{"id":8714,"date":"2019-05-15T13:34:15","date_gmt":"2019-05-15T12:34:15","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=8714"},"modified":"2020-11-02T15:13:06","modified_gmt":"2020-11-02T14:13:06","slug":"apologia-del-sessantotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/apologia-del-sessantotto\/","title":{"rendered":"Apologia del Sessantotto"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/apologia-del-sessantotto\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era l\u2019autunno del sessantasette e le foglie cadevano ineluttabili al suolo mentre gli atenei dell\u2019Italia centro-settentrionale venivano occupati dagli studenti che, da l\u00ec a poco, sarebbero diventati i protagonisti di una massiccia contestazione giovanile. La protesta poneva le sue radici nei movimenti nati originariamente negli Stati Uniti, dove studenti, operai e gruppi minoritari avevano gi\u00e0 iniziato la marcia contro gli schemi socio-politici allora in vigore. A questo si aggiunsero\u00a0 il conflitto tra la nuova generazione e quella reduce dalla Seconda Guerra Mondiale, l&#8217;avvento di un&#8217;epoca di benessere che port\u00f2 le persone a manifestare per la qualit\u00e0 della vita e non solo per il reddito, la protesta contro la guerra del Vietnam, il sorgente soggettivismo e la diffusione della cultura di massa; tutti elementi che condussero alla formazione di una nuova prospettiva in linea con pensieri progressisti. Furono il rifiuto dell\u2019autoritarismo e il concetto di uguaglianza a guidare le voci della contestazione che assunse in quell&#8217;anno un carattere mondiale, coinvolgendo le coste del Nord Africa e l&#8217;entroterra meridionale del continente, cos\u00ec come il sud America e alcune zone dell\u2019India, oltre a buona parte dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Il Sessantotto \u00e8 stato un fenomeno complesso e su cui ancora oggi c&#8217;\u00e8 un dibattito aperto. Molto spesso coloro che lo leggono come una completa disfatta e come un oltraggio ai valori della tradizione, definiscono la necessit\u00e0 d\u2019espressione dei giovani del tempo come un capriccio, uno sfizio che sollev\u00f2 proteste inutili e, con esse, anche violenza.<\/p>\n<p>I tumulti in una societ\u00e0 civile e democratica, per\u00f2, sono la manifestazione di un sentimento di scontentezza, di insoddisfazione, da parte dei cittadini; indipendentemente dal fatto che provengano dalla maggioranza o da gruppi minoritari. Definire capriccio un segno di amarezza che sconvolge e turba il cittadino nell\u2019intimo, come persona e come uomo, appare opinabile.<\/p>\n<p>A partire da queste istanze insorsero movimenti a livello mondiale, per protestare contro l\u2019autoritarismo, in quanto vi erano persone che non si sentivano rappresentate o da leggi dello Stato (o dalla mancanza di provvedimenti che prendessero in carico le loro necessit\u00e0) o dai comportamenti troppo rigidi delle istituzioni. Nacque cos\u00ec una protesta pacifica che raccolse migliaia, milioni, di studenti e li riun\u00ec nelle piazze a contestare un sistema che non soddisfaceva le loro esigenze di alunni. La strategia dell\u2019occupazione degli istituti fu la loro forma estrema di violenza, e si ricorda in particolare quella che venne definita la battaglia di Valle Giulia in cui, insediandosi nella Facolt\u00e0 di Architettura dell&#8217;Universit\u00e0 di Roma, i giovani manifestanti si scontrarono fisicamente con le forze armate. Quella fu una circostanza, un momento caratterizzato da violenza. Ma l\u2019obiettivo dei sessantottini si discostava largamente da un atteggiamento di aggressivit\u00e0. Non volevano prendere il potere, non volevano assediare le istituzioni e spargere paura per il paese come le organizzazioni terroristiche a loro successive; ma desideravano cominciare ad essere ascoltati e ad essere compresi nelle loro richieste di studenti, lavoratori, donne e uomini con diritti e doveri.<\/p>\n<p>Successivo a quest\u2019ondata di proteste pacifiche nacque, all\u2019inizio degli anni \u201970, l\u2019assetto terroristico delle Brigate Rosse, in netta contrapposizione con gli ideali pacifici dei sessantottini e in lotta con i gruppi estremisti di destra. La correlazione tra sessantotto e terrorismo, elaborata dal professor Richard Drake, \u00e8 piuttosto fragile, in quanto gli attentati terroristici sono da attribuirsi a fattori preesistenti alla contestazione: questa, nella differenziazione delle posizioni ideologiche, al massimo, fu un elemento stimolatore, agevolatore, nei confronti delle organizzazioni eversive; ma certamente non \u00e8 da ritenersi la genesi di tanta violenza.<\/p>\n<p>Intanto tra i cortei giovanili, cominciarono a farsi strada anche movimenti femministi che, dopo il suffragio femminile del \u201946, domandavano pi\u00f9 diritti per le donne. In aggiunta anche le fabbriche dei lavoratori nel nord Italia, al termine del 1968, vennero contagiate dal flusso della protesta. Questo coro di voci lasci\u00f2 in eredit\u00e0 alle generazioni degli anni successivi l\u2019audacia che le port\u00f2 a combattere per ottenere leggi tutt\u2019ora in vigore come quella sul divorzio (1969), lo statuto dei lavoratori (1970), il riconoscimento dell\u2019obiezione di coscienza e l\u2019istituzione del diritto civile (1972), il nuovo diritto di famiglia (1975) e quella sull\u2019interruzione volontaria di gravidanza (1978).<\/p>\n<p>Il sessantotto \u00e8 stato, cos\u00ec, padre di una serie di provvedimenti che hanno soddisfatto richieste di donne, uomini e lavoratori. \u00c8, dunque, inutile cercare di aggredire i sessantottini per il loro disperato bisogno di portare una ribellione incentrata sulla sfera privata, poich\u00e9, se non vi \u00e8 comodit\u00e0 nello spazio pi\u00f9 intimo di un cittadino, \u00e8 meno probabile che questo possa esprimersi come tale in abito pubblico-sociale. \u00c8 importante, quindi, dare la possibilit\u00e0 a ognuno di vivere a proprio agio; per questo motivo ogni provvedimento da parte dello Stato dovrebbe mirare alla difesa dell\u2019animo umano e alla soppressione di tutto ci\u00f2 che lo pu\u00f2 offendere attraverso discriminazioni o mancanza di tutele legislative (che devono semper essere accompagnate da legittimi doveri), mettendo da parte, se necessario e se richiesto, gli schemi rigidi e paralizzanti della tradizione al fine di sostenere tutti gli uomini, uguali in dignit\u00e0 e diritti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Era l\u2019autunno del sessantasette e le foglie cadevano ineluttabili al suolo mentre gli atenei dell\u2019Italia centro-settentrionale venivano occupati dagli studenti che, da l\u00ec a poco, sarebbero diventati i protagonisti di una massiccia contestazione giovanile. 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