{"id":8385,"date":"2018-06-11T08:06:23","date_gmt":"2018-06-11T07:06:23","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=8385"},"modified":"2020-11-02T15:17:53","modified_gmt":"2020-11-02T14:17:53","slug":"nostra-vincitrice-per-le-tre-venezie-al-concorso-leoncino-doro-david-giovani-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/nostra-vincitrice-per-le-tre-venezie-al-concorso-leoncino-doro-david-giovani-2018\/","title":{"rendered":"Nostra Vincitrice per le Tre Venezie al concorso Leoncino d&#8217;oro &#8211; David Giovani 2018"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/nostra-vincitrice-per-le-tre-venezie-al-concorso-leoncino-doro-david-giovani-2018\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: justify;\"><em>Valeria Sitzia, della classe II C indirizzo classico del nostro Istituto, sar\u00e0 ospite come giurato del premio Leoncino d&#8217;oro in occasione della 75a Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia (29 agosto &#8211; 8 settembre 2018).<br \/>\nNell&#8217;ambito del Progetto di istituto &#8220;Leoncino d&#8217;oro &#8211; David Giovani&#8221;, in collaborazione con Agiscuola, Cinit e IMG Candiani, sono stati infatti selezionati per le Tre Venezie gli elaborati realizzati dai seguenti studenti:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>1\u00b0<\/strong> classificato <strong>VALERIA SITZIA<\/strong> &#8211; IIS Bruno Franchetti di Mestre<br \/>\n<strong>2\u00b0<\/strong> classificato NICOLO&#8217; ALVISE MARIN &#8211; Liceo A. Cornaro di Padova<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Valeria si \u00e8 distinta presentando una recensione del film &#8220;The Place&#8221; di Paolo Genovese. <\/em><em>Complimenti vivissimi a Valeria e ai membri della giuria d&#8217;Istituto del David Giovani 2018 che hanno partecipato al concorso con recensioni di ottimo livello.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<h2><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-8196\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/The_Place.jpg\" alt=\"\" width=\"235\" height=\"336\" \/>Recensione del film &#8220;The Place&#8221;<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: right;\">di Valeria Sitzia IICcl<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cThe Place\u201d di Paolo Genovese del 2017 \u00e8 un film drammatico, ispirato alla serie televisiva americana \u201c The Booth at the End\u201d, di cui \u00e8 il remake, con un cast di dieci attori in cui spiccano nomi come quello di Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Silvio Muccino, Rocco Papaleo, Vittoria Puccini, Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, ed altri interpreti straordinari che rappresentano buona parte dell&#8217;attuale cinema italiano.<br \/>\nIl tema principale \u00e8 incentrato sul libero arbitrio e sulla capacit\u00e0 dell\u2019uomo di autodeterminarsi. Solo dalle scelte del singolo individuo dipendono non solo il suo destino ma anche quello degli altri che entrano in relazione con lui.<br \/>\nLa trama, sviluppata sulla base della domanda centrale &#8220;Cosa si \u00e8 disposti a fare per ottenere quello che si desidera?&#8221;, costruisce un film complesso e concettuale, che colpisce perch\u00e9 affronta temi scabrosi e inquietanti ed ha il merito di non soffermarsi su cose gi\u00e0 viste.<br \/>\nLa pellicola \u00e8 interamente girata in epoca contemporanea all\u2019interno di un bar con una vetrina che affaccia su una strada di Roma; si vede solo un tavolino, non ci sono altre scene, dove per un\u2019ora e quarantacinque minuti \u00e8 un continuo susseguirsi di figure di varia umanit\u00e0. E\u2019 un film solo parlato, privo di avvenimenti, se non quelli raccontati dai personaggi; lo svolgimento \u00e8 tutto giocato sui dialoghi, sul non detto, su espressioni e sfumature, con una costante e alcune variabili. C&#8217;\u00e8 infatti un uomo (interpretato da Valerio Mastandrea) seduto sempre l\u00ec allo stesso tavolo in un angolo del bar, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Tiene una grossa agenda a portata di mano, a volte scrive qualcosa, altre la consulta. Non si sa nulla di lui, chi sia, cosa faccia. Vuole fare del bene o del male? E\u2019 freddo, cinico e il suo