{"id":8169,"date":"2018-03-02T19:00:37","date_gmt":"2018-03-02T18:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=8169"},"modified":"2018-03-02T20:55:12","modified_gmt":"2018-03-02T19:55:12","slug":"elezioni-2018-intervista-a-enrico-schenato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/elezioni-2018-intervista-a-enrico-schenato\/","title":{"rendered":"ELEZIONI 2018: INTERVISTA A ENRICO SCHENATO"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/elezioni-2018-intervista-a-enrico-schenato\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\">di Emilio Dalla Torre, I C Classico<\/p>\n<p><b>\/2<\/b><i> Questa \u00e8 la terza di tre interviste ai candidati alla Camera dei Deputati nel collegio di Venezia. Oltre a Enrico Schenato, candidato con il Movimento 5 Stelle, abbiamo intervistato <a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/archives\/8157\">Nicola Pellicani (centrosinistra)<\/a> e <a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/archives\/8163\">Michele Mognato (Liberi e Uguali)<\/a>, mentre Giorgia Andreuzza (<a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/archives\/8175\">centrodestra<\/a>) ha ritirato la propria disponibilit\u00e0.<\/i><\/p>\n<p>Il giorno delle elezioni si avvicina, e il nostro Giornalino vi vuole poter dare un\u2019idea precisa delle proposte di ogni candidato. Intervisto telefonicamente Enrico Schenato, candidato del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Venezia.<\/p>\n<p><b>Inizio col chiederle della scuola. Il tema che pi\u00f9 mi riguarda da vicino, e pi\u00f9 mi sta a cuore. Nel programma del Movimento ho letto che uno dei punti pi\u00f9 importanti \u00e8 la cancellazione della \u201cBuona Scuola\u201d\u2026<\/b><\/p>\n<p>Sappiamo come la scuola sia un primo banco di prova per gli studenti, e il programma del nostro movimento si pone contrario alla legge sulla Buona Scuola. Questa riforma tocca lo studente in maniera marginale, ma non gli \u00e8 certo indifferente. La riteniamo una cattiva riforma: aziendalizza le scuole, e a questo non possiamo essere favorevoli. La scuola, per noi, \u00e8 pubblica, democratica e plurale.<\/p>\n<p><b>Non \u00e8 forse un\u2019idea troppo utopistica? Abbiamo sempre studiato convivendo con la nozione che i fondi destinati all\u2019educazione fossero scarsi\u2026<\/b><\/p>\n<p>Non \u00e8 un\u2019idea utopistica: si tratta di capire che in Italia i soldi ci sono; solamente, sono subordinati alla volont\u00e0 politica. Bisognerebbe aumentare su scuola, universit\u00e0, formazione e ricerca, tutti gli ambiti in cui gli scorsi governi hanno teso ad investire molto poco, sempre meno. Questo perch\u00e9, di fondo, c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 di creare un modello scolastico funzionale non tanto alla cultura, ma piuttosto alla formazione di giovani lavoratori. La scuola non \u00e8 un\u2019azienda, non si pu\u00f2 gestire come un\u2019azienda! Renzi ha sicuramente dato il colpo di grazia, con la sua riforma (che non fu altro che completamento della riforma Gelmini), dando troppo potere al Preside e non rendendo gli studenti protagonisti della loro vita scolastica. Un modello di scuola funzionale nel tempo \u00e8 stato il modello finlandese, al quale ci ispireremo per modellare la nostra riforma della scuola. Se si vuole costruire bene i cittadini del domani, bisogna poter procedere verso innovazioni come i libri digitali, i sistemi informatici e soprattutto cercare un\u2019interazione studente-docente. La parte pi\u00f9 difficile \u00e8 capire dove si vuole investire per ottenere il meglio dello Stato.<\/p>\n<p><b>Questo, infatti, \u00e8 tema molto dibattuto: secondo alcuni, sarebbe importante investire sulla sicurezza, sulle forze dell\u2019ordine\u2026<\/b><\/p>\n<p>La sicurezza, secondo noi, dovrebbe essere <i>integrata<\/i>: ogni cittadino, non sostituendosi allo Stato nella difesa della popolazione chiaramente, deve contribuire al miglioramento dell\u2019attivit\u00e0 di segnalazione di qualsiasi situazione di non legalit\u00e0. Obiettivo \u00e8 la costituzione di una cittadinanza attiva e capace di comprendere l\u2019importanza dell\u2019intervento di segnalazione. \u00c8 importante allocare pi\u00f9 risorse ad implementare le forze dell\u2019ordine, ma i cittadini devono certamente collaborare molto. \u00c8 tassativo, per\u00f2, evitare di cadere nel tranello della militarizzazione della vita pubblica. Ci\u00f2 lede agli spazi di libert\u00e0 dei cittadini, e potrebbe sfociare in una situazione simile a quella degli \u201canni di piombo\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8170\" aria-describedby=\"caption-attachment-8170\" style=\"width: 324px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8170\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Enrico-Schenato.jpg\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"324\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Enrico-Schenato.jpg 324w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Enrico-Schenato-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 324px) 100vw, 324px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-8170\" class=\"wp-caption-text\">Enrico Schenato<\/figcaption><\/figure>\n<p><b>Potrebbe essere un paragone azzardato, ma una strategia simile a quella di Roosevelt in ambito di grandi opere pubbliche, in questo caso in forma di assunzioni di tutori della legge, potrebbe forse risanare l\u2019economia italiana?