{"id":8163,"date":"2018-03-02T17:56:52","date_gmt":"2018-03-02T16:56:52","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=8163"},"modified":"2020-11-02T15:18:20","modified_gmt":"2020-11-02T14:18:20","slug":"elezioni-2018-intervista-a-michele-mognato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/elezioni-2018-intervista-a-michele-mognato\/","title":{"rendered":"ELEZIONI 2018: INTERVISTA A MICHELE MOGNATO"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/elezioni-2018-intervista-a-michele-mognato\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\">di Giovanni Saccon, V A Scientifico<\/p>\n<p><b>\/2<\/b><i> Questa \u00e8 la seconda di tre interviste ai candidati alla Camera dei Deputati nel collegio di Venezia. Oltre a Michele Mognato, candidato con Liberi e Uguali, abbiamo intervistato <a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/archives\/8157\">Nicola Pellicani (centrosinistra)<\/a> ed <a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/archives\/8169\">Enrico Schenato (Movimento 5 Stelle)<\/a>, mentre Giorgia Andreuzza (<a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/archives\/8175\">centrodestra<\/a>) ha ritirato la propria disponibilit\u00e0.<\/i><\/p>\n<p><strong>Stiamo vivendo un momento storico in cui i giovani sembrano assai distanti dal mondo della politica. Come dobbiamo interpretare questo fenomeno? Esiste forse una crisi dei valori democratici?<\/strong><\/p>\n<p>Innanzitutto bisogna parlare di una distanza fisica tra i giovani e la politica. Sono infatti sempre meno i giovani che si dedicano alla politica anche per la scomparsa della figura del partito, trasformatosi da partito di militanza in partito d&#8217;opinione. Inoltre vi sono stati dei cambiamenti nel panorama politico recente che hanno portato alla progressiva scomparsa di passione politica nel mondo giovanile. Il fattore forse pi\u00f9 influenzante l&#8217;importanza data alla figura del leader: i partiti non sono pi\u00f9 rappresentati da idee e valori condivisi ma dai loro leader. Cos\u00ec facendo molti non parlano pi\u00f9 di Partito democratico, Movimento 5 stelle o Forza Italia, ma piuttosto di Renzi, Di Maio o Berlusconi. Specchio di questo cambiamento sono le ultime leggi elettorali, per cui \u00e8 la leadership di partito a formare la squadra di governo successivamente al voto come in questa tornata elettorale possiamo vedere. Tutto ci\u00f2 diventa ostacolo per i valori di pluralit\u00e0 e democrazia su cui deve essere basata la politica. Pietro Grasso si propone quindi come un &#8220;caposquadra&#8221; e non come leader di Liberi e Uguali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8166\" aria-describedby=\"caption-attachment-8166\" style=\"width: 165px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8166 size-full\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Michele_Mognato_daticamera.jpg\" alt=\"\" width=\"165\" height=\"228\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-8166\" class=\"wp-caption-text\">Michele Mognato<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Proporre un modello fiscale pi\u00f9 progressivo ma allo stesso tempo abolire le tasse universitarie appare quasi come un controsenso. In che modo possiamo agevolare gli studenti pi\u00f9 in difficolt\u00e0 economica, senza per\u00f2 far pagare le tasse a chi se lo pu\u00f2 permettere?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La proposta di abolire le tasse universitarie \u00e8 una soluzione per cercare di arginare il problema dell&#8217;abbandono universitario. La spesa dedicata all&#8217;istruzione universitaria verrebbe coperta grazie all&#8217;aumento dei contributi pagati dai cittadini pi\u00f9 ricchi, agevolando cos\u00ec non solo le fasce di popolazione pi\u00f9 a rischio povert\u00e0 ma anche gli studenti provenienti da famiglie del ceto medio, che spesso si trovano a sostenere costi proibitivi per quanto riguarda libri, alloggio e vitto per i loro figli che studiano fuorisede.&#8221;<\/p>\n<p><strong>Oltre a una mancanza di volont\u00e0 politica da parte dei giovani vi \u00e8 un disinteresse crescente per il nostro patrimonio culturale, combinato a un costo elevato della cultura. Il governo Renzi-Gentiloni ha cercato di ovviare a questi problemi con manovre come il buono per i diciottenni. Liberi e Uguali che politiche in questo senso intende attuare? C&#8217;\u00e8 la volont\u00e0 di proseguire lungo i passi del governo precedente?