{"id":8157,"date":"2018-03-02T15:18:00","date_gmt":"2018-03-02T14:18:00","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=8157"},"modified":"2020-11-02T15:18:20","modified_gmt":"2020-11-02T14:18:20","slug":"elezioni-2018-intervista-a-nicola-pellicani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/elezioni-2018-intervista-a-nicola-pellicani\/","title":{"rendered":"ELEZIONI 2018: INTERVISTA A NICOLA PELLICANI"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/elezioni-2018-intervista-a-nicola-pellicani\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\">di Marco Visentin, III C Classico<\/p>\n<p><b>\/1<\/b><i> Questa \u00e8 la prima di tre interviste ai candidati alla Camera dei Deputati nel collegio di Venezia. Oltre a Nicola Pellicani, candidato per il centrosinistra, abbiamo intervistato <a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/archives\/8169\">Enrico Schenato (Movimento 5 Stelle)<\/a> e <a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/archives\/8163\">Michele Mognato (Liberi e Uguali)<\/a>, mentre Giorgia Andreuzza (<a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/archives\/8175\">centrodestra<\/a>) ha ritirato la propria disponibilit\u00e0.<\/i><\/p>\n<p>\u00c8 la penultima settimana di campagna elettorale e il ritmo della macchina propagandistica \u00e8 febbrile. Incontro Nicola Pellicani, candidato del centrosinistra alla Camera dei Deputati nel collegio di Venezia, al termine dell\u2019evento di presentazione dei candidati del Partito Democratico al Teatro Momo, in presenza del Ministro dell\u2019Interno Marco Minniti.<\/p>\n<p><b>Siamo un pubblico giovanissimo. Un pubblico molto sottorappresentato in questa sala: ho visto quattro, forse cinque giovani. L\u2019orario (le 16) \u00e8 complice, ma in generale\u2026<\/b><\/p>\n<p>Sto registrando, in tutti gli incontri che faccio, che i giovani sono purtroppo tra i grandi assenti di questa campagna elettorale, e io ne sono molto preoccupato, perch\u00e9 credo che i giovani rappresentino la nostra principale risorsa per il futuro. Soprattutto, mi auguro che lo stesso vadano a votare, e che il loro sia un voto consapevole. Perch\u00e9 per votare in modo consapevole \u2013 mi riferisco in particolare a chi vota per la prima volta \u2013 bisogna essere informati; e non vedere nessuno, nei giri che faccio in lungo e in largo per la citt\u00e0, mi delude e soprattutto mi preoccupa.<\/p>\n<p><b>Forse i giovani pensano che la politica non abbia pi\u00f9 niente da dire loro, che ci sia un&#8217;incomunicabilit\u00e0: che il mondo politico sia un mondo \u201cper vecchi\u201d, che non ha a cuore gli interessi dei giovani. Che cos&#8217;ha da dire la politica a chi andr\u00e0 a votare per la prima volta?<\/b><\/p>\n<p>Capisco il clima di sfiducia che si respira, e il discredito della politica in questi anni, ma \u00e8 la politica a determinare le scelte, a interessare tutti noi e quindi anche i giovani. Chi si disinteressa della politica sbaglia, perch\u00e9 cos\u00ec facendo dimostra scarso interesse per il proprio futuro e anche per il proprio presente. Credo che, per\u00f2, con i giovani ci sia prima di tutto un problema di linguaggio: noi non siamo nella loro lunghezza d&#8217;onda, ed \u00e8 un problema. Non \u00e8 solamente un fatto di social, di mezzi di comunicazione: \u00e8 proprio una questione di \u201cgrammatica\u201d, e questo \u00e8 un fatto grave.<\/p>\n<p>Dopodich\u00e9, credo che i giovani siano tra le fasce pi\u00f9 deboli di questa societ\u00e0, e che vadano tutelati. La prima questione a cui penso \u00e8 il lavoro. Io, che sono un candidato di collegio \u2013 questa \u00e8 la parte buona della legge elettorale, perch\u00e9 consente agli elettori di scegliere una persona radicata nel territorio e che conosce i problemi della citt\u00e0 \u2013, se sar\u00f2 eletto parlamentare dovr\u00f2 farmi carico anche dei problemi generali del Paese, e al primo posto c\u2019\u00e8 il lavoro.