<\/b><\/p>\n<p>Il vero problema \u00e8 l\u2019intervento pubblico nell\u2019economia. Noi certamente viviamo in una fase di crisi economica e la lettura di questo va inquadrata in una crisi del modello capitalistico tradizionale in cui stiamo vivendo. In questo momento ci si trova a dover rispondere con una logica aggressiva all\u2019idea che abbiamo sempre avuto di rapporti Stato-economia. Siamo sempre vissuti con questo modello economico capitalistico, caratterizzato da grandissime spese per combattere il comunismo, e questo assetto sta presentando il conto\u2026 La strategia che proponiamo per avversare questo fenomeno \u00e8 quella di un massivo intervento pubblico dell\u2019economia.<\/p>\n<p><b>Nella pratica, come vedrebbe questo intervento?<\/b><\/p>\n<p>Nel programma del Movimento ci sono 50 miliardi di euro di investimenti strategici in settori ad alto moltiplicatore. Si tratta di settori economici che hanno una potenzialit\u00e0 di crescita abbondante nei prossimi venti anni, in buona parte energie rinnovabili. A Mestre, Venezia, Marghera, c\u2019\u00e8 un\u2019ottima possibilit\u00e0 di innovazione per le energie rinnovabili, potrebbe produrre nell\u2019arco di cinque anni fino a duecentomila posti di lavoro, se fosse possibile iniziare un investimento a lungo termine. Sembra folle poter accostare Venezia, patrimonio dell\u2019UNESCO, alla vicinissima Porto Marghera, con i suoi rifiuti tossici e le sue centrali a carbone.<\/p>\n<p><b>Venezia \u00e8 stata da sempre luogo di scambi fra le culture, un porto sicuro per intellettuali, artisti, eretici\u2026 Come vede il tema dell\u2019immigrazione?<\/b><\/p>\n<p>Per prima cosa, \u00e8 opportuno mettere fine al <i>business<\/i> dell\u2019immigrazione: azzerare i traffici degli scafisti, e soprattutto gestire in modo pi\u00f9 trasparente i fondi dati alle cooperative. Un esempio \u00e8 quello dei 35\u20ac al giorno: questi vanno alle cooperative, che li utilizzano a discrezione per gestire le spese di un migrante. Basti pensare alle frasi di Salvatore Butti, che <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2014\/12\/02\/mafia-capitale-buzzi-immigrati-si-fanno-soldi-droga\/1245847\/\">disse che<\/a> era pi\u00f9 redditizio investire nel <i>business<\/i> dell\u2019immigrazione che non sugli appalti (<i>la droga<\/i>, ndr). Bisogna modificare i regolamenti di Dublino voluti da Lega e FI, 2004 (2003, ndr) e riapprovati in commissione europea nel 2017 (cfr. <a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Convenzione_di_Dublino\">Wikipedia<\/a>). Questi, in sostanza, dicono che i migranti che sbarcano in Italia qui debbano rimanere, se sprovvisti di documenti necessari alla partenza per altri porti, anche contro la loro volont\u00e0. Noi, invece, auspichiamo un\u2019equa redistribuzione dei migranti fra i vari Stati UE, sulla base del reddito e del PIL e dello Stato. Cerchiamo anche accordi anche con le autorit\u00e0 dei Paesi di provenienza e con le agenzie europee per favorire i rimpatri. Servono le condizioni per non dover pi\u00f9 emigrare.<\/p>\n<p><b>Ha appena citato l\u2019Europa\u2026 \u00c8 ormai argomento dibattuto: chi mira ad una uscita dell\u2019Italia, chi mira a degli Stati Uniti d\u2019Europa, chi vorrebbe riformarla\u2026 Che ne pensa?<\/b><\/p>\n<p>In questo momento \u00e8 semplice criticarla. \u00c8 un capro espiatorio, contro al quale si pu\u00f2 giocare a freccette. Com\u2019\u00e8 oggi congegnata, l\u2019Europa di certo non va bene. Va armonizzata sotto una serie di profili, dato che era nata bene, ma ora \u00e8 un\u2019istituzione puramente monetaria e bancocentrica. L\u2019Europa andrebbe modificata sotto molti punti: \u00e8 tassativo superare lo stallo in cui ci troviamo. Le grandi proteste che sentiamo sono montate perch\u00e9 l\u2019Europa, con le sue politiche di austerit\u00e0 e rigore, sembra non dare respiro all\u2019Italia. Esistono Paesi dell\u2019area sud-europea che continuano ad essere subalterni di decisioni politiche di cui non sono partecipi. Basti pensare al TCP e alla CETA che sono stati fatti passando sopra le nostre teste. \u00c8 doveroso riprendere un po\u2019 di sovranit\u00e0, certo per\u00f2, non uscendo dall\u2019Euro. Oggi, per l\u2019Italia, sarebbe una catastrofe: si rischierebbe un protezionismo che porterebbe a dimezzare il valore del denaro. L\u2019obiettivo \u00e8 un\u2019Europa dei cittadini, dove protagonisti sono piccole imprese e studenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Emilio Dalla Torre, I C Classico \/2 Questa \u00e8 la terza di tre interviste ai candidati alla Camera dei Deputati nel collegio di Venezia. Oltre a Enrico Schenato, candidato con il Movimento 5 Stelle, abbiamo intervistato Nicola Pellicani (centrosinistra) e Michele Mognato (Liberi e Uguali), mentre Giorgia Andreuzza (centrodestra) ha ritirato la propria disponibilit\u00e0. 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