compito \u00e8 tentare l\u2019uomo, prospettando miracolose conquiste. Ritiene che &#8220;la gente \u00e8 in grado di fare molto pi\u00f9 di quello che crede, anche le cose pi\u00f9 orrende\u201d\u2026\u201c se questa \u00e8 l&#8217;unica opportunit\u00e0 per dare vita ai desideri pi\u00f9 grandi, quelli in apparenza irrealizzabili\u201d. Un continuo viavai di persone siede al suo tavolo con le richieste pi\u00f9 varie e l\u2019uomo misterioso \u00e8 pronto ad esaudire ogni loro desiderio. Naturalmente in cambio di qualcosa, lo svolgimento di compiti alcuni innocui, altri difficili, ma certi proprio immorali, contro ogni valore etico che lasciano sorpreso lo spettatore. E dal susseguirsi di personaggi che si avvicendano al tavolino si ha la dimostrazione che l\u2019essere umano pur di arrivare ad un determinato obiettivo \u00e8 pronto a fidarsi di una persona che non conosce e che gli fa fare di tutto.<br \/>\nAd un certo punto \u00e8 incominciato un percorso interiore anche dentro di me che mi ha coinvolto, appassionato, stimolato con molte domande. Ma non ci sono risposte e per questo ci si sente chiamati in causa.<br \/>\nQuesto film ha molti tratti in comune con un altro diretto dallo stesso regista, il pluripremiato \u201cPerfetti Sconosciuti\u201d del 2016, in cui ugualmente \u00e8 rispettata l\u2019unit\u00e0 di luogo, \u00e8 presente una forte coralit\u00e0 e i movimenti di macchina sono ridotti ai minimi termini con l\u2019alternanza di campo e controcampo. La storia di \u201cThe Place\u201d \u00e8 per\u00f2 originale e imprevedibile. La narrazione procede con immagini suscitate nella mente dalla semplice descrizione fatta a voce dai personaggi, seduti sempre allo stesso tavolino, con i loro dialoghi e racconti cos\u00ec che tutto \u00e8 demandato all\u2019immaginazione dello spettatore. Non sono mai presenti effetti speciali, dunque, ci si concentra sull\u2019analisi dei sentimenti e delle emozioni che provano i personaggi. C\u2019\u00e8 un intreccio e un parallelismo tra le molte storie e i numerosi \u201cclienti\u201d che si rivolgono al misterioso uomo.<br \/>\nIl montaggio per la sua semplicit\u00e0 risulta quasi amatoriale; grazie a ci\u00f2 la presentazione dei fatti avviene in modo lineare. Il ritmo \u00e8 tranquillo poich\u00e9 \u00e8 scandito solamente dai dialoghi. Le sequenze sono lunghe e il passaggio tra una scena e l\u2019altra \u00e8 immediato. La fotografia \u00e8 ben armonizzata a questo tipo di film e ai temi trattati: ha colori freddi che creano un\u2019atmosfera cupa e anonima.<br \/>\nLa vicenda, essendo ambientata in un unico luogo alla lunga potrebbe risultare stancante e noiosa ma ci si fa coinvolgere dai racconti dei fatti personali e si diventa curiosi di scoprire l\u2019epilogo delle storie.<br \/>\nLa colonna sonora \u00e8 il brano inedito \u201c The Place\u201d interpretato e scritto da Marianne Mirage in collaborazione con gli STAG: \u00e8 apocalittica, starebbe meglio in qualche film d\u2019azione americano.<br \/>\nIl film mi ha molto impressionato e lasciato numerosi interrogativi oltre ad un senso di vuoto e amarezza per quello che si vede o meglio si intuisce durante la visione, perch\u00e9 allo spettatore \u00e8 lasciata una grande libert\u00e0 di interpretazione e immaginazione dei fatti narrati. Personalmente non ho condiviso le scelte fatte da alcuni personaggi, forse volutamente provocatorie, al fine di spiazzare lo spettatore, ma senza dubbio l\u2019intreccio della pellicola ha suscitato la mia curiosit\u00e0 alla scoperta dei lati pi\u00f9 oscuri dei personaggi, messi alla prova dalla domanda fatale : \u201ccosa saresti disposto a fare per ci\u00f2 che desideri?\u201d. Il prezzo da pagare in certi casi \u00e8 veramente molto alto, ma, messi di fronte ad un bivio si pu\u00f2 sempre attuare la scelta pi\u00f9 giusta e comprendere che non serve vendere l\u2019anima al diavolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Valeria Sitzia, della classe II C indirizzo classico del nostro Istituto, sar\u00e0 ospite come giurato del premio Leoncino d&#8217;oro in occasione della 75a Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia (29 agosto &#8211; 8 settembre 2018). 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