<\/p>\n<p><b>Proprio di lavoro volevo parlare.<\/b><\/p>\n<p>Ci sono due questioni. Per prima cosa, dobbiamo prendere atto che il mercato del lavoro, non da oggi, ma ormai da qualche tempo, \u00e8 completamente cambiato rispetto al passato. Non dipende dal governo italiano, ma dalla societ\u00e0, che si \u00e8 trasformata nel suo DNA: sono cambiati i lavori, e sono cambiati i tempi dei lavori. Difficilmente accadr\u00e0 come \u00e8 capitato alla mia generazione, che, una delle ultime, ha cominciato un lavoro da giovane e lo porta avanti fino all&#8217;et\u00e0 della pensione: saranno pochissimi ad avere questa prospettiva, e forse non \u00e8 neanche un male. La flessibilit\u00e0 e l&#8217;opportunit\u00e0 di cambiare lavoro nel corso della vita non sono negative, ma bisogna prima di tutto che questi elementi ci siano davvero.<\/p>\n<p>Seconda cosa \u00e8 il fatto che comunque, preso atto di questo, ci sono due questioni che non vanno perse di vista e sulle quali bisogna impegnarsi a fondo: garantire i diritti, della persona e del lavoratore, e le garanzie.<\/p>\n<p><b>E proprio su questo vi si accusa pesantemente. I governi a targa PD non hanno ridotto i diritti dei lavoratori, favorendo, alla fine, il precariato e lo sfruttamento?<\/b><\/p>\n<p>Si \u00e8 detto che sul fronte dei diritti e delle garanzie i governi PD hanno \u201clasciato\u201d. Io credo che questi temi vadano ripresi al pi\u00f9 presto, per rispettare appieno l&#8217;articolo 36 della Costituzione, che dice che la dignit\u00e0 della persona \u00e8 al centro del lavoro.<\/p>\n<p><b>Oltre al lavoro, poi, uno dei temi centrali su cui si gioca questa campagna \u00e8 la sicurezza \u2013 ne ha appena parlato anche il Ministro Minniti \u2013, con un forte binomio sicurezza-immigrazione, almeno nella percezione di molti elettori. \u00c8 uno dei temi pi\u00f9 delicati, su cui si \u201cgioca\u201d anche di pi\u00f9 a estremizzare le proprie posizioni.<\/b><\/p>\n<p>Come ha detto oggi il Ministro, parlano i fatti, le azioni concrete del Governo. Certo, resta molto da fare, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un clima di grande paura; e la paura, che \u00e8 diffusa non solo nella nostra citt\u00e0, ma nel Paese, \u00e8 un sentimento pericoloso. Su questo bisogna lavorare ancora: da un lato sul fronte della repressione e del controllo del territorio; dall&#8217;altro, per\u00f2, se vogliamo garantire la sicurezza, dobbiamo investire in altri due elementi. Il primo \u00e8 la rigenerazione urbana, la riqualificazione: bisogna rendere vive le nostre citt\u00e0, che invece si stanno impoverendo di attivit\u00e0 commerciali e di residenze, con immobili che vanno riqualificati. Le citt\u00e0 vanno rigenerate sotto il profilo economico \u2013 il commercio \u2013 e sotto il profilo dell&#8217;edilizia, ma anche, ed ecco il secondo elemento, con la promozione di eventi che diano delle ragioni alle persone per occupare il suolo pubblico e riappropriarsi delle piazze. Pensiamo al Parco della Bissuola, a Mestre: non lo possiamo blindare, dobbiamo rianimarlo, se vogliamo renderlo pi\u00f9 sicuro.<\/p>\n<p>Ecco, queste sono le cose su cui si deve lavorare: tanta strada resta da fare, ma tanto \u00e8 stato fatto. E quanto ai fatti, io ricordo che con il passato governo, nel 2009, noi avevamo le forze dell&#8217;ordine in piazza con le macchine senza benzina, il blocco del <i>turn-over<\/i> \u2013 e quindi non assumevano pi\u00f9 nessuno \u2013 e il blocco dei contratti. Adesso queste cose sono state sbloccate. Non \u00e8 abbastanza? Probabilmente non lo \u00e8, e parlo sul fronte del controllo del territorio e della repressione. Poi c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra questione, e riguarda la giustizia: so che non \u00e8 semplice, ma bisogna avere certezza della pena e tempi pi\u00f9 rapidi.