{"id":8472,"date":"2019-02-04T08:00:40","date_gmt":"2019-02-04T07:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=8472"},"modified":"2019-02-04T12:43:20","modified_gmt":"2019-02-04T11:43:20","slug":"recensione-di-notti-magiche-di-paolo-virzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/recensione-di-notti-magiche-di-paolo-virzi\/","title":{"rendered":"RECENSIONE DI &#8220;NOTTI MAGICHE&#8221; DI PAOLO VIRZ\u00cc"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/recensione-di-notti-magiche-di-paolo-virzi\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: justify;\"><em>Notti magiche<\/em>, ultimo film del torinese Paolo Virz\u00ec, \u00e8 un film che con poco ci dice molto. \u00c8 un film di decadenza e un film di rinascita, un film che ci vuole mostrare come \u00e8 finita un\u2019era del cinema italiano e come ne \u00e8 iniziata un\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ambientato in una calda estate degli anni \u201990, ci narra dell\u2019arrivo di tre giovani sceneggiatori (il timido Antonino, colto e formale, interpretato da Mauro Lamantia, Luciano, un ardimentoso Piombinese, impersonato da Giovanni Toscano, ed Eugenia, una borghese del <em>generone<\/em> romano, la bellissima Irene Vetere) in una Roma che, oramai, dei grandi splendori cinematografici passati mostra solamente timide vestigia: la cinematografia si sta evolvendo, e del mitico cinema d\u2019autore, uno per tutti l\u2019<em>8\u00bd<\/em> di Fellini, non si parla pi\u00f9. Provenienti da realt\u00e0 molto diverse, concorrono tutti e tre per un premio al migliore copione, il copione di un film che hanno scritto: essendo riusciti ad accedere alla fase finale di questo concorso, forse potranno fare il loro ingresso nello sfavillante mondo della nuova Cinecitt\u00e0. Mentre si dissipa la cortina di timidezza fra i protagonisti, si innalza intorno a loro una vera e propria coltre di bugie raccontate da tutti i cialtroni che orbitano intorno a questo mondo del cinema, e i tre giovani dovranno fare fronte compatto contro questa conventicola di anziani autori che spera soltanto di introdurli al gregge dei \u201cnegri\u201d, gli aspiranti sceneggiatori messi a far pratica presso questi grandi maestri, e di fatto a scrivere per loro. Ben presto, quindi, il cinema romano mostra la sua vera faccia: poca gloria e molta miseria, raggiri e truffe. L\u2019epilogo di questa avventura giunge quasi inatteso e certamente drammatico, allegorizzato dalla partita di calcio che scandisce il tempo del film: un\u2019Italia ambiziosa, come i tre protagonisti, viene sconfitta ai rigori da un\u2019Argentina molto pi\u00f9 esperta sul campo, e Antonio, Luciano ed Eugenia se ne vanno da Roma, vinti dai mulini a vento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le letture di questo film possono essere diverse, ma va chiarito sin da subito che Virz\u00ec non si pone in una posizione di polemica nei confronti del nuovo cinema, del cinema dei <em>cinepanettoni<\/em>; n\u00e9 ci regala una delle sue accurate visioni critiche sulla societ\u00e0 moderna, come ne <em>Il capitale <\/em>umano; il regista, piuttosto, ci concede una narrazione allegorica della storia di un\u2019ammaliante illusione, quella di tre giovani sceneggiatori di fronte al paese dei balocchi. Questa illusione ben presto affonda nel profondo abisso della delusione: l\u2019agonia del cinema d\u2019autore italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Complessivamente, il film \u00e8 un film di qualit\u00e0. Si configura come una produzione fortemente estetica, ma si difende egregiamente dall\u2019accusa di essere un film superficiale o vuoto. Certo, forse Virz\u00ec \u00e8 stato meno loquace di un Garrone in <em>Dogman<\/em>, che pure ci racconta di miseria, ma gli va riconosciuta una grande capacit\u00e0 che emerge in questo film: nel suo trattare di <em>metacinema<\/em> riesce a creare una specie di racconto iniziatico, un romanzo di formazione dei protagonisti, che gli conferisce quel tanto di spessore che basta per differenziarsi nel panorama del cinema contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli attori protagonisti sono forse il perno che riesce a tenere insieme tutto questo racconto: Mauro Lamantia, Giovanni Toscano e Irene Vetere sono tre attori esordienti, ed \u00e8 forse proprio con la loro recitazione non inquadrata che riescono a dare molto in termini di vitalit\u00e0 e respiro all\u2019intero film, rendendolo cos\u00ec: godibile e mai frivolo, adatto ad un luned\u00ec pomeriggio.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"NOTTI MAGICHE (2018) di Paolo Virz\u00ec - Trailer ufficiale HD\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/R6BbF3v8HIg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Notti magiche, ultimo film del torinese Paolo Virz\u00ec, \u00e8 un film che con poco ci dice molto. \u00c8 un film di decadenza e un film di rinascita, un film che ci vuole mostrare come \u00e8 finita un\u2019era del cinema italiano e come ne \u00e8 iniziata un\u2019altra. 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