{"id":8201,"date":"2018-03-17T09:16:28","date_gmt":"2018-03-17T08:16:28","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=8201"},"modified":"2020-11-02T15:18:20","modified_gmt":"2020-11-02T14:18:20","slug":"il-colore-nascosto-delle-cose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/il-colore-nascosto-delle-cose\/","title":{"rendered":"IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/il-colore-nascosto-delle-cose\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\" align=\"justify\">di Francesco Ceolin<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-8202\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/ilcolorenascosto.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"571\" \/>\u201c<span style=\"font-size: large;\"><i>But just because it burns, doesn&#8217;t mean you&#8217;re gonna die, you gotta get up and try<\/i>\u201d, con queste parole Pink sembra quasi riassumere nella celebre canzone <i>Try<\/i> il messaggio che lascia questo film nella mente dello spettatore: senza dubbio infatti il regista Silvio Soldini ha saputo mettere su pellicola un inno alla vita e al superamento dei nostri limiti, di qualsiasi natura, proponendo un racconto che si distacca dai suoi lavori precedenti per la sua meno marcata tragicit\u00e0 e la sua squisita nota realistica.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">I due personaggi principali, Teo ed Emma, un pubblicitario e una cieca, incarnano un dualismo che sembra quasi assumere contorni filosofici nel contrasto tra il mondo delle apparenze e delle luci colorate e quello delle ombre e dell\u2019interiorit\u00e0. Teo ed Emma, all\u2019inizio, sembrano non poter essere pi\u00f9 distanti: lui, immagine dell\u2019uomo contemporaneo, senza fissa dimora, sempre alla ricerca di un\u2019esperienza che lo possa estraniare da una riflessione personale su se stesso e sul suo passato e rappresentante di un amore che sembra non avere nessun significato se non quello di un\u2019altalena tra una stabile relazione, che assume la forma di una noiosa quotidianit\u00e0, ed un momento di pura passione che una volta esaurito non porta altro che tristezza e senso di colpa. E poi c\u2019\u00e8 lei, Emma, donna dai sani principi e dalla vita tanto regolare, da poco separata dal marito e apparentemente serena che per\u00f2 nasconde una frustrazione, una rabbia ed una paura del mondo che piano piano emergeranno nella narrazione. I due si incontrano nell\u2019unica situazione dove le deficienze di lei possono essere nascoste, al buio, e proprio nel buio Teo trover\u00e0 la fonte di luce che scaccer\u00e0 le tenebre dalla sua vita e lo far\u00e0 tornare un uomo in pace con il suo passato e con se stesso, anche se con molta fatica. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">La narrazione infatti si dipana in un turbinio di eventi distribuiti in un lasso di tempo decisamente esagerato e che a lungo andare rischiano di annoiare lo spettatore: per Teo riscoprirsi innamorato di una seppur affascinante non vedente non sar\u00e0 facile da accettare. Per far fronte al suo amore dovr\u00e0 seppellire tutto quello che aveva costruito fino ad ora nella sua vita privata alla ricerca di una stabilit\u00e0 ed una serenit\u00e0 interiore che sar\u00e0 interrotta dalla vergogna e dalla paura in pi\u00f9 occasioni. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Il tema principale della pellicola resta la difficolt\u00e0 che un soggetto con deficienze fisiche deve superare per essere accettato dalla societ\u00e0 e soprattutto da se stesso. Interessante \u00e8 a tal proposito il rapporto che propone il registra tra la giovane Nadia ed Emma, la prima infatti \u00e8 un\u2019adolescente che da poco ha perso l\u2019uso delle vista e che \u00e8 alla disperata ricerca di una motivazione per continuare a vivere in un mondo in cui solo le apparenze sembrano contare come quello adolescenziale; la seconda assume le forme di una mentore, l\u2019unica persona che pu\u00f2 veramente incanalare la rabbia della ragazza verso l\u2019accettazione della sua condizione e spronarla a pensare che la vita non si ferma ma si limita a tramutarsi in qualcosa di diverso e per farlo si espone in tutta la sua fragilit\u00e0. Il film nel complesso palesa una trama ricca ed un messaggio di grande valore, l\u2019interpretazione degli attori \u00e8 pi\u00f9 che all\u2019altezza, in particolare quella della Golino nei panni di Emma, un personaggio ricco di sfumature e sicuramente non facile da interpretare. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">La regia si caratterizza per inquadrature semplici e poco dinamiche, i colori sono caldi e gli ambienti familiari, tutti elementi che trasmettono allo spettatore un senso di tranquillit\u00e0 e quotidianit\u00e0. Tuttavia non si pu\u00f2 non notare come gi\u00e0 accennato che i ritmi del film siano estremamente dilatati e gli eventi si susseguono con un ritmo che dopo un po\u2019 diventa snervante, il tutto per concludersi in un finale che offre un lieto fine fin troppo scontato ed improvvisato. <i>Il colore nascosto delle cose<\/i> non ha certo gli elementi per essere considerato un grande film ma con la sua semplicit\u00e0, il suo forte simbolismo e la sua vena dolce\/amara intrattiene e fa riflettere, cosa per niente scontata nel cinema d\u2019oggi. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Ceolin \u201cBut just because it burns, doesn&#8217;t mean you&#8217;re gonna die, you gotta get up and try\u201d, con queste parole Pink sembra quasi riassumere nella celebre canzone Try il messaggio che lascia questo film nella mente dello spettatore: senza dubbio infatti il regista Silvio Soldini ha saputo mettere su pellicola un inno alla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":328,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,32,36],"tags":[],"class_list":["post-8201","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dimart","category-recensioni","category-spett"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8201","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/users\/328"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8201"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8201\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8203,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8201\/revisions\/8203"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8201"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8201"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8201"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}