<\/p>\n<p><b>Il professor Perotti, gi\u00e0 consigliere economico della Presidenza del Consiglio riguardo alla spending review, ha scritto una serie di articoli su Repubblica in cui analizza le proposte dei partiti dal punto di vista economico. Ne emerge che <\/b><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2018\/02\/12\/news\/il_programma_del_partito_democrato_costi_e_coperture_spiegazione-188663336\/\"><b>il programma del Partito Democratico costerebbe 56 miliardi<\/b><\/a><b>. A onore del PD, Perotti giudica le proposte economiche delle altre forze politiche ancora pi\u00f9 fantascientifiche, ma la questione rimane\u2026<\/b><\/p>\n<p>Io non faccio promesse, di nessun tipo. Credo, per\u00f2, che in questa campagna elettorale si faccia a gara a chi la spara pi\u00f9 grossa, soprattutto tra centrodestra e Movimento 5 Stelle: pensiamo solamente alla flat tax, con Berlusconi che vuole fare una fascia unica di imposte al 23%, la Lega addirittura al 15; calcoliamo che comunque bisogna recuperare 60-70 miliardi. Come si recuperano? Lo so io: o aumentando il debito pubblico, o tagliando le pensioni e i servizi ai cittadini. Non solo: alla fine, a beneficiarne sarebbe solo il 5% dei pi\u00f9 ricchi.<\/p>\n<p>Il Partito Democratico fa delle proposte, invece, fattibili nell&#8217;arco di una legislatura; dopodich\u00e9, certo, non \u00e8 mai abbastanza, e non si riuscir\u00e0 a fare tutto di quello che ci si prefigge, ma questi cinque anni passati dimostrano come il PD abbia messo in atto tutta una serie di azioni politiche che hanno comunque consentito al Paese di stare meglio rispetto a prima. Dopo questi cinque anni in cui, tra l&#8217;altro, il centrosinistra, che nel 2013 non aveva vinto le elezioni, ha governato con maggioranze molto fragili, i governi a trazione PD ci restituiscono un Paese migliore di come l&#8217;avevamo trovato. Un Paese che riprende fiato, con l&#8217;economia che riparte. Certo, restano migliaia di problemi da risolvere.<\/p>\n<p><b>Continuer\u00e0, quindi, il cammino dei governi Renzi e Gentiloni<\/b>.<\/p>\n<p>Mi auguro di s\u00ec, o finiremo per tornare indietro.<\/p>\n<p><b>Un&#8217;ultima cosa: noi siamo la generazione dei <\/b><i><b>social<\/b><\/i><b> e dei nuovi mezzi di comunicazione. Se eletto, come manterr\u00e0 il &#8220;contatto&#8221;?<\/b><\/p>\n<p>Questo fa parte del mio modo di agire in politica, sin da quando, pochi anni fa, ho iniziato. La concepisco solamente cos\u00ec: come passione e come un patrimonio che io metto a disposizione di tutti; ricco o meno ricco, questa \u00e8 la cifra del mio impegno.<\/p>\n<p>Al centro c&#8217;\u00e8 la citt\u00e0: io vado a Roma a interpretare al meglio il nostro territorio, facendomi carico anche, ovviamente, dei problemi del Paese, a partire da quello del lavoro. Il dialogo e il confronto continuo con i cittadini sono fondamentali, per un politico. Bisogna tornare a una politica che si basa sulla passione; povera, che pensa solo a risolvere i problemi dei cittadini, e non alla carriera. Un servizio al cittadino.<\/p>\n<p>Per trent&#8217;anni di lavoro sono stato dalla parte di chi faceva le domande: ora mi metto dalla parte di chi cerca di dare le risposte.<\/p>\n<figure style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8156 size-full\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/consiglio-metropolitano-2724839798.jpg\" width=\"600\" height=\"405\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Pellicani in Consiglio Metropolitano, dove siede dal 2015<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Visentin, III C Classico \/1 Questa \u00e8 la prima di tre interviste ai candidati alla Camera dei Deputati nel collegio di Venezia. 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