<\/strong><\/p>\n<p>Alla base di questo problema vi \u00e8 anche l&#8217;idea che \u00e8 stata trasmessa durante un ventennio di politica italiana, ovvero che &#8220;con la cultura non si mangia&#8221;. L&#8217;ultimo governo si \u00e8 mosso per cercare di far ripartire il paese sotto questo aspetto ma c&#8217;\u00e8 ancora molta strada da fare. I <em>voucher<\/em> possono essere una risposta a un&#8217;emergenza ma non possono essere una soluzione definitiva. Bisogna investire in luoghi di creazione, fruizione e condivisione della cultura. Non basta avere un buono per andare al cinema ma bisogna anche che registi emergenti abbiano la possibilit\u00e0 di fare i film. Si deve quindi fare massici investimenti per ridare alle citt\u00e0 luoghi dove i giovani possano condividere e creare la cultura, e socializzando probabilmente potranno contribuire alla ricostruzione di una comunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Secondo ISTAT il Jobs Act ha contribuito a far crescere il tasso di occupazione. Non temete che la sua abolizione possa far aumentare la disoccupazione?<\/strong><\/p>\n<p>Bisogna interrogarsi per\u00f2 non solo riguardo alla quantit\u00e0 dell&#8217;occupazione ma anche riguardo alla sua qualit\u00e0. Per questa ragione Liberi e Uguali ritiene necessario il ripristino dell&#8217;articolo 18 a tutela dei lavoratori e l&#8217;abrogazione del Jobs Act, che ha provocato una precarizzazione del lavoro e la progressiva scomparsa dei contratti a tempo indeterminato. Questa mancanza di maggiori tutele provoca la paura di rimanere disoccupato da parte del lavoratore, che \u00e8 quindi pi\u00f9 disposto ad accettare pessime condizioni lavorative. Sono quindi necessari massicci investimenti pubblici per reindirizzare le politiche industriali verso lo sviluppo in ambito di innovazione, tecnologia e progettazione. Tutto questo favorendo le imprese che rimangono nel territorio, grazie a una riduzione del costo del lavoro per le suddette imprese. A questo proposito \u00e8 stato presentato in parlamento un emendamento che obbligherebbe le aziende che delocalizzano, come nel caso Embraco, a risarcire tutte le eventuali sovvenzioni statali ricevute. Inoltre \u00e8 necessario che l&#8217;Europa faccia fronte comune per garantire maggiore regolamentazione dei salari in tutta l&#8217;Unione e che escluda dal deficit nazionale degli stati membri gli investimenti in salute sociale.<\/p>\n<p><strong>Il progetto in ambito di politiche ambientali \u00e8 ambizioso ma sicuramente si tratta di uno dei temi a noi pi\u00f9 cari. Quale ritiene che debba essere la posizione dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa dei cosiddetti &#8220;grandi inquinatori&#8221; come gli Stati Uniti, la cui amministrazione sembra voler vanificare l&#8217;impegno di anni di duro lavoro?<\/strong><\/p>\n<p>Partendo dalla tutela delle micro-realt\u00e0 pi\u00f9 a rischio, come la zona non ancora bonificata di Porto Marghera e altre zone del veneziano, nel territorio italiano bisogna attuare <em>in primis<\/em> grossi investimenti di riqualifica nel pubblico e nel privato e una lotta allo smaltimento illegale dei rifiuti su scala nazionale ed internazionale. Per quanto riguarda i rapporti internazionali in materia di tutela dell&#8217;ambiente bisognerebbe sanzionare i grandi inquinatori in maniera compatta come Unione Europea, senza per\u00f2 scatenare una guerra economica che risulterebbe deleteria per le economie di tutti gli stati. Questo sarebbe possibile non solo assumendo una posizione unita come Europa ma soprattutto con la presenza di istituzioni sovranazionali che fungano da garanti nell&#8217;interesse della salute del pianeta.<\/p>\n<p><strong>Liberi e Uguali sembra relegare in secondo piano un tema cruciale per gli elettori: l&#8217;accoglienza dei migranti. Qual \u00e8 secondo voi la giusta risposta ai fenomeni migratori?<\/strong><\/p>\n<p>Crediamo che la chiusura delle frontiere, n\u00e9 da una parte n\u00e9 dall&#8217;altra del Mediterraneo, non possa essere una risposta seria e giusta al problema dell&#8217;immigrazione. Il fenomeno va affrontato come un problema strutturale, cercando di eliminare le cause del fenomeno stesso. Questo si pu\u00f2 fare soltanto con un piano concreto di lotta all&#8217;inquinamento, causa della desertificazione del continente africano e grazie al sostengo alla cooperazione internazionale e a politiche di sviluppo dei Paesi pi\u00f9 poveri. Questa strategia, che dar\u00e0 frutti nel medio termine, deve essere accompagnata da una posizione ferma in Europa per quanto riguarda le responsabilit\u00e0 di ogni Paese nel farsi carico dei migranti che sbarcano sulle coste italiane. Per quanto riguarda l&#8217;accoglienza nel territorio nazionale, \u00e8 necessario investire al fine di garantire opportunit\u00e0 occupazionali soprattutto nel volontariato e in servizi civilmente utili dei migranti, poich\u00e9 il sovraffollamento dei centri di accoglienza dovuto alla mancata redistribuzione dei migranti in Europa \u00e8 origine di fenomeni come la ghettizzazione o il reclutamento degli individui pi\u00f9 deboli tra la manovalanza della criminalit\u00e0 organizzata, che lucra sulle condizioni di difficolt\u00e0 in cui vivono spesso i migranti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Saccon, V A Scientifico \/2 Questa \u00e8 la seconda di tre interviste ai candidati alla Camera dei Deputati nel collegio di Venezia. 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