliofilo Giuseppe Bossi), \u00e8 guidato da un allestimento minimale e cromaticamente riuscito verso il cuore della rassegna, la <em>Musa Polimnia<\/em>.<\/p>\n<p>Concepita come ritratto divinizzato della sorella di Napoleone, Elisa Baciocchi, alla caduta del regime fu esposta alle Gallerie dell&#8217;Accademia. Ma anche quest&#8217;opera cela l&#8217;intervento del conte Cicognara: di fronte all&#8217;improba richiesta dell&#8217;imperatore Francesco I d&#8217;Austria di un tributo in denaro, che le province venete avrebbero dovuto versare in occasione delle sue quarte nozze in quell&#8217;anno 1817, il mecenate veneziano ottenne di convertire una parte dell&#8217;imposta nella realizzazione di opere da parte degli artisti dell&#8217;Accademia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8093\" aria-describedby=\"caption-attachment-8093\" style=\"width: 570px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8093\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Secessioni-640x318.jpg\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"283\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Secessioni-640x318.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Secessioni-768x381.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Secessioni-800x397.jpg 800w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Secessioni.jpg 945w\" sizes=\"auto, (max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-8093\" class=\"wp-caption-text\">Alcune opere esposte alla mostra di Rovigo.<\/figcaption><\/figure>\n<p>E cos\u00ec la Musa, emblema del genio scultoreo di Canova e del genio diplomatico di Cicognara, ieraticamente al centro della stanza, non teme \u00abgli occhi distratti della moltitudine\u00bb (sempre Cicognara <em>dixit<\/em>), levigata e distante, silente ed eterna.<\/p>\n<p>Certo, non sar\u00e0 la moderna e conturbante <em>femme fatale<\/em> della mostra di Rovigo,\u00a0 pi\u00f9 vicina alle aporie e alle tensioni del secolo (a un passo dalle Secessioni, il primo conflitto mondiale). Eppure, nella sua apparente estraneit\u00e0, riesce a coinvolgere pi\u00f9 di molti capolavori svuotati della loro essenza perch\u00e9 impossibilitati a guardarsi a vicenda.<\/p>\n<p>Se le Secessioni di Rovigo si dissipano, loro malgrado, in un vaporoso quanto inconsistente <em>ensemble<\/em> di stimoli, ci\u00f2 che colpisce \u00e8 Venezia, con l&#8217;esempio di buon mecenatismo di Cicognara. Da cui, d&#8217;altronde, molto avrebbero da imparare gli intenditori di oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Susanna Scagliotti &#8211; IIIA Classico A volte \u00e8 solo una questione di anni. Nel nostro caso, ottanta. 1817. \u00abLa Polimnia \u00e8 sul bilico ove gira al soffio dell&#8217;aria che spira nell&#8217;aprire una finestra, e all&#8217;appressarsi del dito mignolo d&#8217;una donzella produce un effetto meraviglioso\u00bb. 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