{"id":8363,"date":"2018-06-07T16:34:24","date_gmt":"2018-06-07T15:34:24","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=8363"},"modified":"2020-11-02T15:17:53","modified_gmt":"2020-11-02T14:17:53","slug":"il-colore-nascosto-delle-cose-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/il-colore-nascosto-delle-cose-2\/","title":{"rendered":"IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/il-colore-nascosto-delle-cose-2\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-8364\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/locCOLNAS.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"600\" \/>Lisa De Stefani, IIBcl. Franchetti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDare un colore alle cose mi aiuta a vederle&#8230; per voi \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 difficile: siete, per forza di cose, pi\u00f9 legati alle apparenze\u201d, dice Emma nel film drammatico diretto da Silvio Soldini, <em><strong>Il colore nascosto delle cose<\/strong><\/em> (2017).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente non richiede nessuno sforzo fermarsi alle apparenze, lasciar scorrere la realt\u00e0 di fronte agli occhi osservandone i fotogrammi di sfuggita, come quando si guarda il paesaggio fuori dal finestrino di un treno in corsa. I soggetti e i colori sono, dopotutto, sempre gli stessi.<br \/>\n\u00c8 proprio per questa ragione che per noi \u00e8 pi\u00f9 difficile vedere.<br \/>\nViviamo la nostra quotidianit\u00e0 con disinteresse perch\u00e8 diamo per scontato di conoscere ogni mattonella del marciapiede su cui camminiamo per poi puntualmente inciampare, e di sapere esattamente a quale incrocio svoltare, finendo per perderci.<br \/>\nMolte persone per\u00f2 non godono del privilegio di potersi abbandonare alla distrazione e alla superficialit\u00e0.<br \/>\nPersone che, come Emma, vivono \u201cal buio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio nel buio totale si apre Il colore nascosto delle cose, con una scena nella quale sono delle voci senza volto a catturare l\u2019attenzione. Scopriamo poi che quelle voci appartengono a Emma (Valeria Golino), Teo (Adriano Giannini) e alcuni dei suoi colleghi. Si tratta del \u201cdialogo nel buio\u201d: un\u2019esperienza che stimola l\u2019utilizzo dei sensi e durante la quale una persona non vedente, nel nostro caso Emma, guida i partecipanti in un percorso privo di qualsiasi fonte luminosa.<br \/>\nTeo \u00e8 un pubblicitario, impegnato in una relazione che lo annoia e tormentato da un passato difficile, che nell\u2019oscurit\u00e0 di quella stanza si infatua immediatamente del timbro sensuale di Emma, non potendola vedere in viso.<br \/>\nI due protagonisti, in un primo momento apparentemente destinati a prendere cammini differenti, vedranno le loro vite incrociarsi ancora, casualmente. Inizia cos\u00ec una frequentazione che far\u00e0 emergere un sentimento sempre pi\u00f9 sincero nei loro cuori, conducendoli ad un (seppur travagliato) lieto fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema della cecit\u00e0 spesso viene affrontato per suscitare commozione nel pubblico che \u00e8 sensibilizzato ad una realt\u00e0 che non lo riguarda in prima persona; si ottiene come ultimo risultato la compassione.<br \/>\nAl contrario, Soldini ci presenta Emma che, nonostante <em>l\u2019handicap<\/em> con il quale convive dall\u2019adolescenza, \u00e8 una lavoratrice ricca di interessi e volonterosa nei confronti del prossimo. Una donna forte e piena di vitalit\u00e0.<br \/>\nIl suo mondo \u00e8 rappresentato in maniera naturale e reale, come se nel momento in cui la vediamo passeggiare al parco fossimo al suo fianco, partecipi della sua quotidianit\u00e0 e non semplicemente spettatori di essa in un\u2019anonima sala cinematografica. Questo \u00e8 senza dubbio un punto a favore di una sceneggiatura che spesso e volentieri sarebbe potuta scivolare nella banalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soldini, dunque, non solo \u00e8 riuscito efficacemente a catturare il pubblico con la sua semplice trama, ma a raccontare questa alternativa storia d\u2019amore con estrema naturalezza e a indagare il vissuto dei protagonisti: due persone comuni che hanno imparato a conoscersi senza formulare pregiudizi l\u2019una nei confronti dell\u2019altra e ad amarsi ascoltando le loro anime.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lisa De Stefani, IIBcl. Franchetti \u201cDare un colore alle cose mi aiuta a vederle&#8230; per voi \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 difficile: siete, per forza di cose, pi\u00f9 legati alle apparenze\u201d, dice Emma nel film drammatico diretto da Silvio Soldini, Il colore nascosto delle cose (2017). 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